Boy Azooga – 1…2…Kung Fu

Boy Azooga “1…2…Kung Fu”


Una canzone su tutte in quest’ultimo mese è stata il mio tormentone o per meglio dire il mio earworm, visto che ci troviamo alle prese con un gruppo gallese. La canzone in questione è “Loner Boogie” dei Boy Azooga, una band di quattro ragazzotti dall’aspetto ordinario, che parte col bonus di essere gallese (non ho mai capito perché essere gallesi sia un plus, ma sono d’accordo). Quindi con grande aspettative ho atteso l’uscita del loro disco che segue a stretto giro un paio di singoli, molto interessanti.

“Loner Boogie” è un pezzo di soli 2’ irresistibile nei suoi giri garage/punk, cioè, semplicemente un pezzo grandioso. Questa forza era quello che mi aspettavo da “1…2…Kung Fu” che a sorpresa però si apre con il delicato elettropop di “Breakfast Epiphany” per continuare appunto con il singolone e riprendere di nuovo con l’elettropop danzereccio di “Face Behind Her Cigarette” delle parti dei Franz Ferdinand

Dopo tre  canzoni così diverse cosa aspettarsi dal resto? Si resta spiazzati, no? E quello che arriva è in effetti un album molto eterogeneo, che non ha uno stile ben definito, ma che si snoda tra diversi stili. Perché poi c’è il pop più standard “Jerry” introdotto da “Walking Thompson’s Park” e salutato da “Breakfast Epiphany II” che apre brani nuovamente più elettro come “Taxi to your head” e “Loser in the Tomb”, per poi rituffarsi nel pop puro e riprendere nuovamente, ancora una volta, la strada del…beh l’avete capito. 
l tutto si chiude con “Sittin on the first rock from the Sun”, la cui parola rock del titolo è anche un ampio sprazzo del brano.

Che mi resta al termine di questo ascolto? Una gran confusione, perché non ho capito dove la band di Davey Newington abbia voluto portarmi, facendomi ricordare a volte i già citati Franz Ferdinand e molto più spesso i Death Cab for Cutie.
Quello che è chiaro è che i brani di  “1…2…Kung Fu” presi uno a uno sono ottimi, mostrano una grande cura e idee molto chiare. Tutti insieme però danno l’impressione di essere il tentativo un po’ confuso di trovare una strada. O brani scritti in anni di sale prova e pub, che finalmente hanno trovato lo spazio di essere pubblicati.

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