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SS Lager 5 – L’inferno delle donne

SS Lager 5

L’inferno delle donne


Per la scienza, per il conforto dei nostri eroici soldati, la vostra vita di parassiti e di nemici del Reich può avere un nobile scopo che riscatterà la vostra colpa.

Inizia con seri propositi di shoccare il pubblico “SS Lager 5-L’inferno delle donne” ma allo stesso tempo con una cosa di dubbio gusto. Perché il regista Sergio Garrone mette sui titoli di testa immagini di veri campi di sterminio e sappiamo già, visto il titolo, visto l’anno e visto il regista che non stiamo per assistere a un film d’accusa o a una storia veramente drammatica.
Partiamo già male dunque e il resto non è da meno. Il nazisploitation nel pieno del suo momento migliore ci racconta sempre le stesse storie, con pochi soldi e con attori e attrici mediamente scarsi...

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Casa privata per le SS

Casa privata per le SS



Farò di voi dei perfetti meccanismi elaborativi di amore a comando, capaci di accoppiarsi in ogni condizione. Sarete sottoposte a rapporti naturali e preternaturali

Per rendere l’idea, questo film è un po’ come andare nei peggiori discount e comprare prodotti di scarsa qualità. Bruno Mattei, scopiazza “Salon Kitty”, fornendoci una versione low – budget della storia.

Dai protagonisti (ci sentiamo di salvare Macha Magall, solo per la bellezza), alla trama scritta in parte dallo stesso regista, qui non c’è nulla o quasi che funzioni. E quel quasi è rappresentato da rare immagini decenti, che appaiono ogni tanto, alleviando la sofferenza della visione.

Per il resto “Casa privata per le SS” è il solito nazisploitation che si sviluppa tra sesso, c...

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Nathalie rescapée de l’enfer

Nathalie rescapée de l'enfer
Nathalie rescapée
de l’enfer

 

La seconda incursione nel nazisploitation/WIP di Alain Payet è a dir poco sorprendente. Uno dei grandi registi del porno francese, controverso quanto basta, si era già imbattuto nel genere con “Train Special Pour SS” e ci aveva decisamente abbattuto.

Così quando abbiamo deciso di vedere questo film, di un anno successivo al suddetto, non avevamo grandi speranze invece, Payet e l’ineffabile “Eurocinè” ci fanno una gradita sorpresa. Ora, non travisate le nostre parole, perché siamo pur sempre lontani da un capolavoro del genere, ma tutto sommato “Nathalie rescapée de l’enfer” è un film che si lascia guardare e che ha una trama interessante...
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Kaput Lager – Gli Ultimi Giorni delle SS

Kaput Lager 

Gli Ultimi Giorni

delle SS

 
 
-Frustatelo!
-E’ già morto signor capitano
-Frustatelo ugualmente!

Seppur lontanissimo dal capolavoro “La Bestia In Calore” o dall’horror psichedelico “Nuda Per Satana”, l’implacabile Luigi Batzella ci regala un’altra delizia per palati fini. Un nazisploitation che è un groviglio incredibile di cose, dal quale se ne esce vivi soltanto accettando tutto, senza farsi domande. Non cercate quindi di trovare un senso, perché come in tutte le sue pellicole, un senso non c’è.

Batzella manda in tilt tutto e subito solo perchè fa un gran lavoro di cannibalismo nei confronti di alcuni suoi precedenti film, “Quando Suona La Campana”, “I Giardini del Diavolo” buttandoci in pasto immediatamente, alcune scene prese da...
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Bordel SS

Bordel SS

 
Dove le va a pescare certe idee, chissa! Non mi risulta che abbia fatto una scuola speciale
I tedeschi stanno vincendo la guerra, hanno quasi conquistato la Russia. No, no, i tedeschi stanno arretrando sono gli Alleati stanno vincendo. Ma chi se ne frega, basta che qui si scopi!
Questo è “Bordel SS” in due righe e credeteci, non abbiamo esagerato. José Bénazéraf regista francese noto per i suoi film fuori dagli schemi (e per esserseli prodotti da solo) realizza nel 1978 un nazisploitation che spreca un’idea originale per il genere. Il concetto non è male, perché siamo nella Parigi occupata, nella quale le ragazze di un bordBordel SSello soddisfano i militari e gli ufficiali nazisti e comunicano le informazioni (militari naturalmente) alla resistenza.

Purtroppo però, t...

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Train Special Pour SS

Train Special Pour SS



Les plus belles filles d’Allemagne sont forcèes de se prostituer et de se preter a tous les excès des nazis…

Alain Payet non si è mai fatto grossi problemi a prendere strade differenti. Strade un po’ particolari a dire il vero, come quando ha ingaggiato un’attrice obesa per alcuni porno o come quando ha dato dei ruoli, alcuni importanti, a un attore nano di colore. E anche qui alle prese con uno dei suoi pochi exploitation, nazi per l’esattezza, si diverte a cercare una via diversa dal solito. L’impressione è  però, che se nei film hard il regista francese si spingeva oltre, qui nel nazisploitation si tira in dietro.
Niente  nani di colore o donne obese, nessuno tortura nessuno, non ci sono nemmeno campi di concentramento...

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Liebes Lager

Liebes Lager 



I Fatti narrati in questo film non sono mai successi. Ma avrebbero potuto succedere. Perché, in qualsiasi situazione, sotto qualsiasi regime, in qualsiasi clima, l’unione degli uomini per soggiogare le donne e farne oggetto, è immediata, spontanea addirittura fatale. Sotto questo profilo, questo film vuol essere un simbolico omaggio alla donna, nella sua lotta per sottrarsi alla fallocrazia

Leggenda vuole che questo film sia scomparso per un bel po’ dalla circolazione. Poi colpevoli quelli di “Nocturno” e qualche altro archeologo del trash è tornato a noi in tutta la sua bruttezza.
Da un lato viene da dire che era meglio perderlo che trovarlo, dall’altro dobbiamo ammettere che la nostra (e la vostra) morbosa fame di filmacci, ci porta a guardare con attenzion...

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Eine Armee Gretchen

Eine Armee Gretchen



I don’t want come outside german men or russian men are the same
“Fate l’amore non fate la guerra” è quello che ci piace leggere da questa pellicola. Anche se in realtà a ben vedere i sensi potrebbero essere tanti altri. Uno soprattutto: le donne non sono buone a fare la guerra, ma solo altro.
Lo dice Erwin Dietrich, non noi, ma a parte questo e conoscendo la carriera del regista e produttore svizzero, pensiamo che non volesse fare una morale, né pacifista, né maschilista, ma che volesse solo allungare la sua attività artistica con l’ennesima pellicola sexy/soft-core. E ci è riuscito.
“Eine Armee Gretchen” del 1973 è un naziexploitation che esce dalla classica struttura Eine Armee Gretchen“abbuffate-torture-sessuofobia” descrivendo in tinte meno drammatiche il periodo ...
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Love Camp 7

Love Camp 7



A Place of Total Despair. All the youthful beauty of Europe enslaved for the pleasure of the 3rd Reich.
Va bene, questa è una grandissima delusione. “Love Camp 7” non è granché. Noioso, girato male, senza una storia decente. Ah! Durante la visione è cresciuta in noi una voglia di vedere cene nazi con Champagne rovesciato addosso a una povera donnina nuda o anche scene di torture, anche solo senza esagerare, un paio di frustate ben date. Niente. Il vuoto. Proprio a voler fare i cattivi questi palpano le tette in maniera violenta.
Nonostante questa povertà di mezzi e di idee (soprattutto), il film di Lee Frost merita un posto nella storia e quantomeno un certo rispetto. È il primo nazisploitation della storia e il primo women in prison ad aver alzato il tiro...
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La Svastica Nel Ventre

La Svastica Nel Ventre



Perché Hitler si tiene la mani sull’uccello in ogni comizio? Per tenere a bada l’unico disoccupato del Terzo Reich
E va bene, siamo alle solite. Feste, cene e bordelli. Sessuofobia, perversioni e manie disparate. Diciamo pure che se i nazisti fossero quelli dei “Nazisploitation” sarebbero stati pericolosi come un castello di carte.
Che la storia sia andata, purtroppo, diversamente di certo non siamo noi a dovervelo ricordare, ma le versioni cinematografiche di questi “esseri” hanno quasi tutte gli stessi elementi. E così siamo nuovamente di fronte a un “Nazisploitation” che oltre a quanto appena detto prende sempre ispirazione, altro comune denominatore, da “Salon Kitty” e “Portiere di Notte”.
Il regista Caiano, ottimo mestierante del...
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