Drammatici tagged posts

Il regista nudo

Il regista nudo

We’ll create a new era together a sexual revolution
Alla fine bastava raccontare le cose come sono realmente andate per avere una storia già interessante. Ma a Masaharu Take che supervisiona questa serie, evidentemente, non bastava e con il permesso del “The naked director” originale, che ha detto di sì a patto che le dinamiche fossero interessanti, sono stati aggiunti fatti e situazioni inventate. Cose così strane e paradossali che non di rado ci si chiede “Ma questo è successo davvero?”. E, sì, le cose più strane sono davvero accadute.
D’altronde Toru Muranishi, regista, attore, autore e produttore non poteva di certo avere una vita tranquilla considerando che è chi ha rivoluzionato l’industria dell’hard giapponese negli anni ottanta e novanta...
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L’ultimo cacciatore

L’ultimo cacciatore

È finita, non usciremo vivi da quest’inferno. È finita per noi

E va bene siamo alle solite. Il cinema di genere italiano prende a piene mani dai successi del momento: “Apocalypse Now” e “The Hunter”. Così ci aspetta la visione di una declinazione trash, antistorica e pure un po’ blasfema, di un filone che ha messo sotto la lente d’ingrandimento uno dei più imbarazzanti momenti della storia moderna degli USA.
E quindi sappiamo cosa aspettarci. In effetti, è, almeno in parte, quello che vediamo, perché è chiaro fin dal titolo che il buon Antonio Margheriti è in Vietnam (almeno dal punto di vista dell’ambientazione, perché in realtà siamo alle Filippine) per darci uno spaghetti-Vietnam che però a sorpresa si rivela, essere un film dignitosissimo...
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Roma drogata: la polizia non può intervenire

Roma drogata:

la polizia

non può intervenire

Dopo Roma Violenta, una nuova denuncia sul vizio e sulla criminalità dilagante nella capitale

Gli spaghetti collosi che mangiano i protagonisti nelle prime scene fanno pensare al fatto che qui non vada tutto per il verso giusto. E, in effetti, è proprio così. Una musica martellante e inadeguata alle circostanze ci accompagna fin da subito e purtroppo mai ci abbandona.
E dispiace, perché “Roma drogata: la polizia non può intervenire” del 1975 e unico film di Lucio Marcaccini, ha sotto, sotto, alcuni aspetti interessanti.

Nonostante il titolo richiami, per ovvi motivi commerciali, il poliziottesco/noir ci ritroviamo nel filone drammatico con velleità di denuncia sociale...

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La fiancée de Dracula

La fiancée de Dracula

Il est venu le jour
Prima o poi, si dice, che uno debba metter su famiglia. Vampiri inclusi. E il terzultimo film di Jean Rollin sembra volerci raccontare questo aspetto. Tornato, come sappiamo, al suo primo e unico amore, il regista francese non smuove di un millimetro il suo modo di far cinema e soprattutto non abbandona le sue solite location (vedi la spiaggia bretone).
Il che da un lato può essere visto come un pregio, ma dall’altro si nota una certa ripetitività e soprattutto un non adeguarsi ai tempi. Perché se c’è una cosa chiara è che in questo film del 2002 è che Rollin narra nella stessa maniera dei suoi film passati, cioè molto lentamente e molto cripticamente.
Un dramma più che un horror, che nonostante sia a tratti noioso, resta il lavoro pi...
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The Dirt

The Dirt

The 1980s, the worst fucking decade in human history. Preppies and keyboards, stupid haircuts, Jazzercise, and “Just Say No”. It all fucking sucked! So what do you do when you’re born in the wrong time? You make it yours. And that’s what we did to the Sunset Strip.

Vi ricordate quell’ondata che ha mandato a casa le band hair metal? Certo che sì. Con quel genere ci sono cresciuto e va da se che non sono un grande fan Mötley Crüe e soci.

Poi certo, Nikki Six si stima a prescindere e tutti abbiamo invidiato Tommy Lee (ed è inutile che ricordi il motivo). E infine, ancora sotto shock per le cose viste in “Bohemian Rhapsody”, ho deciso, pur quanto appena scritto, di guardare il tanto annunciato biopic sui Mötley Crüe. Così, come detox.

Innanzitutto bisogna ricordare c...

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Beat

Beat

Derrick, soci e cani poliziotto, sembra da un po’ di tempo che siano stati messi in cantina dai vari registi e sceneggiatori tedeschi. E per fortuna. Addio al nazionalpopolare (almeno in parte sia chiaro) e benvenute serie che osano e che sono riuscite ad alzare il livello delle loro storie. Tipo “Deutschland 83” e “Deutschland 86” e il ricchissimo “Babylon Berlin”. Tutte fondate tra l’altro su fatti storici. Ma è con “Beat”, a parer nostro, che i tedeschi mostrano definitivamente di saperci fare. Sia, chiaro, nulla da togliere alle sopracitate serie TV (a parte “Deutschland 86”), ma la seconda serie TV tedesca co-prodotta da “Amazon” vanta un’ambientazione a dir poco originale, che viene poi gestita al meglio.
Dietro a “Beat” troviamo l’interessante ...

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Deutschland 86

Deutschland 86


con gli ideali non ci compro nulla, con i soldi sì

Che fine ha fatto quella bella ambientazione, la ricostruzione della vita e dei costumi della DDR? Spariti, quasi del tutto, diluiti in uno scialbo lavoro che richiama i più mirabolanti Eurospy degli anni sessanta.

“Deutschland 83” aveva fatto il botto ovunque (eccetto patria, dove per vari motivi si era rivelato un flop) aprendo le porte internazionali per le serie tedesche. Ed era a nostro modesto parere, superiore a un’altra notissima serie di spionaggio. Così è nata la spasmodica attesa per il suo sequel, ambientato tre anni dopo e finalmente trasmesso su SKY.

Le aspettative erano tante, ma già i primi minuti mostrano qualcosa che appiattisce il tutto. Ed è proprio il fatto che “Deutschland 86” si c...

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Bohemian Rhapsody

Bohemian Rhapsody
Ammettiamo che esista una persona, molto improbabile sia chiaro, che non ha mai sentito nominare i “Queen” e che vada a vedere “Bohemian Rhapsody”.
Quella persona vede la storia di una band nata da un fulmineo incontro, in cui un tizio straniero con i dentoni, che vive con mamma e papà, folgora Roger Taylor e Brian May, il batterista e il chitarrista di una band chiamata “Smile”. Il magico incontro dove nasce l’energia cosmica.
Questo tizio, Freddie, è così istrionico che porta, nel giro di pochissimo

la band a un contratto con una major, alla pubblicazione di un album e a un tour, sold out, in Gran Bretagna.


Bravo questo Freddie, non c’è che dire. Prende per il culo con i
 suoi compagni un tizio di un’etichetta (Mike Myers che in “Wayne’s World” scuoteva la testa al...
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The Deuce 2

The Deuce 2


1978. Pleasure Was a Business, And Business Was Booming

Che George Pelecanos e David Simon, non siano due da adrenalina e colpi di scena, si può dire che sia chiaro a tutti. Sono invece due abili e meticolosi costruttori, che mattoncino, dopo mattoncino costruiscono un qualcosa, che a lavoro finito mostra tutto il suo splendore, la sua ricchezza. Questo è quello che viene in mente dopo la visione della magnifica e ultima puntata della seconda stagione di “The Deuce”. E ci dispiace che sia finita. Ma siamo contenti che ci sarà una terza (e ultima, si dice) stagione.

Ripartiamo dai già ben conosciuti personaggi, quelli che cercano di vivere o sopravvivere nella “Deuce” e che ritroviamo dopo un piccolo salto temporale (siamo nel 1978)...

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Confessions of a Lesbos Honey

Confessions of

a Lesbos Honey


Ci sono diverse persone che consigliano di guardare i film di quelle nazioni che sono appena uscite da una dittatura. Perché? Perché hanno voglia di mostrare quanto siano aperti e allegri (traducendo, ficcano nudi e scene di sesso in ogni dove). Mah, non ci abbiamo creduto mai molto, nonostante ci abbiano portato interessanti esempi europei da Spagna e Grecia. Però, forse un po’ di verità c’è, almeno guardando questo film greco uscito un anno dopo la caduta della dittatura.

“Meli to kormi tis” del 1975, letteralmente “Avrebbero dovuto navigare” è considerato una perla del cinema erotico greco, anzi per molti pure europeo, forse anche grazie al titolo internazionale “Confession of a Lesbos Honey” che spiega abbondantemente la trama.

A...

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