I walked with a Zombie

I walked with

a Zombie


These people are primitive. Things that are natural to them might shock and horrify you.
I’m not easily frightened.
That may be the pity of it.

“I walked with a Zombie” è un titolo che ci è sempre piaciuto parecchio. Perché apre a un immaginario infinito, che fa venire in mente un sacco di domande su chi, quando, come e perché, qualcuno ha camminato con uno zombie.
Va detto che la visione di questo film del 1943, smorza in un certo senso le aspettative da fanatici dell’horror, perché siamo ancora lontanissimi dall’icona dello zombie marcescente che conosciamo. Trattasi in ogni caso di un capolavoro, che fa parte più di un filone psicologico, poco horror, più thriller e con un po’ di melodramma.

Quindi gli zombie, che sono comunque presenti (uno o due, a seconda di come volete vedere le cose), non sono il punto di forza di questa pellicola. Quello che spinge “I walked with a Zombie” verso il successo è una realizzazione perfetta, forte di un’eleganza smisurata, di qualche colpo registico eccezionale, come lo zombie nel campo sotto la luna, di uno script che tiene alta la tensione e soprattutto di dialoghi sempre incisivi.

Questi ultimi, i dialoghi, portano lo spettatore fin dalle prime battute in un clima di mistero e in parte di decadimento. All’infermiera protagonista della storia viene chiesto, come ultima domanda di un colloquio di lavoro, se crede nella stregoneria. Poi quando lei è in viaggio per le West Indies, sognante su una nave tra pesci che saltano e riflessi sul mare, il suo futuro datore di lavoro le abbatte la scena romantica dicendole che è tutto ammantato dalla morte. Un bel modo di iniziare un lavoro e frasi che fanno parte del decalogo delle “cose da non dire a una donna”, ma che fanno capire dove “I walked with a Zombie” si diriga.
Questo clima di distruzione psicologica e l’aura di tragedia sono il tappeto sul quale questo lavoro di Jacques Tourneur si muove, caratteristiche alle quali va aggiunta la lotta di base, che non ha né vincitori né vinti, tra credenze (il vodoo ovviamente) e logica scientifica. Un dualismo rappresentato anche a parole tra quelle del medico, che definisce la paziente una zombie, viva, senza volontà e in grado di rispondere solo a semplici comandi e da tutti i rituali magici degli abitanti dell’isola.

Il produttore Val Lewton, del quale parleremo dopo e il regista Tourneur mutuano a dire il vero parecchie idee e scelte stilistiche dal loro precedente lavoro, “Cat People”, un b-movie diventato poi una pellicola fondamentale nella storia del cinema. Cambiano la location e un po’ il concetto, ma nella stessa maniera, lasciando in bilico lo spettatore tra immaginazione e realtà, i due raccontano la storia e cercano di terrorizzare il pubblico.
L’infermiera alla quale viene chiesto se crede nella stregoneria, si chiama Betsy Connell e dal freddo Canada si trasferisce nell’isola di San Sebastian nelle West Indies per accudire Jessica la moglie del ricco possidente Paul Holland, che dopo una violenta febbre, è in uno stato catatonico. Un lavoro facile, se non si scoprisse che forse la donna è uno zombie (forse lo ribadiamo) e che probabilmente è finita (sempre forse) in quello stato per uno strano intreccio amoroso che coinvolge Paul e il fratellastro Wesley, la cui madre è, tra l’altro, il medico dell’isola. Betsy per far piacere a Paul, del quale s’innamora, cerca di guarire in ogni modo Jessica, sia con la medicina, che con il vodoo.

Il russo naturalizzato americano Val Lewton (nato Vladimir Leventon) è uno dei due cardini di questa pellicola. Illuminato produttore, scrittore, sceneggiatore, viene ingaggiato dalla mitica “RKO” nel 1942 per produrre film low-budget. Il primo è “Cat People” e il secondo è proprio questo. E si può dire che non sia stato affatto un brutto inizio. “I walked with a Zombie”, gli viene commissionato con il titolo e storia imposta, presa da un articolo di giornale. Passi per il titolo, ma la storia a Lewton proprio non piace. Chiede quindi agli sceneggiatori Curt Siodmak e Ardel Wray di riscriverla, basandosi sul racconto “Jane Eyre” di Charlotte Bronte.

Alla regia c’è Jacques Tourneur, regista franco-americano che per la “RKO” dirige horror low-budget sotto la produzione di Lewton, il successo però di queste pellicole, fanno poi entrare Tourneur nei registi di primo piano della casa di produzione, che gli affida diversi altri lavori. Diventato in seguito un regista “free-lance”, Tourneur chiude la sua carriera negli anni sessanta girando qualche episodio per serie televisive.
Qui lavora con una serie di attori che compiono in maniera egregia il proprio dovere. Tutti i personaggi di “I walked with a Zombie” sono ben riusciti, credibili e ognuno porta la propria profondità nella storia. Frances Dee è l’infermiera Betsy, un’attrice affascinante che è arrivata al successo dopo la classica gavetta tra comparse e l’ancora più classico fatto di essere notata da un regista. Una carriera fatta di numerosi film, ma molto breve nel tempo. Frances Dee ha recitato fino a metà anni cinquanta per poi dedicarsi alla famiglia e tornare in video, all’inizio di questo secolo con una piccola parte. Con lei Tom Conway, che interpreta il triste filosofico Paul Holland. Attore inglese, per la “RKO” ha girato famosi film horror e ha avuto una carriera di attore radiofonico piuttosto importante. James Ellison invece che da corpo al giovane ed esuberante Rand è stato un attore famoso più per i tanti western.
“I Walked For A Zombie”, non amatissimo alla sua uscita, ha anche una serie di curiosità che non possono mancare nei film di culto. Edith Barrett che interpreta la madre dei due fratelli era in realtà tre anni più vecchia di James Ellison e due anni più giovane di Tom Comway. Ma la cosa più interessante è legata alla canzone presente nel film. “Shame & Scandal”. Un brano che narra la vicenda del film, su base “calypso” cantato da Sir. Lancelot, noto musicista dell’epoca. Questo pezzo è l’ispirazione per la canzone “Wau Wau” di Lord Melody altro artista caraibico, che negli anni sessanta ne riprende la melodia e il concetto scandalistico di testo, virando però verso l’umorismo. Non a caso “Wau Wau” è mondialmente nota proprio con il titolo “Shame & Scandal”, un grandissimo successo che è stato poi riproposto negli anni da una serie infinita di musicisti.

 

 

Scheda Tecnica
Titolo Orginale: I walked with a Zombie
Titoli Alternativi: A Morta-Viva (Brasile), Ich folgte einem Zombie (Germania), Ho camminato con uno zombie (Italia), Passejant amb un zombi (Titolo catalano), Perpatisa me ena zombi (Grecia), Svart mystik(Svezia), Vaudou (Francia), Yö woodoo-saarella, Yö woodoosaarella (Finlandia), Yo anduve con un zombie (Spagna), Yo dormí con un fantasma (Argentina), Zombie (Portogallo), Zombit gondoztam (Ungheria).
Anno: 1943
Nazione: USA
Regia: Jacques Tourneur
Cast: James Ellison, Frances Dee, Tom Conway, Edith Barrett, James Bell, Christine Gordon, Theresa Harris, Sir Lancelot, Darby Jones

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