Russ Meyer tagged posts

Europe in the Raw

Europe in the Raw


For the first time, THE HIDDEN CAMERA rips wide the vice dens of Europe!

Che porcelloni gli europei, in qualunque posto uno vada fanno qualcosa di sconcio. Pure a Firenze, Pisa e Venezia. A dircelo è il maestro delle tettone, cioè il sempre caro Russ Meyer che realizza una specie di Mondo Movie, allo scadere del suo periodo “nudie cutie”.

Non un tentativo di stigmatizzare la cultura europea ma un omaggio a un continente che il regista americano conosceva bene (per essere stato in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale) e soprattutto un omaggio, come sempre del resto, alle forme femminili.
Va detto però che a differenza del manifesto che annuncia un roboante “Nudity Galore”, qui, si vedono solo tette (e indicazioni stradali)...

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Cherry, Harry & Raquel!

Cherry, Harry

& Raquel!


Cherry and Raquel. Byproducts of our society, pretty toys to play with, superficial in their makeup but so necessary to our way of life

Difficile dire quale sia il film più folle del nostro Russ Meyer ma “Cherry, Harry & Raquel!” meriterebbe un posto molto in alto in questa speciale classifica.
Perché la storia non è chiara, perché ci sono continui e gustosi inserti veloci e perché tutto si svolge a grande velocità tra tette (ci mancherebbe), deserto e sangue. E soprattutto perché il nostro inizia con un messaggio a favore della libertà di pensiero, contro la censura che ha massacrato il suo “Vixen!” e lo fa alla sua maniera: con scritte in sovraimpressione su delle tette (ci mancherebbe).

Russ Meyer d’altronde è così, un folle amante delle magg...

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Finders Keepers, Lovers Weepers!

 Finders Keepers, Losers Weepers



This motion picture is rated seX

Chi trova tiene, chi perde piange (Finders Keepers, Losers Weepers) è un detto anglofono, oltre a una canzone di Elvis che ha evidentemente ispirato il nostro amatissimo Russ Meyer.
Ma il senso del proverbio è anche il destino di chi si perde questo film. Chi lo trova se lo “tiene” e chi se lo perde, dovrebbe piangere. 

Sebbene non sia al livello dei suoi film più famosi, questo è un piccolo e interessante lavoro che mostra le scintille delle idee pop di Meyer, da quei Lovers che sostituiscono i Losers originali. Idee che poi esploderanno pochi mesi dopo nel roboante “Vixen!”.
Potremmo anche pensare che il nostro qui stia scaldando i motori per i film successivi, prendendo anche idee dal passato e l’inizio de...

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Beyond The Valley Of The Dolls

Beyond The Valley

Of The Dolls



This Is Not A Sequel. There Has Never Been Anything Like It!
Non ne ricordiamo le parole esatte, ma c’è una qualche parabola che racconta come sia facile perdere l’anima e stravolgersi la vita per un effimero successo. Che non s’offenda nessuno, ma troviamo più incisiva la violenta e velocissima parodia del mondo dello spettacolo, che quel diavolo di Russ Meyer realizza in questo capolavoro. Capolavoro. E lo ribadiamo.
Una pellicola che spiazza già visivamente con le solite riprese forsennate del regista bosomaniaco e con i colori forti, molto pop, che rivedremo in seguito in altre sue pellicole. La storia poi è uno schiaffo improvviso dato storto e velocemente del quale si capisce il perché solo a cose fatte.
La satira del mondo dello spettaco...
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Wild Gals Of Naked West

Wild Gals Of

Naked West


This town was so bad that we was ashamed to name it
Sabbia, cavalli, duelli, saloon ed alcool. C’è tutto e anche di più, visto che ci troviamo anche un’esplosione di pop e colori in un turbine di personaggi eccentrici che danno vita a una più che riuscita parodia del genere western.
Russ Meyer si butta nel selvaggio west portando con se tutti i suoi connotati: regia veloce, colori, tettone e ambientazione cartoonesca/fumettistica.
Nella sua particolare visione del genere, Meyer mette duelli lunghissimi che partono con armi da fuoco per continuare con i pugni. Troviamo donnine che prendono al lazo gli uWild Gals Of Naked Westomini, scherzi da caserma e armi non convenzionali per l’epoca.
In questo folle luogo del tempo che fu, co
me ci dice il narratore, arriva un giorno “Lo...
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Mondo Topless

Mondo Topless


“Too Much For One Man!”
Forse affascinato dai “Mondo Movie” o forse alla ricerca di qualcosa di diverso o ancora di qualcosa di facile ed immediato incasso, Russ Meyer fornisce nel 1966 la sua particolarissima visione di “Mondo”.
A dire il vero resta in parte fuori dall’ortodossia del genere, lasciando perdere immagini forti e scabrose, per metterci un argomento che conosce bene: le tette.
“Mondo Topless” è un documentario sulle tette. Cioè sulle pMondo Toplessroprietarie di esse, prosperose ragazze (tra le quali sbuca una normale) che si esibiscono in locali di strip-tease o che amano la libertà dei costumi. Meyer taglie e incolla diverse scene e situazioni da altri suoi lavori come “Europe in The Raw” o “Lorna” dal quale prende il provino e una scena co...
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Eve And The Handyman

Eve And The

Handyman



an intimately shocking fun fest

Il lavoro debilita l’uomo. E soprattutto lo rincoglionisce. Ed è questo che s’impara vedendo “Eve And The Handyman”. Una pellicola che potrebbe passare come “studio” sui pericoli dello “stakanovismo”. Il protagonista è malato, affetto da una strana malattia che gli fa preferire il suo lavoro da tuttofare piuttosto che le esuberanti bellezze che gli si parano davanti in ogni dove col tentativo esplicito di sedurlo.
Dalla segretaria, alla cameriera, a una ragazza in lavanderia, una lavandaia, finendo con un’autostoppista, tutte manipolate da una detective (Eve Meyer) e tutte che falliscono nel loro tentativo.

Difficile pensare che Meyer abbia creato questo film con fini di studio sociologici, più facile e real...

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The Immoral Mr. Teas

The Immoral

Mr. Teas


It’s Frenghy…it’s spicy…saucy

E venne il giorno in cui il Mondo vide la luce. “The Immoral Mr.Teas” secondo film di Russ Meyer (ma il primo è stato perso) ha avuto l’onore di spazzare via quanto c’era prima. L’assurdo che pervade tutta la pellicola è lo stesso del paradosso storico: un’innovazione, una rivoluzione per mezzo di un insulso e perdente personaggio. Il Mr.Teas del titolo appunto. Da qui nasce il genere “nudies cuties” che soppianta i film nudisti, per metterci trama, ironia e amenità varie.

Siamo nel 1959 e Meyer mostra già le caratteristiche che svilupperà nella sua prosperosa carriera (spero che abbiate apprezzato il gioco di parole su prosperosa)...

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UP!

UP!

if you don’t see UP! You feel down!

La “U” a forma fallica. Il chiaro riferimento nel titolo stesso. Il biglietto da vista di questo film è parecchio esplicativo. E anche il resto non delude. Perchè Russ Meyer è pur sempre Meyer. Sempre più spinto verso nudità esplicite, il grande regista americano, mette a segno l’ennesima storia divertente, erotica, violenta e splatter con una trama più che ingarbugliata. Le nudità prorompenti di questo film del 1976 sono battute solo dal successivo e ultimo film della carriera: “Beneath The Valley of Ultra Vixens”
In “UP!” tutto è velocissimo ed estremamente folle e si poggia su una struttura giallo/poliziesca. Poco vale che in Italia abbiano cercato di rovinarlo appioppandogli il pessimo titolo “Le Deliranti Avventure er...

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Vixen!

Vixen!

I know it’s strange, but your body really turns me on!

È un po’ un paradosso, che Russ Meyer abbia centrato il suo più grande successo commerciale con un film che ha una struttura e una trama semplice. Niente intrecci, niente nazisti o colpi di scena. Una pellicola che utilizza solo due super maggiorate: la protagonista e una spalla.
Siamo da poco entrati nel periodo “Pop”, iniziato con “Mondo Topless” e proseguito con “Good Morning… and Goodbye!”, “How Much Loving Does a Normal Couple Need?” e “Finders Keepers, Lovers Weepers!” ma siamo ancora in un’epoca in cui tutte le caratteristiche di questa fase devono ancora dare il meglio.

Meyer che naturalmente non era un novellino aveva le idee già abbastanza chiare. Soggettive di tettone84-vixen4, riprese movimentate, utilizzo d...

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