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La Casa di Carta – Terza stagione

La Casa di Carta

terza stagione

Se adesso ci comportiamo come topi in trappola loro ci colpiranno di nuovo, uno a uno. E c’è solo un modo per evitarlo. Affrontarli
Mi immagino che le cose siano andate in un certo modo, con un gruppo di sceneggiatori tipo quelli di Boris, che devono aver avuto una discussione di questo tipo.
“Massì dai, ripeschiamoli così…de botto…senza senso. Facciamo iniziare il tutto con dei dirigibili che volano su Madrid”
“E Berlino? Non c’è più Berlino! Ci deve essere Berlino!”
“Berlino…facciamo che ha un altro piano geniale e lo mettiamo in vari flash back e mettiamo un nuovo personaggio che un po’ lo ricordi nei modi”
“E la fregna?”
“Tokyo...
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Professione vacanze

Professione vacanze

E no eh! Questo non lo può proprio dire, perché io alle bagnanti ci sto attento, soprattutto ai loro costumi

Il segreto è mettere le persone giuste nei posti giusti. E nel momento giusto. Tipo Jerry Calà, uno degli attori più scarsi che abbiamo mai visto, che qui fa il capo villaggio, in una serie TV di metà anni ottanta. Un’idea sua (come riporta nella sua autobiografia), alla quale mettono mano anche Vittorio De Sisti, anche regista, Marco Cavaliere, Cesare Frugoni e Maria Rita Parsi. Cioè, gente che ha lavorato a serie TV, commediole e cinema di genere. Insomma una crew perfetta, con Silvio Berlusconi che sull’onda dell’entusiasmo per “I ragazzi della 3C” fiuta l’affare e dà il via alla produzione.

Una produzione che vanta pure un cast nient...

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The Rain – seconda stagione

The Rain

seconda stagione

Il primo che lo troverà e lo porterà da noi, sarà anche il primo che potrà abbandonare la zona

È che uno si aspetta che le cose prendano una certa piega o che si continui con la linea della prima serie. Ma per fortuna nei primi minuti della prima puntata, la seconda stagione di “The Rain”, ci dà una serie di colpi di scena, inaspettati e avvincenti. Un gran bell’inizio. Bravi, bravissimi. Sono però gli unici minuti degni di una stagione per nulla interessante. Se già nella prima serie, puntata dopo puntata, “The Rain” perdeva mordente, qui è una discesa nell’oblio interminabile che inizia dopo i già citati colpi di scena e quindi dal quinto minuto della prima serie.

Non è ben chiaro cosa Jannik Tai Mosholt, Christian Potalivo ed Esben T...

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Black Summer

Black Summer

Non siete stanchi di serie TV sugli zombie vero? Ma no, certo che no. Quindi ecco “Black Summer”, la novità del momento, una novità creata però da vecchie (e folli) volpi dell’intrattenimento zombesco e non, cioè la “The Asylum” che tanto ha dato al cinema trash, vedi “Sharknado” e vedi, per i morti viventi, “Z Nation”.
Partito dall’idea di essere un prequel di “Z Nation”, “Black Summer” si stacca completamente dai toni a volte volutamente trash e parodistici del predecessore. E non solo, perché anche la produzione fa un passo avanti, anche grazie, probabilmente, alla presenza di “Netflix”.
Non si ride quindi e anzi i toni di “Black Summer” sono più che mai cupi. Quello che fa di “Black Summer” un prodotto interessante è senza du...
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The Walking Dead – nona stagione

The Walking Dead

nona stagione

I’ve seen how you live. I’ve walked your streets. It’s a joke. Your communities are a
shrine to a long dead world

Perché continuo a farmi del male guardando “The Walking Dead”? Bella domanda. Forse perché voglio vedere se succede qualcosa di interessante. Che non succede.
Beh, la nona e stanchissima stagione, un po’ di speranza l’aveva data, sembrava arrivare la svolta, il colpo che poteva riaccendere il tutto. Alla fine è Scooby Doo che uccide ogni speranza. Cioè, non proprio il famoso cagnone di Hanna & Barbera, più che altro una soluzione alla Scooby Doo, tanto banale quanto assurda...

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Beat

Beat

Derrick, soci e cani poliziotto, sembra da un po’ di tempo che siano stati messi in cantina dai vari registi e sceneggiatori tedeschi. E per fortuna. Addio al nazionalpopolare (almeno in parte sia chiaro) e benvenute serie che osano e che sono riuscite ad alzare il livello delle loro storie. Tipo “Deutschland 83” e “Deutschland 86” e il ricchissimo “Babylon Berlin”. Tutte fondate tra l’altro su fatti storici. Ma è con “Beat”, a parer nostro, che i tedeschi mostrano definitivamente di saperci fare. Sia, chiaro, nulla da togliere alle sopracitate serie TV (a parte “Deutschland 86”), ma la seconda serie TV tedesca co-prodotta da “Amazon” vanta un’ambientazione a dir poco originale, che viene poi gestita al meglio.
Dietro a “Beat” troviamo l’interessante ...

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Deutschland 86

Deutschland 86


con gli ideali non ci compro nulla, con i soldi sì

Che fine ha fatto quella bella ambientazione, la ricostruzione della vita e dei costumi della DDR? Spariti, quasi del tutto, diluiti in uno scialbo lavoro che richiama i più mirabolanti Eurospy degli anni sessanta.

“Deutschland 83” aveva fatto il botto ovunque (eccetto patria, dove per vari motivi si era rivelato un flop) aprendo le porte internazionali per le serie tedesche. Ed era a nostro modesto parere, superiore a un’altra notissima serie di spionaggio. Così è nata la spasmodica attesa per il suo sequel, ambientato tre anni dopo e finalmente trasmesso su SKY.

Le aspettative erano tante, ma già i primi minuti mostrano qualcosa che appiattisce il tutto. Ed è proprio il fatto che “Deutschland 86” si c...

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The Deuce 2

The Deuce 2


1978. Pleasure Was a Business, And Business Was Booming

Che George Pelecanos e David Simon, non siano due da adrenalina e colpi di scena, si può dire che sia chiaro a tutti. Sono invece due abili e meticolosi costruttori, che mattoncino, dopo mattoncino costruiscono un qualcosa, che a lavoro finito mostra tutto il suo splendore, la sua ricchezza. Questo è quello che viene in mente dopo la visione della magnifica e ultima puntata della seconda stagione di “The Deuce”. E ci dispiace che sia finita. Ma siamo contenti che ci sarà una terza (e ultima, si dice) stagione.

Ripartiamo dai già ben conosciuti personaggi, quelli che cercano di vivere o sopravvivere nella “Deuce” e che ritroviamo dopo un piccolo salto temporale (siamo nel 1978)...

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The Haunting of hill house

The Haunting of

hill house


You’re expected

Mi piace seguire le pagine dei tabloid, tipo “Cronaca Vera” per intenderci o il “Sun”. Tutte quei titoli a cazzo mi fanno impazzire, anche se gli anni d’oro di diavoli che ingravidano e fantasmi porcelloni sembrano passati.
Beh, un giorno mi cade l’occhio su un articolo del “Sun” che diceva “fans have claimed that The Haunting of Hill House is so scary they’re passing out”, riferendosi alla serie TV “Netflix” “The Haunting of hill house”. Gente che non dorme gente che vomita, dopo la visione.
E che sarà mai? Lo dice il “Sun” e ci si può fidare (sì, vabbè) e quindi con l’aspettativa di vedere un’ennesima cafonata horror, inizio a guardare “The Haunting of hill house”...

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Romolo + Giuly: La guerra mondiale italiana

Romolo + Giuly:

La guerra mondiale

italiana


Ho visto morire amichi mia ner gelo di Vigna Clara, ho attraversato da solo il vallo di monte Milvio, nell’ora dell’apertivo, ho rapito quattro vergini dei Parioli e tu sai quanto è difficile trovare una vergine ai Parioli

In questo caso più che chiamarlo gioiellino sarebbe giusto descriverlo con il nome di uno dei piatti della tradizione romana. Oppure Pupone.

Ecco sì, “Romolo + Giuly” è il Pupone delle serie TV. Quei talenti sempre più rari che si vedono di tanto in tanto e che spuntano dal nulla e che per quanto uno possa essere di un’altra “squadra” (cioè non capire il contesto) ne riconosce le qualità e lo apprezza con affetto.
Va detto che non essendo di Roma non è stato subito facile seguire i riferimenti di “Ro...

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