Poliziotteschi tagged posts

Porci con la P.38

Porci con la P.38


-Morris, Morris, mi senti? E’ per Gloria, che facciamo non vuoi dare l’allarme?
-No, lo sai bene che quei bastardi non scherzano. Ci vuole la massima prudenza e silenzio assoluto intesi? E’ una faccenda che mi riguarda personalmente

Avevo una nota su cui c’era scritto di trovare questo film. È rimasta lì per un bel po’ e francamente non ricordo perché è stata scritta. Non ne capisco il senso, soprattutto dopo aver visto questo film. Forse sarà stato il titolo, la presenza di Marc Porel, Laura Belli o di Lea Leander o più probabilmente quell’insana voglia di trash che colpisce da sempre gli autori di questo sito.

Beh, come è, come non è, “Porci con la P 38” è un poliziottesco del 1978, di un certo Gianfranco Pagani accreditato in ben poche cose s...

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Milano: il clan dei Calabresi

Milano:

il clan dei Calabresi


Mi hai sempre cacciato via come un lebbroso, ti vergognavi ad avere un parente come me. Come il Merenda. Eppure sono stato io che ti ho fatto arrivare un questa città…

Giorgio Stegani legato allo spaghetti western si dà al poliziesco e soprattutto cerca il colpo d’effetto. Lo cerca immediatamente piazzando una scena di stupro addirittura sui titoli di testa. Lo fa anche dopo mettendo in una storia di man hunting un aspetto che potremmo definire da fantascienza. E lo fa giocando sul sicuro, dando ad Antonio Sabato la parte principale, un malavitoso del sud (come in “Milano Rovente”) e a Pier Paolo Capponi il ruolo del commissario.

Di certo è un’idea originale nel panorama del noir/poliziesco italiano, ispirata da “Panic in the Streets” di K...

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La banda del gobbo

La banda del gobbo


Nell’ultima parte dice: “C’è una cosa sola vera, per chi spera, che forse…forse, un giorno, chi magna troppo adesso, possa sputà le ossa, che sò sante. Questo dice la canzone. Invece Marazzi Vincenzo, Er Gobbo de Roma, dice “io quelle osse ve le voglio fà cagà!

“Lui c’ha sette vite come i gatti” dice il fratello leggendo una lettera d’addio. Sarà vero ma il Gobbo finisce nel Tevere sulle note di “Roma Capoccia” di Venditti e anche se non si vede il cadavere (e ha le vite di un felino), non lo vedremo più in un film. Pare per colpa di diverbi artistici tra Lenzi e Milian, ma va a sapere.

Nel 2013 il produttore Massimiliano Caroletti (a essere sinceri più noto per essere il marito di Eva Henger) annuncia il film “Roma Capoccia” che dovrebbe seg...

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Napoli Spara!

Napoli Spara!


-Ufficio del commissario Belli?
-Sì…ma in questo momento il commissario non c’è
-Volevo solo informarvi che quel poliziotto che vi ha fatto arrestare Santoro ha perso ‘a capa!

Gennarino ritorna e più che farsi notare per le sue avventure melodrammatiche, segna un legame con “Napoli Violenta” di Umberto Lenzi. Un legame forte nei temi, ma lontano nelle persone, perché “Napoli Spara!” non ha né Lenzi alla regia, né Merli come protagonista.
Nuova mano, nuovi interpreti che nel bene e nel male, danno vita a una spietata storia poliziottesca, ovviamente tutta napoletana.

Mario Caiano siede dietro la macchina da presa e il paragone con Lenzi è decisamente spropositato, alla stessa maniera di quello tra Maurizio Merli e Leonard Mann il protagonista.
Ma Caian...

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Il grande racket

Il grande racket



-E certo che c’ha ragione lei…che vo’ fa? Li denuncia?
-Li denuncia? ‘nvedi questo! Ma che è matto? Se quelli li denunci sai che te fanno? Vengono qua e te danno foco al locale…e invece te lo diciamo noi, tu puoi dormire tranquillo…basta che paghi

Nicola Palmieri è un poliziotto che cerca in tutti i modi di combattere l’ondata di criminalità che ha colpito Roma. I suoi sforzi sono una miscela esplosiva. E non lo diciamo come modo di dire, perché questo film è veramente esplosivo. Pallottole. Mezzi che saltano in aria. Morti. Violenza. Tanta violenza.
Partendo dall’idea di base del poliziottesco, prendendo qualche ideuzza da Sam Peckinpah, aggiungendoci uno stile western, l’azione e soprattutto la sua maestria, Enzo G.Castellari crea nel 1976 uno dei suoi migl...

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La polizia ha le mani legate

La polizia ha

le mani legate

 -Ammazzarli? Bisognerebbe ammazzarli tutti!
-Tutti fascisti!
-Eee fascisti, fascisti…oggi basta dire fascisti per sistemare tutto! Ma che fascisti!
-Secondo me sono rossi!
-Ma che rossi! Chi mette le bombe è fascista! Poi non importa il colore!
-E gli anarchici? So io chi bisognerebbe ammazzare!

I densi anni settanta, la strage di Piazza Fontana, il caso Pinelli e tanto altro ancora, finiscono in un film che rischia mischiando cronaca e critica sociale con i temi del poliziottesco.
Un equilibrio difficile da mantenere, per una pellicola altrettanto difficile da capire per chi, come noi, quegli anni non li ha vissuti, ma li ha solo studiati e/o visti sul grande schermo.
In questi casi per non sbagliare ci piace salire sulla macchina del tempo e scartab...

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La Polizia è Sconfitta

La Polizia è Sconfitta

 E questo il punto. Noi invece disponiamo di uomini che sono quel che sono. Il poliziotto in Italia è ancora un uomo buono per tutte le stagioni

Non si tratta di una pellicola “sconfitta”, nonostante un titolo non proprio attraente, ma di uno di quei film che alternano momenti ottimi e spunti interessanti a cose buttate vie e scelte sbagliate.
Difetti, seppur tanti, che non evitano di farci dire che “La Polizia è Sconfitta” è un film che si lascia seguire e che soprattutto porta due grandi novità.
La prima è la regia e sceneggiatura di Domenico Paolella (firmata la seconda con il buon Dardano Sacchetti), eclettico regista del cinema di genere, che non aveva mai diretto un poliziottesco...

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Un Poliziotto Scomodo

Un Poliziotto Scomodo

Ma Olmi si rende conto di quello che sta dicendo?”
“Non può essere stato che lui”
“Ne ha le prove?”
“Le prove si possono cercare”
“Per mettere in subbuglio un intero apparato della giustizia? Lo faccia, ma l’avverto Olmi…la faranno a pezzi!

Per qualsiasi problema c’è il commissario Olmi. Tranquilli. Un uomo di legge tutto di un pezzo e soprattutto in grado di affrontare situazioni e pericoli degni di Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger. È indimenticabile il nostro eroe quando sale su una gru e irrompe in una scuola per liberare gli ostaggi, incredibile quando usa la sua precisissima mira, invidiabile con la sua perspicacia e intelligenza al servizio della legge...

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Il Cittadino Si Ribella

Il Cittadino Si Ribella



Ma io non voglio insegnarvi proprio niente! Io voglio solamente che li prendiate quei criminali! Invece ho l’impressione che voi state qui ad interrogarmi come fossi io il delinquente

Un anno dopo. Stesso posto, stessi amici. Genova, Franco Nero, Enzo G.Castellari. E diciamolo: nella grande maggioranza dei casi, una situazione del genere avrebbe portato alla realizzazione di un sequel o almeno di uno spin-off.

Invece c’è Enzo G.Castellari che si sa che non si è mai posto limiti creativi e quindi resta ben lontano dal suo precedente poliziottesco genovese “La Polizia Incrimina La Legge Assolve” per lanciarsi in una storia completamente diversa.
Azione, azione e ancora azione naturalmente e lo spettro di Charles Bronson di “Death Wish” che aleggia...
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Mark il Poliziotto Spara Per Primo

Mark il Poliziotto

Spara Per Primo

 
-Dunque, cerchiamo di ricapitolare…uno, non aveva il permesso del magistrato per entrare in quel cantiere, due, ha sconvolto il traffico della città per un’ora, tre, ha lasciato il sequestrato in compagnia di un cadavere su una nave in demolizione e per finire si è messo a giocare agli indiani in pieno centro città, perchè un gruppo di giovinastri l’aveva minacciata… tutto questo come se il nostro mestiere non fosse già abbastanza difficile…devo continuare?
-No…allora sono io che ho sbagliato tutto!
-Per carità Terzi, per carità!…ce ne fossero come lei! Solo…più calma…ecco un po’ di calma
Giusto il tempo di capire dove sia ambientata la storia e perché il protagonista si trova lì e “Mark il Poliziotto Spara Per Primo” parte con una raff...
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