Rimini, Rimini

Rimini, Rimini


– Gildo che cosa fai?
– Niente, raccoglievo la forchetta.
– Non ne avrai mica approfittato per guardarmi le gambe? Lo sai che non porto le mutandine?
– Ah, mi sembrava tu avessi delle mutandine nere di peluche..

Colpa dei Vanzina o della tradizione dei film vacanzieri? Beh, forse non è colpa di nessuno dei due se dopo “Sapore di mare” prolificano negli anni ottanta e prima parte anni novanta una serie di filmetti scollacciati e senza arte, che riprendono il tema vacanziero e che ottengono quasi sempre buoni riscontri al botteghino. Alla fine la colpa è di produttori e sceneggiatori, semmai, che si lanciano, come sempre, su un soggetto potenzialmente redditizio.

La colpa in “Rimini, Rimini” è invece di Serena Grandi, che ci obbliga a scindere questa recensione ...

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Ballet of blood

Ballet of blood

Bold. Shocking…. Beautiful

Jared Master, dice il curriculum, è un regista, attore e pianista jazz, grande fan di Doris Whisman, tanto che ha il suo nome tatuato sull’avambraccio. Forse è la somma di tutte queste cose che l’ha portato a fare un film ambientato in una scuola di danza con un evidente low-budget, altrettanto evidentissimi riferimenti agli schemi classici del thriller/slasher e un sacco di belle ragazze vestite e svestite.
Nulla da dire su quest’ultimo punto, che Master mette in chiaro fin da subito, con una ragazza in topless che entra in una scuola di danza con un Uzi e ferisce la prima ballerina...

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Omicidio a luci blu

Omicidio a luci blu

Da fotomodella a prostituta per scoprire il colpevole

“Omicidio a luci blu” avete detto? Sì, un chiaro rimando al titolo italiano di “Body Double” di De Palma. Ma tranquilli, c’è una spiegazione a tutto e cioè abbiamo Alfonso Brescia alla regia.

Una garanzia per un certo cinema. Brescia, che si firma Al Bradley sbalordisce (nei primi minuti), mostrando scene girate a New York e un cast interessante con David Hess, Florence Guerin (qualcuno ci spiegherà prima o poi perché è venuta in Italia a fare film trash) e se ve la ricordate pure Wendy Windham.
Il genere è ovviamente il thriller erotico, o almeno è quello che ci sembra di vedere, di stampo americano ma con reminiscenze di Argento e Bava e scopiazzature prese qua e là.

L’entusiasmo per ambien...

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Trick or Treat

Trick or Treat

What are you afraid of? It’s only rock and roll…

Ozzy Osbourne fa un cameo. Gene Simmons pure. Il film si apre con i poster di gruppi heavy metal, un giradischi e musica che fa parte di un’ottima colonna sonora. Un nerd che poi sarà l’(anti)eroe, fan di un certo Sammi Curr, bullizzato da soliti idioti iperfighi. Hey! Questa è la nascita di un cult horror, che ancora oggi è una piacevole visione. Un omaggio sentito al movimento heavy metal dell’epoca, che prende tutti gli stereotipi del caso e la leggenda dei messaggi nascosti nei dischi.

Film d’esordio di Charles Martin Smith che alterna la carriera d’attore con quella di regista, “Trick or Treat” gioca molto con gli ambienti mischiando scene infernali e momenti da allegra comunità americana, dandoci pe...

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The Dirty Mind of Young Sally

The Dirty Mind

of Young Sally

She’s radio’s answer to Fanny Hill – turn her on and she’ll turn you on! Her throat will really get you up… in the morning!

Sally scappa dalla polizia sfrecciando su un van nella provincia americana. Sally è un’eroina perché è la DJ di una trasmissione radiofonica, pirata che dispensa consigli sessuali che vengono messi in atto dagli ascoltatori. Tutto questo non piace alle forze dell’ordine che cercano di acciuffarla. Inutilmente. Tra un discorso e l’altro assistiamo a varie scene di sesso che coinvolgono anche la nostra Sally. Tutti si divertono, eccetto la polizia.

Bethel Buckalew invece è in uno di quei rari momenti in cui si smarca dai suoi hillbilly e possiamo dire anche in uno di quei momenti rari in cui cerca di raccontare una storia, ch...

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Una cavalla tutta nuda

Una cavalla tutta nuda


Poi, far la guerra è più facile che far la pace

Ne abbiamo già visti tanti e di tanti ne abbiamo scritto e scusate dunque la ripetizione, ma ci troviamo in uno di quei casi che a parte il titolo e una scena, c’è ben poco da vedere. Poi la scena e il titolo convergono e il tutto arriva abbastanza presto.
In ogni caso che sia sempre benedetta Barbara Bouchet, la cavalla del titolo, che ci appare come una visione per ben pochi minuti, tutta nuda (come dice il titolo) a carponi, con Don Backy che la palpa cercando di trasformarla in una cavalla sotto lo sguardo dello stupido marito.
A parte questa breve parentesi, questo decamerotico tra i primi del suo genere, ha ben poco da dire. Renzo Montagnani e Don Backy sono sicuramente due protagonisti azzeccati ma la s...

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Sotto il vestito niente

Sotto il vestito niente


Ricorda fotomodella che tu sei fatta di carta e non di carne…

È morto Carlo Vanzina e ci arriva un messaggio “Come mai non avete mai parlato dei suoi film?”. Già, vero, dieci anni sono passati da quando è nato questo sito e mai abbiamo scritto di un film di Vanzina. Perché? Perché il suo cinema non rientra nella nostra idea di trash e ovviamente ancor meno di indipendente. Insomma, semplicemente non ci piace, al netto di qualche bella commedia s’intende (“I Fichissimi” o “Eccezzziunale… veramente” per dire).

Quindi non siamo tra quelli che si sono lanciati in elogi a sorpresa per la sua morte, ma vista la domanda che ci hanno posto, siamo andati a spulciare tra i nostri ricordi e soprattutto nella sua filmografia, ritrovando alcuni film che sì...

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Les deux orphelines vampires

Les deux

orphelines vampires


-Our day for us is blue.
-The light for us is black…
-and other people’s sun has made us blind…
-but when it is hidden…
-…our dream begins.

Come dice quel detto che “il primo amore non si scorda mai”, Jean Rollin torna dopo circa quindici anni al caro amato tema dei vampiri. Per diverse e inaspettate congetture il regista francese vive un inaspettato momento di fama e di apprezzamento per la sua filmografia.
Incredibile vero? La sua rinascita e riscoperta inizia con la pubblicazione di un volume enciclopedico del cinema a firma di Cathal Tohill e Pete Tomb, che appunto scopre e fa uscire dalla tomba (virtualmente s’intende) il regista francese.

Su quest’ondata di felicità, Rollin dirige un film liberamente ispirato a un suo omonimo romanzo e il cui t...

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Espectro del estrangulador

Espectro

del estrangulador


Quelle belle storie con leggende e misteri che s’intrecciano. Non quella de “El Santo” (che sì, è una leggenda) ma quella di un film che sembra proprio un’abile manipolazione di scene tagliate del suo predecessore con qualche aggiunta e qualche interprete accreditato ma non presente. Leggenda o astuta mossa del produttore Alberto Lopez? Chissà, di certo questa è la sua ultima collaborazione con El Enmascarado de la Plata e possiamo dire che la relazione lavorativa tra i due si chiude con un b movie, che più b non può essere.

Un film tra l’altro molto corto e che ha molti diversi musicali e pochi momenti di lucha libre, oltre a una trama “misteriosa”, vale a dire che non si capisce molto...

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Rape Zombie: Lust of the Dead 3

Rape Zombie:

Lust of the Dead 3


What do women know about love? Re-educate men!? Give me a break, women! We won’t let women control men’s concept of love or sex drive!

Dove eravamo rimasti? Ah sì, due donne che si strizzavano le tette, mentre zombie arrapati cercavano di violentarne il più possibile e gli ultimi maschi sani rimasti si godevano la scena. E dove siamo adesso? sempre nello stesso posto, sempre con gli stessi problemi, perché d’altronde il terzo capitolo dei rape zombie è stato girato in contemporanea col predecessore con il quale è stato anche presentato.

Ma a parte un inizio eccessivamente lungo che riassume le precedenti avventure il terzo capitolo della saga di Tomomatsu, prende pian piano, nuove e inaspettate strade evitando, almeno in parte, il rischio di annoia...

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