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It’s only a matter of time

Con tutta tranquillità questo potrebbe diventare il film di riferimento di vari complottisti. Uno scacco matto a chi governerebbe il mondo da parte di M. Night Shyamalan, che si ispira alla grafic novel “Château de sable”, scritta da Pierre-Oscar Levy e disegnata da Frederik Poetesche a quanto pare gli fu regalata dai figli e che subito lo colpì al punto di comprare immediatamente i diritti.

Direte: se è ispirata a una graphic novel, che colpa ne ha il regista di eventuali tesi complottiste che hai citato nelle prime righe? Beh il regista americano ha cambiato alcune cose, come il finale, ed è lecito pensare che abbia anche cavalcato l’onda di questi ultimi anni.
In ogni caso Shyamalan ci porta in un horror/thriller incentrato sul passare del te...

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Fear the Walking Dead 6

Fear the Walking

Dead 6

Tutto è agli sgoccioli, compresi noi. La morte è inevitabile. Ma da questa morte arriva nuova vita

Anche se il poster con Morgan con gli occhi iniettati di sangue, in realtà è una falsa speranza di un cambio totale del personaggio, incredibilmente la sesta Stagione di Fear The Walking Dead, è, di fatto, una delle migliori di sempre. Beh, diciamo la prima parte della sesta stagione.
Sempre assoggettati al volere di una Negan in gonnella poco affascinante, cioè Virginia, i nostri stravolgono l’ambiente che li circonda e, udite, udite, anche il loro modo di essere. Beh, diciamo nella prima parte.

Così, lasciando da parte il buonismo che era la spina dorsale delle passate due stagioni, troviamo un Morgan incazzato, un Victor nuovamente astuto voltagabbana pro...

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Orgasmo Nero

Orgasmo Nero

-mmm…è proprio quello che ci voleva, sia a me che a te, voglio dire la sauna e il resto…a te cosa è piaciuto di più?
-Il resto

Borghesia annoiata, ménage à trois e storie di sesso. Nulla di nuovo sotto il sole della Repubblica Dominicana, nulla di nuovo per Joe D’Amato che tra l’altro si ispira apertamente a “La ragazza dalla pelle di luna” di Scattini, della quale questa è una rivisitazione più erotica e violenta.
Perché sì, il gioco delle parti è lo stesso, ma D’Amato inserisce grandi dosi di sesso esplicito, compreso un frame porno preso da un altro suo film con Mark Shannon e Lucia Ramirez e un finale a sorpresa che ribalta in maniera vagamente horror, quello che potevamo immaginare.

“Orgasmo Nero” per arrivare a questo dignitoso ma frettoloso fi...

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A Classic Horror Story

A Classic

Horror Story

Di che cosa si ciba il clown di It? Bambini.
-Paura.
-Che hai detto?
-I bambini sono solo un mezzo. Pennywise mangia la loro paura.

Se non ci fosse un titolo così esplicito sicuramente dopo i primi minuti avrei smesso di guardare questo film. E andiamo su! C’è un gruppo di persone su un camper, finiscono nel bel mezzo di una fitta foresta. Parte il gioco di prevedere chi muore prima. E lo azzecco.
Ma come ho detto, con un titolo di questo tipo, la curiosità è tanta. E la speranza è ben riposta in un film che è una critica a volte ironica al cinema italiano, a quelli che recensiscono (ops), alla società e a un certo pubblico mediocre.
Il tutto per via di un film horror che non va tanto per il sottile, mostrandoci sangue e cattiverie sparse in una confezion...

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Katla

Katla

Do you believe them?

A essere sincero, fossi l’ente del turismo islandese, non sarei contento. Baltasar Kormákur apprezzato regista e autore islandese usa il vero nome di un grosso vulcano sub-glaciale e va bene che qui Katla sta eruttando mentre nella realtà l’ultima eruzione è del 1918, così come Vik, cittadina turistica non lontana dal vulcano, che qui è semi abbandonata, ma la finzione è così convincente e inquietante che non so se andrò mai in Islanda.

Beh, poco importa, non parlo di viaggi, ma di serie TV. E devo dire che la prima serie islandese distribuita da Netflix è sorprendente e porta avanti con orgoglio il thriller nordico soprannaturale, già apprezzato, ad esempio, con “Fortitude”.

“Katla” è indubbiamente tra i migliori lavori del genere, perch...

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Army of the Dead

Army of the Dead

If it’s a choice between dying on the Strip and spending another day flipping patties at the Lucky Boy, I’ll gamble on a few million.

Alla fine è sempre una scellerata idea che genera una sfortunata serie di eventi. Tipo un pompino in auto, con l’autista distratto che si schianta contro una colonna militare che sta trasportando un qualcosa di segretissimo e pericoloso. L’incidente provoca l’inizio di una pandemia zombie che colpisce e distrugge nientemeno che Las Vegas. Sulle note di “Viva Las Vegas” vediamo ballerine zombie in topless aggredire i soliti frequentatori della “città del vizio” e tante altre scene gustose.

Zack Snyder apre con grande forza questo film distribuito da Netflix che è l’inizio di un nuovo franchise, nato da una vecchia idea del re...

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The Rental

The Rental

Secluded getaway. Killer views

A quanto pare il bifolco razzista degli anni venti è in realtà più un ignorante che un violento. Almeno così dicono in “The Rental” e in seguito confermano la cosa anche gli svedesi di “Red Dot”. Quindi, qual è il presente per i thriller alla “Un tranquillo week end di paura”? Si potrebbe dire che i “buoni” se la cantano e la suonano da soli, lasciando a quelli identificabili come i classici “cattivi” un colorito contorno ignorante.

“The Rental” che segna l’esordio alla regia di Dave Franco, il fratello di James, è un thriller casalingo/vacanziero con due coppie che affittano la classica casa isolata in cui si imbattono nel sempre classico bifolco razzista...

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Funny Frankestein

Funny Frankestein

-Ma dici che Agnese scopa?
-Sì…con la maschera antigas forse!

Molto generosamente Wikipedia definisce questo film il cui titolo originale è “Agnese e…” come grottesco/erotico.
E sebbene a Mario Bianchi gli si voglia bene, la definizione è un’altra: una monnezza.
Il regista romano che si firma Alan W. Cools dirige un film composto da una serie di scene hard core o soft-core, a seconda della versione, che oltre a non avere un senso logico, sono fatte malissimo e peggiorate da un’onnipresente musica che va da ritmi sudamericani a marcette per passare a pezzi disco-pop e prendere anche da Shining (sì, signori, davvero).

Ipotizzo: a Mario Bianchi danno due soldi, proprio due, per girare un pornazzo alla veloce...

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Vampire Circus

Vampire Circus

The greatest blood-show on earth!

Titolo semplice ma di quella semplicità perfetta. Un inizio a tutta velocità, che mostra subito le intenzioni della Hammer. Risultato: uno dei più belli, stilosi e inquietanti film, della compagnia inglese.
Un gioiello vampiresco oggi molto apprezzato ma che all’uscita suscitò pareri discordanti, forse anche per colpa della concorrenza di “Countess Dracula” con Ingrid Pitt, che uscì nello stesso periodo e per la medesima casa di produzione.

Possiamo pensare che “Vampire Circus” sia un tentativo di svecchiare il catalogo Hammer che qui cambia radicalmente il proprio linguaggio dandoci un lavoro davvero cupo, che gioca bene sulle paure e inquietudini dell’essere umano, mettendo anche momenti onirici e una morbosità e un eroti...

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Hausen

Hausen

Devi ascoltare ciò che proviene da dietro le pareti

Non c’è un raggio di luce, reale o metaforico, in nessuna delle otto puntate di “Hausen”. Un incubo sospeso nel tempo tra oggetti anni ottanta e l’Euro, perso nell’oscurità di un enorme caseggiato che rimanda all’edilizia della DDR.

In effetti, è questa l’ispirazione del regista Till Kleinert, qui in veste solo di autore e ideatore con Anna Stoeva, che nel 1984 si trasferisce con la madre in un enorme palazzo tetro e ancora non connesso con la città. L’idea della storia però arriva nel 2006 sull’onda di “Hospital der Geister” di Lars von Trier, che gli fa pensare a quanto, sarebbe “bello” raccontare le inquietudini, le esperienze, della sua infanzia in chiave horror.

Ed ecco “Hausen” prodotto ...

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