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Hasta el viento tiene miedo

Hasta el viento

tiene miedo

Uno nunca sabe lo que
quieren los muertos

Veloce come il vento, in ventiquattro minuti abbiamo già la storia piazzata e tutti i protagonisti bene in vista. E così, nei minuti centrali si scorgono momenti riempitivi che ci portano poi a una seconda parte in cui la storia torna a essere frizzante.
A parte questa fretta iniziale “Hasta el viento tiene miedo” (o nel titolo internazionale “Even the wind is afraid”) è un grazioso horror messicano di Carlos Enrique Taboada, icona del genere.

Questo è un film che nonostante i segni del tempo rimane gradevole ancora oggi, mostrando una certa capacità da parte del regista nel gestire la suspense. Taboada lavora molto bene sia con la musica composta di Raúl Lavista, un apprezzato compositore messicano, sia co...

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La Masque de la Méduse

La Masque de la

Méduse

Tu veux encore tué Meduse?
Sarà che ai giorni nostri Il discorso intrapreso in “La nuit des Horologes”, che doveva essere l’ultimo atto di una lunga carriera, trova una sua continuità in “La masque de la Méduse” che esce, quasi a sorpresa, nel 2009. E tra l’altro nemmeno questo doveva essere l’ultimo film, perché Jean Rollin aveva in mente un altro progetto che però non riesce a realizzare.
Ci troviamo dunque in un lavoro in cui si fa di nuovo il punto di una vita e si parla di memoria e morte. Un film che inizialmente, durava solo sessanta minuti ai quali il regista aggiunse un’altra ventina di minuti creando così un film in due parti e rimandando curiosamente all’esordio di “Le viol du vampire”.

Con il suo stile lento e malinconico,...
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Antrum

Antrum:

The Deadliest Film

Ever Made

There’s a reason why you haven’t seen Antrum: you’d be dead
Nel 1979 uscì un film dell’Est Europa, intitolato “Antrum”, che passò alla storia non per la sua bellezza ma perché chiunque lo vedesse, moriva o rischiava seriamente la vita. Capitò, ad esempio, che un cinema a Budapest andò a fuoco uccidendo gli spettatori. Il film fu tolto dalla circolazione.
Negli anni novanta fu recuperato e proiettato in un cinema di San Francisco e in quell’occasione un’isteria collettiva, forse causata da un brutto scherzo di un dipendente del cinema, causò una vittima (una donna incinta) e diversi feriti. Morirono anche diversi curatori di Festival che avevano pensato di proiettare il film.

Ora, dei produttori hanno ripreso la pellicola, che negli an...
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Two Thousand Maniacs!

Two Thousand

Maniacs!

Wait a minute, folks! Wait a minute! We’re embarrasing our guest! We’re not showing any sportsmanship at all!

Quando su le “Cahiers du cinema” scrissero che “Blood Feast” e “Two Thousand Maniacs!” erano tra i film horror più belli di tutti i tempi e che Herschell Gordon Lewis era un “soggetto per ulteriori studi”, il regista rispose che “Questo è quello che dicono sul cancro”.
E questa splendida battuta di humor nero, spiega molto più di mille parole il pensiero di quel mattacchione di Herschell Gordon Lewis.
Ritroviamo il nostro e l’amico Friedman nel 1964, infatti, con tanta voglia di fare le cose in grande, almeno, a detta loro, con una storia più complessa del mitico “Blood Feast”. Un budget tre volte più grande (si stima che “Bl...

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La nuit de la mort!

La nuit de la mort!

-Vous êtes mon ami save moi!
-Vous ete nécessaires!

Tesi centrale di questa storia è una pratica che tutti i medici di oggi dicono che faccia male. Però, qui, funziona. Non voglio spoilerare, per ora, al contrario di quanto facciano nel film, perché, dopo pochi minuti ci dicono già qual è il punto centrale di tutta la vicenda.
Con un titolo più da zombie che altro, tradotto in inglese in un letterale “Night of dead”, ci troviamo alle prese con un b movie in vecchio stile, con dinamiche e soluzioni ultra collaudate e appunto, una narrazione che ci toglie subito ogni sorpresa.
Non resta dunque che seguire una pellicola “so bad it’s so good”, che piacerà sicuramente agli amanti dei b movies, che si troveranno alle prese con un film semplice e artigianal...

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The Walking Dead

The Walking Dead

Stagione 10

So, when Alpha took me in, I admit it, I liked it, it was, it was nice feeling like I mattered again, like I was respected, but she took it too far. You don’t kill people that don’t deserve it, and you never kill kids

Vi sembrerà strano, ma c’è un motivo per guardare l’ennesima stagione di “The Walking Dead”. E il motivo è che, sorprendentemente, c’è stato un miglioramento rispetto alle ultime e rovinose annate. Beh…a dire il vero più che altro ci provano, il tentativo è onesto e anche se manca ancora una puntata che potrebbe confermare o ribaltare (mmm…mi sa che questa è un’altra serie), il risultato, mi sento di dire che le cose sono migliorate sebbene “The Walking Dead”, rinnovata per l’undicesimo anno (!), doveva chiudere come ...

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The Snake Woman

The Snake Woman

Serpent-Girl Terrorizes Town!

L’applauso più grande va a chi ha disegnato lo spaventoso poster, con un serpente che domina su una figura di donna e su una lunga serie di spaventose tag-line di cui “serpent-girl terrorizes town!” è il mio preferito.

Un mostro orribile, si direbbe, che minaccia il mondo o la comunità in cui imperversa e sarà gigantesco, spietato. Implacabile. E invece no. Siamo lontani da tutto ciò. Il mostro di questo film, cioè la “Snake Woman” o come dice la traduzione italiana, “La figlia del serpente” è una ventenne carina, ben pettinata e vestita in stile tribù della giungla versione “vado a cena in un ristorante elegante”. E già questa descrizione di Susan Travers, l’attrice che interpreta la protagonista, fa capire che c’è be...

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Elves

Elves

-Is everything all right?
-No, Willy, Gramps is a Nazi.

Tre amiche, Kirsten, Brooke e Amy, si trovano nel bosco per fare una cerimonia anti Natale, le “Sorelle Anti Natale”, che vorrebbero sradicare la festività per qualche ragione commerciale. S’ispirano a un libro trovato a casa di una di loro, che parla delle “Vergini anti-Natale”, ma la cerimonia viene bruscamente interrotta dal fatto che una di loro si è ferita a una mano. Il sangue però è già caduto a terra e l’Elfo demoniaco si è svegliato.

In soli cinque minuti “Elves” ha tutta la nostra attenzione, perché promette di essere un gioiellino trash niente male. E di certo non delude le attese...

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The Mole People

The Mole People

Here is terror to shatter your nerves!

Era da un bel po’ di tempo che non ci avventuravamo nel mondo degli sci-fi anni cinquanta, che tra l’altro è uno dei generi che ha dato lo spunto per questo sito. Beh, quel mondo ci è mancato parecchio e guardando questo “The Mole People” ne capiamo il motivo.
“The Mole People” cioè il popolo talpa è un film del 1956 della “Universal” diretto da un giovane Virgil Vogel e con John Agar, esperto attore e marito di Shirley Temple come protagonista. Un film che abbraccia la mitologia e l’horror, ma che in una casa di produzione così famosa rappresenta un titolo un po’ deludente.

Abbiamo a che fare con i discendenti del Re sumero Sharu che si sarebbe rifugiato su una montagna, salvando il suo popolo dal diluvio...

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Wounds

Wounds

How deep do they go

Chi soffre si entomofobia dovrebbe evitare di guardare questo film. Ma soprattutto chi è particolarmente sensibile alle “occasioni buttate al vento” non dovrebbe guardare questo film. Non un film orrendo, intendiamoci, ma un film che spreca tutto quello che può, a partire dall’estro di un regista passato alla cronaca per l’ottimo “Under the Shadow”.
Babak Anvari, torna tre anni dopo il suo noto esordio con un altro film horror che pesca dalle antiche leggende. L’inizio è seducente, la scintilla è più che mai interessante, ma il regista perde con i minuti lo sprint iniziale portandoci in una storia con diversi aspetti assolutamente inutili e situazioni piuttosto paradossali che vanno bene per una parodia horror...

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