Il debito coniugale

Il debito coniugale


Le zinne sono come i frutti, acerbe, mature, cadenti, grosse, piccole. A pera, a mela, a ciliegia, fragola, banana, quelle che appoggiano e quelle che non appoggiano. Poi ci sono quelle convergenti, quelle divergenti.

Ci sono scene che ti rimangono più impresse del film stesso. Perse nei ricordi di tarde notti davanti alla TV a guardare repliche di film erotici sui canali regionali.
Qual era quel film in cui Barbara Bouchet si faceva pesare una tetta per scommessa davanti a un folto pubblico maschile? E in un’altra scena “vendeva” i suoi già leggerissimi vestiti? No, non è il decamerotico in cui sta nuda a quattro zampe con Don Backy che la palpa (altra scena attaccata ai ricordi adolescenziali).
Quale allora?

Un grosso dubbio che mi assilla. Per fortuna che c’è internet. Le due scene di cui sopra fanno parte de “Il debito coniugale” che a rivederlo oggi mi fa capire che sì, va bene l’adolescenza, va bene la straordinaria bellezza di Barbara Bouchet ma quei due momenti sono anche gli unici attimi decenti di un film che ha ben poco di interessante. Alla regia c’è Franco Prosperi (non quello dei Mondo) che lavora su una traballante storia scritta da un numeroso gruppo di persone tra le quali l’unico che può fregiarsi di essere del mestiere è Massimo Franciosa.Il debito coniugale

Davanti alla macchina da presa invece una serie di attori potenzialmente interessanti ma sfruttati male. A parte un ruolo secondario per Anita Ekberg, probabilmente ingaggiata come richiamo commerciale e a parte le incursioni di Mario Carotenuto nel ruolo di un prete, gli altri sembrano messi a caso e utilizzati al minimo delle loro potenzialità.
Lando Buzzanca di cui non ho mai avuto grossa stima (ma è un problema personale) è addirittura frenato nelle sue solite sortite machiste mentre Orazio Orlando suo partner comico dimostra ancora una volta che la commedia non gli si addice. Certo la leggiadra Barbara Bouchet (doppiata in maniera poco credibile) alza l’interesse e la qualità, ma come già detto, oltre alle fugaci tette e alle cosce qui non c’è altro.

“Il debito coniugale” è un road movie che volendo cercargli un senso profondo, parla di libertà, di leggerezza e cerca (forse) di stigmatizzare la vita coniugale e una certa cultura conservatrice. Il tutto però passa per le mani Romolo e Orazio (Orlando e Buzzanca) due ex compagni di scuola che si ritrovano per caso. Il primo che è sposato con Ines (Anita Ekberg) una donna piuttosto pressante, coglie al volo l’occasione che il compare gli offre: prendere la valigia e fuggire.

Il debito coniugaleIniziano così le peregrinazioni dei due tra le campagne umbro/marchigiane, dove incontrano la leggiadra Candida (Barbara Bouchet). Lei si dichiara malata (è ninfomane…) abbandona casa e marito per iniziare un’avventura libertina con i due. Come già detto i suoi abiti svolazzanti, conquistano la popolazione rurale e anche i due amici. A un certo punto spunta pure un hippie in sciopero della fame, interpretato da Pippo Franco che inizia a proporre la sua comicità fregnona/burina. Il suo personaggio per quanto piccolo influisce pesantemente su un finale tra il grottesco e il surreale, decisamente buttato via.
La regia di Prosperi non è particolarmente brillante ma gli scenari naturali (e non parlo delle tette della Bouchet) trasmettono un senso di libertà e bellezza niente male.
Alla fine, se volete saperlo la tetta della Bouchet pesa 380 grammi. Ed è l’unica cosa che conta qui.

 

 

Scheda Tecnica
Titolo originale: Il debito coniugale
Titoli alternativi: Vamos Fazer o Amor? (Brasile), O erotiaris ki oi syzygikes tou ypohreoseis (Grecia), The Conjugal Debt (Internazionale)
Anno: 1970
Nazione: Italia
Regia: Franco Prosperi
Cast: Barbara Bouchet, Lando Buzzanca, Orazio Orlando, Anita Ekberg, Mario Carotenuto, Pippo Franco, Nerina Montagnani
Casa di produzione: Cinegai S.p.A.
Durata: 91’

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