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L’ultimo cacciatore

L’ultimo cacciatore

È finita, non usciremo vivi da quest’inferno. È finita per noi

E va bene siamo alle solite. Il cinema di genere italiano prende a piene mani dai successi del momento: “Apocalypse Now” e “The Hunter”. Così ci aspetta la visione di una declinazione trash, antistorica e pure un po’ blasfema, di un filone che ha messo sotto la lente d’ingrandimento uno dei più imbarazzanti momenti della storia moderna degli USA.
E quindi sappiamo cosa aspettarci. In effetti, è, almeno in parte, quello che vediamo, perché è chiaro fin dal titolo che il buon Antonio Margheriti è in Vietnam (almeno dal punto di vista dell’ambientazione, perché in realtà siamo alle Filippine) per darci uno spaghetti-Vietnam che però a sorpresa si rivela, essere un film dignitosissimo...
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Flight World War II

Flight World War II



 The greatest battle that never happened

Il passato è immutabile. Lo dice lo scienziato Igor Dmitriyevich Novikov nel suo principio di autoconsitenza e lo ripete in un certo senso questo film.
Sicuramente l’obiettivo della casa di produzione “The Asylum” alla ribalta in questi ultimi anni con “Mockbuster” e “B movies” non era quello di dimostrare il principio ma come il solito di stupire e attrarre il pubblico.
Tema di guerra, quasi una novità per “The Asylum” in un film che a volte è convincente e a volte deludente. Alla regia troviamo Emile Edwin Smith già dietro alla macchina da presa con “Mega Shark vs Mecha Shark” qui con un lavoro che mischia sci-fi, con i disaster movie e che copia spudoratamente l’idea di “The Final Countdown”

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Convoy Of Girls

Convoy Of Girls

My friend, we’ve lost the war. thousands of men are dying… And yet, we must go on. And right now, for no reason at all.
Poco nazisploitation. Molta guerra. Ma anche molta noia e poco divertimento. “Convoy Of Girls” film francese del 1978 porta a sorpresa anche la firma di Jess Franco che scrive e a quanto pare dirige assieme a Pierre Chevalier.
Diciamo a quanto pare, perché a parte il nome del mitico regista e la firma della casa di produzione “Eurocinè”, una sicurezza dell’exploitation, del nostro eroe c’è veramente poco. Anzi, nulla. Non ci sono inquadrature azzardate, non c’è un bella colonna sonora e vista l’epoca nemmeno l’oscurità dei suoi film. Se vi interessa non ci sono nemmeno belle ragazze.
C’è solo Monica Swinn a testimoniare in ...
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Inglorious Basterds

Inglorious Basterds



…because, Marcel, my sweet, we’re going to make a film, just for the Nazis.

In una parola: liberatorio. La pagina più oscura della storia, rielaborata, riscritta con uno schema cambiato e ribaltato o quasi nei ruoli. L’eroe della storia è il Cinema, mezzo attraverso il quale, seppur in maniera fantapolitica si ottiene la libertà e si eliminano i cattivi. 

Tarantino è questo e anche di più nel suo ultimo film “Inglorious Basterds”. Un’opera che mostra il regista americano alle prese con un modus operandi in parte diverso da quello al quale siamo abituati...

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Red Dawn

Red Dawn



A Gang of high-school kids become the last line of defence

I cubani hanno un esercito formidabile. I russi sono sempre più potenti. Le nazioni sudamericane indipendenti e arrabbiate. La Nato non c’è più. Gli States assediati e conquistati dai due eserciti suddetti. Questo non è un film. È il sogno di una vita! È Il trionfo totale del socialismo, una cosa che nemmeno Marx o Lenin avrebbero potuto immaginare.
Ma non dobbiamo esaltarci, brutti comunistacci che siamo, perché in realtà questo è un film così patriottico da far passare John Wayne come un anti americano. 

È il trionfo della fantapolitica più che del socialismo, un’ondata di opere di vario tipo, che a metà degli anni ottanta attaccano con grande retorica i cervelli degli spettatori...

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Quel maledetto treno blindato

Quel maledetto

treno blindato

Vede io ho preso un impegno con questi uomini ed è quello di portarli in salvo in Svizzera. Ed è quello che farò

È novembre del 2008. Precisiamo. Ancor prima che scoppi la mania, che il web si riempia di siti monografici e che il prezzo del DVD salga vorticosamente, parliamo di questo film di guerra di Enzo G. Castellari del 1978, ambientato durante il secondo conflitto mondiale.
Un film che sa un po’ di “Quella Sporca Dozzina” e un po’ de “La Grande Fuga”, ma con personaggi ed interpreti molto più rustici.

Un’opera poco considerata, caduta o quasi nell’oblio che ritorna prepotentemente alle cronache grazie a Quentin Tarantino, che in questo momento sta girando una sorta di remake utilizzando come protagonista nientemeno che Brad Pitt

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