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Krampus – Natale non è sempre Natale

Krampus –

Natale non è

sempre Natale

You Better Watch Out

Si potrebbe anche intitolare “Il Natale s’incazza”, anche se, del tizio con la pancia e barba bianca non c’è traccia. Poi siamo nella notte di San Nicola e quello che s’incazza è il Krampus, lo spirito malvagio servo di San Nicola. Una figura demoniaca molto presente nel folklore del Trentino, Friuli, Baviera, Austria e Slovenia, tanto sentita, che durante la sfilata di San Nicola, alcune persone, vestite da demoni, vanno a caccia dei bambini cattivi o dei cattivi in generale, rincorrendoli e “frustandoli”.

Fa strano che una figura europea, sia finita in un horror americano. Ma a quanto pare il regista e soprattutto sceneggiatore Micheal Dougherty, cercava da tempo un’idea per un horror natalizio e si è imbat...

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Fuoco incrociato a Natale

Fuoco incrociato

a Natale

Lots of folks can’t handle that sort of thing, so they try not to care. Not even death scares them. Quite the opposite. They crave death. Nobody can escape it.

“Non possiamo farci niente” è la traduzione di Google Translate del titolo originale di questo film, ovvero, “Wir können nicht anders”. “Fuoco incrociato a Natale”, invece è il titolo italiano, che campeggia su “Netflix”.
In ogni caso né un titolo né l’altro riescono a descrivere questo lavoro di Detlev Buck. Perché? Perché dovremmo essere in una comedy/crime ambientata nel periodo di Natale, ma né del genere, né della festività si vedono tracce...

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-2 Livello del terrore

-2 Livello del Terrore

How could you kill a poor, defenseless animal? Angela! You’re really starting to piss me off!

A te che continui a mandarmi mail di lavoro durante le feste, ti auguro di rimanere in ufficio, quando tutti gli altri se ne sono già andati a casa e hanno chiuso a chiave tutte le porte.
Io me ne starò a casa, a guardare questo thriller/slasher del 2007 incentrato su una ragazza che appunto, nella sera di Natale, rimane troppo in ufficio e finisce nelle mani di uno psicopatico. È quasi quello che ti meriti, te e le tue mail nei giorni di festa!

Va bene, forse potrei impegnare il mio tempo con un film migliore, magari più originale, perché di psicopatici che imprigionano le persone, ne sono piene le fosse...

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Devil’s Kiss

Devil’s Kiss

Communication with the other world
is the most compelling proof of the immortality of the soul.

Organizzano una sfilata di moda in un castello, con modelle che si cambiano abiti per il piacere del pubblico maschile e ci abbinano una seduta spiritica per gli invitati. Questa è un’idea semplicemente favolosa, che un influencer o un PR potrebbe riutilizzare.
Ve la immaginate una serata così, chessò a Londra, Parigi, New York o Milano? Semplicemente imperdibile.
Se poi la medium di nome Claire Grandier, l’ex Contessa di Moncorn, ormai ridotta in povertà riesce a chiamare una presenza che spaventa una modella e fa fuggire gli invitati, beh, si può dire che l’evento è perfettamente riuscito.
Siamo comunque lontani da qualsiasi obiettivo social o di tendenza e questo ...

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Hollywood Chainsaw Hookers

Hollywood Chainsaw

Hookers

Oh yeah, as for Sam… well, she’s a big girl. Her mother was happy when she heard Sam was safe, and I needed a secretary – like a hole in the head. But she’s a nice kid, so maybe I’ll let her stay around awhile. Besides, she’s got a great set of tits!

Un ispirato Fred Olen Ray nella scia dei suoi maestri, alle prese con un b movie che ha tutte le caratteristiche al posto giusto. E una storia, che, tutto sommato, ha un senso. Senza dimenticare un paio di perle.

Inutile scrivere a cosa il titolo “Hollywood Chainsaw Hookers” s’ispiri, ma è bene precisare che il regista si sente in dovere di chiarire subito che le motoseghe sono vere e utilizzate da professionisti. Don’t try this at home!
Un inizio demenziale che rappresenta la linea di tutta la pellicola...

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La llamada del sexo

La llamada del sexo

¿Sabes lo que decía John Ford? El amor es el contacto de dos epidermis

Non è tanto il titolo che cattura l’attenzione, ma un inizio con musichetta e titoli da telenovela, che si affiancano a un dialogo tra Andrés García e il grande George Hilton.
Anche il resto comunque non si discosta mai dal mood iniziale, anche se, a livello teorico, questo dovrebbe essere un thriller vagamente erotico, o per meglio dire un thriller con tette messe a forza.

In ogni caso è un melenso e noiosissimo b movie girato nella Repubblica Dominicana, Miami e a Roma per la regia dell’argentino Tulio Demicheli, regista e sceneggiatore che ha cavalcato diversi generi e realizzato pure un documentario su Eva Peron.
Demicheli che stranamente non scrive la sceneggiatura, lavora con un ...

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A.I.Rising

A.I. Rising

She was his android slave. He fell in love … And turned her into a person

So che se raccontassi al bar per sommi capi, la trama di questo film si aprirebbe un mondo di battute e considerazioni maschiliste. Insomma, sei su un’astronave con un robot donna che puoi comandare a piacimento, che fai?
Quello che la maggior parte degli uomini farebbe (non facciamo gli ipocriti) è la stessa cosa che fa all’inizio il protagonista, ma soprattutto è la stessa cosa che questo film Serbo del 2018, esordio del regista Lazar Bodroza, distrugge nello sviluppo della storia.

Come molti altri predecessori qui si indaga sul rapporto umano\intelligenza artificiale avanzata, sui suoi sviluppi, potenzialità e inevitabili problemi. Ma a differenza di molti “A.I. Rising” parla di sessual...

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A un passo dall’aurora

A un passo dall’aurora

-Il suo telefono squillerà ancora

Piccola pausa tra corpi che sbattono per Mario Bianchi, prima del capolavoro “Moana e Cicciolina Mondiali”. Una pausa non banale, almeno nell’ispirazione, perché il regista romano s’ispira ad Arthur Schnitzler e al suo romanzo “Traumnovelle”.

Proprio quel lavoro che nel 1999 dà lo spunto anche a Kubrick per il suo “Eyes Wide Shut” e stando a Wikipedia, in precedenza anche a Beppe Cino con “Il cavaliere, la morte e il diavolo” del 1983.
In ogni caso il fatto che Mario Bianchi anticipi Kubrick è la cosa più importante di “A un passo dall’aurora”, anche perché il resto, come potete immaginare, lascia a desiderare.
Dimentichiamoci il buon Stanley, perché non c’è il minimo paragone tra i due lavori, anc...

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The Lustful Vicar

The Lustful Vicar

-Poor Vicar he missed the bishops dinner party. We must try harder today
-Yes, you are right

Il titolo originale, che scrivo solo una volta perché per noi quaggiù è difficile, è “Kyrkoherden”, semplicemente “Il Vicario”, un film etichettato come comico, che si apre con una donna nuda e accusata di stregoneria che viene buttata in acqua e in seguito messa sul rogo. Se subito dopo non ci fosse il cantautore e comico Cornelis Vreeswijk che fa da narratore suonando molto spesso la chitarra in scena (alla stessa maniera di “Tutti pazzi per Mary”) potrei dire che non capisco la comicità svedese.
Ma tranquilli, il film non fa, in effetti, ridere, ma ben presto quest’oscuro lavoro del 1970 mostra le sue caratteristiche, cioè, vestiti scollati, tette, culi e n...

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Abuso di potere

Abuso di potere

Come poteva il signor Procuratore prevedere delle iniziative…davvero…inconcepibili?

Siamo ancora in quella terra di mezzo in cui s’inizia a sentire l’odore di poliziottesco, ma è ancora una cosa un po’ incerta. Siamo in quel periodo in cui vanno di moda i film polizieschi sulle indagini di mafia e sulle collusioni. E, infine, siamo alle prese con un film che combina bene questi elementi, anticipando nel titolo uno dei cardini del poliziottesco cioè l’abuso di potere, uno dei punti forti dei tanti commissari di ferro. Anche qui volano schiaffi con guanti di pelle, ci sono interrogatori oltre i diritti umani, dandoci così un interessante campionario, di quello che faranno i successivi tutori della legge.

E non solo, perché “Abuso di potere” parla della vi...

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