Voglia di guardare

Voglia di guardare


-È davvero stupenda…però non approfittartene troppo, anche se hai carta bianca naturalmente.
-Siamo già d’accordo e io sto ai patti.

La voglia di guardare passa purtroppo in fretta. Sebastiano Somma crede di essere in un fotoromanzo e sembra un manichino (non che oggi sia migliorato). Marino Masè probabilmente deve sbarcare il lunario e lavora senza crederci troppo. Jenny Tamburi ci prova ma è fuori ruolo e doveva interpretare il personaggio di Lilli Carati, anche lei pertanto fuori ruolo.

Riassumendo: Joe D’Amato dirige, scrive, (con Donatella Donati) il terzo film alla Tinto Brass, che però è uno stucchevole polpettone a tinte rosa/drammatiche/soft core e le cui musiche composte da Guido Anelli e Stefano Mainetti non fanno che peggiorare il tutto. Come sempre il nostro beneamato regista cerca di fare le cose per bene, prova una regia sofisticata con una storia pruriginosa e riesce a creare scene di sesso interessanti (anche grazie alla naturalezza e alla bellezza di Jenny Tamburi e Lilli Carati). Ma come detto il tutto alla fine non funziona.

Siamo nel 1938, come capiamo dalla voce di Niccolò Carosio, alle prese con la solita borghesia annoiata e perversa. Diego (Marino Masè) è un affermato medico sposato con Cristina (Jenny Tamburi). Un giorno porta a casa l’aitante Andrea (Sebastiano Somma), cercando in ogni modo di lasciare da Voglia di guardaresola la moglie con l’amico. Cristina e Andrea diventano amanti spingendo il loro rapporto sempre più all’estremo, utilizzando l’atelier di Andrea che in realtà è un bordello dove Cristina ha rapporti con uomini e donne e dove diventa l’attrazione principale facendo sesso in una stanza con un grande specchio (Il salottino trasparente).

Nascosto dietro allo specchio c’è Diego che assiste con piacere alle performance della moglie. Francesca (Lilli Carati) gelosa di Andrea svela il gioco a Cristina. E qui sarebbe logico aspettarsi un ribaltamento della situazione invece ben poco succede a parte la rottura tra Cristina e Andrea. Lei alla fine accetta molto volentieri le perversioni del marito.

Una storia di certo non originale, se pensiamo allo specchio, ma Tinto Brass riprende il concetto ne “L’uomo che guarda” e lo stesso D’Amato ripropone le dinamiche ne “La casa del piacere”.
Piccola parte anche per Laura Gemser e ultimo film erotico per Jenny Tamburi.

 

 

Scheda Tecnica
Titolo originale: Voglia di guardare
Titoli alternativi: Christina, Midnight Gigolo, La fille aux bas nylon (Francia), Roz dantela (Grecia), Peepshow (Giappone), Скандальная Эмануэль (Russia), Skandalöse Emanuelle – Die Lust am Zuschauen (Germania), Christina (Internazionale)
Anno: 1986
Regia: Joe D’Amato
Nazione: Italia
Cast: Jenny Tamburi, Marino Masé, Sebastiano Somma, Laura Gemser, Lilli Carati
Casa di produzione: Filmirage
Durata: 87’

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