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Army of Thieves

Army of Thieves

You don’t have to go to Vegas to get lucky

Fare un prequel di un film sugli zombi ma senza gli zombi. Non male come idea. Sì, ok, “Army of the dead” non era solo un film sui morti viventi, ma anche un heist movie con tratti, a volte, romantici. Il suo prequel però, esclude quasi totalmente i mostri per puntare tutto su un heist movie europeo incentrato sulla figura di Dieter, interpretato da Matthias Schweighöfer che dirige su la sceneggiatura scritta da Shay Hatten su idea, ovviamente, di Zack Snyder.
Co-protagonista è Nathalie Emmanuel, l’indimenticabile Missandei di “Games of Thrones”. Ci tenevo a dirlo subito per la mia passione (del tutto artistica) per Nathalie, che qui dimostra ancora una volta una certa bravura...

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Squid Game

Squid Game

Non ci si fida delle persone perché se lo meritano. Lo si fa perché non hai altri su cui contare.

La sorpresa che non ti aspetti. Il colpo di scena che ribalta le attese. Non sto parlando della trama, ma del senso e dell’impatto di questa serie di Netflix che inaspettatamente è diventata un caso mondiale e “rischia” di essere la serie più vista di tutti i tempi di Netflix.

Per quanto alla regia ci sia Hwang Dong-hyuk, che non è di certo l’ultimo arrivato, ben pochi scommettevano su questo lavoro. A cominciare da diversi produttori, perché il regista coreano ha iniziato a lavorarci diversi anni fa, in prima battuta come film e poi sviluppando l’idea di una serie, che nessuno voleva produrre.
Poi è arrivata Netflix e per qualche ragione che in parte mi sfugge, “...

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Il regista nudo – seconda stagione

Il regista nudo

seconda stagione

I video per adulti fanno parte della nostra vita

Questa volta non ho verificato il fact-cheking. Tanto alla fine lo so: le cose più assurde sono successe, quelle normali no. Quello che ho fatto è stato seguire, con attenzione e divertimento la seconda e ultima stagione de “Il regista nudo”, ovvero la bizzarra vita di Toru Muranishi che qui potrebbe essere sottotitolata “The rise and fall of Toru Muranishi”.

Per chi si fosse perso la prima serie (recuperatela) stiamo parlando di un regista giapponese che ha rivoluzionato il mondo del porno del suo paese. Non uno come Gerard Damiano, nemmeno come Joe D’Amato, piuttosto un Ed Wood giapponese, cioè un fiume in piena di idee incasinate con qualche intuizione giusta.

E questa seconda serie parte...

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La Casa di Carta 5 – Prima Parte

La Casa di carta 5

Prima Parte

Anche se vi appare la Vergine Maria che balla il reggaeton voi continuate a fondere

Uccisi da un’overdose di sapone, nel senso di soap opera, nella precedente serie, c’era da aspettarsi ben poco dall’ultimo capitolo della nota serie di Pina.
Tipo chessò: spunta un misterioso figlio di Berlino oppure le coppie della serie continuano con i loro problemi arrivando a soluzioni con magari qualche intromissione di terzi e a contorno inaspettati momenti romantici. Hey, un attimo, un attimo, è proprio quello che succede! Però tra una serie infinita di esplosioni proiettili e, incredibilmente, qualche morto.

Una sterzata abbastanza brusca che sembra voler acchiappare anche gli amanti dell’azione, senza scordare l’amatissima fan base.
Al di là di questo...

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A Classic Horror Story

A Classic

Horror Story

Di che cosa si ciba il clown di It? Bambini.
-Paura.
-Che hai detto?
-I bambini sono solo un mezzo. Pennywise mangia la loro paura.

Se non ci fosse un titolo così esplicito sicuramente dopo i primi minuti avrei smesso di guardare questo film. E andiamo su! C’è un gruppo di persone su un camper, finiscono nel bel mezzo di una fitta foresta. Parte il gioco di prevedere chi muore prima. E lo azzecco.
Ma come ho detto, con un titolo di questo tipo, la curiosità è tanta. E la speranza è ben riposta in un film che è una critica a volte ironica al cinema italiano, a quelli che recensiscono (ops), alla società e a un certo pubblico mediocre.
Il tutto per via di un film horror che non va tanto per il sottile, mostrandoci sangue e cattiverie sparse in una confezion...

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Katla

Katla

Do you believe them?

A essere sincero, fossi l’ente del turismo islandese, non sarei contento. Baltasar Kormákur apprezzato regista e autore islandese usa il vero nome di un grosso vulcano sub-glaciale e va bene che qui Katla sta eruttando mentre nella realtà l’ultima eruzione è del 1918, così come Vik, cittadina turistica non lontana dal vulcano, che qui è semi abbandonata, ma la finzione è così convincente e inquietante che non so se andrò mai in Islanda.

Beh, poco importa, non parlo di viaggi, ma di serie TV. E devo dire che la prima serie islandese distribuita da Netflix è sorprendente e porta avanti con orgoglio il thriller nordico soprannaturale, già apprezzato, ad esempio, con “Fortitude”.

“Katla” è indubbiamente tra i migliori lavori del genere, perch...

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Army of the Dead

Army of the Dead

If it’s a choice between dying on the Strip and spending another day flipping patties at the Lucky Boy, I’ll gamble on a few million.

Alla fine è sempre una scellerata idea che genera una sfortunata serie di eventi. Tipo un pompino in auto, con l’autista distratto che si schianta contro una colonna militare che sta trasportando un qualcosa di segretissimo e pericoloso. L’incidente provoca l’inizio di una pandemia zombie che colpisce e distrugge nientemeno che Las Vegas. Sulle note di “Viva Las Vegas” vediamo ballerine zombie in topless aggredire i soliti frequentatori della “città del vizio” e tante altre scene gustose.

Zack Snyder apre con grande forza questo film distribuito da Netflix che è l’inizio di un nuovo franchise, nato da una vecchia idea del re...

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Suburbia Killer

Suburbia Killer

Nadie puede escapar del pasado
Sono così terrorizzato dalle serie TV spagnole che a ogni scena delle otto puntate di “Suburbia Killer” o “El Inocente”, pensavo: “Ecco, adesso arriva quella cosa assurda che rovina tutto”. L’ombra di Alex Pina mi ossessiona. Devo ammetterlo.

Ma in questa serie di Netflix diretta dal catalano Oriol Paulo e girata a Barcellona, dove è anche in parte ambientata, non c’è traccia di quelle cose che puntualmente rovinano ogni serie spagnola. Sarà che Oriol Paulo è catalano? O che è tratta dall’omonimo libro dell’americano Harlan Coben le cui opere sono già passate e passeranno sulla nota piattaforma streaming? Quindi, non è un’idea nata in Spagna.

Va detto che alcuni che hanno letto il libro, scrivono che la Serie TV...
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Sky Rojo

Sky Rojo

Questo è il mio club. Trascorriamo le notti qui su un divano in similpelle rossa, cercando di apparire meravigliose quanto basta per far sì che dei tizi spregevoli ci portino a letto

L’Armada Invencible delle serie TV spagnole colpisce ancora. Re Alex Pina è inarrestabile e in attesa dell’ultimo capitolo de “La Casa di Carta” e dopo “White Lines”, ci propone in combutta con Netflix il tanto atteso “Sky Rojo”.
Solo otto puntate (tranquilli è già stata annunciata la seconda stagione), di mezz’ora circa in cui si nota il classico stile delle serie spagnole: il kitsch e la tamarraggine. E va sapere perché, tutte o quasi le serie iberiche devono soffrire di questa cosa.

“Sky Rojo” sembra puntare con onore all’exploitation femminile, parlando di sesso e m...

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All my friends are dead

All my friends

are dead

I think the sweetest fruits is often forbidden

I Turbonegro sono una band norvegese che viaggia tra il punk, death metal e hard core, un po’ controversa ma dall’intensità e ritmi altissimi. Uno dei loro brani più conosciuti s’intitola “All my friends are dead” proprio come questo film polacco. E proprio come la canzone, mi aspettavo da questo lavoro, dell’esordiente Jan Belcl, le stesse cose. Velocità, grinta, cattiveria.

Devo dire che i primi minuti hanno accontentato le mie aspettative. Due poliziotti idioti indagano in una strana scena del crimine. Poi un flashback ci mostra una scatenata festa di capodanno con tanti personaggi assurdi che si perdono tra alcool, musica e qualche battuta demenziale.

Piazzata la storia e presentati i protagonisti,...

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