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Il Bauhaus e la musica

Il Bauhaus e la musica

Mi piace far inorridire gli studiosi del settore e quando mi dicono che “quest’anno è il centenario della fondazione del Bauhaus”, faccio il brillante e rispondo con un “Non mi pare, ricordo che a occhio e croce si sono formati alla fine degli anni settanta”. Generalmente non apprezzano la battuta e se ne vanno via. Di certo funziona meglio con quelli hanno sentito sì parlare del Bauhaus, ma che al sentire il nome gli viene in mente prima Peter Murphy che Walter Gropius.

Però la battuta non è così fuori luogo, perché il Bauhaus e la musica si sono incrociati sia durante l’attività della scuola, sia in tempi più o meno recenti.
 

La musica, in effetti, non fa parte della scuola di Dessau, ma nel 1923 Oskar Schlemmer dedica alla musica la “Bau...

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Sanscemo: Se negli anni novanta non hai tirato verdura, hai avuto una vita triste

Se negli anni novanta non hai tirato verdura, hai avuto una vita triste
(ovvero ti sei perso Sanscemo)

Un po’ di tempo fa ho regalato a mio padre uno di quei cosi che servono a passare le VHS su file. Così può ricattare tutti quelli che sono apparsi in quei filmini imbarazzanti di vita famigliare da metà anni ottanta in poi. Un paio di giorni fa gli ho chiesto se mi prestava quell’aggeggio.

“A che ti serve?”
“Devo sbobinare quattro VHS di “Sanscemo”. Te lo ricordi “Sanscemo”?”
“Certo, sì. Ti ho portato nel 1992, l’edizione che ha vinto Dario Vergassola

Il logo di Sanscemo

, quella in cui c’era quel gruppo i “Trenini Svizzeri” che cantavano “Tarattatà” o qualcosa del genere…l’organizzatore era un certo Paolo…”.


Ok. Se lo ricorda “Sanscemo”...

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Quel che ci resta dopo (l’) “Ossigeno”

Quel che ci resta dopo (l’) “Ossigeno”




Cavalca l’onda della visibilità raggiunta con “X Factor” per fare quello che vuole in TV. Lo dice Manuel Agnelli ed è per me la cosa più triste di tutta l’idea di “Ossigeno”
Non perché abbia usato questo mezzo (d’altronde il fine…si dice…) ma perché è necessario di questi tempi cavalcare un’onda nazional popolare per farsi aprire le porte. Anche se sei uno tra quelli che hanno fatto la storia della musica in Italia e anche se sei uno con una certa cultura e conoscenza. 

Quello che arriva a noi è sicuramente più genuino di questo schema ed è una

trasmissione di sole cinque puntate girata al “Lanificio” di Roma, scritta da Manuel Agnelli, Paolo Biamonte, Massimo Martelli, Sergio Rubino, con la direzione musicale di Rodrigo D’Erasmo.


A...

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Non guardo Sanremo ma…

Non guardo Sanremo ma…
(che è tipo non sono razzista ma…)


Io non guardo Sanremo. E non sono nemmeno tra quelli che ascoltano l’indie (o almeno fino a quando è esistito) e guardano Sanremo perché sono alternativi e guardare una cosa istituzionale come Sanremo, li fa ancora più alternativi degli alternativi e possono parlare con superiorità agli alternativi che snobbano la kermesse perché cos…. Vabbè, niente, ci siamo capiti. Non guardo Sanremo perché il 95% delle canzoni non rientrano nei miei gusti. Tutto lì. 

In ogni caso le notizie dalla rassegna canora, vuoi o non vuoi, arrivano. E sì, ogni tanto se so che c’è qualcuno di interessante l’occhio lo butto. Ospiti, comici o la prima volta di Elio. Quindi ecco i momenti di Sanremo che mi sono rimasti più impressi...
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Quello che David Bowie è per me

Quello che David Bowie è per me

Il mio rapporto con David Bowie inizia più o meno a metà anni ottanta, quando affascinato dai vinili trovati in casa ascolto spesso “Aladin Sane”, versione con copertina provvisoria, di cui ho già parlato, acquistato da mio padre negli anni settanta. 
C’è pure un 45’ giri di “Starman/Jonh I’m Only Dancing” e anche il 33 giri di “Transformer” di Lou Reed (mi sfugge naturalmente chi sia il produttore e anche il concetto di produzione, oh, avrò avuto una decina di anni al massimo).
Manca Iggy Pop all’appello, ma c’è mia nonna, quella che stigmatizzava Elio e Le Storie Tese, che rimane allibita da un’intervista di Bowie in cui dice che si ubriacava ripetutamente. 

Siamo sempre a metà anni ottanta e forse dovrei stare al largo da ce...

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Elio, ti ho lasciato adducendo motivazioni plausibili

Elio, ti ho lasciato adducendo motivazioni plausibili



Prima metà del 1990. Gita scolastica di terza media, viaggio Torino-Vienna in autobus. Ero seduto più meno a metà bus, cioè né tra quelli vicini al potere, né tra quelli contro. Come in tutte le gite che si rispettino si faceva un po’ di cagnara, solo un po’, perché la scuola era di estrazione borghese (hey ci ero finito per caso!). C’era chi passava il tempo con la fidanzata, chi dormiva, chi leggeva e chi ascoltava musica. Non ricordo come ma a un certo punto mi arriva una cassetta e chi me la dà mi dice qualcosa del tipo “Senti questo…dicono un sacco di parolacce!”. Wow! Una cosa altamente fuorilegge! Altro che stare a fondo del bus! E speriamo che la Preside non se ne accorga!

La registrazione in questione er...
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The Walking…audiocasette

The Walking…audiocasette
Il (grande) ritorno dei nastri
“È incredibile questo ritorno all’analogico. Sembra che stiamo regredendo”
“Beh…cosa hai contro i vinili?”
“Assolutamente nulla, sto parlando delle musicassette”

E venne il giorno che dalla tomba di una scatola in fondo all’armadio silenziosamente uscirono, accompagnate da qualche supporto che dà loro voce, i nastri o musicassette per gli amici.
Un ritorno orgoglioso, che seppur non sfiori i numeri del vinile, segna ogni anno un incremento di vendite e di produzioni. Per dire, Discogs nel 2017 (e soprattutto nel momento in cui sto scrivendo) conta 15.300 circa release su nastro. Certo, sempre meno della metà del vinile e sempre accompagnate da altre versioni e quasi sempre per piccole etichette o autoproduzioni. 
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Rick Rubin: ti impongo le mani e fai successo

Rick Rubin: ti impongo le mani e fai successo
Ho buttato via la mia vita in un lavoro noioso. E credo pure voi. Perché potevo fare il produttore discografico di successo. È facile sapete? “Non ho davvero nessun controllo su ciò che succede durante una registrazione. È più una sperimentazione e aspetta quel momento in cui ti manca il fiato. È una cosa eccitante, inebriante, quando succede. Ma non c’è niente da controllare. Devi solo riconoscerlo quando succede e proteggerlo svanendo. Ci vuole fortuna, pazienza, una forte etica del lavoro ed essere disposti a fare tutto ciò che serve per renderlo grande. Dobbiamo passare attraverso un processo per arrivarci”

Lo dice Rick Rubin e direi che ci possiamo credere. Perché lui è un’entità

superiore che se ti mette gli occh...

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