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Le Viol Du Vampire

Le viol du Vampire



Give me the kiss of the vampire

Per la prima volta e a modo suo nel 1968 Jean Rollin, morde con i suoi canini da vampiro il mondo del cinema. Si butta secco nella scia della fotografia alla Bergman e nella regia alla maniera dei suoi connazionali della “Nuovelle Vague”. O per meglio dire ci prova. Perché pur stimando Rollin bisogna ammettere che non è né Bergman né tantomeno uno come Truffaut.  Va anche detto però, che probabilmente lui puntava ad altro e possiamo intuire quali siano i suoi interessi: vampiri, poesia ed erotismo. 
Tette e poesia insomma, senza dimenticare un vago senso di critica allegorica alla società. Le prime si traducono in donne che finiscono con le tette di fuori per volontà propria o per vestiti che appaiono molto fragili...

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La Masque de la Méduse

La Masque de la

Méduse

Tu veux encore tué Meduse?
Sarà che ai giorni nostri Il discorso intrapreso in “La nuit des Horologes”, che doveva essere l’ultimo atto di una lunga carriera, trova una sua continuità in “La masque de la Méduse” che esce, quasi a sorpresa, nel 2009. E tra l’altro nemmeno questo doveva essere l’ultimo film, perché Jean Rollin aveva in mente un altro progetto che però non riesce a realizzare.
Ci troviamo dunque in un lavoro in cui si fa di nuovo il punto di una vita e si parla di memoria e morte. Un film che inizialmente, durava solo sessanta minuti ai quali il regista aggiunse un’altra ventina di minuti creando così un film in due parti e rimandando curiosamente all’esordio di “Le viol du vampire”.

Con il suo stile lento e malinconico,...
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Le Frisson Des Vampires

Le Frisson Des Vampires



these days everything is unbelievable, my friend

Erano anni di coppie che andavano in giro ed entravano in castelli sbagliati. Un’epoca di persone che si ritrovavano con tutti i capisaldi stravolti. E anche Jean Rollin ne ha due ai quali stravolge la vita. Forse è inutile dire che lo fa con i vampiri, ai quali aggiunge un po’ di miti pagani, un po’ di lesbismo, ma meno erotismo rispetto ai due precedenti film.

Il regista francese comunque, si porta dietro qualcosa dai suoi film passati, come il concetto di setta e di rivoluzione di le “Le Viol du Vampire” e la solita spiaggia bretone.

Come al solito sceglie molto bene le location, creando tra castelli e cimiteri uno scenario gotico davvero suggestivo. Però, purtoppo c’è un però, “Le Frisson Des...
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La Vampire Nue

La Vampire Nue



We know. You Always end up coming here. We guide you here. We await your arrival, with the same joy, for over 50 years.
I vampiri esistono. I vampiri non esistono. Viva i vampiri in ogni caso! Ma chi sono alla fine i vampiri?
Jean Rollin con il suo secondo film continua il discorso iniziato con “Le Viol Du Vampire”, facendo una somma dei due capitoli e rendendo il messaggio un po’ più chiaro. Riprende il tema centrale e in parte luoghi e situazioni, come la spiaggia della Bretagna e la misteriosa clinica e butta tutto su pellicola a colori.
Con una mano alla Franco ma meno forsennata, quindi più lenta, Rollin racconta una storia che alla fine risulta essere piacevole...
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Fascination

Fascination

Fascination



Who is stiII to come?
A few friends.
Come, Iet’s go and receive them. But first, Iet me Iook at you. You’ve been bIeeding.
A bit.
That’s good. You’re handsome. And strong.
ReaIIy?
You don’t mind if I examine you as if you were my horse?
That’s very amusing.

Nemo propheta in patria è la nota locuzione latina che trova in Jean Rollin una grande eccezione. Perché dopo aver girovagato tra porno e zombie, il regista francese torna a casa e crea il suo film più famoso. Non il più bello. Il più famoso.  Perché “Fascination” è oggettivamente inferiore a lavori come “Le Viol Du Vampire”, “La Vampire Nue” o “La Rose De Fer”, ma resta in ogni caso un imperdibile esercizio cinematografico, che assume un ruolo di simbolo nella carriera del regista francese. Fascination

A...

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Les Raisins De La Mort

Les Raisins De La Mort

Questa recensione è contenuta nel nostro libro “Cinquanta sfumature di Zombie” che potete trovare su Amazon, su Il Mio Libro e in tutte le librerie on line.

 

Virus, esperimenti, voodoo, avvenimenti non spiegabili. Si sa come nascono gli zombie, con grande fantasia. Ma qui in “Les Raisins De La Mort” si supera l’immaginazione e per colpa di un pesticida spruzzato sui grappoli d’uva, scoppia il caos. Una cosa che fa si che questo film di Jean Rollin, conquisti, almeno, la nostra simpatia.

Un film strano questo “Les Raisins De La Mort”, presentato come un film sugli zombie, in realtà fugge parecchio dal dogma del genere. Non c’è nessuno che esce dalla tomba o che quantomeno si rialzi da morto...
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Les Demoniaques

Les Demoniaques
 

l want to feel their bones breaking between my finger

Jean Rollin ha grandi intenzioni, come quelle dei suoi primi film, per “Les Demoniaques” definito da lui stesso un film espressionista. Cerca di fare un bel lavoro, con una storia valida che s’ispira ai classici dell’avventura, con una buona location ed è alla ricerca dell’estetica, di una buona fotografia in (quasi) ogni inquadratura. 

Purtroppo però questo titolo porta con se un destino maledetto e “Les Demoniaques” è un film non riuscito al cento per cento. Parte della colpa non è attribuibile al regista francese ma è la somma di eventi sfortunati e contrari che ne minano la qualità. 
Innanzitutto il titolo viene cambiato da “Les Diablesses” a causa di diritti di copyright, poi i produttori Wallman e...
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Erotibot

Erotibot


No one wants to be create as a failure

Il Giappone visto da occhi lontani è un posto che mischia l’hi-tec, con una vita frenetica che sfocia a volte in un cinema folle. Non sappiamo se la vita in Giappone sia esattamente così (però se ci pagate il viaggio andiamo a vedere e poi ve lo diciamo), sappiamo invece che ogni volta che vediamo un film giapponese, restiamo stupiti da quelle che ci sembrano follie. In questo caso si parla di androidi e di alta tecnologia, in un film adorabile del 2011, per la regia di Naoyuki Tomomatsu, quello di “Zombie Self Defence Force”, di “Maid Droid” e co-regista di “Vampire Girl Vs Frankenstein Girl”, tra i film che abbiamo recensito.

Il titolo originale tradotto in inglese, suona un po’ diversamente (scusate eventuali inesatte...

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