Dischi – Nuove Uscite tagged posts

The Zen Circus – Il fuoco in una stanza

The Zen Circus – Il fuoco in una stanza
La domanda della vita: è bravo quel gruppo che accontenta lo zoccolo duro dei fan o quello che cerca nuove strade? Devo dire, ho avuto per anni problemi a capire le scelte di un gruppo cuneese che ho visto esordire e sono un grande fan dei Ramones, che più di tanto non si sono mai mossi. Dovrei dire dunque la prima e vent’anni fa l’avrei anche detto. Ma sì sa, s’invecchia, si cercano nuove strade personali ci s’innamora di persone e situazioni diverse, si esplora il mondo e quindi, sì, non c’è dubbio: ben venga il cambiamento. Ben venga un disco come “Il fuoco in una stanza”. Che toglie il cielo e mette il fuoco.

Già dalla foto della copertina che girava sui social, avevo immaginato che si trattasse di un lavoro più riflessivo e n...
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Jack White – Boarding House Reach

Jack White – Boarding House Reach


Dannato Jack White, un giorno capirò chi sei e cosa vuoi. In barba alla tua ecletticità, ai tuoi misteri e alle tue beffe. 

Pensavo di essere sulla strada buona con “Blunderbass” e “Lazaretto”, con le tue invenzioni rock/blues. Ma mi illudevo e forse lo dovevo capire da tutto ciò che è venuto prima dei due dischi da solisti. 

Comunque, non rivango il passato (ma ricordo con passione un bellissimo concerto con i “Raconteurs”) e brindo al genio che ha creato un disco che si può descrivere in un modo solo: folle.


Il tipo che sembra uscito da un film di Tim Burton si è preso una lunga pausa dopo “Lazaretto” in cui ha passato molto tempo con i figli...
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MGMT – Little Dark Age

MGMT – Little Dark Age

Sto scrivendo una canzone intitolata “Lemon” il cui testo dice così “You pissing off with the 80’s/that them pissed off already in the 80’s” e spero che Giancane non si accorga del plagio in simil inglese, ma è una canzone che mi ha ispirato l’ultimo disco degli MGMT “Little Dark Age”.  Ma questa è una mia personalissima opinione da persona che non ama lo stile e il ritorno musicale agli anni 80. 
Perché a livello oggettivo bisogna dire che Goldwasser e VanWyngarden tornano, con grande calma, con un disco di gran lunga superiore ai due precedenti e di poco sotto al grandissimo esordio di “Oracular Spectacular” che poi si è rivelato essere una specie di condanna per i successivi album.

I due qui si riappropriano della loro genialità, di m...
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Franz Ferdinand – Always Ascending

Franz Ferdinand – Always Ascending
Devo dire che non scommetto mai molto sulle band che sono in giro da un po’ e il cui chitarrista molla per occuparsi della famiglia e di altri progetti personali. Mi sembra un po’ una scelta tra andare a suonare con gli amici o iscriversi a un corso di decoupage, perché dopo anni magari ti sei rotto le scatole di andare con quelli. E quindi  Nick McCarthy che lascia il gruppo mi ha dato da pensare. Poi i Franz Ferdinand sparano un po’ di mesi fa il singolo “Always Ascending” che è pure la title track. Non contenti bissano con “Feel the love go” e fanno tripletta con “Lazy Boy”. Tre brani convincenti, più elettronici del passato e divertenti come sempre.

Dubbi smorzati e grande attesa per il quinto album in studio di una band che

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Giancane – Ansia e Disagio

Giancane
Ansia e Disagio


Dunque, mi sono perso questo Giancane e lo dico senza vergogna (giusto un po’, col senno di poi). Mai ascoltato e sì che conosco il “Muro del Canto”, da cui proviene. Poi un giorno di cazzeggio mi cade l’occhio sulla recensione di questo disco fatta da “Rolling Stone”, che gli affibbia due stellette. L’occhio cade pure sul video di una canzone intitolata “Limone” (di cui avevo letto qualcosa di sfuggita sulla pagina  di Chef Rubio). 

Ah, becco anche un articolo che riporta una polemica su un suo concerto in piazza, in cui ha shoccato il pubblico con “Vecchi di merda”, canzone del primo album. Vabbè, a questo punto che fare? Direi di buttarci l’orecchio, soprattutto perché la recensione di “Rolling Stone” mi sembra di quelle che non...
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Cosmo – Cosmotronic

Cosmo – Cosmotronic
Dopo la quarta volta che ascolto questo disco, non mi sono fatto ancora un’idea chiara. Può essere perché il genere non è in cima ai miei preferiti, oppure perché sono troppo vecchio per queste cose. Quindi che dire di un lavoro di un ragazzo che arriva dalla (non più) ridente Ivrea, che ha una certa cultura e che ha usato l’ex tempio anni novanta degli zarri, cioè “L’Ultimo Impero” di Airasca, come set per il video “Turbo”?

Senza dimenticare che è uscito proprio nei giorni in cui la “Bomba Dischi” buttava sui social un assurdo, ironico ma fatto male “dissing” tra case discografiche, la cui risposta della “42 Records”, chiudeva in maniera brillante la questione lanciando “Cosmotronic”.

E quindi direi, contando tutto e canticchiando...
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Amari – Polverone

Amari – Polverone
“Sono i ricordi ci tengono per le palle” e beh, non venite a dirlo a me, che più che più che altro, i ricordi, me le strizzano dolorosamente. Ma questa è un’altra storia che non c’entra nulla con il nuovo disco degli “Amari”, che vale la pena ricordare, sono tra quelli hanno scatenato l’ondata alt-pop, indie pop, elettro pop o come vi fa piacere chiamarla. Cioè buona parte di quelli su cui si chiacchiera su gruppi come Disagiowave devono qualcosa, se non tutto, a loro. 

Una band a cui tengo molto, perché mi ha accompagnato nei primi anni del duemila con bei dischi come “Grand Master Mogol” e “Scimmie d’amore” (un po’ meno “Poweri” ma eravamo già nel 2009).
Dopo quattro anni di assenza gli “Amari” tornano con un disco molto introsp...
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Andrea Laszlo De Simone – Uomo Donna

Andrea Laszlo De Simone
Uomo Donna

Quando la grande città in cui vivi è in realtà molto piccola, capita che segui quasi senza volerlo le evoluzioni di un artista. 
Parlo di Andrea “Laszlo” De Simone dal baffo anni settanta e dal capello lungo, che vista la concomitanza di amici su Facebook, ascolto da diverso tempo con attenzione. E no che non sono uno stalker (gli ho chiesto amicizia su Facebook solo da poco) ma mi ha sempre incuriosito fin da quando ho ascoltato il suo “Ecce Homo” lavoro rigidamente autoprodotto, forse nella proverbiale cantina o in camera. 
Quello che mi è sempre piaciuto è la grande varietà del suo stile e cioè non è chiaro a quale genere appartenga. Quando ho saputo che a giugno è uscito “Uomo Donna” per la 42 Records (quelli de ICani e Cosmo) ...
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Prisoner 7O9 – Caparezza

Prisoner 7O9 -Caparezza


La sensazione che mi diede “Museica” era che Caparezza aveva raggiunto il punto più alto possibile. 
D’altronde tre anni dopo esce un singolo difficile, criptico e duro come “Prisoner 7O9” e come tanti cominciavo ad avere dei dubbi. Anche se, pure con “Cover” il singolo di “Museica”, successe la stessa cosa. Quindi era meglio aspettare e sentire tutto il lavoro completo. Come farebbero i saggi.

Per me “Museica” resta inarrivabile ma “Prisoner 7O9” è un album strepitoso, che a livello di concept e di messaggi mi tocca più di qualunque altro suo lavoro.
Il buon Michele svincolato in gran parte dalla critica politica (meno comunista di un tempo, il compagno Capa) crea un disco intimo e sofferto che parte da un suo problema: l’acufene. Fa ri...
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