Country Cuzzins

Country Cuzzins



The family that plays together – stays together!

Se la campagna statunitense degli anni settanta era come quella che si vede qui, ci viene un po’ di invidia di essere nati molto dopo e in un altro continente.

Evviva la liberta! Ragazze che fanno la doccia all’aperto, coppie che si appartano nel recinto degli animali, tutti che girano nudi o quasi e disinibiti al massimo senza contare l’aria buona. Non lo sappiamo se fosse così, ma non pensiamo che nudismo, voyeurismo e libertà estrema di consumi, fossero i cardini di quella vita in provincia.
Siamo sicuri però che queste tre cose sono al centro del film d’esordio del regista Bethel Buckalew. Un artista che nel cinema si occupato più di altre cose che di regia, mettendosi dietro alla macchina da presa in sole undici occasioni.
Questa del 1970 è la prima e già descrive quella che è la linea dei film di Buckalew, tutti quanti incentrati sull’erotismo spiccio del “sexploitation” e molti dei quali con tematiche “hillibilly”.
Country Cuzzins
Il clima campagnolo americano non è male ed è l’aspetto migliore di questa pellicola che viaggia tra fattorie, polvere e tette. Buckalew non risparmia sulla carne in mostra, mostrando il mostrabile ma taglia pesantemente sulla trama, una cosa quasi assente in “Country Cuzzins”.
Proprio a volergli dare un senso si potrebbe dire che voleva cercare un contrasto e mostrare la diversità tra vita di campagna e vita di città.

Ma a conti fatti la cosa resta sullo sfondo, lasciando all’estrema leggerezza il compito di tirare avanti. Quel filo sottile di storia narra la vita dei campagnoli Peabody, l’allegra famigliola, che un giorno ricevono la visita di una parente di Los Angeles. Si potrebbe pensare che lei resti scandalizzata dalla vita dei parenti “hillbilly”, tanto così per creare un minimo di contrasto, invece no, lei apprezza quasi subito e si adatta con piacere alla vita locale.

Stessa cosa quando ospita aCountry Cuzzins Los Angeles tutti i parenti, che allegramente fanno sesso con chi e dove capita.
Molto semplice no? Anche abbastanza inutile alla storia del cinema e se vogliamo trovarne una morale, potrebbe essere che basta scopare e godersi la vita.
Più ricca di avvenimenti è la vita della protagonista del film. Rene Bond, qui nella sua prima interpretazione accreditata, nella quale interpreta Billie Jo Peabody, disinibita ragazza e obiettivo di tutti quanti. Una sex symbol.

Una caratteristica che Rene ha avuto anche nella sua lunga carriera. Una carriera iniziata (purtroppo), solo per soldi e che si è sviluppata nel soft-core e nel porno. Da ballerina negli strip club ad attrice famosa per il genere, che può vantare di essere stata la prima a rifarsi il seno, cosa che tra l’altro a quanto pare le ha portato piRene Bondù lavoro.

Sposata all’epoca con l’attore Ric Lutze è scomparsa dalle scene a fine anni settanta, dopo essere diventata famosissima.
Cambiata totalmente vita si è rivista nella televisione americana, in un quiz dove ha vinto, come concorrente, una bella somma. È morta a metà anni novanta a soli quarantasei anni.
Il nome più famoso al grande pubblico è però quello di George “Buck” Flower, che come dice la sua biografia su IMDB è uno dei pochi che può vantare d’aver recitato dai film soft-core a quelli per famiglie, passando in tutti i generi che stanno in mezzo. Camei fissi per lui nei film di Carpenter.
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Scheda Tecnica
Titolo Originale: Country Cuzzins
Titoli Alternativi:Country Cousins (USA)
Regia: Bethel Buckalew
Anno: 1970
Cast: Rene Bond, John Tull, Debbie Osborne, Pamella Princess, Jack Richesin, George “Buck” Flower, Elle Stephens
Durata: 90′
Casa di Produzione: Pure Gold Productions

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