Terror at Orgy Castle

Terror at Orgy Castle

a succubus sent to suck the strength from her male victim
La vecchia Europa è fatale per una giovane coppia in vacanza. Prenotano una stanza in un castello di proprietà della Contessa Dominova che ha alle sue dipendenze il solito bieco servo di nome Igor. Quei posti, si direbbe, dove appena entrati, dovresti fuggire, chiamare chi te l’ha prenotato e farti ridare i soldi.
Ma se Bill e Lisa avessero rinunciato, non avremmo potuto ammirare questo film estremamente trash che non ha né titoli di testa, né di coda, forse per la classica “vergogna” di apparire e preferisce la narrazione con voce esterna ai dialoghi.
Innanzitutto dallo “spaventoso” titolo si può benissimo togliere la parola “Terror” e lasciare il più corretto “Orgy Castle”, perché non c’è nulla ...
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L’insegnante al mare con tutta la classe

L’insegnante al mare

con tutta la classe

-Potrebbe essere un valido collaboratore. È un ottimo architetto
-Io preferisco le architette
L’insegnante al mare con tutta la classe è in realtà Gino Pagnani, in un non meglio definito, professore veneto. Ma tranquilli, non è lui che si spoglia. L’onere di mostrarci un po’ di carne è sulle spalle di Anna Maria Rizzoli, sfruttata il più possibile con le sue tettole (come dice Banfi nel film) e il suo lato B.
Come si può intuire siamo nell’ennesima declinazione del sotto genere insegnanti, in un film che ha qualche spunto interessante, ma una terrificante e noiosissima seconda parte. Tarantini alla regia, con Milizia alla sceneggiatura, mostra ancora una volta di saper scegliere bene protagonisti e caratteristi.
Perché quello c...
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La Casa di Carta – Terza stagione

La Casa di Carta

terza stagione

Se adesso ci comportiamo come topi in trappola loro ci colpiranno di nuovo, uno a uno. E c’è solo un modo per evitarlo. Affrontarli
Mi immagino che le cose siano andate in un certo modo, con un gruppo di sceneggiatori tipo quelli di Boris, che devono aver avuto una discussione di questo tipo.
“Massì dai, ripeschiamoli così…de botto…senza senso. Facciamo iniziare il tutto con dei dirigibili che volano su Madrid”
“E Berlino? Non c’è più Berlino! Ci deve essere Berlino!”
“Berlino…facciamo che ha un altro piano geniale e lo mettiamo in vari flash back e mettiamo un nuovo personaggio che un po’ lo ricordi nei modi”
“E la fregna?”
“Tokyo...
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Quella casa nel bosco

Quella casa nel bosco

I’m drawing a line in the fucking sand, here. Do not read the Latin

Quando ti prestano una casa e tu per fare lo splendido inviti, la fidanzata e vari amici. Ma alla fine qualcosa non funziona e ti ritrovi nel bel mezzo di un incubo. Sì, detta così sembra il solito film del solito gruppo stereotipato di ragazzi, l’atleta, lo studioso, la puttana, la vergine e il buffone, che risveglia qualche forza demoniaca o attrae qualche psicopatico e si fa massacrare.

Beh, in un certo senso è proprio così che vanno le cose, ma questo film del 2012 mostra un raffinato e coinvolgente equilibrio di cose, che stravolgono tutto quello che conosciamo bene. Per prima cosa alla regia troviamo Drew Goddard, sceneggiatore di “Cloverfield”, “World War Z”, “The Martian”...

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Professione vacanze

Professione vacanze

E no eh! Questo non lo può proprio dire, perché io alle bagnanti ci sto attento, soprattutto ai loro costumi

Il segreto è mettere le persone giuste nei posti giusti. E nel momento giusto. Tipo Jerry Calà, uno degli attori più scarsi che abbiamo mai visto, che qui fa il capo villaggio, in una serie TV di metà anni ottanta. Un’idea sua (come riporta nella sua autobiografia), alla quale mettono mano anche Vittorio De Sisti, anche regista, Marco Cavaliere, Cesare Frugoni e Maria Rita Parsi. Cioè, gente che ha lavorato a serie TV, commediole e cinema di genere. Insomma una crew perfetta, con Silvio Berlusconi che sull’onda dell’entusiasmo per “I ragazzi della 3C” fiuta l’affare e dà il via alla produzione.

Una produzione che vanta pure un cast nient...

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La liceale al mare con l’amica di papà

La liceale al mare con

l’amica di papà

Chi sei eh? La Banda Bassotti quella dei culi rotti…
Scrivo apocrifo e nostalgico per evitare, per una volta, le solite “seguire la scia” e “ripetere gli stessi schemi”. Quindi sì, “La liceale al mare con l’amica di papà”, è un apocrifo dei film sulla liceale. E non solo quello, perché lo è anche dei film della soldatessa e segue ovviamente i canoni della commedia sexy. Ma andiamo con calma. Prima di tutto la liceale è tirata nella trama a forza e non è, naturalmente, l’originale. È bionda, questo sì, è bella, ci mancherebbe, ed è, Sabrina Siani. un volto noto del cinema di genere.
Il tutto ruota sulle solite storie di corna e contro corna, di fraintendimenti, sotterfugi e situazioni paradossali affidate alle esperte...
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Verónica

Verónica

Alguien respondió a tu llamada
I film sulle possessioni soffrono della “sindrome da cliché” di più di quelli sugli zombie. Sono indispensabili: una tavola oujia, una vittima innocente, una qualche forma ecclesiastica e rumori e strane presenze. Così è anche “Verónica” di Paco Plaza, famoso per il franchise [Rec], che alla voce protagonista ci mette una quindicenne e alla voce chiesa una suora cieca soprannominata “Suor Morte”, della quale vediamo gli occhi bianchi (mica poteva avere gli occhiali eh). Anche gli effetti speciali non sono tutto questo granché e si può dire che siamo di fronte all’ennesima pellicola del genere.
Però, se lasciamo da parte l’aspetto “possessione” e ci concentriamo sul secondo piano narrativo, questo film del 2017 dà il meglio di s...
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L’ultimo cacciatore

L’ultimo cacciatore

È finita, non usciremo vivi da quest’inferno. È finita per noi

E va bene siamo alle solite. Il cinema di genere italiano prende a piene mani dai successi del momento: “Apocalypse Now” e “The Hunter”. Così ci aspetta la visione di una declinazione trash, antistorica e pure un po’ blasfema, di un filone che ha messo sotto la lente d’ingrandimento uno dei più imbarazzanti momenti della storia moderna degli USA.
E quindi sappiamo cosa aspettarci. In effetti, è, almeno in parte, quello che vediamo, perché è chiaro fin dal titolo che il buon Antonio Margheriti è in Vietnam (almeno dal punto di vista dell’ambientazione, perché in realtà siamo alle Filippine) per darci uno spaghetti-Vietnam che però a sorpresa si rivela, essere un film dignitosissimo...
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Macchie Solari

Macchie Solari

Dalla camicia di forza alla tonaca il passo è breve

Nel 2019 vedere un film come questo fa venire in mente due cose. La prima è che Armando Crispino nella sua breve parentesi nel thriller, aveva una certa fantasia nell’ambientare le sue storie, visto anche il brillante “L’etrusco uccide ancora”.
La seconda è che GretaThunberg, non deve vedere questo film. Perché “Macchie Solari” del 1975, parte dall’ipotesi che l’eccessiva calura possa generare una serie di morti. In realtà questa ipotesi para sci-fi è solo fumo negli occhi dello spettatore, solo un allungare il brodo, nonostante Crispino inserisca per tutto il film scene che possono giustificare questa teoria. Siamo molto più semplicemente nella scia di Dario Argento, con rimandi a Fulci...

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The Rain – seconda stagione

The Rain

seconda stagione

Il primo che lo troverà e lo porterà da noi, sarà anche il primo che potrà abbandonare la zona

È che uno si aspetta che le cose prendano una certa piega o che si continui con la linea della prima serie. Ma per fortuna nei primi minuti della prima puntata, la seconda stagione di “The Rain”, ci dà una serie di colpi di scena, inaspettati e avvincenti. Un gran bell’inizio. Bravi, bravissimi. Sono però gli unici minuti degni di una stagione per nulla interessante. Se già nella prima serie, puntata dopo puntata, “The Rain” perdeva mordente, qui è una discesa nell’oblio interminabile che inizia dopo i già citati colpi di scena e quindi dal quinto minuto della prima serie.

Non è ben chiaro cosa Jannik Tai Mosholt, Christian Potalivo ed Esben T...

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