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Il regista nudo – seconda stagione

Il regista nudo

seconda stagione

I video per adulti fanno parte della nostra vita

Questa volta non ho verificato il fact-cheking. Tanto alla fine lo so: le cose più assurde sono successe, quelle normali no. Quello che ho fatto è stato seguire, con attenzione e divertimento la seconda e ultima stagione de “Il regista nudo”, ovvero la bizzarra vita di Toru Muranishi che qui potrebbe essere sottotitolata “The rise and fall of Toru Muranishi”.

Per chi si fosse perso la prima serie (recuperatela) stiamo parlando di un regista giapponese che ha rivoluzionato il mondo del porno del suo paese. Non uno come Gerard Damiano, nemmeno come Joe D’Amato, piuttosto un Ed Wood giapponese, cioè un fiume in piena di idee incasinate con qualche intuizione giusta.

E questa seconda serie parte...

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Army of the Dead

Army of the Dead

If it’s a choice between dying on the Strip and spending another day flipping patties at the Lucky Boy, I’ll gamble on a few million.

Alla fine è sempre una scellerata idea che genera una sfortunata serie di eventi. Tipo un pompino in auto, con l’autista distratto che si schianta contro una colonna militare che sta trasportando un qualcosa di segretissimo e pericoloso. L’incidente provoca l’inizio di una pandemia zombie che colpisce e distrugge nientemeno che Las Vegas. Sulle note di “Viva Las Vegas” vediamo ballerine zombie in topless aggredire i soliti frequentatori della “città del vizio” e tante altre scene gustose.

Zack Snyder apre con grande forza questo film distribuito da Netflix che è l’inizio di un nuovo franchise, nato da una vecchia idea del re...

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Il sommergibile più pazzo del mondo

Il sommergibile

più pazzo del mondo

-Cassiodoro Giovanni sono io!
-Mecojoni
-Eh no! Una volta carino!

Il sempre caro Dogui che per i pochi che non lo sapessero è Guido Nicheli, interpreta un generale americano, doppiato per l’occasione, con accento yankee.
Direi che è una presentazione che indica già moltissimo di un film che ci fa immergere in un mare di trash. Ma se non vi basta Guido Nicheli americano, c’è Bombolo che cerca di consegnare ai protagonisti di questo film del 1982 di Mariano Laurenti, la famosa cartolina di chiamata al militare.
E direi che così, nei minuti iniziali è chiaro dove ci troviamo e cioè in una pellicola con gag al limite del barzelletta movie, già viste in passato e che peggiora col passare del tempo.

Andiamo con calma e iniziamo da un titolo che...

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La mia banda suona il pop

La mia banda

suona il pop

-La mia ex moglie Katiuscia
-Onoratissimo
-La mia moglie Natasha e lei è la mia bellissima amante…
-Bagascia?
-No! Irina

Alcuni protagonisti del mondo dello spettacolo degli anni ottanta, De Sica, Ghini, Rossi, Finocchiaro e Abatantuono vengono ingaggiati per uno show a San Pietroburgo.
Eh no, potrebbe essere ma non è una storia biografica dei cinque attori che ho elencato, ma la vicenda di una fittizia band, i Popcorn, che negli anni ottanta ebbero un fugace successo con un paio di singoli che sono rimasti nel cuore di un oligarca russo, che li vuole a tutti i costi a casa sua per un concerto. Vecchie glorie di nuovo sugli scudi (e non parlo dei Popcorn questa volta).

Sta al manager di un tempo, un Diego Abatantuono dagli occhi azzurri, rimettere insieme ...

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Funny Frankestein

Funny Frankestein

-Ma dici che Agnese scopa?
-Sì…con la maschera antigas forse!

Molto generosamente Wikipedia definisce questo film il cui titolo originale è “Agnese e…” come grottesco/erotico.
E sebbene a Mario Bianchi gli si voglia bene, la definizione è un’altra: una monnezza.
Il regista romano che si firma Alan W. Cools dirige un film composto da una serie di scene hard core o soft-core, a seconda della versione, che oltre a non avere un senso logico, sono fatte malissimo e peggiorate da un’onnipresente musica che va da ritmi sudamericani a marcette per passare a pezzi disco-pop e prendere anche da Shining (sì, signori, davvero).

Ipotizzo: a Mario Bianchi danno due soldi, proprio due, per girare un pornazzo alla veloce...

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All my friends are dead

All my friends

are dead

I think the sweetest fruits is often forbidden

I Turbonegro sono una band norvegese che viaggia tra il punk, death metal e hard core, un po’ controversa ma dall’intensità e ritmi altissimi. Uno dei loro brani più conosciuti s’intitola “All my friends are dead” proprio come questo film polacco. E proprio come la canzone, mi aspettavo da questo lavoro, dell’esordiente Jan Belcl, le stesse cose. Velocità, grinta, cattiveria.

Devo dire che i primi minuti hanno accontentato le mie aspettative. Due poliziotti idioti indagano in una strana scena del crimine. Poi un flashback ci mostra una scatenata festa di capodanno con tanti personaggi assurdi che si perdono tra alcool, musica e qualche battuta demenziale.

Piazzata la storia e presentati i protagonisti,...

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Il principe cerca figlio

Il principe cerca

figlio

Che ci fai di nuovo qui Hotel Rwanda?

Già leggendo l’orrendo titolo italiano, viene in mente il libro “Retromania” di Simon Reynolds, che sì, parlava in prevalenza di musica, ma che spiegava la nostra mania per la riproposizione (diciamo riciclo) del passato.
E, in effetti, questa regola vale anche per il cinema e, “Il principe cerca figlio” ovvero “Coming 2 America” è l’ultimo e noioso esempio.

Non c’è John Landis, sostituito da Craig Brewer (e per noi non c’è più purtroppo Tonino Accolla a dare la voce a Murphy) e il buon Eddie raduna tutti i protagonisti del cult del 1988, ad eccezione di Samuel L. Jackson, impegnato in altri progetti ma con l’aggiunta di Wesley Snipes e un breve cameo di Morgan Freeman...

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Lockdown all’italiana

Lockdown

all’italiana

-Lei di dov’è mi scusi?
-Pescara
-Ah…vede io a volte vado a caccia…alle volte vado a Pescara

Non sono un fan dei Vanzina. Penso che Greggio sia un comico piuttosto scarso che non si è mai mosso dalle già banali gag degli anni ottanta.
Martina Stella mi ricorda un mio insegnante di teatro che solo a sentirla a nominare si sentiva male. Non ho grandi idee su Ricky Memphis.
Nonostante questa premessa ho solidarizzato con tutti loro quando è uscito questo film. Come ricorderete il solo pubblicare la locandina e il trailer ha scatenato una serie di commenti sui social: “Ma non vi vergognate neanche un po’? Di tutte le persone che lavorano a Medusa, a nessuno è venuto in mente che stavate a fare una stronzata?” e “Niente, fatevi schifo”...

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Bedside Highway

Bedside Highway

We should not worry about the people.
We will build roads!

Quarto episodio dei “Sengekantsfilm” o dei “Bedside films” se preferite, con un’idea stuzzicante di fondo. Il governo decide di costruire un’autostrada che passa da un piccolo paesino. Gli abitanti protestano e bloccano i lavori. Il governo manda un funzionario a trattare con il consiglio comunale, composto da donne, che cercano di farlo finire in una situazione compromettente. Insomma, cercano di sedurlo.
Un’idea che potrebbe essere ripresa e adattata a un’infinità di situazioni odierne, anche per sdrammatizzare un po’. Un’idea che però, in questo film, non viene sviluppata come in altri episodi della serie, perché “Bedside Highway” è un film, leggero, poco sexy, una pellicola quasi da...

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Krampus – Natale non è sempre Natale

Krampus –

Natale non è

sempre Natale

You Better Watch Out

Si potrebbe anche intitolare “Il Natale s’incazza”, anche se, del tizio con la pancia e barba bianca non c’è traccia. Poi siamo nella notte di San Nicola e quello che s’incazza è il Krampus, lo spirito malvagio servo di San Nicola. Una figura demoniaca molto presente nel folklore del Trentino, Friuli, Baviera, Austria e Slovenia, tanto sentita, che durante la sfilata di San Nicola, alcune persone, vestite da demoni, vanno a caccia dei bambini cattivi o dei cattivi in generale, rincorrendoli e “frustandoli”.

Fa strano che una figura europea, sia finita in un horror americano. Ma a quanto pare il regista e soprattutto sceneggiatore Micheal Dougherty, cercava da tempo un’idea per un horror natalizio e si è imbat...

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