Francesca

Francesca


Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente

C’è un grande difetto ma è perdonabile, perché si tratta di un gesto d’amore. E diciamolo subito: far recitare degli attori in una lingua diversa dalla propria crea un effetto artificioso e anche un po’ fastidioso. Ma come detto è un gesto d’affetto, che sicuramente fa i conti anche con il budget, di Luciano Onetti e di suo fratello Nicolas (produttore) che ritornano due anni dopo “Sonno Profondo”.
Molto impegno, passione e ancora una volta la voglia di omaggiare e di rinnovare il giallo all’italiana, è alla base di questo film uscito nel 2015. Sempre al centro dei loro pensieri ci sono i grandi maestri italiani del genere, tutti dicono, ma è evidente che Bava e Argento abbiano un posto più privilegiato.

Ispirazioni a parte i due argentini cercano una strada un po’ differente rispetto all’esordio. Perché se “Sonno Profondo”, purFrancesca avendo una trama, puntava maggiormente sull’aspetto visivo, sul silenzio e le musiche, in “Francesca” c’è un notevole aumento del peso della storia e come già detto diversi dialoghi. L’aspetto estetico resta comunque quello che emerge di più grazie alla già apprezzata minuziosa fotografia dai colori vintage, curata dal regista. Luciano Onetti, però non si limita a questo ma compone una colonna sonora che cerca di abbracciare, così come per i registi del genere, più autori possibili, con predilezione per i Goblin. Il risultato è un ottimo commento sonoro a volte ipnotico, angosciante, capace di sottolineare bene i momenti di suspense. Esattamente come le immagini che accompagna.

Impegno, e voglia di fare le cose per bene che tocca anche l’aspetto narrativo, con una storia complicata, colta, che, ogni tanto è un po’ difficile da seguire. “Francesca” non è un titolo a caso, ma spiega molto della trama, perché è un diretto riferimento Francescaa Dante (e tocca l’omonima sinfonia di Tchaikovsky) i cui poemi ispirano l’assassino che lascia cadaveri con le monete sugli occhi, per ingraziarsi Caronte.
La struttura segue lo schema classico del genere, dopo un inizio cinico al massimo c’è un probabile trauma del passato, i possibili sospetti (un esperto di Dante) e un killer avvolto in un soprabito. La polizia come il solito, con gli ispettori Bruno Moretti e Benito Succo, ha notevoli difficoltà a risolvere il caso.
Il killer in soprabito, una bambola che ripete una frase, l’omicidio dell’anziana, un messaggio su un magnetofono, sono solo alcuni degli elementi che compongono questo film e che ne accrescono il fascino e arricchiscono i riferimenti.
Un altro buon risultato per (gli) Onetti che però per il futuro dovrebbero bilanciare ancor di più il peso estetico e narrativo.

FrancescaScheda Tecnica
Titolo Originale: Francesca
Anno: 2015
Nazione: Argentina
Regia: Luciano Onetti
Cast: Luis Emilio Rodriguez, Gustavo Dalessandro, Raul Gederlini, Silvina Grippaldi, Evangelina Goitia, Juan Bautista Massolo, Florencia Ollé
Durata: 78’
Casa di produzione: Guante Negro Films

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