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Ópalo de fuego: Mercaderes del sexo

Ópalo de fuego:

Mercaderes del sexo


We can do what we want to your body while you’re here

Parodia dei film noir, di quelli di spionaggio o film erotico. Va bene, ma più semplicemente un film di Jess Franco che quando è in grande forma crea lavori dove tutto è il contrario di tutto.

“Opalo de Fuego” ricorda le atmosfere e le storie dei migliori periodi del regista spagnolo, sebbene non ne sia al livello e oltre all’ironia di fondo, al carico erotico ci sono belle immagini in luoghi scuri e un ottimo commento sonoro. Con l’immancabile Lina Romay (un po’ fuori forma) e Nadine Pascal, “Opalo de Fuego” mostra da subito le proprie idee e ci dà abbastanza presto la scena cult di tutta la pellicola: una stripper che al termine di uno spogliarello si strofina sul corpo nudo l...

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Milano: il clan dei Calabresi

Milano:

il clan dei Calabresi


Mi hai sempre cacciato via come un lebbroso, ti vergognavi ad avere un parente come me. Come il Merenda. Eppure sono stato io che ti ho fatto arrivare un questa città…

Giorgio Stegani legato allo spaghetti western si dà al poliziesco e soprattutto cerca il colpo d’effetto. Lo cerca immediatamente piazzando una scena di stupro addirittura sui titoli di testa. Lo fa anche dopo mettendo in una storia di man hunting un aspetto che potremmo definire da fantascienza. E lo fa giocando sul sicuro, dando ad Antonio Sabato la parte principale, un malavitoso del sud (come in “Milano Rovente”) e a Pier Paolo Capponi il ruolo del commissario.

Di certo è un’idea originale nel panorama del noir/poliziesco italiano, ispirata da “Panic in the Streets” di K...

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Il poliziotto è marcio

Il poliziotto è marcio


COSTAVA 400.000 mensili allo Stato e 50000.000 all'”Organizzazione”

Finita da poco la trilogia del “milieu”, il buon Fernando Di Leo non sembra aver perso la migliore vena artistica e ci regala un film strano e soprattutto difficile da etichettare. Non è un poliziesco, non è un poliziottesco, potrebbe essere un noir, ma più semplicemente è un film di un molto ispirato Fernando Di Leo.

“Il poliziotto è marcio” nasconde dietro a un titolo più che sintetico una storia diversa, dal significato molto forte. Di poliziotti corrotti ne abbiamo già visti parecchi ma bilanciati da personaggi positivi, qui invece c’è un certo Malacarne (nome forse non casuale) che è l’antieroe protagonista e soprattutto non si pente delle sue scelte.

Una storia tutta ...

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Si può essere più bastardi dell’ispettore Cliff?

Si può essere più

bastardi

dell’ispettore Cliff?

-Ti voglio dare un buon consiglio…guarda che se hai in mente di fare fessa “Mama La Turca” scoprirai che sotto questa gonna ci sono due palle che le tue possono andarsi a nascondere! È chiaro?
-Chiarissimo papà

Lo chiamano più volte “bastardo”, il nostro ispettore Cliff, ma in realtà più che un “bastardo” è un gran ruffiano che cerca in ogni modo di acchiappare più pubblico possibile.
Aspetti commerciali notevoli ed evidentissimi che sminuiscono purtroppo le qualità di un bravo regista come Massimo Dallamano e le potenzialità di un cast molto interessante. Dallamano nel suo periodo londinese scrive a quattro mani una sceneggiatura che si rifà all’esperienza dell’Eurospy del Poliziottesco e del Thriller...

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Anna, quel particolare piacere

Edwige Fenech

 Anna, quel

particolare piacere

Tutti i miei compagni di scuola hanno il papà. Perché non me lo compri pure a me?


La mala spara, il melodramma uccide, sarebbe stato, secondo noi, il titolo più corretto. Carnimeo invece ne sceglie uno molto ambiguo e dai palesi ammiccamenti, ma in realtà abbiamo ragione, perché questa è una vicenda melodrammatica che si poggia e si giustifica su storie di malavita.
Un Giuliano Carnimeo molto ispirato ci conquista con un inizio all’altezza dei migliori noir dell’epoca. Violenza, azione e tradimenti. Purtroppo dopo aver catturato la nostra attenzione, inizia piano, piano a inserire elementi da melodramma, che prima si affiancano alla storia e poi nella seconda parte rubano la scena, creando momenti stucchevoli e un finale da telenovela.
Così l’...

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Milano Rovente

Umberto Lenzi
Milano Rovente


 -Ho capito! Io dovrei fornirti le mie ragazze per spacciare la droga è così francese?
-Sì, il 30% a te e il 70 a me. Mi sembra una proposta generosa
-Come no! Generosissima è! Quasi, quasi mi metto a fare i cazzicatummoli!
-Pardon?
-Ah già tu non sei siciliano è per questo che stai giocando col fuoco!

Milano è rovente in quegli anni in cui la criminalità era una cosa seria. Piani ben studiati, tradimenti, contro-tradimenti. La “mala” aveva un suo codice etico e se non ci travisate anche un suo fascino.
Un fascino che da sempre appassiona il cinema e quindi ecco un altro film che si lancia nell’argomento seguendo la scia tracciata da Di Leo e da altri predecessori. 

Dietro la macchina da presa troviamo Umberto Lenzi che esordisce nel genere poliziesco, c...

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Quelli Che Contano

Quelli Che Contano
 
-Mi hai reso il servizio, ma per quale motivo?
-Perchè io sono siciliano, perchè sono cresciuto in questo modo e i bastardi non mi sono mai piaciuti, i bastardi come Don Ricuzzo Cantimo e poi…e poi…ho sempre avuto un debole per i piccioli!
 

Ogni volta che ci troviamo davanti a un film di Andrea Bianchi, ci chiediamo cosa gli sia successo dalla seconda metà anni settanta in poi, cioè da quando ha svoltato nei deliri di “Malabimba” e a seguire in tutto il resto. Perché sebbene Andrea Bianchi qui non tocchi la qualità di “Nude Per L’Assassino” di due anni successivo, porta a casa un risultato più che sufficiente.
Un noir casareccio e a volte un po’ scalcinato, che ha diverse cose che girano piuttosto bene...

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Torino Nera

Torino Nera



-Nascarella è morta
-Ammazzata?
-Beh…diciamo che l’hanno suicidata

Immagini di una Torino che non esiste più, l’immigrazione dal sud Italia, il difficile rapporto tra “terroni” e “polentoni”, in una grigia e piovosa città che oltre al lavoro non offriva niente altro. Quella città per fortuna è stata trasformata negli anni, culturalmente e fisicamente, in un attivo e moderno centro urbano, uno tra i più vivaci d’Italia. 

Non che il cielo a Torino sia azzurro ora, ma la Torino descritta da Lizzani in questo film del 1972, ha lo stesso sapore di vecchie cartoline trovate in soffitta. 
Una descrizione precisa, pesante, capace di inquadrare quei luoghi e quella società...
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I Ragazzi del massacro

I ragazzi

del massacro



Devi capire in un caso come questo cosa significa non fare la spia. Significa rassegnarti a stare con i cattivi. Rinunciare a stare con i buoni. Assistere al massacro della tua maestra. Rassegnarti ad essere picchiato. E soltanto perchè tu non vuoi fare la spia…
I romanzi di Scerbanenco hanno un qualcosa di particolare. Sembrano scritti appositamente per il cinema. Leggendoli appaiono davanti agli occhi le scene, come se fosse un film.
Il nostro personaggio preferito è Duca Lamberti, un investigatore rude, un uomo dal passato burrascoso. Ex medico, condannato per eutanasia, diventa in seguito un fedele aiutante non ufficiale, della polizia.
 
L’immaginazione ha creato un certo numero di “Duca Lamberti”, ma il primo che ne ha fatto una figura in carne ed o...
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Colpo in Canna

Colpo in Canna 



-E cosa stai facendo?
-Mi levo tutte cose…facciamo…facciamo…
(Jimmy il Fenomeno e Ursula Andress)

Se diciamo Fernando Di Leo, Ursula Andress, Marc Porel, Woody Strode, musiche di Luis Enriquez Bacalov e poi diciamo anche Lino Banfi, Carla Brait, Isabella Biagini e Jimmy Il Fenomeno, sicuramente penserete che stiamo parlando di due film diversi. E invece no. 

Il film è uno solo ed è “Colpo in Canna”, un poliziesco/noir di Fernando Di Leo, che unisce una marea di attori di due emisferi differenti. Deludendo. Deludendo molto, a dire il vero, sprecando un cast più che buono e un’idea di fondo niente male. Due cose però sono da salvare: Ursula Andress, sempre bellissima e un’idea di donna vincente che rivedremo molto simile in “Jackie Brown” di Ta...
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