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I morti non muiono

I morti

non muiono

Il mondo è perfetto. Apprezza i dettagli

Siamo così materialmente attaccati ai lavori di Jim Jarmusch che ci aspettiamo che ogni volta sforni un capolavoro, perché altrimenti non va bene. Se ci trasformassimo in zombie, probabilmente andremmo in giro a mordere e a dire “Jarmussssch”. Come fanno i suoi zombie. Risorgono e camminano ripetendo le cose cui erano legati (leggi schiavi) nella vita.
Un’anziana senzatetto che ripete “Chardonay”, morti che camminano con il cellulare in mano, bambini che assaltano un negozio di caramelle, due tizi che girano dicendo “coffeee”. Siamo già morti in vita? Il materialismo, essere ossessionati da un qualcosa cui diamo troppa importanza...

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The End? – L’inferno fuori

The End? – L’inferno fuori

Tu qui dentro sei al sicuro. Qui dentro non entra nemmeno lo spirito Santo

Le belle storie che ci piacciono. Tipo quella di Daniele Misischia che dopo apprezzati corti e Serie TV, approda al lungometraggio sotto l’occhio attento dei Manetti Bros. E lo fa con un film sugli zombie, nel quale, oltre ai fratelli romani, spunta il nome di “Rai Cinema”. E lo fa soprattutto con un cast di grande qualità che non ha bisogno di presentazioni e parte dal protagonista Alessandro Roja, passa per l’eccezionale Euridice Axen, Benedetta Cimatti e si conclude con le voci di Marco Manetti e soprattutto di Carolina Crescentini. Largo ai giovani.

L’astuzia poi di ambientare il 90% della storia in un ascensore, permette alla produzione di spendere meno e al regista di dar...

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The World’s End

The World’s End

At this point your planet is the least civilized in the entire galaxy.
What did he say?
He said we are a bunch of fuck ups.
Hey it is our basic human right to be fuck ups. This civilization was founded on fuck ups and you know what? That makes me proud!

Il maschio adulto sotto, sotto, resta sempre un bimbominkia e il cinema lo ricorda spesso. Tra i cantori di tanta coglionaggine un posto d’onore se lo merita Edgar Wright che quando mette mano all’argomento lo fa sempre in maniera esilarante. Qui con i fidi Simon Pegg e Nick Frost ai quali si aggiungono tra i tanti Martin Freeman, David Bradley Michael Smiley, Paddy Considine, Eddie Marsan e pure Pierce Brosnan, chiude ottimamente la trilogia del cornetto (“Shaun of the dead”, “Hot Fuzz”).
Maschi che non vog...

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Incubo sulla città contaminata

Incubo sulla

città contaminata

Non è colpa della scienza e della tecnologia. Ci vantiamo di aver inventato i computer, ma non siamo stati capaci di prevedere un macello come questo

Fichissimi zombie infetti e un po’ vampiri che corrono come matti e sono intelligentissimi. Scene splatter, trash come se piovesse e sì, un certo anticipo su un noto fatto di contaminazione nucleare. E forse, anche un certo rilievo nella storia di “28 Days Later” di Danny Boyle, senza contare la stima Tarantino e Rodriguez (e figuriamoci se potevano mancare), con il secondo che omaggia questo film in “Planet Terror”.

>Un Umberto Lenzi scatenato in un film entrato nell’immaginario di ogni appassionato del cinema horror, anzi, per meglio dire, ogni appassionato di b movie...
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Black Summer

Black Summer

Non siete stanchi di serie TV sugli zombie vero? Ma no, certo che no. Quindi ecco “Black Summer”, la novità del momento, una novità creata però da vecchie (e folli) volpi dell’intrattenimento zombesco e non, cioè la “The Asylum” che tanto ha dato al cinema trash, vedi “Sharknado” e vedi, per i morti viventi, “Z Nation”.
Partito dall’idea di essere un prequel di “Z Nation”, “Black Summer” si stacca completamente dai toni a volte volutamente trash e parodistici del predecessore. E non solo, perché anche la produzione fa un passo avanti, anche grazie, probabilmente, alla presenza di “Netflix”.
Non si ride quindi e anzi i toni di “Black Summer” sono più che mai cupi. Quello che fa di “Black Summer” un prodotto interessante è senza du...
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La fiancée de Dracula

La fiancée de Dracula

Il est venu le jour
Prima o poi, si dice, che uno debba metter su famiglia. Vampiri inclusi. E il terzultimo film di Jean Rollin sembra volerci raccontare questo aspetto. Tornato, come sappiamo, al suo primo e unico amore, il regista francese non smuove di un millimetro il suo modo di far cinema e soprattutto non abbandona le sue solite location (vedi la spiaggia bretone).
Il che da un lato può essere visto come un pregio, ma dall’altro si nota una certa ripetitività e soprattutto un non adeguarsi ai tempi. Perché se c’è una cosa chiara è che in questo film del 2002 è che Rollin narra nella stessa maniera dei suoi film passati, cioè molto lentamente e molto cripticamente.
Un dramma più che un horror, che nonostante sia a tratti noioso, resta il lavoro pi...
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The Babysitter

The Babysitter

Dream girls can be a nightmare
Se fossi ancora un teenager, eleggerei questo film a uno dei miei preferiti, oltre a fantasticare sulle babysitter sexy (che, intendiamoci, non ho mai avuto).
Purtroppo per me quegli anni sono passati e con grande fatica che cercato di immedesimarmi nel target di questo film. Il regista McG, cioè Joseph McGinty Nichol, noto per i due “Charlie Angel’s”, per “Terminator Salvation” e per diversi videoclip è innanzitutto più vecchio dello scrivente e con la sceneggiatura di Brian Duffield, si è immedesimato ottimamente negli adolescenti, creando un film assurdo e scorreggione quel tanto che basta a far passare 85’ spensierati anche a noi vecchiacci.
Siamo dunque in un thriller/horror con diverse punte comiche, un ritmo incalzan...
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The Walking Dead – nona stagione

The Walking Dead

nona stagione

I’ve seen how you live. I’ve walked your streets. It’s a joke. Your communities are a
shrine to a long dead world

Perché continuo a farmi del male guardando “The Walking Dead”? Bella domanda. Forse perché voglio vedere se succede qualcosa di interessante. Che non succede.
Beh, la nona e stanchissima stagione, un po’ di speranza l’aveva data, sembrava arrivare la svolta, il colpo che poteva riaccendere il tutto. Alla fine è Scooby Doo che uccide ogni speranza. Cioè, non proprio il famoso cagnone di Hanna & Barbera, più che altro una soluzione alla Scooby Doo, tanto banale quanto assurda...

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Velvet Buzzsaw

Velvet Buzzsaw

Critique is so limiting and emotionally draining
Ambientazione molto interessante, un super cast e un regista/sceneggiatore premiato e nominato agli Oscar per “Nightcrawler”.
Che cosa potrà mai andare storto? Bella domanda, ma la risposta è: quasi tutto.

“Velvet Buzzsaw”
il cui titolo è riferimento a una band punk in cui suonava uno dei personaggi, rappresentando così la libertà dell’arte (Imdb cita anche che avrebbe a che fare con il cunnilinguo) è un film che fa satira sul mondo dell’arte e sulla commercializzazione della stessa. Un’idea non male alla quale si unisce l’intenzione di svoltare nell’horror. Però il tutto rimane brutalmente abbozzato, lasciando alla bravura degli interpreti le uniche cose degne di nota. Poco sangue. Poco mistero...
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They Bite

They Bite

this has got to be more than just a dirty movie – this has got to be the “King Kong” of porno movies

Morderanno anche, ma più che altro vogliono fare sesso. O qualcosa del genere. In ogni caso questo è il senso di un fantastico B Movie del 1996 scritto e diretto da Brett Piper, un regista che ha dedicato la carriera ai B’s.

Piper fin dalle prime scene non nasconde le sue intenzioni: tette, mostri, demenzialità. Prendendo a piene mani dalla tradizione dei mostri della palude o provenienti dall’acqua, con un particolare affetto per “Humanoids From the deep” del 1980.
I mostri però non sono l’unica passione del regista, che dimostra di amare parecchio anche l’exploitation, lo sci-fi e sì, pure i porno...

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