Rape Revenge tagged posts

Der Todesengel

Der Todesengel


She thinks that she can make fun of me. Not with me. Filthy slut. Not with me.

L’angelo della morte, il “Todesengel” del titolo è bionda, ha le tette grosse e ci tiene spesso a farci notare che non porta intimo. Si potrebbero dire tante cose su queste scelte stilistiche, ma siamo nel mondo dell’exploitation, nel sottogenere della sexploitation con sfumature splatter, gore e rape revenge. Quindi non potrebbe essere diverso. Quindi Andreas Bethmann, scrittore, giornalista fanatico di Joe D’Amato e del cinema di genere azzecca ogni scelta.
Alla caratterizzazione del personaggio principale vanno aggiunti abbondanti scene di sesso, che toccano il porno, una realizzazione aberrante e una storia assurda. Brutto che di più non si può “Der Todesengel” ha tutto que...

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I Spit on Your Grave 2

I Spit on Your Grave 2



They used to use shock therapy to help the mentally ill. Since you are so SICK, you, Valko, need a great deal of THERAPY!

I freaks degli anni ’10 del 2000 non sono più zoticoni provinciali ma fighetti cittadini che di mestiere fanno i fotografi di moda. Sono stranieri, per qualche ragione, bulgari forse a dire che gli americani sono brave persone o forse (e speriamo) per motivi di produzione, visto che il film è stato girato a Sofia con crew locale. In ogni caso questo è il nucleo centrale del primo film ispirato a “I Spit on Your Grave”.  Passato con buoni risultati il remake, Steven R.Monroe siede di nuovo dietro la macchina da presa e Zarchi continua a essere il produttore esecutivo.

I legami con la storia originale, violenza e vendetta di fondo a p...

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I Spit on Your Grave

I Spit on Your Grave

You know what they do to horses that can’t be tamed, Johnny? They geld them.

Evidenti maggiori mezzi a disposizione, una società cambiata negli anni, un genere di nuovo in auge ed ecco che “I Spit on Your Grave” ritrova la luce e un senso di esistere. Meir Zarchi regista e autore di uno dei più discussi, criticati e odiati “Rape & Revenge” riporta al cinema la sua idea, con il titolo più famoso, quello che non amava, lasciando la regia a Steven R.Monroe e occupandosi della produzione.
Tutto si può dire su questo genere. Deprecabile, odioso, un po’ stupido e che potrebbe anche influenzare qualche mente debole...

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Island Of Sin

Island Of Sin



-Why are you laughing.
-You go with one guy after another, and you talk of straightening out.
-There’s a difference between making love and killing.
-What are you trying to say?
-I go with whoever i like and have a good time.

Forse non è il massimo iniziare così un post, ma dobbiamo dire che siamo più interessati dal mistero che aleggia su questo film che dal film stesso.
Un mistero che pur scandagliando ogni pagina di internet, pure quelle in greco, rimane senza soluzione. Dunque, tutto gira intorno al tema della pellicola e alla vita del regista.

Nell’anno 1973 esce “Το νησί της αμαρτίας” film greco letteralmente tradotto in “Island Of Sin”. Un’isola, un gruppo variegato di persone, tutte attratte dal sesso e due fuggitivi violenti...

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Violencia Na Carne

Violencia Na Carne

-I’m an economist and work in management.
– You’re an economist?
-I am.
-A bunch of parasites. All you’ve done is derail the development of this country.
-What did we do wrong?
-You lied the whole time regarding the horrendous state of social justice…
-On the basis of completely arbitrary economic decisions.
-You didn’t do anything to achieve a more just distribution of income…A more balanced, more democratic income.
L’abbiamo detto e lo ribadiamo, “La Settima donna” non ci è piaciuto, perché è un film fatto male, con una trama insensata e una recitazione penosa.
Quindi “Violencia Na Carne” che altro non è che la sua versione brasiliana e pertanto a sua volta una copia della copia, della copia, non dovrebbe piacerci...
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La casa sperduta nel parco

La casa

sperduta nel parco

David Hess … star of “Last House on the Left” is loose again … DON’T GO IN THE PARK!
Due minuti, musica da disco anni ottanta e scena di stupro. Si sa che Ruggero Deodato non si è mai posto grandi limiti e qui alle prese con un “rape revenge”, che nel titolo cita “The Last House On The Left” e che prende idee e strutture un po’ di qua, un po’ di là, di certo non cambia il suo stile. Per fortuna.
Il legame con il “totem” di Craven è cementato anche dalla presenza di David Hess nuovamente protagonista e nuovamente in un ruolo da psicopatico (e non è la seconda volta).
A differenza però di Craven, Deodato si spinge maggiormente sul lato della cattiveria, facendo apparire entrambi le parti in causa come cattive...
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Midnight Blue

Midnight Blue

 
-Ragazzi! Come padrona di casa vi faccio una proposta, ascoltate! Vi invito a passare il week-end qui con noi!
-Ma sì, mi sembra una buona idea questa…

Quello che si impara qui, è che certe persone se la cercano. Tre ragazze passano un week end in una villa sperduta con una spiaggia privata, sulla quale prendono il sole nude. Trovano altrettanti ragazzi belli (sarà….) e simpatici. Una di loro ci sta subito e in più, li invitano a trascorrere il week end nella villa. Che dovrebbero fare tre poveri uomini evidenti vittime di queste discinte donne? Approfittare di tutto e in tutti i sensi e una volta smascherati (sono degli evasi e criminali pericolosi!) brutalizzare e terrorizzare le fanciulle.

Prima di essere sommersi da una caterva di insulti, tra l’altro gi...
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Fight for Your Life

Fight for

Your Life




89 minutes of gut crunching terror!

La fama precede “Fight For Your Life”, una grande fama precisiamo e non è un semplice modo di dire. Violento, razzista, volgare, pesante, difficile da vedere e con immagini oltre il limite.

Eppure questo film del 1977 ha un suo, “fottuto” (lo diciamo per adeguarci al clima della pellicola) senso di esistere. Perché alla fine, parolacce, umiliazioni e violenza filano via lisce, in una storia che cavalca due sottogeneri dell’exploitation, il “rape revenge” e la “blaxploitation”, ispirati naturalmente da “The Last House On The Left” di Craven.
Diciamo la verità, se uno vuol fare un film su questo tema, non può far altro che mostrare il peggio del peggio dell’essere umano, cosa che qui è fatta abbastanza bene e che viene uni...
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La Settima Donna

La Settima Donna



-Ah sarà ma, mi ricordo che una volta la chiesa era molto più seria
-E che ne sai te? In chiesa ci vai soltanto per rubare dalle bussolette
-E che c’entra? Con tutta la grana che ci mette mia madre ogni mattina cerco solo di riprendermi la roba mia!

Gli esercizi di stile sul tema “rape revenge” coinvolgono anche Franco Prosperi uno dei più famosi registi “mondo”, che nel 1978 realizza “La Settima Donna”. Un titolo insapore, per un film che segue senza nascondersi “The Last House on The Left” e cita “L’ultimo treno della notte” di Lado.

Dicendo così si può intuire che la storia non sia per nulla originale e a questo vanno aggiunte la scarsa realizzazione e la scarsa interpretazione dei protagonisti...
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L’ultimo treno della notte

L’ultimo treno

della notte



ma voi dovete essere I tutori dei valori morali che la nostra cultura ci ha tramandato

Essere prevenuti, questo è il nostro problema.  La paura ci viene subito, solo a guardare la locandina, nel senso che non sfugge che siamo in odore di “The Last House on The Left”
La paura aumenta con le prime immagini, perché sì, è maledettamente vero, c’è molto dell’esordio di Wes Craven qui. E siccome siamo prevenuti, siamo terrorizzati dall’idea di trovarci di fronte a una specie di remake italiano. 

Magicamente poi, le immagini scorrono, il tempo passa e “L’ultimo treno della notte”, si svela per quello che è: un parente di “The Last House on The Left”, dal quale prende struttura e parte della caratterizzazione dei personaggi, ma è a...

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