Category Recensioni

Terror at Orgy Castle

Terror at Orgy Castle

a succubus sent to suck the strength from her male victim
La vecchia Europa è fatale per una giovane coppia in vacanza. Prenotano una stanza in un castello di proprietà della Contessa Dominova che ha alle sue dipendenze il solito bieco servo di nome Igor. Quei posti, si direbbe, dove appena entrati, dovresti fuggire, chiamare chi te l’ha prenotato e farti ridare i soldi.
Ma se Bill e Lisa avessero rinunciato, non avremmo potuto ammirare questo film estremamente trash che non ha né titoli di testa, né di coda, forse per la classica “vergogna” di apparire e preferisce la narrazione con voce esterna ai dialoghi.
Innanzitutto dallo “spaventoso” titolo si può benissimo togliere la parola “Terror” e lasciare il più corretto “Orgy Castle”, perché non c’è nulla ...
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L’insegnante al mare con tutta la classe

L’insegnante al mare

con tutta la classe

-Potrebbe essere un valido collaboratore. È un ottimo architetto
-Io preferisco le architette
L’insegnante al mare con tutta la classe è in realtà Gino Pagnani, in un non meglio definito, professore veneto. Ma tranquilli, non è lui che si spoglia. L’onere di mostrarci un po’ di carne è sulle spalle di Anna Maria Rizzoli, sfruttata il più possibile con le sue tettole (come dice Banfi nel film) e il suo lato B.
Come si può intuire siamo nell’ennesima declinazione del sotto genere insegnanti, in un film che ha qualche spunto interessante, ma una terrificante e noiosissima seconda parte. Tarantini alla regia, con Milizia alla sceneggiatura, mostra ancora una volta di saper scegliere bene protagonisti e caratteristi.
Perché quello c...
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Quella casa nel bosco

Quella casa nel bosco

I’m drawing a line in the fucking sand, here. Do not read the Latin

Quando ti prestano una casa e tu per fare lo splendido inviti, la fidanzata e vari amici. Ma alla fine qualcosa non funziona e ti ritrovi nel bel mezzo di un incubo. Sì, detta così sembra il solito film del solito gruppo stereotipato di ragazzi, l’atleta, lo studioso, la puttana, la vergine e il buffone, che risveglia qualche forza demoniaca o attrae qualche psicopatico e si fa massacrare.

Beh, in un certo senso è proprio così che vanno le cose, ma questo film del 2012 mostra un raffinato e coinvolgente equilibrio di cose, che stravolgono tutto quello che conosciamo bene. Per prima cosa alla regia troviamo Drew Goddard, sceneggiatore di “Cloverfield”, “World War Z”, “The Martian”...

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La liceale al mare con l’amica di papà

La liceale al mare con

l’amica di papà

Chi sei eh? La Banda Bassotti quella dei culi rotti…
Scrivo apocrifo e nostalgico per evitare, per una volta, le solite “seguire la scia” e “ripetere gli stessi schemi”. Quindi sì, “La liceale al mare con l’amica di papà”, è un apocrifo dei film sulla liceale. E non solo quello, perché lo è anche dei film della soldatessa e segue ovviamente i canoni della commedia sexy. Ma andiamo con calma. Prima di tutto la liceale è tirata nella trama a forza e non è, naturalmente, l’originale. È bionda, questo sì, è bella, ci mancherebbe, ed è, Sabrina Siani. un volto noto del cinema di genere.
Il tutto ruota sulle solite storie di corna e contro corna, di fraintendimenti, sotterfugi e situazioni paradossali affidate alle esperte...
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Verónica

Verónica

Alguien respondió a tu llamada
I film sulle possessioni soffrono della “sindrome da cliché” di più di quelli sugli zombie. Sono indispensabili: una tavola oujia, una vittima innocente, una qualche forma ecclesiastica e rumori e strane presenze. Così è anche “Verónica” di Paco Plaza, famoso per il franchise [Rec], che alla voce protagonista ci mette una quindicenne e alla voce chiesa una suora cieca soprannominata “Suor Morte”, della quale vediamo gli occhi bianchi (mica poteva avere gli occhiali eh). Anche gli effetti speciali non sono tutto questo granché e si può dire che siamo di fronte all’ennesima pellicola del genere.
Però, se lasciamo da parte l’aspetto “possessione” e ci concentriamo sul secondo piano narrativo, questo film del 2017 dà il meglio di s...
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L’ultimo cacciatore

L’ultimo cacciatore

È finita, non usciremo vivi da quest’inferno. È finita per noi

E va bene siamo alle solite. Il cinema di genere italiano prende a piene mani dai successi del momento: “Apocalypse Now” e “The Hunter”. Così ci aspetta la visione di una declinazione trash, antistorica e pure un po’ blasfema, di un filone che ha messo sotto la lente d’ingrandimento uno dei più imbarazzanti momenti della storia moderna degli USA.
E quindi sappiamo cosa aspettarci. In effetti, è, almeno in parte, quello che vediamo, perché è chiaro fin dal titolo che il buon Antonio Margheriti è in Vietnam (almeno dal punto di vista dell’ambientazione, perché in realtà siamo alle Filippine) per darci uno spaghetti-Vietnam che però a sorpresa si rivela, essere un film dignitosissimo...
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Macchie Solari

Macchie Solari

Dalla camicia di forza alla tonaca il passo è breve

Nel 2019 vedere un film come questo fa venire in mente due cose. La prima è che Armando Crispino nella sua breve parentesi nel thriller, aveva una certa fantasia nell’ambientare le sue storie, visto anche il brillante “L’etrusco uccide ancora”.
La seconda è che GretaThunberg, non deve vedere questo film. Perché “Macchie Solari” del 1975, parte dall’ipotesi che l’eccessiva calura possa generare una serie di morti. In realtà questa ipotesi para sci-fi è solo fumo negli occhi dello spettatore, solo un allungare il brodo, nonostante Crispino inserisca per tutto il film scene che possono giustificare questa teoria. Siamo molto più semplicemente nella scia di Dario Argento, con rimandi a Fulci...

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I morti non muiono

I morti

non muiono

Il mondo è perfetto. Apprezza i dettagli

Siamo così materialmente attaccati ai lavori di Jim Jarmusch che ci aspettiamo che ogni volta sforni un capolavoro, perché altrimenti non va bene. Se ci trasformassimo in zombie, probabilmente andremmo in giro a mordere e a dire “Jarmussssch”. Come fanno i suoi zombie. Risorgono e camminano ripetendo le cose cui erano legati (leggi schiavi) nella vita.
Un’anziana senzatetto che ripete “Chardonay”, morti che camminano con il cellulare in mano, bambini che assaltano un negozio di caramelle, due tizi che girano dicendo “coffeee”. Siamo già morti in vita? Il materialismo, essere ossessionati da un qualcosa cui diamo troppa importanza...

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The End? – L’inferno fuori

The End? – L’inferno fuori

Tu qui dentro sei al sicuro. Qui dentro non entra nemmeno lo spirito Santo

Le belle storie che ci piacciono. Tipo quella di Daniele Misischia che dopo apprezzati corti e Serie TV, approda al lungometraggio sotto l’occhio attento dei Manetti Bros. E lo fa con un film sugli zombie, nel quale, oltre ai fratelli romani, spunta il nome di “Rai Cinema”. E lo fa soprattutto con un cast di grande qualità che non ha bisogno di presentazioni e parte dal protagonista Alessandro Roja, passa per l’eccezionale Euridice Axen, Benedetta Cimatti e si conclude con le voci di Marco Manetti e soprattutto di Carolina Crescentini. Largo ai giovani.

L’astuzia poi di ambientare il 90% della storia in un ascensore, permette alla produzione di spendere meno e al regista di dar...

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L’Etrusco uccide ancora

L’Etrusco uccide ancora

Non vedo l’ora di scendere laggiù fra quelle tombe per sentirmi un po’ vivo

Tuchulcha, il demone dell’oltretomba per Etruschi, un archeologo e un famoso direttore d’orchestra, cioè, un ambiente intellettuale, originale e un po’ misterioso, (vista la presenza degli Etruschi). Primo dei due thriller di Armando Crispino, che ottiene gli stessi buoni e, soprattutto originali risultati con il successivo “Macchie Solari”, seguendo la scia di Dario Argento, anche se, secondo alcuni, lo stesso Argento deve qualcosa a Crispino (soprattutto per questo film).
In ogni caso, bisogna riconoscere a Crispino di sapersi muovere bene dietro la macchina da presa e di saper scegliere anche buoni collaboratori come Erico Menczer alla fotografia e Riz Ortolani alle musiche...

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