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The Last Sharknado: It’s About Time

The Last Sharknado:

It’s About Time

History’s biggest disaster comes to an end
Non c’è tempo da perdere nel mondo trash di “Sharknado”. Finiti i titoli di testa, ci sparano subito tre citazioni: “Jurassic Park” “Guerre Stellari” e soprattutto “Ritorno al Futuro” che sarà la colonna vertebrale di tutto il film.
Il nostro immancabile eroe Ian Ziering si lancia a ottantotto miglia orarie in improbabili scene d’azione, sbeffeggiando dinosauri e portando una borsa con la testa (del robot) dell’amata April.
Questo è l’inizio dell’ultimo capitolo di una delle saghe più assurde che il cinema ricordi, arrivata alla meritata fama per puro caso.
L’ultimo capitolo è una specie di ritrovo di vecchi personaggi ritornati in vita grazie ai soliti sceneggiatori scriteria...
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L’ultimo cacciatore

L’ultimo cacciatore

È finita, non usciremo vivi da quest’inferno. È finita per noi

E va bene siamo alle solite. Il cinema di genere italiano prende a piene mani dai successi del momento: “Apocalypse Now” e “The Hunter”. Così ci aspetta la visione di una declinazione trash, antistorica e pure un po’ blasfema, di un filone che ha messo sotto la lente d’ingrandimento uno dei più imbarazzanti momenti della storia moderna degli USA.
E quindi sappiamo cosa aspettarci. In effetti, è, almeno in parte, quello che vediamo, perché è chiaro fin dal titolo che il buon Antonio Margheriti è in Vietnam (almeno dal punto di vista dell’ambientazione, perché in realtà siamo alle Filippine) per darci uno spaghetti-Vietnam che però a sorpresa si rivela, essere un film dignitosissimo...
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Black Shampoo

Black Shampoo

Oh my God! Mr. Jonathan, it IS bigger and better!

Diversi miei conoscenti sarebbero pronti a giurare che i parrucchieri per donna sono tutti gay e che le persone di colore l’hanno grande. Luoghi comuni come se piovesse, che finiscono in questo bizzarro film del 1976. Beh, bizzarro a dir poco. Perché “Black Shampoo” è la versione blaxploitation e b’s di “Shampoo” con Warren Beatty uscito un anno prima. Un film che ha una trama che sembra una parodia, tanto è paradossale e incredibile, una di quelle pellicole che un sito come questo non può che adorare.

L’inizio è molto convincente. Siamo in un salone di bellezza. Luci spente e un maschione di colore, Mr.Jonathan, interpretato da John Daniels che in carriera ha toccato due punte trash non da poco (una è...

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Skyscraper

Skyscraper

Men are a disease. Eighty-Six Floors Of Action-Packed Terror!.

La “reincarnazione” di Jayne Mansfield. La super modella degli anni novanta. La Playmate. Lei è ovviamente Anna Nicole Smith sogno di quei tempi e protagonista delle cronache dell’epoca a causa del noto matrimonio con l’ottantaquattrenne miliardario J.Howard Marshall.

Non la prima sortita nel mondo del cinema, “Naked Gun 33 1/3: The Final Insult”, la vede tra i protagonisti e nemmeno l’ultima, ma di certo quella più trash (al netto degli speciali su di lei). Un film d’azione del 1996 che non fa rimpiangere i migliori B Movie della storia grazie a una trama improbabile, tanto quanto la regia e la recitazione.

Inutile dire che, gran parte del lavoro tocca a lei, sia nuda sia vestita. La vediamo i...

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Deutschland 86

Deutschland 86


con gli ideali non ci compro nulla, con i soldi sì

Che fine ha fatto quella bella ambientazione, la ricostruzione della vita e dei costumi della DDR? Spariti, quasi del tutto, diluiti in uno scialbo lavoro che richiama i più mirabolanti Eurospy degli anni sessanta.

“Deutschland 83” aveva fatto il botto ovunque (eccetto patria, dove per vari motivi si era rivelato un flop) aprendo le porte internazionali per le serie tedesche. Ed era a nostro modesto parere, superiore a un’altra notissima serie di spionaggio. Così è nata la spasmodica attesa per il suo sequel, ambientato tre anni dopo e finalmente trasmesso su SKY.

Le aspettative erano tante, ma già i primi minuti mostrano qualcosa che appiattisce il tutto. Ed è proprio il fatto che “Deutschland 86” si c...

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Firecracker

Firecracker

She’ll Send You To Heaven, And Then To Hell!

Potremmo mai parlare male di un film che nei primi minuti mostra la protagonista in un intimo trasparente che abbatte a suon di colpi di karate dei cattivoni che sono entrati nella sua stanza d’albergo? Potremmo mai parlare male di un film in cui l’antagonista ha il baffone biondo d’ordinanza? No, non possiamo.

Nonostante la trama scopiazzi un po’ in giro e nonostante le tante scene di lotta siano, come dire, leggermente assurde. Del nostro stesso parere è anche il sommo Roger Corman che inserisce questa pellicola nella sua “Cult Classic Lethal Ladies”. La consacrazione.

E se ancora avete dei dubbi su questo b movie americano/filippino sappiate che troviamo Jillian Kesner come protagonista...

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Espectro del estrangulador

Espectro

del estrangulador


Quelle belle storie con leggende e misteri che s’intrecciano. Non quella de “El Santo” (che sì, è una leggenda) ma quella di un film che sembra proprio un’abile manipolazione di scene tagliate del suo predecessore con qualche aggiunta e qualche interprete accreditato ma non presente. Leggenda o astuta mossa del produttore Alberto Lopez? Chissà, di certo questa è la sua ultima collaborazione con El Enmascarado de la Plata e possiamo dire che la relazione lavorativa tra i due si chiude con un b movie, che più b non può essere.

Un film tra l’altro molto corto e che ha molti diversi musicali e pochi momenti di lucha libre, oltre a una trama “misteriosa”, vale a dire che non si capisce molto...

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Santo vs. el estrangulador

Santo vs.

el estrangulador


this flower has two meanings: love and death

Ci sono numerosi momenti musicali, c’è del thriller e non manca di certo la lucha libre. In lontananza si vede il fantasma dell’opera che mangia un burrito e che fa di questa pellicola una specie di versione messicana del libro di Leroux.
La perfezione sarebbe stata quella di far cantare il buon El Santo, unendo così i tre pilastri di questo film e soprattutto gli amanti del musical, del thriller e delle avventure dell’Enmascarado de la Plata. Purtroppo non è così che vanno le cose nella pellicola che segna il ritorno alla regia di René Cardona con la sceneggiatura di Rafael García Travesi, che porta qualche piccola novità e qualche grande assurdità.
A parte i lunghi momenti musicali, piazzati per la ...

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When Dinosaurs ruled the Earth

When Dinosaurs

ruled the Earth


– M’kan.
– Neecro, neecro.

La preistoria come tutti l’abbiamo immaginata. Donne bellissime in vestiti succinti, uomini palestrati e barbuti da far invidia agli hipster. Il problema è che si sacrificavano le bionde al Dio Sole (ma che spreco!), ma per il resto era una festa via l’altra, almeno fino all’intrusione di qualche dinosauro che mordeva a destra e manca.
Bastano quattro righe, se ce ne fosse bisogno, per capire che di certo l’obiettivo di questo meraviglioso film della “Hammer Films” non era quello di rievocare un periodo storico, ma di fare un qualcosa di movimentato e molto ammiccante.

Così l’affidabile Val Guest scrive e dirige un film molto divertente, parte di un piccolo filone preistorico della casa inglese, che per una volta...

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Barb Wire

Barb Wire

Don’t call me babe!

Pamela Anderson che all’epoca aggiungeva Lee al suo cognome, mostra le tette sui titoli di testa e ci consola del fatto che “Barb Wire” anticipa l’attuale e tragica situazione politica statunitense. Siamo nel 2017, la democrazia non esiste più e il paese è sotto la legge marziale. A parte prevedere due guerre civili, possiamo dire che non siamo molto lontani dalla realtà.

E le tette della Anderson, all’apice della carriera, sono anche la migliore cosa di un film d’azione e post-nuke che dopo un inizio convincente, composto da un paio di scene d’azione, una di tortura e un pezzo musicale, si perde in una marea di scemenze. E non ci fa più vedere le tette di Pamela. 

Ispirato all’omonimo fumetto questo film diretto da David Hogan e scritto da I...

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