Noir tagged posts

Bastardi a mano armata

Bastardi a mano

armata

Fate quello che vi dico io e finirà tutto presto

L’interessante sfacciataggine che hanno diversi giovani registi di genere nell’andare a toccare mostri sacri del nostro cinema raggiunge un altro punto. E ci fa piacere.
Questa volta è Gabriele Albanesi già apprezzato su queste paginacce per “Ubaldo Terzani Horror Show” e “Il bosco fuori” che lascia il genere horror per entrare nel noir. E soprattutto nella scia del maestro Fernando Di Leo.
Non è facile confrontarsi con uno dei più grandi registi italiani di genere ma Albanesi, sembra non aver paura e si getta con grande impegno in una storia che in parte ricorda “Vacanze per un massacro” che sì, non è l’esempio migliore del cinema di Di Leo, ma siamo sempre nei territori amati dal grande regista e ...

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Fuoco incrociato a Natale

Fuoco incrociato

a Natale

Lots of folks can’t handle that sort of thing, so they try not to care. Not even death scares them. Quite the opposite. They crave death. Nobody can escape it.

“Non possiamo farci niente” è la traduzione di Google Translate del titolo originale di questo film, ovvero, “Wir können nicht anders”. “Fuoco incrociato a Natale”, invece è il titolo italiano, che campeggia su “Netflix”.
In ogni caso né un titolo né l’altro riescono a descrivere questo lavoro di Detlev Buck. Perché? Perché dovremmo essere in una comedy/crime ambientata nel periodo di Natale, ma né del genere, né della festività si vedono tracce...

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Tony, l’altra faccia di Torino Violenta

Tony, l’altra faccia

di Torino Violenta

What if you could rewrite the story?

L’altra faccia di Torino violenta, è una storia parallela di quella di “Torino Violenta”, non di certo il suo sequel. E, in effetti, non siamo innanzitutto in un poliziottesco puro, ma in un poliziottesco/noir, che mette al centro la figura del protagonista e cerca di indagare la sua psicologia. Poi, Emanuel Cannarsa, che in “Torino Violenta”,era la spalla di Hilton, qui diventa il protagonista ed è, il Tony del titolo.

Carlo Ausino
, torna a scandagliare gli ambienti criminali torinesi e forse per il noto understatement subalpino (scherzo sia chiaro) il film esce solo tre anni dopo l’inaspettato successo di “Torino Violenta”, non sfruttando l’onda e aggrappandosi disperatamente al richiamo d...

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Cobra Non È

Cobra Non È

-Devo andare fuori a chiamarlo. Aspettami qua
-L’ultima volta che l’hai detto non è andata bene

Prima di dire cosa è o non è Cobra, bisogna dire che Mauro Russo non è Tarantino. Nessuno di noi è Tarantino. Non è nemmeno Guy Ritchie di “Lock & Stock” o di “The Snatch”. È un regista all’esordio in un lungometraggio che ha fatto diverse esperienze di livello nei videoclip girando per Fedez, Club Dogo, Salmo, Marracash, Clementino, Gue Pequeno e Rocco Hunt e ha una cultura pop, da quel che si vede, invidiabile, oltre ad essere un fanatico del cinema di genere.
L’esperienza nella musica, è il lato positivo, quello che salva questo film, che imita troppo lo stile e i modi del Tarantino più pulp e degli epigoni vari.
Poco originale dunque, ha anche un momen...

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Lo spietato

Lo spietato

Nella Milano da bere vince chi ha più sete
L’omaggio è sincero, non c’è dubbio ed è pure ben studiato. Ma nonostante questo sviscerato amore per  il noir e per “Milano Calibro 9”, “Lo spietato”, ci lascia più dubbi che altro. Intendiamoci, Riccardo Scamarcio nel ruolo del protagonista, fa un bel lavoro, aiutato anche dalle lezioni di milanese di Giovanni (ça va sans dire), la ricostruzione degli ambienti è curata nonostante qualche impercettibile errore, ma è tutto troppo smaccatamente preciso e pulito. Perfettino. E soprattutto ci sono sferzate comiche che in un noir non hanno molto senso.
La regia di Renato De Maria non ha colpi di genio, svolge in maniera lineare il compito senza esaltare lo spettatore, cercando raramente e in maniera poco convincente,...
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Squadra Volante

Squadra Volante


-È qui che ti sbagli: non sono più un poliziotto

Secondo film e trovare già la strada giusta. Non è da tutti. Stelvio Massi dopo il curioso “Macrò – Giuda uccide il venerdì”, finisce nel mondo del poliziottesco/noir, del quale sarà, come ben sappiamo, uno dei protagonisti. Qui ha la grande fortuna di lavorare con un cast da urlo da Gastone Moschin, reduce dai film di Di Leo, per passare a Tomas Milian che ha lasciato da poco i thriller e il polveroso west e per concludere con una serie di spalle e caratteristi di primo ordine: Ray Lovelock, Mario Carotenuto, Stefania Casini, Enzo Andronico, Guido Leontini e tanti altri.

E come detto Massi mette già parecchie cose che l’hanno reso celebre, cioè un ritmo veloce, inseguimenti, sparatorie e uso nervoso dello zo...

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Il conto è chiuso

Il conto è chiuso


No, no resta pure se è stata Lina a farti entrare vuol dire che sei a posto. Lei ha buon fiuto per le persone non sbaglia mai a giudicarle. Da quel punto ci vede meglio di me e di te messi insieme.

Se Carlos Monzón s’incazza, non dovrebbe essercene per nessuno, o quasi, visto che Gianni Dei gli tira un sasso e lo abbatte.
E se alla regia c’è Stelvio Massi, poi Luc Merenda tra i protagonisti e ci sono le musiche Bacalov, non dovrebbe essercene per nessuno, o quasi, visto che poi alla fine basta un copione (molto più leggero di un sasso), per abbattere il tutto.

Comunque il buon Stelvio Massi ci prova e questo è un punto d’onore, a cominciare dal cambio genere, lasciando il poliziottesco e buttandosi nel noir/ganster e utilizzando ottimi attori e caratteristi...

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Ópalo de fuego: Mercaderes del sexo

Ópalo de fuego:

Mercaderes del sexo

We can do what we want to your body while you’re here

Parodia dei film noir, di quelli di spionaggio o film erotico. Va bene, ma più semplicemente un film di Jess Franco che quando è in grande forma crea lavori dove tutto è il contrario di tutto.

“Opalo de Fuego” ricorda le atmosfere e le storie dei migliori periodi del regista spagnolo, sebbene non ne sia al livello e oltre all’ironia di fondo e al carico erotico, ci sono belle immagini in luoghi scuri e un ottimo commento sonoro.
Con l’immancabile Lina Romay (un po’ fuori forma) e Nadine Pascal, “Opalo de Fuego” mostra da subito le proprie idee e ci dà abbastanza presto la scena cult di tutta la pellicola: una stripper che al termine di uno spogliarello si strofina sul corpo nud...

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Milano: il clan dei Calabresi

Milano:

il clan dei Calabresi


Mi hai sempre cacciato via come un lebbroso, ti vergognavi ad avere un parente come me. Come il Merenda. Eppure sono stato io che ti ho fatto arrivare un questa città…

Giorgio Stegani legato allo spaghetti western si dà al poliziesco e soprattutto cerca il colpo d’effetto. Lo cerca immediatamente piazzando una scena di stupro addirittura sui titoli di testa. Lo fa anche dopo mettendo in una storia di man hunting un aspetto che potremmo definire da fantascienza. E lo fa giocando sul sicuro, dando ad Antonio Sabato la parte principale, un malavitoso del sud (come in “Milano Rovente”) e a Pier Paolo Capponi il ruolo del commissario.

Di certo è un’idea originale nel panorama del noir/poliziesco italiano, ispirata da “Panic in the Streets” di K...

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Il poliziotto è marcio

Il poliziotto è marcio


COSTAVA 400.000 mensili allo Stato e 50000.000 all'”Organizzazione”

Finita da poco la trilogia del “milieu”, il buon Fernando Di Leo non sembra aver perso la migliore vena artistica e ci regala un film strano e soprattutto difficile da etichettare. Non è un poliziesco, non è un poliziottesco, potrebbe essere un noir, ma più semplicemente è un film di un molto ispirato Fernando Di Leo.

“Il poliziotto è marcio” nasconde dietro a un titolo più che sintetico una storia diversa, dal significato molto forte. Di poliziotti corrotti ne abbiamo già visti parecchi ma bilanciati da personaggi positivi, qui invece c’è un certo Malacarne (nome forse non casuale) che è l’antieroe protagonista e soprattutto non si pente delle sue scelte.

Una storia tutta ...

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