Hounds of Love

Hounds of Love


I’ll tell you what. How about… you and I… go in there right now and show her who’s running the show? Come on, Evie. That’s why she’s here. Let’s make the most of her. Together. Like we always do…


Sembra un argomento che stuzzica la fantasia di sceneggiatori e registi australiani, quello degli omicidi che hanno colpito la società locale. Film che ripropongono gli avvenimenti o che dichiarano di ispirarsi a brutali fatti di cronaca. “Wolf Creek” del 2005, con un sequel e una serie TV, “Snowtown” del 2011 e anche “Hounds of love”. Un fatto che qualcuno non vede di buon occhio, dal punto di vista del rispetto delle vittime e del rischio di mitizzare la figura dei carnefici.

Nel caso di “Hounds of love” l’esordiente autore e regista Ben Young dichiara, però, di non aver preso alcun spunto da un fatto di cronaca accaduto a Perth nel novembre del 1986. David e Catherine Birnie danno un passaggio in auto e poi, violentano e segregano la diciassettenne Kate Moir, che in seguito riesce a fuggire da una piccola finestra e a convincere, non facilmente, la polizia della sua storia. I Birnie, confessano non solo il rapimento di Kate ma anche gli omicidi di altre cinque ragazze sepolte nel Gleneagle Park. Per la cronaca David Birnie si suicida in carcere nel 2005. Un fatto che ha segnato l’Australia e “creato” il killer della porta accanto.

In “Hounds of love” ci troviamo sempre a Perth ma nel 1987 e una coppia dà un passaggio a una ragazza che viene poi malmenata, violentata e segregata. I riferimenti decisamente chiari, soprattutto a Kate Moir, la sopravvissuta, che tolgono un po’ di originalità a questo film, ma che, possiamo dire, sono l’unico difetto. 

Il New York Times critica la necessità di un film del genere, Young invece parla di una tesi di rapporti personali distruttivi, di un lavoro più centrato sui killer che sui loro gesti e per quanto ci riguarda siamo più vicini al regista, che sul piano di scrittura e sul piano visivo crea un’ottima struttura per un film intenso e duro. Un contrasto continuo tra l’apparenza e la sostanza.

Casette con giardino e bravi vicini, che nascondono lo squallore dell’esistenza e i mostri, vero volto di una coppia gentile, premurosa e pure simpatica. Un contrasto che non molla mai e sublima con un finale sulle note di “Atmosphere” dei Joy Division canzone che parla di rapporti interrotti, di addii, su un ritmo lento e profondo sottolineato dalla voce baritonale del povero Ian Curtis. Sembra quasi un’ironia, con la protagonista che si libera e corre via, sotto il sole di Perth.

Le idee di Young trovano una perfetta realizzazione grazie alle performance dei tre attori principali. Emma Booth, Stephen Curry e Ashleigh Cummings quest’ultima all’esordio in un lungometraggio, creano tre personaggi intensi, legati da uno strano rapporto che diventa pian, piano una sorta di Sindrome di Stoccolma rovesciata. Emma Booth e Stephen Curry sono Evelyn e John White, la coppia. Lei succube di un uomo sicuro di se ma lurido e molto fastidioso con i sui baffetti e la pettinatura d’antan.

Ashleigh Cummings nel ruolo di Vicky, la vittima, si ribella alle regole della madre e scappa di notte per andare a una festa. Sulla sua strada trova i White che le danno un passaggio, la portano a casa loro e poi iniziano con le torture. John per qualche ragione sembra particolarmente attratto da questa vittima e anche Evelyn sembra subire una sorta di magnetismo. Vicky tra una tortura e l’altra riesce a sfruttare questo suo potere, soprattutto su Evelyn sempre più tra le sue “mani” fino al drammatico epilogo e fuga finale. 

Presentato al “Sitges Festival” e visto al “Festival di Venezia”, dove ha vinto il “Fedora Award” con Ashleigh Cummings è un film che ha ottenuto diversi premi e nomination anche “Brussels International Film Festival”.

 

 

 

Scheda Tecnica
Titolo originale: Hounds of love
Titoli alternativi: Predadores do Amor (Brasile), Love Hunters (Francia), Ogary miłości (Polonia), Tortura (Romania), Гончие любви (Russia), Av Köpekleri (Turchia)
Regia: Ben Young
Anno: 2016
Nazione: Australia
Cast: Emma Booth, Ashleigh Cummings, Stephen Curry, Susie Porter, Damian De Montemas, Harrison Gilbertson
Durata: 108’

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