Category Film

Army of Thieves

Army of Thieves

You don’t have to go to Vegas to get lucky

Fare un prequel di un film sugli zombi ma senza gli zombi. Non male come idea. Sì, ok, “Army of the dead” non era solo un film sui morti viventi, ma anche un heist movie con tratti, a volte, romantici. Il suo prequel però, esclude quasi totalmente i mostri per puntare tutto su un heist movie europeo incentrato sulla figura di Dieter, interpretato da Matthias Schweighöfer che dirige su la sceneggiatura scritta da Shay Hatten su idea, ovviamente, di Zack Snyder.
Co-protagonista è Nathalie Emmanuel, l’indimenticabile Missandei di “Games of Thrones”. Ci tenevo a dirlo subito per la mia passione (del tutto artistica) per Nathalie, che qui dimostra ancora una volta una certa bravura...

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Old

Old

It’s only a matter of time

Con tutta tranquillità questo potrebbe diventare il film di riferimento di vari complottisti. Uno scacco matto a chi governerebbe il mondo da parte di M. Night Shyamalan, che si ispira alla grafic novel “Château de sable”, scritta da Pierre-Oscar Levy e disegnata da Frederik Poetesche a quanto pare gli fu regalata dai figli e che subito lo colpì al punto di comprare immediatamente i diritti.

Direte: se è ispirata a una graphic novel, che colpa ne ha il regista di eventuali tesi complottiste che hai citato nelle prime righe? Beh il regista americano ha cambiato alcune cose, come il finale, ed è lecito pensare che abbia anche cavalcato l’onda di questi ultimi anni.
In ogni caso Shyamalan ci porta in un horror/thriller incentrato sul passare del te...

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Baywatch

Baywatch

Beaches ain’t ready

Critiche spietate, Razzie Awards vinti come se piovesse. Ma consentitemi di dissentire: che vi aspettavate da un film che riprende una serie trash famosa per le tette e i muscoli dei protagonisti? In questo momento una corsa a rallenty dovrebbe apparirvi davanti agli occhi.

Ma a parte questo, pur essendo, in effetti, il film di Seth Gordon, una roba assurda e inguardabile riesce a omaggiare la serie facendo anche una certa ironia che ricorda, in maniera meno brillante, lo stesso modo di fare del film di “Starsky & Hutch”.
Alla fine, questo film del 2017 è “Baywatch” al 100%. Bagnine, bagnini, improbabili momenti di pericolo e un’altrettanto improbabile linea narrativa centrale.

David Hasseloff non è più Mitch Buchannon ma appare come “visione” a...

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The Voyeurs

The Voyeurs

oh they’re in love, I don’t think we should spy on our neighbors

Micheal Mohan al suo esordio in un lungometraggio punta fin dal titolo a uno dei mali di questa epoca: il voyeurismo. Certo, è una cosa che ha sempre causato pruriti all’essere umano, finendo in film come “La finestra sul cortile” e soprattutto “Omicidio a luci rosse”. Ma in questi ultimi anni con i social si è raggiunto un notevole livello di morbosità. Chi è che non ha mai spiato il profilo social di un o un’ ex, o di un amico/a di cui abbiamo perso le tracce o di una persona appena conosciuta che ci incuriosisce?
Va detto che siamo anche nell’epoca dell’esibizionismo più esagerato e con queste cose e con la lezione dei due thriller che ho citato, non a caso, all’inizio, Micheal Mohan crea u...

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Orgasmo Nero

Orgasmo Nero

-mmm…è proprio quello che ci voleva, sia a me che a te, voglio dire la sauna e il resto…a te cosa è piaciuto di più?
-Il resto

Borghesia annoiata, ménage à trois e storie di sesso. Nulla di nuovo sotto il sole della Repubblica Dominicana, nulla di nuovo per Joe D’Amato che tra l’altro si ispira apertamente a “La ragazza dalla pelle di luna” di Scattini, della quale questa è una rivisitazione più erotica e violenta.
Perché sì, il gioco delle parti è lo stesso, ma D’Amato inserisce grandi dosi di sesso esplicito, compreso un frame porno preso da un altro suo film con Mark Shannon e Lucia Ramirez e un finale a sorpresa che ribalta in maniera vagamente horror, quello che potevamo immaginare.

“Orgasmo Nero” per arrivare a questo dignitoso ma frettoloso fi...

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A Classic Horror Story

A Classic

Horror Story

Di che cosa si ciba il clown di It? Bambini.
-Paura.
-Che hai detto?
-I bambini sono solo un mezzo. Pennywise mangia la loro paura.

Se non ci fosse un titolo così esplicito sicuramente dopo i primi minuti avrei smesso di guardare questo film. E andiamo su! C’è un gruppo di persone su un camper, finiscono nel bel mezzo di una fitta foresta. Parte il gioco di prevedere chi muore prima. E lo azzecco.
Ma come ho detto, con un titolo di questo tipo, la curiosità è tanta. E la speranza è ben riposta in un film che è una critica a volte ironica al cinema italiano, a quelli che recensiscono (ops), alla società e a un certo pubblico mediocre.
Il tutto per via di un film horror che non va tanto per il sottile, mostrandoci sangue e cattiverie sparse in una confezion...

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Army of the Dead

Army of the Dead

If it’s a choice between dying on the Strip and spending another day flipping patties at the Lucky Boy, I’ll gamble on a few million.

Alla fine è sempre una scellerata idea che genera una sfortunata serie di eventi. Tipo un pompino in auto, con l’autista distratto che si schianta contro una colonna militare che sta trasportando un qualcosa di segretissimo e pericoloso. L’incidente provoca l’inizio di una pandemia zombie che colpisce e distrugge nientemeno che Las Vegas. Sulle note di “Viva Las Vegas” vediamo ballerine zombie in topless aggredire i soliti frequentatori della “città del vizio” e tante altre scene gustose.

Zack Snyder apre con grande forza questo film distribuito da Netflix che è l’inizio di un nuovo franchise, nato da una vecchia idea del re...

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Furia en el tropico

Furia en el tropico

When we spent those 10 days
in the detention cell. There comes a time when all one desires… is death.

La prigione di “Orgasmo Perverso” conosciuto anche come “Furia en el trópico” o “Mujeres acorraladas”, di certo non è di quelle ricordate nel mondo del Women in Prison o nella vasta filmografia del nostro regista preferito: Jess Franco. Tuttavia “Furia en el tropico” ha un qualcosa che lo rende, se non altro, un film piacevole. Semplice, estremamente semplice ma divertente.

Certo, il canovaccio dei women in prison viene ripreso tale quale in questa pellicola del 1986, che ha due fuggitive, una warden sadica e lesbica, un militare maniaco, un altro bello e affascinante, e i ribelli fiancheggiati dalle due protagoniste...

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Il sommergibile più pazzo del mondo

Il sommergibile

più pazzo del mondo

-Cassiodoro Giovanni sono io!
-Mecojoni
-Eh no! Una volta carino!

Il sempre caro Dogui che per i pochi che non lo sapessero è Guido Nicheli, interpreta un generale americano, doppiato per l’occasione, con accento yankee.
Direi che è una presentazione che indica già moltissimo di un film che ci fa immergere in un mare di trash. Ma se non vi basta Guido Nicheli americano, c’è Bombolo che cerca di consegnare ai protagonisti di questo film del 1982 di Mariano Laurenti, la famosa cartolina di chiamata al militare.
E direi che così, nei minuti iniziali è chiaro dove ci troviamo e cioè in una pellicola con gag al limite del barzelletta movie, già viste in passato e che peggiora col passare del tempo.

Andiamo con calma e iniziamo da un titolo che...

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The Cut-throats

The cut-throats

Diamonds, Daring and Death Inside the Third Reich!
Questo è un western, indicano i titoli di testa e la relativa musichetta. No, mi correggo, vedendo le prime scene direi che è un rape revenge. No, scusate, direi che è un film di guerra come ci mostrano le successive immagini o forse è un women in prison, un nazisploitation o un film erotico. Ma alla fine: “The cut-throats” cosa diavolo è?


L’unica cosa chiara è che si tratta di un gran b movie, sconclusionato quanto basta, malfatto, che ci dà tutto quello che un brutto film deve avere. Tette. Lotta. Sangue. Incapacità. E una trama che ha poco senso.

Ci troviamo nella Germania della Seconda Guerra Mondiale...
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