Erwin C.Dietrich tagged posts

Frauen für Zellenblock 9

Frauen für

Zellenblock 9


Non avrei mai immaginato che della gente potesse torturare così dei suoi simili

È più una certezza, la faccia poco rassicurante di Howard Vernon, i nomi di Dietrich e Franco in sovraimpressione, oppure il titolo “Fraulein in Cellblock 9” anche conosciuto come “Tropical Inferno”? Un po’ tutto si può dire ma c’è bisogno di certezze nella vita e capire subito che siamo alle prese con l’ennesimo Women in Prison dei due non è male. Per nulla.

Certo sì, “Fraulein in Cellblock 9” a parte il bel titolo e le belle attrici non aggiunge nulla alla storia del cinema o a quella di Franco, anzi, però a differenza di tanti altri loro lavori simili, c’è una maggior cura dietro la macchina da presa al netto di qualche immancabile assurdità.

L’imp...

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Die Mädchenhändler

Die Mädchenhändler


Schwarzes Geld Für Weisse Frauen

Il trafficking secondo Erwin C.Dietrich va raccontato con una musichetta pop e con ragazze poco vestite oppure direttamente nude. Non siamo qui per criticare questa scelta narrativa (che oggettivamente è una vera porcata), perché Dietrich di certo non voleva toccare temi sociali, ma unicamente creare un sexploitation che tirasse su un po’ di soldi.

E lo fa con la cara vecchia pratica del taglia e incolla, utilizzando scene che vedremo in altri suoi lavori (“Vacation Temptation” o “Gefangene Frauen”) e qualche footage da film sull’Africa (magari di guerra). Così tanta confusione che per un po’ abbiamo pensato di essere di fronte al fenomeno del déjà vu...

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Vacation Temptations

Vacation Temptations

You are better than any analyst in Vienna

Cineprese calde, caldissime quelle di Dietrich, per colpa delle immagini ma anche per l’eccessivo utilizzo. Uno dietro l’altro, il buon regista e produttore svizzero propone a livelli industriali episodi di sexploitation a volte con una trama e a volte girati in tre/quattro stanze e poi abilmente arricchiti da altre immagini in esterno aggiunte in  fase di montaggio.

Lavori molto artigianali, indubbiamente meno interessanti dei film con una trama, ma comunque degni di essere visti, soprattutto se come nel caso di “Blutjunge Masseusen” i titoli di testa sono in sovraimpressione su un bel paio di tette. Arrivare a mostrare corpi nudi e scene soft-core è l’obiettivo di questo film (come degli altri del resto) e per f...

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Das frauenhaus

Das frauenhaus



-I want to get out of here!
-Stop whining
-What are you going to do with me
-If you do as I ask, you’ll be fine
-What do you want from me?
-Money and information

Amici frequentatori degli strip-club parigini, fate attenzione a quella ballerina che vi ammicca nuda. Potrebbe essere un’agente segreto o potrebbe essere pagata da un servizio segreto molto psichedelico e spietato che ha un’arma terribile.

Per l’esattezza l’arma è un fluido verde che viene rovesciato sul corpo di un malcapitato chiuso in gabbia scatenandogli la libido, mentre bellissime ragazze nude lo provocano fino a farlo impazzire. O parla o muore (generalmente la seconda senza nemmeno sfogarsi).

Burattinai di questo diabolico sistema sono gli amici Jesus Franco ed Erwin C. Dietrich che mettono a...

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Self Service Girls

Self Service Girls

They can be very, very, friendly!

Fare un film, senza fare un film. Specialità dei bravi registi dell’exploitation. E in questa lista di gran furbacchioni (e paraculi), trova sicuramente posto lo svizzero Erwin C.Dietrich.
Quindi potete immaginare già, di che tipo di pellicola stiamo parlando: un collage di scene che mostrano tette, vagine e che puntano senza ipocrisie al softcore.

Il colpo di genio di Dietrich è dare al contenuto una sfacciata confezione che non ha alcun ritegno. Ci prende in giro, palesemente, perché “Madchen, die sich (selbst) bedienen” (titolo originale traducibile in “Le ragazze che (si) aiutano”) ha come filo conduttore un ragazzo che entra in un porno shop e guarda, pagando in monetine, diversi filmetti hard-core.

Sette brevi s...

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Mädchen im Nachtverkehr

Mädchen im

Nachtverkehr



Yes. Mustafa, our motto is one for three, three for one, viva the musketeers!

Sapete come vanno le cose. Apertura su un letto con tre donne nude. Bella musica pop. Zoom sul lato B di due di loro. Sfuma la musica, le tre si svegliano e continuano a stare nude, a parlare e a farsi massaggi.
Ora dovremmo farvi un indovinello: chi c’è dietro a tutto ciò? Aggiungiamo solo che si parla in tedesco e che siamo nel 1976.
Ok, ok, era una domanda retorica, perché è facile capire che ci troviamo di fronte all’ennesimo film erotico del duo Franco-Dietrich.
Questa volta i due sono senza muse ispiratrici, lasciando al buon Eric Falk nel ruolo di un superdotato turco di nome Mustafa il Mädchen im Nachtverkehrcompito di alfiere della premiata ditta e di guida delle attrici di cui sopra tra le q...

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Sechs Schwedinnen Von Der Tankstelle

sechs schwedinnen von der tankstelle

Sechs Schwedinnen


Von Der Tankstelle

-Benzinaia!”
-Arrivo! Buongiorno, desidera?
-Benzina per il momento…
-La vuole proprio?”
-Oh sì…
-Allora per il momento lo infiliamo dentro così…e lei vuole infilarsi un po’ sdraiandosi con me?”

Le sei “svedesi” con maglia viola, gonnellino e senza intimo (è un obbligo), tornano fieramente alla ribalta delle cronache di paese, dopo aver conseguito il diploma nel college di “Sechs Schwedinnen Im Pensionat”. Cercano e trovano lavoro, solo un anno dopo (beate loro!) in una stazione di servizio con ristorante in un piccolo paese svizzero. Il ristorante per la cronaca si trova a Avegno Gordevio, nel canton Ticino, che potrebbe essere anche la location delle riprese in esterno, mentre la pompa di benzina, serve unicamente a movimentare la...

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Die Sklavinnen

Die Sklavinnen


The rise and fall of Madame Arminda. E se pensate a una storia drammatica o alla classica metafora sul successo, vi sbagliate di grosso. No, qui è tutto molto più semplice, perché si sa cosa capita quando Jesus Franco incontra Erwin C.Dietrich. Donne nude. Donne nude. Ancora donne nude. Soft-core.

I Used to rip off tourists during the day, whereas I welcomed the high-society in my Pandora at nights. Officially the Pagoda was a night club. But everyone on the island knew that there was far more action behind than just a night club

“Die Sklavinnen” è un altro di quei lavori che sbuca dalla mente dei due per puntare dritto al soft-core estremo...

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Voodoo Passion

Voodoo Passion
 


 -What’s wrong with you, dear Sister-in-law? You seem pretty worn out.Do you have any problems?
-Yes, I do
-Can’t my brother get his dick up now?
-That’s not it
-What is it then?
-I’m scared. I’m really frightened, Olga
-I hope you’re not scared of me. Then I’m sure, you’ll let me comfort you a bit. Let’s try it. Careful. Come on, let’s go to bed

“Les Cauchermars Naissent La Nuit” si trasferisce nel 1977 a Puerto Rico intrecciandosi col voodoo e perdendo i vestiti, forse per colpa del luogo, del caldo caraibico o più probabilmente per la collaborazione tra Erwin C.Dietrich e Jess Franco. Chissà.

La cosa certa è questo remake spinge molto di più sul sesso che sull’erotismo elegante del predecessore, peraltro opera non perfetta del grande regista spagnolo, m...
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Gefangene Frauen

Gefangene Frauen
You cannot and will not leave this island. As a reminder you will no longer wear your clothes. Everyone undress!

Più delle parole, c’è una scena che descrive benissimo questa ennesima follia di Dietrich. Brigitte Lahaie che interpreta Rita, una prostituta che lavora in un bordello, si fa togliere gli stivali completamente nuda. La camera invece di seguire l’azione, preferisce fermarsi sui dettagli (indovinate quali…) dell’ex pornostar francese. Et Voilà.
Possiamo anche finire qui la recensione, perché questo “Woman in Prison” del 1980 è tutto qui. Un lungo carosello di donne nude con ampie zoomate sugli organi sessuali femminili e con diverse scene soft-core.
Non che Erwin C. Dietrich ci sorprenda, questo sia chiaro, lo conosciamo bene e questo è so...

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