La trasgressione

La trasgressione


Il mostro è con noi, forse siamo proprio noi stessi, ovvero la nostra cattiva coscienza

Guardate “Natural Born Killer” e fatevi di qualche cosa di pesante, di allucinogeno. Inizierete un viaggio che vi farà passare per le atmosfere di “Basic Instinct”, “Clockwork Orange”, “Trainspotting”, “Fear and loathing in Las Vegas” e alla fine di questo “trip” sbucherete nell’estasi più assoluta de “La trasgressione”.

Un film del 1987 che a differenza dei film citati, che fingono le deviazioni, il degrado sociale, è veramente un film degradato e soprattutto allucinato (e allucinante). Una pellicola che è probabilmente una delle punte trash del cinema italiano. Testimonianza della pochezza degli anni ottanta. E soprattutto un film così brutto da essere imperdibile.

Nel 1986 Pierfrancesco Campanella presenta “Cattivi Pierrot” un thriller erotico/violento che diventa, un anno dopo, dopo un nuovo montaggio, l’inserimento di nuove scene erotiche e il cambio del titolo, il più stuzzicante, “La trasgressione”.

Ad aggiungere un carico di situazioni psicotrope questo è orgogliosamente (con tanto di nome incasellato e sottolineato nei titoli di testa) il film che segna l’esordio di Rosanna Banfi, e un lavoro che ha una Milly D’Abbraccio che pur girando mezza nuda puntava ancora al cinema mainstream. E infine c’è Claudia Cavalcanti bellissimaLa trasgressione come sulle copertine di “Blitz” e “Skorpio” che appare fugacemente prima di fare una doppia brutta fine. Diteci voi se tutto ciò non ha lo stesso effetto di una droga pesante.

Comunque, bisogna ammettere che l’idea di base, come la storia ci ha insegnato, poteva anche funzionare. Violenza gratuita, cattiverie, sangue e sesso. E un’inquietante similitudine con una scena di “Basic Instinct”. Come mai allora “La trasgressione” non sta di fianco ai migliori thriller erotici o ai drammi grottesco/violenti sopracitati? Perché qui non c’è nessuno che sappia mettere queste idee in una forma accettabile. Da Pierfrancesco Campanella, autore (che quasi certamente qui firma la regia come Fabrizio Rampelli) e ideatore, nonché protagonista di un film che secondo lui voleva evidenziare che “ognuno di noi ha in se degli istinti violenti che possono affiorare”. La recitazione è oltremodo scandalosa e solo in parte le nudi di Milly D’Abbraccio e della Cavalcanti, alleviano le orrende performance (si salvano solo in parte gli esperti Didi Perego e George Ardisson) tanto pessime quanto la regia e il montaggio che sembrano fatti da un macellaio alle prime armi.
In più c’è una colonna sonora che sembra (o è una nostra allucinazione?) riecheggiare le atmosfere di “Clockwork Orange”.

La trasgressioneAngelo è uno studente che un giorno cede alla vacuità degli anni ottanta, finisce in crisi esistenziale e si fa di eroina. Da quel momento la sua vita “sembra” cambiare. Uccide la madre, importuna con una siringa un bambino in una culla e scappa da casa. Sulla strada incrocia un ricco uomo di mezza età che gli dà un passaggio al grido di “sono pieno di soldi”, “non sono frocio” e “a casa mi aspetta mia figlia”. In realtà l’uomo (nientemeno che George Ardisson) cerca di violentare Angelo ma viene ucciso da lui e dalla figlia (Milly D’Abbraccio).  Nasce così una coppia che anticipa Mickey e Mallory con lei che ha più tette della sua futura versione americana.

Ma i meriti finiscono qui. Angelo e socia se ne vanno in giro ad ammazzare la gente, spesso tirandoli in mezzo a giochi erotici. La Cavalcanti e compagno, legati e bruciati vivi, un’artista di mezza età accoltellata a morte, un uomo di mezza età ucciso col sesso e pure l’avvelenamento di diverse scatole di pelati che intossicano molte persone.
Questa è il cambio di vita che “sembra”, come scritto in precedenza, coinvolgere Angelo. Perché forse, tutti questi omicidi sono frutto della sua fantasia che mischia le persone che fanno parte della sua vita o ne faranno parte. Un’overdose, anche per lo spettatore.

 

 

Scheda Tecnica
Titolo originale: La trasgressione
Titoli alternativi: Transgression
Anno: 1987
Nazione: Italia
Regia: Pierfrancesco Campanella
Cast: Pierfrancesco Campanella, Milly D’Abbraccio, Angelo Cannavacciolo, Claudia Cavalcanti, Rosanna Banfi, George Ardisson, Didi Perego
Durata: 81’
Casa di Produzione: Freeway Production

 

 

 

 

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