Category Musica

The Dirt

The Dirt

The 1980s, the worst fucking decade in human history. Preppies and keyboards, stupid haircuts, Jazzercise, and “Just Say No”. It all fucking sucked! So what do you do when you’re born in the wrong time? You make it yours. And that’s what we did to the Sunset Strip.

Vi ricordate quell’ondata che ha mandato a casa le band hair metal? Certo che sì. Con quel genere ci sono cresciuto e va da se che non sono un grande fan Mötley Crüe e soci.

Poi certo, Nikki Six si stima a prescindere e tutti abbiamo invidiato Tommy Lee (ed è inutile che ricordi il motivo). E infine, ancora sotto shock per le cose viste in “Bohemian Rhapsody”, ho deciso, pur quanto appena scritto, di guardare il tanto annunciato biopic sui Mötley Crüe. Così, come detox.

Innanzitutto bisogna ricordare c...

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Sleaford Mods – Eton Alive

Sleaford Mods – Eton Alive

Da grande fan dei Blur dovrei stigmatizzare la frase su Graham Coxon “looks like a leftwing Boris Johnson” contenuta in “Flipside”. Ma fa tanto ridere e la canzone è molto vivace, di sicura presa. Beh, in ogni caso si può solo voler bene agli Sleaford Mods che escono con l’attesissimo quinto album, prodotto dalla loro neonata etichetta, dopo aver abbandonato la “Rough Trade”.

Gli si vuole bene perché innanzitutto non disilludono le attese, attestandosi come voce corrosiva, popolare e appunto divertente. Le loro istantanee parlano di vita vissuta di gente comune, di persone con grossi problemi (vedi “Top It Up’s”) che cercano di tirare avanti nelle
tante contraddizioni della società moderna. Si passa dal mondo dello spettacolo di “Flipsid...

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Il Bauhaus e la musica

Il Bauhaus e la musica

Mi piace far inorridire gli studiosi del settore e quando mi dicono che “quest’anno è il centenario della fondazione del Bauhaus”, faccio il brillante e rispondo con un “Non mi pare, ricordo che a occhio e croce si sono formati alla fine degli anni settanta”. Generalmente non apprezzano la battuta e se ne vanno via. Di certo funziona meglio con quelli hanno sentito sì parlare del Bauhaus, ma che al sentire il nome gli viene in mente prima Peter Murphy che Walter Gropius.

Però la battuta non è così fuori luogo, perché il Bauhaus e la musica si sono incrociati sia durante l’attività della scuola, sia in tempi più o meno recenti.
 

La musica, in effetti, non fa parte della scuola di Dessau, ma nel 1923 Oskar Schlemmer dedica alla musica la “Bau...

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NOFX: The Hepatitis Bathtub and Other Stories

NOFX:

The Hepatitis Bathtub

and Other Stories


Leggo biografie con vorace passione e una terribile paura. Quanto è edulcorata la storia? Quanto viene nascosto per far passare da eroi i/il protagonista/i? Quanto mi deluderà sapere che un idolo non è come l’ho immaginato?

Quindi con questi pensieri, mi sono messo a leggere “NOFX: The Hepatitis Bathtub and Other Stories”, in lingua originale. Innanzitutto i “NoFX” erano per me all’epoca, con i “Rancid”, “Pennywise”, “Lagwagon” e poi gli “Anti-flag”, (e altre band storiche) portatori sani del revival punk, antitesi dei “Green Day” e dell’evoluzione degli “Offsprings” e soprattutto dei “Blink 182”. Ok, non sono mai stato un punk, la mia era più un’affinità “filosofica”, che di stile di vita,...

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Fyre

Fyre

The Greatest Party that never happen

 

Come sia stato possibile che nell’era dei social mi sia perso questa memorabile figuraccia, me lo chiederò sempre. Ci pensa però “Netflix” a colmare il vuoto con un appetitoso “la più grande festa mai avvenuta” che campeggia nella preview del documentario sul “Fyre Festival”, tra l’altro non l’unico documentario sull’argomento.

Devo dire che pensavo che la festa non fosse mai avvenuta per colpa di uragani, onde anomale e per qualche squalo che ha morso il culo a qualche spettatore. Una cosa tipo Terry Gilliam e il documentario su “Don Chishiotte” per intenderci. E invece no. Minuto dopo minuto mi rendo conto che la situazione è molto, ma molto, peggiore delle sciagure naturali...

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Bohemian Rhapsody

Bohemian Rhapsody
Ammettiamo che esista una persona, molto improbabile sia chiaro, che non ha mai sentito nominare i “Queen” e che vada a vedere “Bohemian Rhapsody”.
Quella persona vede la storia di una band nata da un fulmineo incontro, in cui un tizio straniero con i dentoni, che vive con mamma e papà, folgora Roger Taylor e Brian May, il batterista e il chitarrista di una band chiamata “Smile”. Il magico incontro dove nasce l’energia cosmica.
Questo tizio, Freddie, è così istrionico che porta, nel giro di pochissimo

la band a un contratto con una major, alla pubblicazione di un album e a un tour, sold out, in Gran Bretagna.


Bravo questo Freddie, non c’è che dire. Prende per il culo con i
 suoi compagni un tizio di un’etichetta (Mike Myers che in “Wayne’s World” scuoteva la testa al...
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The Good The Bad And The Queen – Merrie Land

The Good The Bad And The Queen – Merrie Land

Un giorno stavo pensando che quando tra cento anni morirà Iggy, non avrò più punti di riferimento. Poi ci ho pensato meglio e, cavolo, ho Damon Albarn. L’infaticabile Damon Albarn. Quello che spara due dischi dei “Gorillaz” in due anni e dice di averne un terzo nel cassetto. Quello che si occupa di colonne sonore, di una carriera solista (a volte dei Blur quando ha un attimo) e trova il tempo di riunirsi con altri tre amici. Le sue giornate devono durare 48 ore, o Suzi è particolamente rompicoglioni da spingerlo a chiudersi in studio, oppure è un genio. Propendo per la terza ipotesi, che mi spiega come faccia a fare tutto e soprattutto a farlo sempre bene.

Dopo questa dichiarazione d’amore nei suoi confronti, che manco una groupie d...
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Hila Ruach – Musika le pirsomot

Hila Ruach – Musika Le Pirsomot

Da qualche tempo a questa parte quando sono in vacanza all’estero, ho la necessità di entrare in un negozio di dischi e comprare un vinile di un artista locale, preferibilmente recente. 
Questa volta sono a Tel Aviv. E prima che mi arrivino critiche per aver portato soldi in Israele, dovete sapere che sono tra quelli che non apprezzano la politica di questo Stato, ma che ritiene che la conoscenza in prima persona dia più risposte di un qualsiasi servizio fatto da un intellettuale esperto. Quindi a Tel Aviv ci sono andato convinto e tra le tante cose (tra le quali un’infernale gita a Gerusalemme) sono entrato in un negozio di dischi, che spunta non so come, tra

piccole baracche di artigiani. 


Il tipo dietro al bancone rispetta in toto i canoni este...
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Subsonica – 8

Subsonica – 8


Scusate “La Drogheria” di Piazza Vittorio a Torino è ancora un locale alla moda per gli aperitivi? Sì ok, lo so, “Gianca” ha chiuso, come il resto ma io mi sono perso un po’ di (in)(e)voluzioni e il pensiero di quegli anni, di quella prima parte della decade del nuovo secolo, mi suscita bei ricordi (e inevitabili grosse cazzate). 
Perché ci penso ora, che siamo quasi alla fine del secondo decennio? Semplice, perché sto ascoltando “8”, il nuovo disco dei Subsonica che incontravi con facilità in quegli anni nei due locali summenzionati. Evito di ricordare il tempo passato e quello che è successo tra l’ultimo disco e questo, anche perché il tempo sembra si sia fermato o per meglio dire sembra che sia tornato indietro. 

Perché “8” è un album che pr...
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Giorgio Canali & Rossofuoco “Undici canzoni di merda con la pioggia dentro”


Giorgio Canali & Rossofuoco
“Undici canzoni di merda con la pioggia dentro”
Innanzitutto mi preme dire che non sono “canzoni di merda”. E sì, sono undici e hanno la pioggia dentro, questo sì, ispirate “dall’atmosfera pesante della bassa padana e dalle arie di cambiamento di un mondo in perenne evoluzione ma costantemente regolato e governato dagli stessi princìpi e dalle stesse caste di sempre” (dice la presentazione). Ma il sempre caro Giorgio Canali dimostra di avere ancora tantissimo da dire e di non essere secondo alle nuove leve dell’indie rock (o per meglio dire di quel che è rimasto), alternando rabbia e

intimità, con la sua voce ruvida, notturna e fumosa.


Vogliamo tutti bene a Giorgio Canali e questi sette anni di assenza di materiale inedito (“Perle a...
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