Category Film

Furia en el tropico

Furia en el tropico

When we spent those 10 days
in the detention cell. There comes a time when all one desires… is death.

La prigione di “Orgasmo Perverso” conosciuto anche come “Furia en el trópico” o “Mujeres acorraladas”, di certo non è di quelle ricordate nel mondo del Women in Prison o nella vasta filmografia del nostro regista preferito: Jess Franco. Tuttavia “Furia en el tropico” ha un qualcosa che lo rende, se non altro, un film piacevole. Semplice, estremamente semplice ma divertente.

Certo, il canovaccio dei women in prison viene ripreso tale quale in questa pellicola del 1986, che ha due fuggitive, una warden sadica e lesbica, un militare maniaco, un altro bello e affascinante, e i ribelli fiancheggiati dalle due protagoniste...

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Il sommergibile più pazzo del mondo

Il sommergibile

più pazzo del mondo

-Cassiodoro Giovanni sono io!
-Mecojoni
-Eh no! Una volta carino!

Il sempre caro Dogui che per i pochi che non lo sapessero è Guido Nicheli, interpreta un generale americano, doppiato per l’occasione, con accento yankee.
Direi che è una presentazione che indica già moltissimo di un film che ci fa immergere in un mare di trash. Ma se non vi basta Guido Nicheli americano, c’è Bombolo che cerca di consegnare ai protagonisti di questo film del 1982 di Mariano Laurenti, la famosa cartolina di chiamata al militare.
E direi che così, nei minuti iniziali è chiaro dove ci troviamo e cioè in una pellicola con gag al limite del barzelletta movie, già viste in passato e che peggiora col passare del tempo.

Andiamo con calma e iniziamo da un titolo che...

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The Cut-throats

The cut-throats

Diamonds, Daring and Death Inside the Third Reich!
Questo è un western, indicano i titoli di testa e la relativa musichetta. No, mi correggo, vedendo le prime scene direi che è un rape revenge. No, scusate, direi che è un film di guerra come ci mostrano le successive immagini o forse è un women in prison, un nazisploitation o un film erotico. Ma alla fine: “The cut-throats” cosa diavolo è?


L’unica cosa chiara è che si tratta di un gran b movie, sconclusionato quanto basta, malfatto, che ci dà tutto quello che un brutto film deve avere. Tette. Lotta. Sangue. Incapacità. E una trama che ha poco senso.

Ci troviamo nella Germania della Seconda Guerra Mondiale...
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Suburbia Killer

Suburbia Killer

Nadie puede escapar del pasado
Sono così terrorizzato dalle serie TV spagnole che a ogni scena delle otto puntate di “Suburbia Killer” o “El Inocente”, pensavo: “Ecco, adesso arriva quella cosa assurda che rovina tutto”. L’ombra di Alex Pina mi ossessiona. Devo ammetterlo.

Ma in questa serie di Netflix diretta dal catalano Oriol Paulo e girata a Barcellona, dove è anche in parte ambientata, non c’è traccia di quelle cose che puntualmente rovinano ogni serie spagnola. Sarà che Oriol Paulo è catalano? O che è tratta dall’omonimo libro dell’americano Harlan Coben le cui opere sono già passate e passeranno sulla nota piattaforma streaming? Quindi, non è un’idea nata in Spagna.

Va detto che alcuni che hanno letto il libro, scrivono che la Serie TV...
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She-Devils on Wheels

She-Devils on Wheels

Get on your bikes and get ready to move. I’m gonna kill the dirty mother that did this to Honey. Look, I know where they eat, so we’ll go over there. I grant you this will be their last meal.
Non basta avere Herschell Gordon Lewis alla regia, per essere un ottimo b movie. Certo, certo, la sua presenza è una certezza di un certo modo di intendere l’intrattenimento e diciamo che sì, averlo alla regia, aiuta molto. Ma se si vuole un sigillo di garanzia, è necessario l’apprezzamento di qualcun altro, ad esempio di una band come The Cramps che nella ristampa del 2001 dell’album “A Date with Elvis” inserisce “Get Off the road” tema centrale di questo film del 1968.

Herschell Gordon Lewis e The Cramps sono una motivazione più che valida per vedere questo sc...
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La mia banda suona il pop

La mia banda

suona il pop

-La mia ex moglie Katiuscia
-Onoratissimo
-La mia moglie Natasha e lei è la mia bellissima amante…
-Bagascia?
-No! Irina

Alcuni protagonisti del mondo dello spettacolo degli anni ottanta, De Sica, Ghini, Rossi, Finocchiaro e Abatantuono vengono ingaggiati per uno show a San Pietroburgo.
Eh no, potrebbe essere ma non è una storia biografica dei cinque attori che ho elencato, ma la vicenda di una fittizia band, i Popcorn, che negli anni ottanta ebbero un fugace successo con un paio di singoli che sono rimasti nel cuore di un oligarca russo, che li vuole a tutti i costi a casa sua per un concerto. Vecchie glorie di nuovo sugli scudi (e non parlo dei Popcorn questa volta).

Sta al manager di un tempo, un Diego Abatantuono dagli occhi azzurri, rimettere insieme ...

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The Rental

The Rental

Secluded getaway. Killer views

A quanto pare il bifolco razzista degli anni venti è in realtà più un ignorante che un violento. Almeno così dicono in “The Rental” e in seguito confermano la cosa anche gli svedesi di “Red Dot”. Quindi, qual è il presente per i thriller alla “Un tranquillo week end di paura”? Si potrebbe dire che i “buoni” se la cantano e la suonano da soli, lasciando a quelli identificabili come i classici “cattivi” un colorito contorno ignorante.

“The Rental” che segna l’esordio alla regia di Dave Franco, il fratello di James, è un thriller casalingo/vacanziero con due coppie che affittano la classica casa isolata in cui si imbattono nel sempre classico bifolco razzista...

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Funny Frankestein

Funny Frankestein

-Ma dici che Agnese scopa?
-Sì…con la maschera antigas forse!

Molto generosamente Wikipedia definisce questo film il cui titolo originale è “Agnese e…” come grottesco/erotico.
E sebbene a Mario Bianchi gli si voglia bene, la definizione è un’altra: una monnezza.
Il regista romano che si firma Alan W. Cools dirige un film composto da una serie di scene hard core o soft-core, a seconda della versione, che oltre a non avere un senso logico, sono fatte malissimo e peggiorate da un’onnipresente musica che va da ritmi sudamericani a marcette per passare a pezzi disco-pop e prendere anche da Shining (sì, signori, davvero).

Ipotizzo: a Mario Bianchi danno due soldi, proprio due, per girare un pornazzo alla veloce...

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The Loft

The Loft

We’re gonna find out what happened here and we will figure a way out. We’re in this together, we’ll get out of it together. Okay? ‘Cause were friends. Agreed? Agreed?

Una donna morta ammanettata al letto del loft del titolo, che è la garçonnière di quattro amici.
Un incipit interessante per questo film del belga Erik Van Looy che rifà in salsa americana il suo omonimo film del 2008 (già oggetto di remake nel 2010 per mano di Antoinette Beumer).
Tre versioni che indicano che il plot di “The Loft” è potenzialmente molto interessante. E, in effetti, anche in questa versione americana, l’unica che ho visto, l’inizio cattura l’attenzione, grazie ai flashback che raccontano gli intrecci dei personaggi e agli interrogatori di una polizia molto rude.

Fin qui tutto bene,...

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Vampire Circus

Vampire Circus

The greatest blood-show on earth!

Titolo semplice ma di quella semplicità perfetta. Un inizio a tutta velocità, che mostra subito le intenzioni della Hammer. Risultato: uno dei più belli, stilosi e inquietanti film, della compagnia inglese.
Un gioiello vampiresco oggi molto apprezzato ma che all’uscita suscitò pareri discordanti, forse anche per colpa della concorrenza di “Countess Dracula” con Ingrid Pitt, che uscì nello stesso periodo e per la medesima casa di produzione.

Possiamo pensare che “Vampire Circus” sia un tentativo di svecchiare il catalogo Hammer che qui cambia radicalmente il proprio linguaggio dandoci un lavoro davvero cupo, che gioca bene sulle paure e inquietudini dell’essere umano, mettendo anche momenti onirici e una morbosità e un eroti...

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