Erotici tagged posts

Bedside Highway

Bedside Highway

We should not worry about the people.
We will build roads!

Quarto episodio dei “Sengekantsfilm” o dei “Bedside films” se preferite, con un’idea stuzzicante di fondo. Il governo decide di costruire un’autostrada che passa da un piccolo paesino. Gli abitanti protestano e bloccano i lavori. Il governo manda un funzionario a trattare con il consiglio comunale, composto da donne, che cercano di farlo finire in una situazione compromettente. Insomma, cercano di sedurlo.
Un’idea che potrebbe essere ripresa e adattata a un’infinità di situazioni odierne, anche per sdrammatizzare un po’. Un’idea che però, in questo film, non viene sviluppata come in altri episodi della serie, perché “Bedside Highway” è un film, leggero, poco sexy, una pellicola quasi da...

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La llamada del sexo

La llamada del sexo

¿Sabes lo que decía John Ford? El amor es el contacto de dos epidermis

Non è tanto il titolo che cattura l’attenzione, ma un inizio con musichetta e titoli da telenovela, che si affiancano a un dialogo tra Andrés García e il grande George Hilton.
Anche il resto comunque non si discosta mai dal mood iniziale, anche se, a livello teorico, questo dovrebbe essere un thriller vagamente erotico, o per meglio dire un thriller con tette messe a forza.

In ogni caso è un melenso e noiosissimo b movie girato nella Repubblica Dominicana, Miami e a Roma per la regia dell’argentino Tulio Demicheli, regista e sceneggiatore che ha cavalcato diversi generi e realizzato pure un documentario su Eva Peron.
Demicheli che stranamente non scrive la sceneggiatura, lavora con un ...

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A un passo dall’aurora

A un passo dall’aurora

-Il suo telefono squillerà ancora

Piccola pausa tra corpi che sbattono per Mario Bianchi, prima del capolavoro “Moana e Cicciolina Mondiali”. Una pausa non banale, almeno nell’ispirazione, perché il regista romano s’ispira ad Arthur Schnitzler e al suo romanzo “Traumnovelle”.

Proprio quel lavoro che nel 1999 dà lo spunto anche a Kubrick per il suo “Eyes Wide Shut” e stando a Wikipedia, in precedenza anche a Beppe Cino con “Il cavaliere, la morte e il diavolo” del 1983.
In ogni caso il fatto che Mario Bianchi anticipi Kubrick è la cosa più importante di “A un passo dall’aurora”, anche perché il resto, come potete immaginare, lascia a desiderare.
Dimentichiamoci il buon Stanley, perché non c’è il minimo paragone tra i due lavori, anc...

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The Stewardesses

The Stewardesses

For the Stewardesses the Ground’s the Limit

Domande, tante domande. Tipo: torneremo mai a viaggiare in aereo come una volta? Torneremo mai a sognare le hostess, come facevano quelli che viaggiavano negli anni sessanta, settanta e ottanta? Per la prima ci spero, per la seconda già la mia generazione non ha visto hostess affascinanti e quindi immagino di no.

Ma come ben sappiamo per il tema hostess/erotismo ci pensa il cinema, soprattutto quello degli anni sessanta e settanta che spesso e volentieri ci ha raccontato le presunte vite allegre e spensierate di piloti e assistenti di volo, che tra un viaggio e l’altro e a volte anche durante, ci davano dentro con grande piacere.
Verità o leggenda, non lo so, in quegli anni non c’ero, ma ecco un’altra “testimonianza” dell...

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Exorcism

Exorcism

practitioner of gruesome satanic rites.

Euro sleaze in piena regola, per mano del buon Jesús Franco, che scrive anche la sceneggiatura collaborando con altre persone. La storia è piuttosto interessante: un ex prete, ora scrittore, redime dal peccato alcune donne che considera peccatrici, torturandole fino alla morte.
Un’idea interessante che però è realizzata molto male, rendendo noioso anche quell’(in)sano BDSM che spunta qua là e diversi corpi nudi delle attrici tra i quali spicca quello di una giovane e naturalmente bellissima, Lina Romay.

Qualcuno ha scritto che ci vorrebbe un regista che rifacesse, con le debite modifiche, il tutto. E sono pienamente d’accordo...

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La Professoressa di scienze naturali

La Professoressa di

scienze naturali

Una coscia! Una coscia che si scoscia
Che?
Che si spoglia!
-Ah!

Come tutti quelli della mia generazione, come tutti quelli della generazione precedente, cresciuti con questi filmacci, ho sperato per anni di avere una professoressa cosi. E come sempre, quando guardo film di questo sotto genere, il mio pensiero va alle speranze disilluse.
Ma non voglio divagare, ma parlare di questo film del 1976 di Mariano Laurenti, direttamente, in cui il commento sonoro di Alessandro Alessandroni e la bellezza di Lilli Carati fanno dimenticare almeno in parte la ripetizione del canovaccio del genere.
Va anche detto, come pregi che, Gianfranco D’Angelo non fa il professore di ginnastica, ma il farmacista e che Mario Carotenuto non è un preside ma un prete...

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The Fruit is Ripe

The Fruit is Ripe

As free as the breeze…As wild as the wind

Patricia, la protagonista, si fa largo nella vita a colpi di tette. E la cosa forse ha sconvolto chi in Italia decideva i titoli e che ha trasformato “Griechische Feigen” (cioè i “Fichi greci”, meglio conosciuto come “The Fruit is ripe”, “il Frutto è maturo”) in “La porno villeggiante”.
Chissà se questo titolo “gustoso” ha portato al cinema più gente di quello che avrebbe fatto una traduzione letterale, ma di certo ha stravolto il senso di un film che non è un porno e non parla di una villeggiante che scopa senza pensarci più di tanto. Anzi, “The Fruit is ripe” parla di libertà, emancipazione, di voglia di vivere e critica apertamente la società e chi ne è al comando...

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Papaya dei Caraibi

Papaya dei Caraibi

-Sarebbe che tutta la gente qui intorno abitava proprio dove deve sorgere la centrale. Noi abbiamo buttato giù le case e in cambio gli abbiamo dato questo
-E loro hanno accettato?
-Beh, prima hanno protestato e poi…
-Poi niente, praticamente ci hanno costretto

Dritti al punto. Subito. Una ragazza seminuda entra in una capanna sulla spiaggia, taglia una papaya, la strofina addosso e sulle parti intime del suo partner. Fa sesso e lo evira.
Purtroppo non vediamo la scena splatter che avrebbe fatto gridare al capolavoro. Ma pazienza, perché Joe D’Amato inizia in maniera ottima, quello che è considerato il film che dà l’inizio del suo periodo caraibico, al quale seguono, come ben sappiamo altri capolavori ben più noti...

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The Cerimony

The Cerimony

-What kind of kissing is this? Don’t you watch any movies? Mother, what kisses do they give! Like plungers! But you? Don’t you sexualise?
-Oops! Now come on, leave me alone. Let me work now, please…
-Ulysses also had work and Penelope found 300 suitors!

Apertura su un tramonto di quello che poi si scopre essere il mare di Itaca. Un’immagine da cartolina, anche con l’orrenda versione del film che sto guardando, credo rippata da una vhs o giù di lì. Poi, subito dopo una ragazza è impegnata in controluce in un atto di autoerotismo sugli scogli, mentre una voce parla delle sue voglie. E non solo, la voce ci racconta anche di quanto siano semplici (e lussuriosi) gli abitanti di questa bella isola, dove si può evidentemente fare sesso sulla spiaggia. La ragazza intanto continua...

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365 Giorni

365 Giorni

Ti sei persa bambolina?
La segnalazione era illuminata: “Devi guardare “365 Giorni” è di un trash che manco t’immagini”, mi scrive una persona su Facebook.
E grazie a questo e al fatto che le news riportano che questo film è tra i più visti a livello mondiale su “Netflix”, ho deciso di guardarlo. E, in effetti, a livello di trash, ha tutto quello che serve.


Un paio di notizie “istituzionali” innanzitutto, il film è tratto dal primo libro di una trilogia scritta dalla polacca Blanka Lipińska, che ebbe l’idea durante un viaggio in Sicilia e che ha dichiarato di non apprezzare le “Cinquanta Sfumature” sebbene a vedere il film, siamo alle prese con una specie di variante...
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