Army of Thieves

Army of Thieves

You don’t have to go to Vegas to get lucky

Fare un prequel di un film sugli zombi ma senza gli zombi. Non male come idea. Sì, ok, “Army of the dead” non era solo un film sui morti viventi, ma anche un heist movie con tratti, a volte, romantici. Il suo prequel però, esclude quasi totalmente i mostri per puntare tutto su un heist movie europeo incentrato sulla figura di Dieter, interpretato da Matthias Schweighöfer che dirige su la sceneggiatura scritta da Shay Hatten su idea, ovviamente, di Zack Snyder.
Co-protagonista è Nathalie Emmanuel, l’indimenticabile Missandei di “Games of Thrones”. Ci tenevo a dirlo subito per la mia passione (del tutto artistica) per Nathalie, che qui dimostra ancora una volta una certa bravura...

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Old

Old

It’s only a matter of time

Con tutta tranquillità questo potrebbe diventare il film di riferimento di vari complottisti. Uno scacco matto a chi governerebbe il mondo da parte di M. Night Shyamalan, che si ispira alla grafic novel “Château de sable”, scritta da Pierre-Oscar Levy e disegnata da Frederik Poetesche a quanto pare gli fu regalata dai figli e che subito lo colpì al punto di comprare immediatamente i diritti.

Direte: se è ispirata a una graphic novel, che colpa ne ha il regista di eventuali tesi complottiste che hai citato nelle prime righe? Beh il regista americano ha cambiato alcune cose, come il finale, ed è lecito pensare che abbia anche cavalcato l’onda di questi ultimi anni.
In ogni caso Shyamalan ci porta in un horror/thriller incentrato sul passare del te...

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Into the night – Seconda Stagione

Into the night

Seconda stagione

Bunker life is almost like home life

Quelli del volo Mosca/Bruxelles, spinti dall’onda di un successo inaspettato di una serie che riassume il tutto in sei episodi di circa 35’, sono, con nostra gioia, tornati. Certo, non è facile ripetere l’exploit della prima stagione e naturalmente l’effetto sorpresa è del tutto svanito, perché sì, già sappiamo, che il sole è mortale.

Jason George, lo showrunner, riprende ancora idee da The Old Axolotl di Jacek Dukaj, già al centro della prima serie, mentre c’è un cambio alla regia con il belga Nabil Ben Yadir e la francese Camille Delamarre che prendono il posto di Inti Calfat e Dirk Verheye.
Non è facile ripetersi dicevo e George sembra saperlo bene, visto che cerca una nuova strada e soprattutto un...

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Fear the Walking Dead 6

Fear the Walking

Dead 6

Tutto è agli sgoccioli, compresi noi. La morte è inevitabile. Ma da questa morte arriva nuova vita

Anche se il poster con Morgan con gli occhi iniettati di sangue, in realtà è una falsa speranza di un cambio totale del personaggio, incredibilmente la sesta Stagione di Fear The Walking Dead, è, di fatto, una delle migliori di sempre. Beh, diciamo la prima parte della sesta stagione.
Sempre assoggettati al volere di una Negan in gonnella poco affascinante, cioè Virginia, i nostri stravolgono l’ambiente che li circonda e, udite, udite, anche il loro modo di essere. Beh, diciamo nella prima parte.

Così, lasciando da parte il buonismo che era la spina dorsale delle passate due stagioni, troviamo un Morgan incazzato, un Victor nuovamente astuto voltagabbana pro...

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Baywatch

Baywatch

Beaches ain’t ready

Critiche spietate, Razzie Awards vinti come se piovesse. Ma consentitemi di dissentire: che vi aspettavate da un film che riprende una serie trash famosa per le tette e i muscoli dei protagonisti? In questo momento una corsa a rallenty dovrebbe apparirvi davanti agli occhi.

Ma a parte questo, pur essendo, in effetti, il film di Seth Gordon, una roba assurda e inguardabile riesce a omaggiare la serie facendo anche una certa ironia che ricorda, in maniera meno brillante, lo stesso modo di fare del film di “Starsky & Hutch”.
Alla fine, questo film del 2017 è “Baywatch” al 100%. Bagnine, bagnini, improbabili momenti di pericolo e un’altrettanto improbabile linea narrativa centrale.

David Hasseloff non è più Mitch Buchannon ma appare come “visione” a...

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Squid Game

Squid Game

Non ci si fida delle persone perché se lo meritano. Lo si fa perché non hai altri su cui contare.

La sorpresa che non ti aspetti. Il colpo di scena che ribalta le attese. Non sto parlando della trama, ma del senso e dell’impatto di questa serie di Netflix che inaspettatamente è diventata un caso mondiale e “rischia” di essere la serie più vista di tutti i tempi di Netflix.

Per quanto alla regia ci sia Hwang Dong-hyuk, che non è di certo l’ultimo arrivato, ben pochi scommettevano su questo lavoro. A cominciare da diversi produttori, perché il regista coreano ha iniziato a lavorarci diversi anni fa, in prima battuta come film e poi sviluppando l’idea di una serie, che nessuno voleva produrre.
Poi è arrivata Netflix e per qualche ragione che in parte mi sfugge, “...

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Il regista nudo – seconda stagione

Il regista nudo

seconda stagione

I video per adulti fanno parte della nostra vita

Questa volta non ho verificato il fact-cheking. Tanto alla fine lo so: le cose più assurde sono successe, quelle normali no. Quello che ho fatto è stato seguire, con attenzione e divertimento la seconda e ultima stagione de “Il regista nudo”, ovvero la bizzarra vita di Toru Muranishi che qui potrebbe essere sottotitolata “The rise and fall of Toru Muranishi”.

Per chi si fosse perso la prima serie (recuperatela) stiamo parlando di un regista giapponese che ha rivoluzionato il mondo del porno del suo paese. Non uno come Gerard Damiano, nemmeno come Joe D’Amato, piuttosto un Ed Wood giapponese, cioè un fiume in piena di idee incasinate con qualche intuizione giusta.

E questa seconda serie parte...

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The Voyeurs

The Voyeurs

oh they’re in love, I don’t think we should spy on our neighbors

Micheal Mohan al suo esordio in un lungometraggio punta fin dal titolo a uno dei mali di questa epoca: il voyeurismo. Certo, è una cosa che ha sempre causato pruriti all’essere umano, finendo in film come “La finestra sul cortile” e soprattutto “Omicidio a luci rosse”. Ma in questi ultimi anni con i social si è raggiunto un notevole livello di morbosità. Chi è che non ha mai spiato il profilo social di un o un’ ex, o di un amico/a di cui abbiamo perso le tracce o di una persona appena conosciuta che ci incuriosisce?
Va detto che siamo anche nell’epoca dell’esibizionismo più esagerato e con queste cose e con la lezione dei due thriller che ho citato, non a caso, all’inizio, Micheal Mohan crea u...

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La Casa di Carta 5 – Prima Parte

La Casa di carta 5

Prima Parte

Anche se vi appare la Vergine Maria che balla il reggaeton voi continuate a fondere

Uccisi da un’overdose di sapone, nel senso di soap opera, nella precedente serie, c’era da aspettarsi ben poco dall’ultimo capitolo della nota serie di Pina.
Tipo chessò: spunta un misterioso figlio di Berlino oppure le coppie della serie continuano con i loro problemi arrivando a soluzioni con magari qualche intromissione di terzi e a contorno inaspettati momenti romantici. Hey, un attimo, un attimo, è proprio quello che succede! Però tra una serie infinita di esplosioni proiettili e, incredibilmente, qualche morto.

Una sterzata abbastanza brusca che sembra voler acchiappare anche gli amanti dell’azione, senza scordare l’amatissima fan base.
Al di là di questo...

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Orgasmo Nero

Orgasmo Nero

-mmm…è proprio quello che ci voleva, sia a me che a te, voglio dire la sauna e il resto…a te cosa è piaciuto di più?
-Il resto

Borghesia annoiata, ménage à trois e storie di sesso. Nulla di nuovo sotto il sole della Repubblica Dominicana, nulla di nuovo per Joe D’Amato che tra l’altro si ispira apertamente a “La ragazza dalla pelle di luna” di Scattini, della quale questa è una rivisitazione più erotica e violenta.
Perché sì, il gioco delle parti è lo stesso, ma D’Amato inserisce grandi dosi di sesso esplicito, compreso un frame porno preso da un altro suo film con Mark Shannon e Lucia Ramirez e un finale a sorpresa che ribalta in maniera vagamente horror, quello che potevamo immaginare.

“Orgasmo Nero” per arrivare a questo dignitoso ma frettoloso fi...

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