Quant’è bella la Bernarda, tutta nera, tutta calda

Quant’è bella

la Bernarda,

tutta nera, tutta calda


Diavoli dell’infernibus, autobus, filobus, ora è chiaro ci vuole un esorcismo speciale…dieci soldi a testa

Rieccoci con uno di quei film il cui titolo dava tutto allo spettatore. O se non altro molto di più della storia stessa. Un decamerotico per certi versi coraggioso, perché arriva fuori tempo massimo, in quel 1975 che aveva archiviato già le storielle erotiche che hanno dato al “Decamerone” di Boccaccio la fama di una pubblicazione della “Ediperiodici” oltre ad aver banalizzato le idee di Pasolini.

Il regista Lucio Dandolo che nel 1973 aveva diretto “I racconti di Canterbury n.2” altro decamerotico e nel 1971 il western “Il suo nome era Pot” rappresenta, data la carriera corta, una sorta di mistero, tanto quanto chi sia la Bernarda del titolo (la soluzione, forse, ve la scriviamo in fondo). Perché alla fine non c’è nessun personaggio di nome Bernarda e “forse”, possiamo pensare che, anche grazie al titolo alternativo “Quant’è bella la Bernarda, chi la tocca, chi la guarda!” qui, come del resto in tutto il genere, si parli di fica.

Facile intuizione no? Beh, in effetti, questa pellicola non si discosta per nulla dagli stilemi del genere e mette in fila una serie di storielle erotiche più negli intenti che nell’esecuzione, il cui filo conduttore è un Esorcista di nome Magus (vabbè sai che sforzo a trovare il nome) che narra queste vicende a due burini che gli hanno portato una ragazza da sottoporre a incantesimo/esorcismo d’amore.
E dietro una tenda Magus si mette all’opera con particolari “incantesimi ed esorcismi”, insomma fa sesso con la ragazza e racconta tra una pausa e l’altra ai due alcuni episodi.

Il primo narra di una coppia di freschi sposini imbranati i cui genitori cercano di far capire cosa devono fare la prima notte di nozze. Poi abbiamo Eleonora (Mariangela Giordano), moglie fedele, insidiata da Sigismondo, il quale cerca con ogni stratagemma di portarsela a letto. Ma l’unica che combina qualcosa è una strega.
C’è un prete che indaga, con grande impegno, sui peccati carnali di un bordello poi un uomo che si crede il più bello del mondo ma che in realtà è brutto, (storia in cui c’è una breve apparizione di Salvatore Baccaro). E ancora i problemi di erezione di Messer Giannetto (Renzo Rinaldi), truffato da due furbastri e infine arriva il mitico Mario Brega. Lui è il cavaliere Mirafiore, “per un maleficio ferito nell’onore”. Un maleficio che lo porta a istinti sessuali irresistibili ogni volta che sente l’odore dell’aglio. Violenta le donne del castello, le quali però (tanto per dare il solito messaggio sbagliato) provano piacere e si fanno trovare spesso in cucina. Parafrasando una sua celebre battuta “po esse fero o po esse piuma: oggi è stata fero” (ma non la mano ndr).

Qualche tetta qua e là e l’assoluta assenza di illuminazione nella bottega di Magus (effetto di certo peggiorato anche dalla non brillante versione della pellicola che abbiamo visto) e si passano i minuti con storie che a tratti divertono ma che spesso sono eccessivamente lunghe.
Un cast di qualità (oltre ai già citati ci sono Fortunato Cecilia, Dada Gallotti e tanti altri caratteristi) è di gran lunga l’aspetto migliore di un decamerotico che può interessare i fanatici del genere.
Ah…chi è la Bernarda? Secondo quanto disse Mariangela Giordano a “Stracult” era lei!

 

 

 

Scheda Tecnica
Titolo originale: Quant’è bella la Bernarda, tutta nera, tutta calda
Titoli alternativi: Du Décaméron a Canterbury (Francia), Il sessorcista, Quant’è bella la Bernarda, chi la tocca… chi la guarda
Anno: 1975
Regia: Lucio Dandolo
Nazione: Italia
Cast: Mariangela Giordanano. Renzo Rinaldi, Mario Brega, Salvatore BaccaroFortunato Cecilia, Dada Gallotti
Casa di produzione: CG Italia
Durata: 89′

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