Jean Rollin tagged posts

Emmanuelle 6

Emmanuelle 6


L’unico aspetto artistico di questo film è l’ispirazione (vaga, molto vaga) del romanzo di Emmanuelle Arsan. Perché per il resto non c’è nessuno, né dietro la macchina da presa né davanti che sia in qualche modo ispirato.
E quindi ci ritroviamo, ancora una volta, a parlar male di un regista talentuoso ma sfortunato, cioè di Jean Rollin. Il regista bretone conferma una vocazione autolesionistica da tappa buchi, perché come in “Le lac des morts vivantes” arriva in corsa e cerca di metterci una pezza. Inutilmente.

“Emmanuelle 6” della serie francese e quindi ufficiale del noto franchise è innanzitutto come tutti i film che sono arrivati dopo quello di Jeackin, un capitolo inutile delle avventure libertine della protagonista. Questo episodioEmmanuelle 6 del 1988 cerca ...

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Ne prends pas les poulets pour des pigeons

Ne prends pas

les poulets

pour des pigeons

Il ritorno di Michel Gentil, ci lascia un po’ perplessi. Eravamo rimasti al fatto che Jean Rollin aveva ritrovato la gioia di dirigere e una certa serenità. E perché ritroviamo il suo “porno alterego”? Il mistero non è questo granché.

Il regista francese si trova in un film semplicemente commissionato. Jean-Claude Benhamou già autore e attore in “Les trottoirs de Bangkok” produce questa pellicola del 1985 del quale è anche uno degli interpreti principali. Una paternità quasi totale che come dice Rollin in un’intervista, spinge Benhamous a voler controllare quasi tutto.

Quindi possiamo immaginare il regista che qui fa come un dipendente statale...

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Les trottoirs de Bangkok

Les trottoirs de

Bangkok



I need it powerful people in Paris  are asking for it

Nessun vincolo, nessuna forzatura, solo la voglia di correre liberi, di fare qualcosa per divertimento. È quello che fa Jean Rollin in questo film del 1984 oltre a fare tabula rasa di tutte le sue migliori idee. Delle immagini poetiche, della cura della fotografia, dei lunghi e metaforici silenzi, qui non c’è nulla. Nulla di nulla. E per di più si passa dalla lentezza dei suoi horror alla velocità dei film d’azione.
E bisogna dire che questo film è veramente brutto e noioso. Una regia dozzinale, una pessima fotografia e lunghi momenti di balletti erotici (e pure una scena di lotta nel fango) si vanno ad aggiungere a un cast che per buona parte non ha e non avrà mai esperienza...

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La morte vivante

La morte vivante



-Helene, it’s so lovely. I’ll never leave you
-Promise?
-Yes, for ever
-Prove it
-How?
-Be my sister, my blood sister

Iniziamo molto male con “La morte vivante”. Due ladri, una cripta, rifiuti tossici che finiscono su una tomba risvegliando il cadavere di una ragazza. Uscita dalla tomba lei compie una carneficina realizzata con effetti speciali decisamente pessimi.
La situazione in seguito peggiora qualche scena di sesso inutile e un paio di nudi più che forzati. Il dubbio che “Le lac des morts vivants” abbia abbattuto definitivamente Jean Rollin non tarda a venire, così come il fatto che il regista francese si trovi, ancora una volta, invischiato in una produzione che schiaccia le sue idee.

Col passare del tempo però “La morte vivante” ribalta la si...

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Le lac des morts vivants

Le lac des

morts vivants



If You Think The Nazis Have Gone Under YOU’RE DEAD WRONG.

Brutta cosa non riconoscere i propri figli. Meno brutta, ma sempre strana non riconoscere i propri film, che più meno sono come figli. Per anni, chi ha firmato la regia di questa pellicola, con il nome J.A. Laser, ha sempre negato ogni legame con quest’opera.
Dopo aver visto “Le Lac Des Morts Vivants”, meglio conosciuto come “Zombie Lake” capiamo e fraternizziamo con Jean Rollin che  per anni ha cercato di negarne la paternità.

In realtà la colpa non è solo sua e questo disastro cinematografico parte nientemeno che da Jess Franco. Il poliedrico regista spagnolo scrive una sceneggiatura basandosi su una storia di Julian Estéban...

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La nuit Des Traquées

La Nuit Des Traquées



 In the memory we share we were running away

La Défense di Parigi, il quartiere moderno e proiettato al futuro, oltre ad essere la location di questa pellicola è un bel parallelismo con la scelta di Jean Rollin, che si lascia alle spalle i vampiri e il mondo dell’hard lanciandosi in un tema difficile: la pazzia e le strutture per malati di mente.
L’ennesimo tentativo del regista francese che cerca di raddrizzare la sua carriera, inizia con la proposta alla produttrice Monique Samarcq di realizzare un film horror in poco tempo e con lo stesso budget di uno hard. Affare fatto.
L’operazione risparmio continua poi con un cast preso direttamente dal porno, attori e attrici che secondo Rollin potevano fare anche altri generi e che si trovano ad avere una grande oc...

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Fascination

Fascination

Fascination



Who is stiII to come?
A few friends.
Come, Iet’s go and receive them. But first, Iet me Iook at you. You’ve been bIeeding.
A bit.
That’s good. You’re handsome. And strong.
ReaIIy?
You don’t mind if I examine you as if you were my horse?
That’s very amusing.

Nemo propheta in patria è la nota locuzione latina che trova in Jean Rollin una grande eccezione. Perché dopo aver girovagato tra porno e zombie, il regista francese torna a casa e crea il suo film più famoso. Non il più bello. Il più famoso.  Perché “Fascination” è oggettivamente inferiore a lavori come “Le Viol Du Vampire”, “La Vampire Nue” o “La Rose De Fer”, ma resta in ogni caso un imperdibile esercizio cinematografico, che assume un ruolo di simbolo nella carriera del regista francese. Fascination

A...

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Les Raisins De La Mort

Les Raisins De La Mort

Questa recensione è contenuta nel nostro libro “Cinquanta sfumature di Zombie” che potete trovare su Amazon, su Il Mio Libro e in tutte le librerie on line.

 

Virus, esperimenti, voodoo, avvenimenti non spiegabili. Si sa come nascono gli zombie, con grande fantasia. Ma qui in “Les Raisins De La Mort” si supera l’immaginazione e per colpa di un pesticida spruzzato sui grappoli d’uva, scoppia il caos. Una cosa che fa si che questo film di Jean Rollin, conquisti, almeno, la nostra simpatia.

Un film strano questo “Les Raisins De La Mort”, presentato come un film sugli zombie, in realtà fugge parecchio dal dogma del genere. Non c’è nessuno che esce dalla tomba o che quantomeno si rialzi da morto...
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Phantasmes

Phantasmes
Phantasmes


Va male un film, ne va male un altro, iniziano le pellicole per “bisogni alimentari” ma nulla migliora e allora non resta che sfruttare il cinema porno. Lo sappiamo, Jean Rollin da qualche anno ha iniziato a fare film commerciali, soft-core per l’esattezza, sminuendo la sua arte, la sue visioni e cercando di prenderne le distanze firmandosi Michel Gentil come in “Jeunes Filles Impudiques” del 1973 e “Tout Le Monde Il en a deux” del 1974.

L’ulteriore passo commerciale/economico arriva nel 1975 con questo “Phantasmes”, un film porno. Noi non parliamo di cinema a luci rosse, così come Rollin usa uno pseudonimo nelle circa dieci pellicole hard core ad eccezione di questa. E noi seguiamo l’eccezione e parliamo di “Phantasmes”.
La prima cosa che ci si chie...
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Lèvres De Sang

Lèvres De Sang


I’ve watched you for many years without being able to speak to you

Come ci dicevano a scuola? Sì, era così: se il ragazzo si impegnasse, otterrebbe buoni risultati. E a parte il fatto che le ultime pellicole di Rollin sono dovute a necessità alimentari, per cui gli perdoniamo il poco impegno, qui notiamo con piacere una spasmodica ricerca di un qualcosa che sia bello da vedere e interessante da seguire.

“Lèvres De Sang” film del 1975, ci porta indietro ai suoi primi film. Quelli in cui Rollin cercava un’estetica in ogni scena e curava puntigliosamente la fotografia. Quelli in cui Rollin tesseva storie dal passo lento piene di simbolismi, di vampiri e di qualche donna nuda.
Indubbiamente entusiasta e con un progetto ambizioso Jean Rollin, si mette a lavora...

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