Rag. Arturo De Fanti bancario – precario

Rag. Arturo De Fanti

bancario – precario


-È il mio amante
-Ma che cazzo stai dicendo? Mi stai prendendo in giro?
-L’hai detto tu! L’amante oggi ce l’hanno tutti, chi più chi meno

Non vi ricorderemo chi è Paolo Villaggio e cosa ha fatto nel cinema, nel teatro e in tanto altro. Non siamo qui nemmeno a riportare le testimonianze di chi l’ha conosciuto. Perché ci sono chilometri di parole in merito su siti e social. E vi invitiamo a leggerle tutte, anche perché alcune di esse sarebbero al centro di qualche battuta al vetriolo dell’attore genovese.

Noi invece lo salutiamo a nostro modo, con una commedia del 1980 meno conosciuta al grande pubblico di tanti altri suoi lavori. Un film che prende dai classici delle commedie teatrali italiane e che cerca di essere una satira corrosiva dell’Italia. E non diciamo dell’Italia dell’epoca perché questa visione della società varrebbe ancora oggi. Una pellicola che ha un cast eccezionale, messo al posto giusto, un regista acuto, che con Villaggio ha creato diversi ottimi lavori. Tanto per citarne uno: “Fantozzi”.

Luciano Salce che scrive anche la sceneggiatura, continua il sodalizio con Villaggio cercando di riprendere il discorso fatto con “Il…Belpaese” e cioè, come detto, ironizzare sulla realtà quotidiana. E diciamo subito che lo spunto è ottimo, il binomio Salce/Villaggio promette benissimo ma alla fine questo film non sfrutta in pieno le sue potenzialità perdendosi nella seconda parte e dandoci un Villaggio che pian piano scivola, purtroppo, nel fantozziano.

Non abbiamo nulla contro il Rag. Fantozzi sia chiaro, per noi è un grande classico, o almeno non abbiamo nulla contro di lui dei primi tre film (i restanti invece reclamano vendetta). Però è un personaggio che alla fine ha oscurato almeno in parte l’arte di Rag. Arturo De Fanti bancario precarioVillaggio che l’ha ripetuto all’infinito in situazioni e commedie a volte discutibili.

Abbiamo detto che non parliamo della carriera di Villaggio e torniamo al “Rag. Arturo De Fanti bancario-precario” il cui personaggio principale poteva avere uno sviluppo diverso, anche se, sempre di ragioniere si tratta e anche se troviamo il blocco degli attori principali della saga di Fantozzi: Anna Mazzamauro, Gigi Reder, Ugo Bologna, Paolo Paoloni che di certo non hanno bisogno di presentazioni. A loro si affianca una sempre elegante Catherine Spaak, l’avvenente Anna Maria Rizzoli e un’insospettabile Enrica Bonaccorti, vera sorpresa della pellicola per chi come noi l’ha conosciuta in TV negli anni ottanta come conduttrice nazional-popolare.

La storia ha un impianto quasi teatrale ed estremizza una situazione famigliare. Il Rag. Arturo De Fanti (Villaggio naturalmente) è sposato con Elena (Catherine Spaak), e alle loro dipendenze c’è la cameriera Esmeralda un’ironica e Rag. Arturo De Fanti bancario precarioprovocante Enrica Bonaccorti che mostra pure un paio di tette niente male. I conti in casa De Fanti sono esangui e per ovviare al problema Arturo riesce a convincere la moglie a prendere in casa come ragazza alla pari Vanna (Anna Maria Rizzoli) che in realtà è la sua amante. Ma anche il suo contributo non basta. E allora arriva Willy (Gigi Reder), amante di Elena, che si presenta come un imprenditore ma che in realtà gestisce solo una mediocre palestra.  Ma non finisce qui perché arriva anche la contessa Selvaggia Degli Antigori, moglie di Willy, interpretata dalla solita ottima Anna Mazzamauro, il suo amante geloso, Paolo Paoloni, che cerca di ammazzare Willy e infine Libero Catena (Carlo Giuffrè) marito evaso di Vanna che durante la carcerazione è diventato gay.

Problemi di soldi, problemi di cuore tra giri di letto e scambi e battute a doppio senso. Come raccordo ci sono dei momenti che stigmatizzano la violenza della società (generalmente scippi o rapine) o momenti con Ugo Bologna, direttore di banca e capoRag. Arturo De Fanti bancario precario di De Fanti che richiama al dovere, come sempre d’altronde, il personaggio di Villaggio. Perla narrativa è l’introduzione dei personaggi sul fermo immagine a dare un senso di epicità e a ricordare “Il buono, il brutto e il cattivo”.

Ma questa allegoria funziona solo per poco più di metà film. Si ride di gusto in alcuni momenti con diverse trovate comiche niente male. L’effervescenza di Anna Maria Rizzoli e di Enrica Bonaccorti, bilancia bene l’eleganza di Catherine Spaak ma intorno al cinquantesimo minuto la storia diventa monotona e i nuovi personaggi non portano nulla di nuovo alla storia. Ci si arrovella insomma, su quanto già visto e la strada dell’happy ending smussa eccessivamente l’ottima satira vista fino a quel momento.
Diciamo che “Rag. Arturo De Fanti bancario – precario” è un film che doveva durare meno. Non breve come un voucher di lavoro, ma con una decina di minuti in meno avremmo un’ottima commedia attualissima (e pure di più rispetto all’epoca) ancora oggi.

Rag. Arturo De Fanti bancario precarioScheda Tecnica
Titolo orginale: Rag.Arturo De Fanti bancario – precario
Titoli alternativi: Счетоводителят Артуро Де Фанти-непостоянния банков чиновник (Bulgaria), Ein Bankangestellter in Nöten (Germania), The Precarious Bank Teller (Internazionale)
Anno: 1980
Regia: Luciano Salce
Cast: Paolo Villaggio, Gigi Reder, Anna Mazzamauro, Paolo Paoloni, Carlo Giuffrè, Anna Maria Rizzoli, Catherine Spaak, Ugo Bologna
Nazione: Italia
Casa di produzione: P.A.C.
Durata: 82’

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