Blue Jeans

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Ma le mutande non devono essere decenti, o nessuno te le vede e in questo caso la decenza non serve o le indossi per metterle in mostra e in questo caso è proprio necessario che siano indecenti

“Blue Jeans, la nostra chiappa d’oro!”, è il secondo minuto (e mezzo) e sulle note di “Pazza Idea” di Patty Pravo, si sente questa battuta. Una frase sola che riassume un film. Si capisce immediatamente che Blue Jeans è la protagonista e che ha doti fisiche eccezionali, sulle quali la storia fa da subito grande affidamento. 
E pensare che noi, leggendo velocemente la trama, che narra di prostituzione minorile e affidamenti, pensavamo d’essere di fronte a un film drammatico. Invece “Blue Jeans” ha sfumature drammatiche e tanto altro ancora. 
A volerne parlar male si può dire che il regista Mario Imperioli non doveva avere le idee chiare, perché cambia generi in corsa, passando dalla commedia sexy all’italiana, con fraintendimenti e docce, al giallo, per chiudere con il dramma. A parlarne sempre male si può dire che certe scene, solo musicali, sembrano costruite apposta per allungare il brodo. A dirne male dicevamo, a parlarne bene invece, questo miscuglio di geBlue Jeansneri, ci appare piacevole, bravura o fortuna che sia, è una miscela che rende guardabile la pellicola, costruita intorno alla bellezza di Gloria Guida, (la Blue Jeans dalle chiappe d’oro per intenderci). 
Le scene solo musicali che sembrano fatte per allungare la pellicola, sono gradevoli e mandano avanti la storia togliendo dialoghi che potevano essere inutili. In più, magia delle magie, Gianluigi Chirizzi visto in diversi film di genere in ruoli secondari e sempre con una faccia monoespressiva, riesce a interpretare un personaggio credibile e un (po’) intenso.

Paolo Carlini nel classico ruolo dell’uomo maturo, tiene bene, grazie anche a una lunga esperienza tra cinema, teatro e radio, alle quali si affianca un curioso gossip che lo riteneva amante di Papa Paolo VI e in seguito pure protaBlue Jeansgonista di un ricatto nei confronti dello stesso.

A parte una leggera modifica del classico personaggio di Gloria Guida, che qui diventa una scaltra e allegra prostituta minorenne di nome Daniela “Blu Jeans” Anselmi, lo schema di questo film segue la stessa linea del genere. 

Imperioli che aveva fatto esordire la Guida con “La Ragazzina” e aveva già lavorato con Chirizzi, costruisce la classica storia della giovane che porta scompenso nella vita degli adulti. La variante prostituzione minorile, aggiunge un senso di drammaticità che ovviamente non stona con la commistione di generi, che fanno di questo film uno dei più interessanti capitoli dell’epopea della bella attrice bionda.

Blue JeansFermata e arrestata per prostituzione, Daniela finisce per essere affidata all’ unico parente rimasto, quello che dovrebbe essere, smentite e contro smentite a parte, suo padre: il ricco Carlo Anselmi. Artista, restauratore.
Il rapporto dapprima conflittuale si trasforma in qualcosa di ambiguo al punto da rovinare la relazione con Marisa, fidanzata dell’uomo. Così ambiguo da finire (come da copione) con l’innamoramento e poi nel letto, (forse un incesto quindi). Su questo quadretto quasi romantico arriva però, l’ombra maligna di Sergio (Chirizzi) amante e protettore di Daniela che pianifica un colpo.
Ottima la colonna sonora, composta dal sempre valido Nico Fidenco, con la collaborazione del gruppo Cyan ex Cyan Three, gruppo beat famoso all’epoca, che con i loro suoni cementano il tutto, non un capolavoro sia ben chiaro, ma un più che sufficiente capitolo del cinema di genere.
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Blue JeansScheda Tecnica
Titolo Originale: Blue Jeans
Titoli Alternativi: Blue Jeans (Messico), Couples impudiques (Francia), Jeans Tonic (Portogallo),Teenager lieben heiß (Germania),
Anno: 1975
Regia: Mario Imperioli
Cast: Gloria Guida, Paolo Carlini, Gianluigi Chirizzi, Annie Carol Edel, Mario Pisu, Rino Bolognesi
Casa di Produzione: Roma International Film
Durata: 92′

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