Category Recensioni

Wounds

Wounds

How deep do they go

Chi soffre si entomofobia dovrebbe evitare di guardare questo film. Ma soprattutto chi è particolarmente sensibile alle “occasioni buttate al vento” non dovrebbe guardare questo film. Non un film orrendo, intendiamoci, ma un film che spreca tutto quello che può, a partire dall’estro di un regista passato alla cronaca per l’ottimo “Under the Shadow”.
Babak Anvari, torna tre anni dopo il suo noto esordio con un altro film horror che pesca dalle antiche leggende. L’inizio è seducente, la scintilla è più che mai interessante, ma il regista perde con i minuti lo sprint iniziale portandoci in una storia con diversi aspetti assolutamente inutili e situazioni piuttosto paradossali che vanno bene per una parodia horror...

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Sexy Moon

Sexy Moon

She Was Ready for Rapture Not Rape

Giusto per segnare il territorio fin dai primi secondi: panoramica su Atene, poi su un porto cipriota e infine si finisce dentro una camera, dove Laura Gemser sta facendo sesso in maniera piuttosto movimentata. Così è chiaro allo spettatore, dove si trova, con chi si trova e cosa si vuole raccontare. Alla regia e alla sceneggiatura c’è il buon Ilias Mylonakos che su queste pagine abbiamo già visto in “Confession of a Lesbos Honey” e “Orgia Stin Kerkira” e che qui conferma (non che sia una sorpresa) la sua passione per i film erotici raggiungendo con questo film il picco della sua popolarità internazionale, grazie soprattutto ai protagonisti.

Film che cerca di sfruttare la fama di Emanuelle, chiamando Laura Gemser (of course) ...

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The Devil’s Nightmare

The Devil’s Nightmare

Seven deadly sins…seven people who committed them. Now watch them pay the consequences — sin by sin by sin

La più scontata formula dell’horror gotico: castello + patto col diavolo + carne da cannone. Ci aggiungiamo i nazisti che non fa mai male. “La plus longue nuit du diable” si presenta come uno dei tanti film del genere degli anni settanta. Nulla di nuovo ed è anche un po’ noioso, con una regia non particolarmente significativa. Ma, difetti a parte questo film del 1971 ha qualche spunto interessante che dovrebbe spingere gli amanti del genere a buttarci almeno un occhio.

Innanzitutto è una co produzione Italo-belga, una cosa originale considerando che dalle nostre parti si è sempre preferito guardare verso altre nazioni. Alessandro Alessandroni “i...

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The Arena

The Arena

The Romans have taught you to live like an animal!

Storia bizzarra tanto quanto l’incrocio di personaggi che l’hanno realizzato, questo film del 1974, conosciuto nella versione italiana come “La rivolta delle gladiatrici” è una specie di Peplum assolutamente fuori tempo massimo con una finale alla “Women in prison” che fa leva sulla presenza di attrici di richiamo e soprattutto sulle loro fattezze.

Margaret Markov (che durante la produzione trova l’amore della vita) la statuaria bionda protagonista di alcune ottime pellicole dell’exploitation ritrova la grande Pam Grier, con la quale aveva recitato nel “Women in prison” “Black Mama, White Mama”. Con loro Lucretia Love e Marie Louise Sinclair a completare un quartetto femminile piuttosto sexy che di ...

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Scalps

Scalps

Qualcuno nei dintorni usa chiamarci disertori, qualcun altro dice che siamo banditi, predatori, rinnegati! E infine gli yankee, maledetti sporchi yankee!

Il sudista mai domo anche se sconfitto è come Bruno Mattei (e Claudio Fragasso) che non si arrendono mai e nel bel mezzo degli anni ottanta danno vita a ben due “spaghetti western”. Uno è “Scalps” del 1987, scritto dallo stesso Mattei con Italo Gasperini, Richard Harrison e Bruno Di Girolamo e girato, appunto con Claudio Fragasso.
Un film un po’ fuori moda che ha tutto l’aspetto di essere stato concepito per un mercato internazionale e soprattutto per gli amanti del trash.

Un piccolo gruppo di sudisti sconfitto dalla guerra ha il dente avvelenato e attacca una pacifica tribù indiana...

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Terror House

Terror House

It’s a nice place to visit, but you WOULDN’T LIVE THERE!

“Carne fresca, forse un po’ dura. Location lussuosa, servizio gentile ma un po’ inquietante”. Questa potrebbe essere la recensione di Trip Advisor del Red Wolf Inn luogo in cui è ambientata questa storia. Ma siccome di cinema e non di ristorazione stiamo parlando, la recensione cambia così: “bella idea, ma si poteva fare di più”.

Ci troviamo in un horror, che parla di cannibalismo, di famiglie sinistre e anticipa in alcune cose e di ben due anni il più noto e celebrato “Texas Chainsaw Massacre”, con il quale condivide le pessime idee dei traduttori del titolo...

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Spy Today, Die Tomorrow

Spy Today,

Die Tomorrow

-da quando in qua gli americani hanno bisogno di noi?
-da oggi. Lei dovrà partire per la Spagna come il dott.Carl Birbau, professione veterinario
-Ginecologo sarebbe meglio!

Bardo Baretti dorme in un tappeto, gli piacciono i trenini e le bombe atomiche. Bardo Baretti, interpretato da Amedeo Nazzari è uno di quei villain talmente eccentrici da fare simpatia. Non è da meno l’eroe di turno, Bob Urban o Mr.Dynamit, super spia internazionale che lavora per il BND (l’intelligence della Germania Ovest) e che ha la faccia del buon Lex Barker uno dei Tarzan più noti.
Bastano questi due per capire che “Mister Dynamit – Morgen küßt euch der Tod”, o “Spy Today…die Tomorrow” o conosciuto col più succulento titolo “Muori lentamente te la godi di più”...

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Frankenstein 2000 – Ritorno dalla morte

Frankenstein 2000

Ritorno dalla morte

Come può vedere, anche se il cervello è in coma, per ragioni a noi sconosciute e per brevi periodi di tempo, riesce ancora a emettere onde alfa secondarie. Forse perché il suo cervello è ancora attivo.

Il ritorno dopo un po’ di tempo all’horror firmato in prima persona di Joe D’Amato, è uno di quelli da ricordare. Nel bene e nel male. Perché per il bene della fan base c’è Cinzia Monreale indimenticata protagonista di “Buio Omega”, di cui ci sono riferimenti in qualche scena e c’è Donald O’Brien grande presenza nel cinema di genere e a fianco di Massaccesi in “Emanuelle e gli ultimi cannibali”.

Ma non tutto va per il meglio, perché il regista romano sembra aver perso la mano per il genere e in maniera piuttosto grave e si...

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Sbirro, la tua legge è lenta…la mia…no!

Sbirro, la tua legge

è lenta…la mia…no!

-E anche allora non me ne volesti
-Perché anche allora non fosti uno sbirro e perché mi trattasti con rispetto il resto…fa parte delle regole del gioco!


Un titolo molto convincente e divertente, un grande regista di genere come Stelvio Massi e due protagonisti di richiamo: Maurizio Merli e Mario Merola, che già avevano duettato in “Da Corleone a Brooklyn” di Lenzi. Dunque, un film che sulla carta promette bene. Purtroppo solo sulla carta.

Anche se Massi non ci fa mancare morti e inseguimenti in quel di Milano e la trama segue il canovaccio del genere, si nota una notevole stanchezza e mancanza di idee convincenti. Sarà che siamo nel 1979 e il meglio del poliziottesco è già passato e manca poco al tramonto o sarà che Maurizio Merli ...

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Dirty Pool

Dirty Pool

She always liked to take a midnight dip


Dopo tonnellate di film di tette e scene soft-core tenute insieme da una vaghissima storia, voglio cambiare approccio e metterla sul fatto che qui noto un grande genio. Fare un film che non è un film, di 61’, usando una casa, un’auto, pochi vestiti e soprattutto una piscina. Nessuna qualità artistica, nessuna capacità registica, da parte del regista e autore Ed Stevens, ma una colonna sonora decorosa (presa chissà dove). Nessun audio in presa diretta, solo voci narranti che descrivono gli avvenimenti.
E soprattutto la fortuna di avere un cast composto da Uschi Digard e Neola Graef...

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