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Torino Nera

Torino Nera



-Nascarella è morta
-Ammazzata?
-Beh…diciamo che l’hanno suicidata

Immagini di una Torino che non esiste più, l’immigrazione dal sud Italia, il difficile rapporto tra “terroni” e “polentoni”, in una grigia e piovosa città che oltre al lavoro non offriva niente altro. Quella città per fortuna è stata trasformata negli anni, culturalmente e fisicamente, in un attivo e moderno centro urbano, uno tra i più vivaci d’Italia. 

Non che il cielo a Torino sia azzurro ora, ma la Torino descritta da Lizzani in questo film del 1972, ha lo stesso sapore di vecchie cartoline trovate in soffitta. 
Una descrizione precisa, pesante, capace di inquadrare quei luoghi e quella società...
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I Ragazzi del massacro

I ragazzi

del massacro



Devi capire in un caso come questo cosa significa non fare la spia. Significa rassegnarti a stare con i cattivi. Rinunciare a stare con i buoni. Assistere al massacro della tua maestra. Rassegnarti ad essere picchiato. E soltanto perchè tu non vuoi fare la spia…
I romanzi di Scerbanenco hanno un qualcosa di particolare. Sembrano scritti appositamente per il cinema. Leggendoli appaiono davanti agli occhi le scene, come se fosse un film.
Il nostro personaggio preferito è Duca Lamberti, un investigatore rude, un uomo dal passato burrascoso. Ex medico, condannato per eutanasia, diventa in seguito un fedele aiutante non ufficiale, della polizia.
 
L’immaginazione ha creato un certo numero di “Duca Lamberti”, ma il primo che ne ha fatto una figura in carne ed o...
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Colpo in Canna

Colpo in Canna 



-E cosa stai facendo?
-Mi levo tutte cose…facciamo…facciamo…
(Jimmy il Fenomeno e Ursula Andress)

Se diciamo Fernando Di Leo, Ursula Andress, Marc Porel, Woody Strode, musiche di Luis Enriquez Bacalov e poi diciamo anche Lino Banfi, Carla Brait, Isabella Biagini e Jimmy Il Fenomeno, sicuramente penserete che stiamo parlando di due film diversi. E invece no. 

Il film è uno solo ed è “Colpo in Canna”, un poliziesco/noir di Fernando Di Leo, che unisce una marea di attori di due emisferi differenti. Deludendo. Deludendo molto, a dire il vero, sprecando un cast più che buono e un’idea di fondo niente male. Due cose però sono da salvare: Ursula Andress, sempre bellissima e un’idea di donna vincente che rivedremo molto simile in “Jackie Brown” di Ta...
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Liberi Armati Pericolosi

Liberi Armati

Pericolosi

No, non le posso insegnare quello che dovrebbe fare, perchè ormai  purtroppo è troppo tardi. Ma quello che avrebbe dovuto fare, questo forse sì, avrei potuto suggerirglielo.

Molto semplicemente questo è un film giovanilistico. Non c’è la spensieratezza dei vent’anni è vero, ma qui si parla di giovani di una generazione sbandata, che per noia e non per necessità compie vere e proprie carneficine

Il pensiero di come sarebbe questo soggetto con i giovani d’oggi, ci fa venire un sorriso spontaneo, malinconico, di un’epoca che anche con i suoi forti contrasti aveva delle idee forti. Un’epoca di gente che osava in tutti i campi. Nel cinema e nella letteratura e tra i tanti troviamo anche Giorgio Scerbanenco uno scrittore che ha segnato la letteratura gia...
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Il Boss

Il Boss

– Da quanto tempo sei con me?
-Quindici Anni
-E’ un mucchio di tempo e ne abbiamo passate insieme, ma non ti parlei di questo se non avessi bisogno di un favore. Io te ne ho fatti!
-Don Giuseppe, voi mi avete fatto quello che sono oggi
-Ti ho preso con me e fici di te un uomo, gli arruolamenti erano chiusi ma io ti fici entrare lo stesso nella famigghia, ti ho sempre mandato avanti e ora vieni solo dopo di Maione, ma nel mio cuore sei alla pari di Maione.-

Una Palermo notturna, oscura, una trama veloce e un nucleo di persone arriviste, pronte a tradirsi. Non c’è male, affatto.
Di Leo chiude meravigliosamente con questo film la sua storica e perfetta trilogia del “Milieu”  (Milano Calibro 9, La Mala Ordina), spostandosi dalla Lombardia alla Sicilia, precisamente a Pal...

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La mala ordina

La mala ordina

Voi dovete ucciderlo in malo modo, platealmente. In maniera che tutta Milano ne parli. L’Italia intera ne parli.

Promosso capitano dopo l’orgogliosa performance da “vice” di Gastone Moschin/Ugo Piazza in “Milano Calibro 9”, Mario Adorf porta sole e colori in quella che era stata descritta come una città livida e grigia.

Secondo episodio della “Trilogia del milieu” di Fernando Di Leo, “La mala ordina”, che doveva intitolarsi “Ordini dall’altro mondo”, del 1972 è un’altra storia di malaffare meneghino in cui tutti sono dannati e intrappolati in una vita ormai irrecuperabile. E peggiora sempre più.
Sebbene meno interessante e strutturato del capolavoro assoluto “Milano Calibro 9”, questo resta comunque un ottimo noir italico, degnissimo, denso, v...

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Milano Calibro 9

Milano Calibro 9



Si, posso essere stato ma senza Chino sia chiaro, lui non ci sarebbe stato. Dopo di me o forse prima c’è Rocco, anche lui poteva avere un complice o no? Poi c’è Pasquale, ma forse Pasquale non avrebbe fatto uccidere il suo paesano, questo stimalo tu. E poi tra questi solo tu sai chi era al corrente, io non lo so. E poi ci sono i tedeschi chi ti dice che il corriere non avesse un complice…

Balla la sensuale Nelly in uno strip club. Uccidono quelli della mala agli ordini dell’Americano. Ugo Piazza si muove glaciale per mettere in atto il suo astuto piano. È una brutta storia questa. Nasce male e finisce peggio. Straccia amori e amicizie. Senza speranza. Senza via d’uscita.
Milano spettrale e cupa assiste alla movimentate vite dei protagonisti, senza porgergli il...

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Milano odia: la polizia non può sparare

Milano odia: la polizia

non può sparare



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Qui sta il genio di Giulio Sacchi. Chi è quel rapitore che si fa consegnare i soldi a casa? Solo io, perché sono un signore!

Un po’ come il protagonista bollato ingiustamente come “cacasotto”, anche il film stesso è finito sotto un’etichetta un po’ errata: “poliziottesco”.
Definizione in parte vera, d’accordo, ma i connotati spingono oltre questa pellicola fino a farla arrivare in territori noir.
Ultra violenza in stile “Arancia Meccanica”, critica alla giustizia inerme e inutile  che spinge le persone ad arrangiarsi da sole. Nichilismo. Giustizialismo. Simpatie per il cattivo di turno, populista e anti-borghese.

“Milano Odia: La Polizia non può sparare” del 1974 per la regia di Umberto Lenzi ha Milano odia: la polizia non può spararequesti e molti alt...

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