Le scomunicate di San Valentino

Le scomunicate di

San Valentino


Voglio dare un esempio con te. Ti porteremo a Siviglia, nella piazza Grande, e lì sarai bruciata viva d’innanzi a tutta la città. Le fiamme del tuo rogo ravviveranno il fuoco della nostra fede. L’unica!

Dallo splatter della Troma ai porno, caro Shakespeare non sai quante declinazioni il tuo “Romeo & Giulietta” ha creato, senza parlare dei soldi che ignari turisti buttano in una casa del tutto di fantasia. Ma non siamo qui a giudicare il merchandising sul dramma o la fanbase dei due veronesi, ma per parlare di una versione se non altro originale della storia.

E anche di un regista, il buon Sergio Grieco, che di genere in genere non si è fatto mancare questo tipo di storia, cioè un nunsploitation che mischia sexploitation, dramma e melodramma e che tenta di avere una storia credibile. Quasi ci riesce.
Grieco che scrive anche la sceneggiatura conosce bene i canoni dei film con le suore depravate e va giù secco con nudità, lesbismo e frustate perlopiù gratuite, aggiungendo un gran carico di melodramma, una love story e pure un epilogo ai limiti dell’horror erotico, con un happy ending inaspettato (per il genere).

Il risultato è un film strano, curioso, migliore di tanti altri suoi simili, in cui il regista costruisce dialoghi precisi e cerca una regia decorosa. Purtroppo però non tutto va per il verso giusto e il film è decisamente noioso (anche per l’epoca) con evidenti errori di produzione che ne distruggono ogni credibilità. Si passa, tanto per dirne una, dal giorno alla notte e ritorno, senza grandi complimenti e salti temporali. Di contro la presenza di Jenny Tamburi fresca icona del cinema erotico dell’epoca e di altri bravi interpreti (Françoise Prévost, Franco Ressel e Corrado Gaipa) sopperisce almeno in parte agli errori e alla noia.

Ci troviamo in Spagna, nel periodo dell’Inquisizione (così per avere più possibilità narrative) e Lucita (Jenny Tamburi) innamorata di Esteban (Paolo Malco) viene fatta rinchiudere dal padre (Franco Ressel) in un convento, perché la sua relazione non è ben vista, considerando che le due famiglie si odiano da tempo. Lei non demorde, lui nemmeno e dopo una lotta con i nemici dell’altra famiglia si nasconde in una parte del convento, ben protetto dal tuttofare Joachin. Lì può, anzi potrebbe, continuare la sua relazione con Lucita. Potrebbe perché il convento è comandato dalla solita cattivissima lesbo-badessa (Françoise Prevost) che sfruttando l’omicidio di una novizia cerca di incastrare e far finire sul rogo Lucita, per godersi anche Esteban. Qui entra in scena l’Inquisizione Spagnola e la potente famiglia della ragazza, dispensando allo spettatore cattivissime frasi e azioni in stile “Spanish Inquisition” dei Monty Python e aprendo al melodramma. Lucita dopo un processo sommario viene condannata a morte. Il padre cerca di salvarla ma l’Inquisitore la fa sparire. Esteban diventa l’eroe di turno, fa pace col suocero e si lancia alla ricerca dell’amata. Lucita e le sue consorelle sono murate vive nel convento e lì dentro danno di matto, osannando Satana e facendo sesso (beh certo…non poteva mancare!). Esteban però mette tutto a posto.
Non un grande film, questo è certo, ma bisogna apprezzare lo sforzo di Grieco nel cercare di avere un tono seguendo la scia de “I Demoni” di altri  lavori del genere. Jenny Tamburi comunque è un buon motivo per vedere questo film.

 

 

Scheda Tecnica
Titolo originale: Le scomunicate di San Valentino
Titoli alternativi: Грешните монахини от Свети Валентин (Bulgaria), Die sündigen Nonnen von St. Valentin (Germania), Amartoles kalogries tou Agiou Valentinou (Grecia), Грешные монахини Святого Валентино (Russia), The Sinful Nuns of Saint Valentine (USA)
Nazione: ITalia
Regia: Sergio Grieco
Anno: 1974
Cast: Jenny Tamburi, Françoise Prévost, Franco Ressel, Paolo Malco, Corrado Gaipa, Pier Giovanni Anchisi, Bruna Beani
Casa di produzione: Claudia Cinematografica
Durata: 93’

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