Category Recensioni

Pinocchio

Pinocchio


It’s not his nose that grows!

Di sicuro mio nonno non ha mai visto questo film. E sono contento per lui, grande ammiratore di Collodi, grande oppositore di certe situazioni “libertine”, che si è perso questa versione della famosa storia, nota anche come “The Erotic Adventures of Pinocchio”, che come minimo lo avrebbe fatto morire prima del tempo.

Io, devo dire, di tutt’altro pensiero rispetto al suo, ammiro e penso che questo poverissimo b movie non sia affatto male. Ad esempio, la fatina (niente meno che Dyanne Thorne, non ancora diventata la più famosa warden della storia) mostra le tette nei primi minuti. Geppetta (Monica Gayle) crea da un ceppo di legno il famoso burattino, per usarlo come attrezzo di divertimento...

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Squadra Volante

Squadra Volante


-È qui che ti sbagli: non sono più un poliziotto

Secondo film e trovare già la strada giusta. Non è da tutti. Stelvio Massi dopo il curioso “Macrò – Giuda uccide il venerdì”, finisce nel mondo del poliziottesco/noir, del quale sarà, come ben sappiamo, uno dei protagonisti. Qui ha la grande fortuna di lavorare con un cast da urlo da Gastone Moschin, reduce dai film di Di Leo, per passare a Tomas Milian che ha lasciato da poco i thriller e il polveroso west e per concludere con una serie di spalle e caratteristi di primo ordine: Ray Lovelock, Mario Carotenuto, Stefania Casini, Enzo Andronico, Guido Leontini e tanti altri.

E come detto Massi mette già parecchie cose che l’hanno reso celebre, cioè un ritmo veloce, inseguimenti, sparatorie e uso nervoso dello zo...

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L’infermiera di notte

L’Infermiera di notte

-Nicola… io ho annullato il vecchio testamento…
-La Bibbia?

Su questa cosa non transigiamo: “L’infermiera di notte” è uno dei più fulgidi esempi della commedia erotica e se non siete d’accordo, converrete con noi che è comunque di gran lunga il miglior episodio della categoria infermiere/dottoresse.

Restiamo però convinti della nostra idea e del fatto che Mariano Laurenti qui azzecchi (quasi) tutto aiutato anche dalla scrittura di quella vecchia volpe di Franco Milizia che con lui mette mano alla storia.
Gran parte della fortuna però è dovuta a un cast composto da grandi interpreti del genere, lasciati liberi di galoppare a tutta velocità nelle sterminate pianure del trash...

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L’Apostolo

L’Apostolo


Where is the land which has no call for wars? Hmm? Arms? Money? Nor taxes? Well, that land is here. No tax-gatherer’s bill shall ever threaten our church door! We, I tell thee, we… we are free men.

Si può dire che abbiamo messo in croce un’infinità di film sulle sette, sui fanatici e su un nuovo Dio da venerare? Sì, si può dire, secondo noi. E qui, dunque, non siamo alle prese con un soggetto nuovo e nemmeno con un titolo esaltante.
Per fortuna che il regista di questo “L’Apostolo” è Gareth Evans, che si conferma un regista interessante e soprattutto mai banale. Il gallese, dopo l’exploit dei due “The Raid”, si prende una piccola pausa nella quale deve aver deciso di approfondire il genere horror già assaggiato nel 2013 con l’enciclopedico “V/H/S/2”.

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The Bad Batch

The Bad Batch


All the things you’ve done, have put you right here… with me. To life… life is The Dream. The only Dream. Cost lot to be here. Cost you an arm and a leg

Ho patito un doppio senso di fastidio. Per la storia distopica di un futuro terribile, tra emarginati, drogati e cannibali e necessità di sopravvivere alla faccia dei sentimenti (buon appetito!). Ci fosse solo questo nel secondo film di Ana Lily Amirpour, che scrive anche la sceneggiatura, saremmo a posto così.
Invece, ed è qui il secondo senso di fastidio, “The Bad Batch”, si perde in un delirio di situazioni prevedibili e immagini non troppo credibili per quello che vediamo...

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House of Whipcord

House of Whipcord


This film is dedicated to those who are disturbed by today’s lax moral codes and who eagerly await the return of corporal and capital punishmen

Se uno che si chiama Mark DeSade ti accalappia a una festa ma nega di sapere chi sia DeSade, non è di certo uno di cui fidarsi, soprattutto se poi ti invita subito in campagna a conoscere la famiglia. Ma d’altronde se Ann-Marie non si fosse fidata, non avremmo visto questo horror psicologico inglese del 1974 scritto e diretto da Pete Walker attivo in quegli anni nell’horror e nell’exploitation e sceneggiato da David McGillivray .

“House of Whipcord” è un film che ha diverse ingenuità narrative, un evidente low budget e un titolo, di richiamo, che solo parzialmente rispecchia quanto vediamo...

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Emanuelle e Françoise (Le sorelline)

Emanuelle e Françoise

(Le sorelline)


Deriso e calpestato Carlo, come tu hai deriso e calpestato la povera Françoise

Che racconterà mai un film che si intitola “Emanuelle e Françoise (Le sorelline)”? Con un rimando a Emmanuelle e alla serie con una “m” sola e con quel mattacchione di Joe D’Amato alla regia? È dunque lecito aspettarsi che le due sorelline facciano qualcosa di erotico in qualche località asiatica, finendo in un casino di droga, sesso e trafficking. Invece, il titolo è la cosa peggiore di un film sorprendente e spietato che merita di essere citato tra i migliori film del nostro amato Aristide Massaccesi. Ah, Bruno Mattei disse che c’era anche lui dietro la macchina da presa, poi non accreditato.

Joe D’Amato che si occupa anche della fotografia, real...

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Teen Lust

Teen Lust


Almost Over! Last chance for Loud Music, Soft Kisses, Hot Nights & Cold Beer!

Quelle belle cittadine americane, piene di famiglie sorridenti che contribuiscono alla pace e alla società. Quelle belle famiglie americane sorridenti e perfette. Tutta questa perfezione sembra essere parodiata da “Teen Lust”, un sexploitation, che ha come unico pregio proprio il fatto di prendere in giro questi capisaldi. Almeno, così ci sembra di capire ed è lì che ci pare che volesse finire.

Ci sembra? Ci pare? Beh sì, perché tutte queste velleità sono ben nascoste dai tanti nudi e del sesso che imperversa in questa pellicola a discapito di una almeno decorosa trama. Un film uscito in una variante infinita di nomi come “High School Teasers”, “Police Academy Girls” nel logico tentativo di...

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House of Flesh Mannequins

House of Flesh

Mannequins


Queste immagini, questo film…non è solo un film

Ho la fortuna di avere tra i miei contatti di Facebook Domiziano Christopharo e sono molto contento, perché ogni suo film è un viaggio mai banale, nel profondo, dove storia e regia sono in perfetto equilibrio.
Una di quelle persone con cui si passerebbe volentieri qualche ora a discutere di cinema e del suo pensiero, probabilmente uscendone disturbati. Ma è un altro discorso.

La cosa eccezionale del regista romano è che già nel suo film d’esordio aveva le idee chiare: criticare la società, smascherare le ipocrisie e sì, colpire duro il pubblico. Questo è l’oltraggioso, il coraggioso, ironico e più che indipendente “House of Flesh Mannequins” del 2009...

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The Devil Hunter

The Devil Hunter

-What do you know of this island? Who inhabits it?
-A strange tribe whose god demands sacrifices, human sacrifices, especially women, whose hearts he eats.

L’Eurociné poteva perdere l’occasione di entrare nel mondo dei cannibali, tra fitte giungle, Dei cattivi e tette e nudi? Ma no certo che no, non si può di certo perdere il momento migliore. E tra i vari esemplari di questo filone prodotti dalla mitica compagnia europea dell’exploitation c’è “El Canibal” o “The Devil Hunter”, un cannibal movie (più o meno) diretto dal sempre caro Jesus Franco.

Un Franco più che mai commerciale e più che mai votato al risparmio, che prova a dare un senso artistico al tutto soltanto nei primi minuti con una narrazione parallela che vede da un lato i cannibali di ...

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