L’Etrusco uccide ancora

L’Etrusco uccide ancora

Non vedo l’ora di scendere laggiù fra quelle tombe per sentirmi un po’ vivo

Tuchulcha, il demone dell’oltretomba per Etruschi, un archeologo e un famoso direttore d’orchestra, cioè, un ambiente intellettuale, originale e un po’ misterioso, (vista la presenza degli Etruschi). Primo dei due thriller di Armando Crispino, che ottiene gli stessi buoni e, soprattutto originali risultati con il successivo “Macchie Solari”, seguendo la scia di Dario Argento, anche se, secondo alcuni, lo stesso Argento deve qualcosa a Crispino (soprattutto per questo film).
In ogni caso, bisogna riconoscere a Crispino di sapersi muovere bene dietro la macchina da presa e di saper scegliere anche buoni collaboratori come Erico Menczer alla fotografia e Riz Ortolani alle musiche (ma non originali).

Ahinoi, sa scegliere meno bene gli interpreti, con Alex Cord, un attore che passa poi alla TV e dopo ancora alla beneficenza e ai cavalli, come protagonista. E diciamo purtroppo perché la recitazione è il tallone d’Achille che abbatte un po’ tutte le buone volontà di Crispino, che oltre a uno scarso protagonista si trova poco adeguati comprimari come un’ormai spenta Samantha Eggar (candidata agli Oscar nel 1966) e un altrettanto poco credibile John Marley, pure lui con un curriculum importante.

Ma vabbè, capitano le performance poco convincenti, ma il problema di questo film non è solo questo. Si sa che in un thriller è doveroso aggiungere un bel po’ di paura o quantomeno di fastidio, che però in “L’Etrusco uccide ancora” il pubblico, non prova.
Non resta quindi che godersi la grande originalità della situazione, cioè le tombe etrusche e la possibile reincarnazione del demone Tuchulcha che ammazza coppiette, senza dimenticare alcune felicissime intuizioni di Crispino.
Jason Porter (Alex Cord) è un archeologo, alcolizzato e maniaco, che scopre nella necropoli etrusca di Tarquinia un importante affresco raffigurante Tuchulcha protagonista di sacrificio umano. Poco dopo nella tomba vengono ritrovati i corpi di una giovane coppia. Sul fatto indaga l’ispettore Giuranna (Enzo Tarascio), che partendo da due scarpette lasciate sul luogo del delitto scopre che Porter ha avuto una relazione con Myra (Samatha Eggar) moglie del noto direttore d’orchestra Nikos Samarakis (John Marley).
Lui, lei e l’altro sembra il filo conduttore di tutto, ma i colpi di scena non mancano fino all’ultima (e bella) scena.
Un film da riscoprire, tanto quanto il suo regista e gli etruschi del titolo.


Scheda tecnica
Titolo originale: L’Etrusco uccide ancora
Titoli alternativi: Mumiens genopstandelse (Danimarca), Overtime (Internazionale), Das Geheimnis des gelben Grabes (Germania), Oi nekroi htypoun ta mesanyhta (Grecia), Gravkammerets gåte (Norvegia), O Etrusco volta a atacar (Portogallo), El Dios de la muerte asesina otra vez (Spagna), Die Etrusker, Das Geheimnis des gelben Grabes (Germania), The Etruscan Kills Again (Internazionale), Etrurac jos ubija, Ubice dolaze iz groba (Yugoslavia)
Anno: 1972
Nazione: Italia, Germania, Yugoslavia
Regia: Armando Crispino
Cast: Alex Cord, Samatha Eggar, Enzo Tarascio, John Marley, Nadja Tiller, Horst Frank
Casa di produzione: Inex Film, Mondial Televisione Film, Central Cinema Company Film (CCC)

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