Giorgio Canali & Rossofuoco “Undici canzoni di merda con la pioggia dentro”


Giorgio Canali & Rossofuoco
“Undici canzoni di merda con la pioggia dentro”
Innanzitutto mi preme dire che non sono “canzoni di merda”. E sì, sono undici e hanno la pioggia dentro, questo sì, ispirate “dall’atmosfera pesante della bassa padana e dalle arie di cambiamento di un mondo in perenne evoluzione ma costantemente regolato e governato dagli stessi princìpi e dalle stesse caste di sempre” (dice la presentazione). Ma il sempre caro Giorgio Canali dimostra di avere ancora tantissimo da dire e di non essere secondo alle nuove leve dell’indie rock (o per meglio dire di quel che è rimasto), alternando rabbia e

intimità, con la sua voce ruvida, notturna e fumosa.


Vogliamo tutti bene a Giorgio Canali e questi sette anni di assenza di materiale inedito (“Perle ai porci” del 2016 era un disco di cover) si sono fatti sentire eccome, considerando gli stravolgimenti e le derive della società, senza contare gli stravolgimenti della vita di chi sta scrivendo che ancora si commuove a sentire “Messico Senza Nuvole”. Ma so che non vi frega molto.

Quindi Giorgio mi è mancato (così come i “Rossofuoco” eh). Per fortuna riprende il discorso di “Rojo”, utilizzando una frase della canzone “Orfani dei cieli” per il titolo, riuscendo a non plagiare se stesso e raccontandoci con il suo stile minimale e disilluso il suo punto di vista sugli stati d’animo e sulla società.
Undici canzoni che partono subito bene con la potente (e quasi marziale) “Radioattività” (Che ti aspetti se non nuvole da un mattino padano) e che poi attraversano momenti estremamente intimi e anche qualche sprazzo orecchiabile, chiudendosi magistralmente con l’incazzosa “Mandate Bostik”.

Ma è soprattutto a livello di testi che Giorgio, secondo me, dimostra ancora una volta la sua brillantezza e la sua precisa ed essenziale visione. Parla dell’amore “soffrirò del mio male minore che il resto del mondo sta male davvero, e quasi mai per amore” e della società attuale “Piove sugli inviati speciali, sulle riforme anticostituzionali, piove sui viali, sui cerimoniali, le bicamerali, sulle pari opportunità” toccando a volte punte di ironia dissacrante che ci fa riflettere “Gente con 4g e un’ignoranza da medioevo”.
Un bell’album, uno dei pochi che ancora fa musica di accusa.

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