K.Z.9 – Lager di sterminio

K.Z.9 –

Lager di sterminio


Questo bombardamento non ci voleva. Ora ci toccherà viaggiare in camion fino alla “Casa delle Rose” credimi, non è piacevole portare a spasso una mandria di troie.

Vogliamo credere ai buoni intenti di Bruno Mattei, a ciò che le cronache riportano e cioè al fatto che il regista disse che questo film aveva un intento di denuncia o quantomeno di serietà.
Così dopo l’erotica boutade di “Casa privata per le SS” Mattei si rituffa nel nazi, cambiando prospettiva e sì, certo, cercando di smascherare le atrocità dei Lager.

Ci viene difficile credere a questo nobile intento, soprattutto dopo la visione di un film che è unicamente la cronaca di una macelleria (d’altronde è stato girato nell’ex mattatoio del Testaccio) e che probabilmente avrebbe dato fasti...

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Voglia di guardare

Voglia di guardare


-È davvero stupenda…però non approfittartene troppo, anche se hai carta bianca naturalmente.
-Siamo già d’accordo e io sto ai patti.

La voglia di guardare passa purtroppo in fretta. Sebastiano Somma crede di essere in un fotoromanzo e sembra un manichino (non che oggi sia migliorato). Marino Masè probabilmente deve sbarcare il lunario e lavora senza crederci troppo. Jenny Tamburi ci prova ma è fuori ruolo e doveva interpretare il personaggio di Lilli Carati, anche lei pertanto fuori ruolo.

Riassumendo: Joe D’Amato dirige, scrive, (con Donatella Donati) il terzo film alla Tinto Brass, che però è uno stucchevole polpettone a tinte rosa/drammatiche/soft core e le cui musiche composte da Guido Anelli e Stefano Mainetti non fanno che peggiorare il tutto...

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Rape Zombie: Lust of the Dead

Rape Zombie:

Lust of the Dead


History’s most powerful leaders’ most dreaded fear was to be unpopular with the opposite sex

Non ci è chiaro se i problemi con il sesso li abbiano i giapponesi o noi che mostriamo molto meno le nostre perversioni. Poi qui si va pure oltre alle perversioni e soprattutto si parte subito in maniera diretta, senza filtri. Una scena di violenza domestica e poi una scena, volutamente assurda (per quanto sia impossibile ironizzare sulla questione), di uno stupro in strada. E ancora altre immagini di violenze e testimonianze con una canzone hard core che ripete “Rape Zombie! Rape Zombie!”.

Pur non essendo conservatori dobbiamo ammettere che Naoyuki Tomomatsu prende una strada dura per questo suo lavoro...

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Santo vs. el estrangulador

Santo vs.

el estrangulador


this flower has two meanings: love and death

Ci sono numerosi momenti musicali, c’è del thriller e non manca di certo la lucha libre. In lontananza si vede il fantasma dell’opera che mangia un burrito e che fa di questa pellicola una specie di versione messicana del libro di Leroux.
La perfezione sarebbe stata quella di far cantare il buon El Santo, unendo così i tre pilastri di questo film e soprattutto gli amanti del musical, del thriller e delle avventure dell’Enmascarado de la Plata. Purtroppo non è così che vanno le cose nella pellicola che segna il ritorno alla regia di René Cardona con la sceneggiatura di Rafael García Travesi, che porta qualche piccola novità e qualche grande assurdità.
A parte i lunghi momenti musicali, piazzati per la ...

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Tango 2001

Tango 2001


If you think Joachim can steal a woman from me, come with me to have some laughs

In tarda serata, chissà perché, decido di guardare un film che ho in archivio da anni. Non so perché l’ho preso, non ricordo di cosa tratti. Pare sia un thriller il cui titolo non dice tanto e l’anno e la provenienza così “esotica”, lasciano pensare che sia solo un affronto ai nostri capolavori che in quegli anni spadroneggiavano. Un thriller greco? A che minuto mi addormenterò?
“Tango 2001” si apre con le immagini di una Atene notturna nello spartiacque tra dittatura e ritrovata democrazia. Ora, visto che sono tra quelli che adorano la capitale greca, questo è un bell’inizio.

Ci troviamo poi nel club che dà il titolo al film, dove incontriamo subito i protagonisti...

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Marquis de Sade: Justine

Marquis de Sade:

Justine


Is it true that prosperity may accompany the more bad behavior while the misfortune tirelessly heels virtue?

Disse lui, che un giorno gli telefonarono per annunciargli d’aver trovato la soluzione ideale per l’interprete principale. Era giunto il tempo, secondo i produttori americani, dei figli d’arte. Aggiunge, sempre lui, che questa ragazzina è insolente e incapace e che no, non la voleva, lui voleva Rosemary Dexter. Disse (a quanto pare) lei, che questo film lo dimenticherebbe volentieri e va sapere se è per colpa di qualche scena un po’ calda, se per l’ispirazione da De Sade o se questo lavoro contrasta pesantemente con l’immagine con cui si identifica maggiormente. Beh, Romina Power ha avuto un periodo della vita intenso e scanzonato, tra film...

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Aliens: Zone of Silence

Aliens: Zone of Silence


You Are Not Alone. There’s something in the silence

Senza stare a fare elenchi chilometrici è una vita che i registi con mano mossa cercano di mostrarci storie raccapriccianti facendocele vivere con riprese “vere” e “amatoriali”. Il found footage che funzionava negli anni che furono, ha funzionato a fine secolo e anche nel nuovo millennio (a volte), pur perdendo quell’effetto di “Sarà vero?” sul pubblico.

Questo stile abbondantemente utilizzato e le storie sugli alieni, ancora più vecchie, non hanno spaventato Andy Fowler già agli effetti visivi per diversi importanti film come “The Chronicles of Narnia: Prince Caspian”, “The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy” e “Pinocchio” di Benigni e che qui cambia ruolo scrivendo e dirigendo, que...

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Paura nella città dei morti viventi

Paura nella Città

dei Morti Viventi


L’anima che anela all’eternità deve sottrarsi al gioco della morte. Tu, o viandante, alle soglie delle tenebre, vieni

Per quanto il titolo e le prime scene tolgano del tutto l’effetto sorpresa, il buon Lucio Fulci inizia in maniera convincente la sua famosa trilogia della morte. Anche se forse, ribadiamo forse, siamo un poco sotto a “Quella Villa accanto al Cimitero” ma sicuramente lo siamo nei confronti all’inarrivabile “E tu vivrai nel terrore-l’aldilà”, Fulci dà in pasto allo spettatore, quello fanatico di horror, un bel po’ di cose disturbanti e possiamo dire estreme per l’epoca, confezionando un bel lavoro.

Merito anche di una crew affiatata e perfetta con Dardano Sacchetti (con il regista) alla sceneggiatura, la fotografia ...

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La Ciociara

La Ciociara


Questo film non contiene scene di stupro e non riporta drammatici fatti storici realmente accaduti ai danni della popolazione ciociara

Dai su, siamo onesti, è difficile pensare che una persona non sappia in che casino si stia cacciando. Soprattutto se la persona in questione è uno scafato regista porno e se il casino in cui si sta cacciando ha come fondo un periodo storico drammatico, un famoso romanzo e una famosissima trasposizione cinematografica.
Quindi a parere personalissimo Mario Salieri se l’è andata un po’ a cercare, magari senza pensare che la cosa degenerasse. Un gioco sfuggito di mano, si può dire, visto che la sua versione hard de “La Ciociara” ha scatenato una serie di polemiche che hanno avuto, se non altro, il merito di unire la politica dalla des...

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La liceale nella classe dei ripetenti

La liceale nella classe

dei ripetenti


Io ho una fidanzata molto moderna: si droga, vede questi film moderni, Arancia Meccanica, Banana Metallurgica…

E per una volta nella commedia erotica all’italiana cambiano le cose. Beh, senza esagerare a dire il vero, ma qualcosa di diverso qui c’è. A iniziare da Gianfranco D’Angelo che parte da un podere in campagna su un cavallo per andare a scuola. È un fascistello ma non insegna ginnastica come al solito, si chiama Pinzarroni e viene accolto dal bidello Anacleto (Jimmy il Fenomeno) e da Alvaro Vitali che nel frattempo è diventato professore (oltre a fare scoregge il nostro studiava di nascosto anvedi ‘sto stronzo…).

La bella non tarda ad arrivare ed è accompagnata dal padre: Lino Banfi che a quanto pare ha avuto una figlia alta ...

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