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Singham

Singham


You have only seen 3 lions in our police cap, i have fourth one here

È la prima volta che ci troviamo di fronte a un film che mischia, azione, crime, commedia e balletti. Un film di “Bollywood” naturalmente. È la prima volta, ma non sarà di certo l’ultima, considerando che questo soggetto sembra appassionare tantissimo i produttori delle tante industrie cinematografiche del paese oltre a far impazzire il pubblico.

Tutto inizia nel 2010 quando da “Tollywood” arriva “Singam”. Un clamoroso successo. Appena un anno dopo alcuni produttori “Bollywood” comprano i diritti e creano “Singham”, questo film. E non finisce qui, perché nello stesso anno escono “Kempe Gowda” per lo stato del Kannada (altra bella industria cinematografica dell’India) e “Shotru”...

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Si può essere più bastardi dell’ispettore Cliff?

Si può essere più

bastardi

dell’ispettore Cliff?

-Ti voglio dare un buon consiglio…guarda che se hai in mente di fare fessa “Mama La Turca” scoprirai che sotto questa gonna ci sono due palle che le tue possono andarsi a nascondere! È chiaro?
-Chiarissimo papà

Lo chiamano più volte “bastardo”, il nostro ispettore Cliff, ma in realtà più che un “bastardo” è un gran ruffiano che cerca in ogni modo di acchiappare più pubblico possibile.
Aspetti commerciali notevoli ed evidentissimi che sminuiscono purtroppo le qualità di un bravo regista come Massimo Dallamano e le potenzialità di un cast molto interessante. Dallamano nel suo periodo londinese scrive a quattro mani una sceneggiatura che si rifà all’esperienza dell’Eurospy del Poliziottesco e del Thriller...

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…E Tanta Paura

…E Tanta Paura



Ma anche tanta omologazione. La nostra. Questa recensione. Perché ci piacerebbe scrivere qualcosa di diverso su questo film, essere originali come cerchiamo sempre di esserlo. Ci piacerebbe scostarci da tutte le recensioni che scrivono che questo è un “thriller anomalo”, “un poliziesco diverso” ed evidenziano che il regista Paolo Cavara si è distaccato di netto dal suo “Mondo Cane” e da altre opere del genere. Purtroppo però non ci vengono in m…E Tanta Pauraente parole migliori per descrivere questa pellicola del 1976 perché l’esatta descrizione è proprio quella. Un film diverso.A ciò bisogna aggiungere il notevole impegno e la capacità di Cavara nel cercare una via nuova, di raccontare le cose in maniera diversa...
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Milano Rovente

Umberto Lenzi
Milano Rovente


 -Ho capito! Io dovrei fornirti le mie ragazze per spacciare la droga è così francese?
-Sì, il 30% a te e il 70 a me. Mi sembra una proposta generosa
-Come no! Generosissima è! Quasi, quasi mi metto a fare i cazzicatummoli!
-Pardon?
-Ah già tu non sei siciliano è per questo che stai giocando col fuoco!

Milano è rovente in quegli anni in cui la criminalità era una cosa seria. Piani ben studiati, tradimenti, contro-tradimenti. La “mala” aveva un suo codice etico e se non ci travisate anche un suo fascino.
Un fascino che da sempre appassiona il cinema e quindi ecco un altro film che si lancia nell’argomento seguendo la scia tracciata da Di Leo e da altri predecessori. 

Dietro la macchina da presa troviamo Umberto Lenzi che esordisce nel genere poliziesco, c...

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Jeunes Filles Impudiques

Jeunes Filles

Impudiques

Che ci piaccia o no, anche i “motivi alimentari” hanno fatto la storia del cinema. Nel male, più che nel bene dobbiamo dire, ma nel girone infernale del molto “low budget” con speranze di guadagnare bene, ci finisce, dal 1973, anche Jean Rollin

Evidentemente vampiri e poesia non bastavano per campare e il regista francese si trova costretto in quegli anni a cambiare direzione. Come sappiamo i successivi sviluppi artistici sono molto più radicali, ma lasciando stare il futuro, è qui, che per la prima volta, Rollin si firma con lo pseudonimo di Michel Gentil, in un film trash disperso tra il poliziesco, la commedia e l’erotismo.
Mondialmente conosciuto come “Schoolgirl Hitchhikers” è un’opera criticabile sotto ogni aspetto. Jeunes Filles ImpudiquesNaturalmente si ...
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L’uomo della strada fa giustizia

L’uomo della

strada fa giustizia

 
Siamo tutti responsabili, perchè non crediamo più nella legge

L’uomo più glaciale del “cinema di genere” cioè Henry Silva, interpreta un personaggio che non vedeva la figlia e l’ex moglie da diversi anni. Ora, lasciate stare le facili battute, che vista la sua faccia è stato meglio così e domandatevi se un uomo del genere possa di colpo sentirsi legato alla moglie e alla figlia, dopo che la seconda viene barbaramente (e melodrammaticamente) uccisa durante una rapina in una gioielleria.

L’incipit di questa pellicola del 1975 è indubbiamente un po’ tirato e il resto non è molto diverso. Il nostro Silva, nei panni dell’ing...
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L’Exécutrice

L’Exécutrice

 



Tu ne vas pas a changer sheriff

Ci sono cose che in questo film possono far pensare a tutt’altro. Tipo il nome di Brigitte Lahaie o le immagini sadomaso che aprono la pellicola e il curriculum del regista Michel Caputo, a noi sconosciuto, ma che ha realizzato un film come “Chaude et humide Natacha”. Si può pensare dunque, che questo sia un film con un bel po’ di carne al vento. Invece no. Se per il regista scuserete la nostra più colossale ignoranza in merito alla sua carriera, per Brigitte Lahaie, dovevamo sapere che a partire dalla fine degli anni settanta ha iniziato, (con “Les Raisins De La Mort” del 1978 per la cronaca), una carriera fuori dal mondo del porno che l’aveva resa famosa.

Quindi questo film del 1986 delude certe calde aspettative e ...
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La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori

La città sconvolta:

caccia spietata

ai rapitori



-Ma allora mi spieghi dei soldi che se ne fanno? Se lei dice che sono segnati e si rintracciano, il più delle volte si ritrovano!”
-E si perchè chi esegue il rapimento sono dei bassi manovali! Hai capì? Chi l’organizza invece è gente che sta su, ben organizzata che arriva dove vuole arrivare. Quelli i miliardi di Filippini, dalla Svizzera ritornano in Italia belli puliti, puliti, come l’abito di una sposa. E magari nella stessa impresa di Filippini! Senza che lui lo sappia!

Come dice un’espressione latina, “mors tua vita mea”, cioè la tua morte è la mia vittoria. Suona pesante e pure un po’ cinico, ma va bene se mettiamo a confronto la vita e il cinema...

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Confessione di un Commissario al Procuratore Della Repubblica

Confessione di

un Commissario

al Procuratore

Della Repubblica


Onorevole dei miei corpelli chi te li ha dati i voti? Il capo regime mio, paese per paese te ne ha racimolati duecentomila, io te li ho dati ieri, io te li tolgo domani, ma ti credi d’essere? Lui va a Montecitorio! Fa i discorsi le interviste alla TV, ma chi! Tu righi dritto e parli con me!

Se guardate questo film e poi leggete un quotidiano, vi verrà il dubbio che si tratti di un’opera contemporanea. Questo accade con tantissimi film polizieschi, poliziotteschi e noir degli anni settanta, l’abbiamo già detto diverse volte, ma ogni volta ci tocca sottolineare la straordinaria visione dei registi dell’epoca.

Così è anche per questo film del 1971 di Damiano Damiani, che punta alla collusione tra mafia, potere e...

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Da Corleone a Brooklyn

Da Corleone

a Brooklyn

Ma sei sicuro che ci arriveremo in Italia?

Lo scontro fra titani è già affascinante di suo: Maurizio Merli vs Mario Merola. E il regista, Umberto Lenzi, aggiunge ancora valore al tutto.

“Da Corleone a Brooklyn” è già sulla carta un piatto assai gustoso. Poco ci importa che lo scontro fra i due in realtà avvenga a distanza e che Merli incontri Merola solo nelle ultime scene. Poco ci importa, perchè questa pellicola si divincola dai classici canoni del genere. Benché ci sia l’icona Merli e benché venga etichettato come un “poliziottesco” a nostro personale avviso ci sono una serie di cose che lo tolgono da questo genere. 

“Da Corleone a Brooklyn” è un road movie che accusa (implicitamente) la mafia rappresentata dal capo clan, ovviamente d...

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