Sci-fi tagged posts

A.I.Rising

A.I. Rising

She was his android slave. He fell in love … And turned her into a person

So che se raccontassi al bar per sommi capi, la trama di questo film si aprirebbe un mondo di battute e considerazioni maschiliste. Insomma, sei su un’astronave con un robot donna che puoi comandare a piacimento, che fai?
Quello che la maggior parte degli uomini farebbe (non facciamo gli ipocriti) è la stessa cosa che fa all’inizio il protagonista, ma soprattutto è la stessa cosa che questo film Serbo del 2018, esordio del regista Lazar Bodroza, distrugge nello sviluppo della storia.

Come molti altri predecessori qui si indaga sul rapporto umano\intelligenza artificiale avanzata, sui suoi sviluppi, potenzialità e inevitabili problemi. Ma a differenza di molti “A.I. Rising” parla di sessual...

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Fire Maidens from Outer Space

Fire Maidens

from Outer Space

-Based on what we’ve learned, the possibility of life as we know it exists only on the 13th moon.

Giovani donne con vestiti corti, uniche abitanti con un uomo di mezza età, di un pianeta sperduto. Donne impaurite e bisognose di aiuto per uccidere un mostro cattivissimo. Una missione imperdibile per il maschio terrestre, sempre pronto a mettere le mani su qualche bella aliena.

Una sinossi sicuramente gustosa, che in altri tempi e in mano ad altri avrebbe sicuramente dato qualcosa di più frizzante (e d’altronde gli esempi non mancano di certo). Ma sarà che siamo nel 1956, o più semplicemente che il regista e autore Cy Roth, non era assolutamente in grado di scrivere o dirigere una storia simile, ci troviamo in un film il cui unico sussulto è un tran...

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Horror of the Blood Monsters

Horror of the

blood monsters

You’ll scream yourself into a state of shock!

Come si fa a parlare con un’aliena Tagoni? Molto semplice, si mettono un aggeggio nel cranio, tagliando dietro l’orecchio e cambiando così le sue onde cerebrali. Operazione da fare tranquillamente all’aperto e in pochi secondi, eh.
Al Adamson è uno dei motivi dell’esistenza di questo blog e il geniale regista americano ogni volta regala grandi soddisfazioni. Qui, però, tocchiamo punte memorabili, sia dal punto di vista della storia che da quella della produzione.
“Horror of the blood Monsters” si apre con dei vampiri urbani che fanno incetta di vittime...

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Queen of Blood

Queen of Blood

HIDEOUS BEYOND BELIEF… with an INHUMAN CRAVING

“Maestro, c’è vita nell’universo?”. “Mah, giusto un po’ il sabato sera”, diceva Maestro Guzzanti nei panni di Quelo. Ed è la stessa domanda che si fanno i terrestri in questo film del 1966, secondo cui, nel 1990 abbiamo già conquistato da venti anni la luna, possiamo andare e tornare come ci piace e velocemente, ma, con grande delusione non c’è nulla da fare lassù e nessuno con cui parlare. Però, un giorno arriva un messaggio dallo spazio profondo, gli alieni ci vogliono conoscere, vogliono venire sulla Terra.
Solo che gli si rompe l’astronave all’uscita Marte. E noi, per venirgli incontro, tipo l’ACI, ce ne andiamo sulla Luna, pronti poi per il pianeta Rosso.

Incipit interessantissimo per uno sci-fi low budg...

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Mothra

Mothra

Mothra, she’ll rescue us, and return us to our island!

Il 1961 è l’anno in cui la falena spicca il volo, portando con sé disastri, poesia e messaggi di trattare bene il pianeta e gli altri che a distanza di quasi sessant’anni sono purtroppo più che mai attuali.
Mothra è un kaiju (insomma, un mostro) della leggendaria casa di produzione Toho, cioè quella di Godzilla e infiniti suoi compagni di merende che ci hanno allietato in tutti questi anni.
Il tutto nasce da Takehiko Fukunaga, Shinichiro Nakamura e Yoshie Hotta, autori della Toho, che scrivono il racconto “The Luminous Fairies and Mothra”, poi serializzato e che è la base per la Toho, che nel 1961 voleva ingrandire il parco mostri, per creare una versione cinematografica.

La casa di produzione affida la sceneggi...

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Occhi dalle stelle

Occhi dalle stelle

Sia pure in luoghi, momenti, circostanze e paesi diversi, parte degli avvenimenti narrati in questo film, sono veramente accaduti

Anno particolarmente fantascientifico, il 1978, per Mario Gariazzo. Oltre a sfornare una grande perla trash come “Incontri molto ravvicinati…del quarto tipo”, Garriazzo, gira anche “Occhi dalle stelle”. E se uno ha visto il primo e non il secondo forse si aspetta lo stesso tema, vagamente sci-fi e molto porcelloso.
Invece, “Occhi dalle stelle” è radicalmente l’opposto, segue il tema alieni con serietà, sviluppando una tesi complottista che oggi sarebbe il manifesto di diversi gruppi, complottisti sui vari social.

“Occhi dalle stelle”, pur seguendo la scia del noto film di Spielberg, per i primi 10’ fa sognare lo spett...

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The Mole People

The Mole People

Here is terror to shatter your nerves!

Era da un bel po’ di tempo che non ci avventuravamo nel mondo degli sci-fi anni cinquanta, che tra l’altro è uno dei generi che ha dato lo spunto per questo sito. Beh, quel mondo ci è mancato parecchio e guardando questo “The Mole People” ne capiamo il motivo.
“The Mole People” cioè il popolo talpa è un film del 1956 della “Universal” diretto da un giovane Virgil Vogel e con John Agar, esperto attore e marito di Shirley Temple come protagonista. Un film che abbraccia la mitologia e l’horror, ma che in una casa di produzione così famosa rappresenta un titolo un po’ deludente.

Abbiamo a che fare con i discendenti del Re sumero Sharu che si sarebbe rifugiato su una montagna, salvando il suo popolo dal diluvio...

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Alien degli abissi

Alien degli abissi

-Non stai difendendo una postazione in Vietnam
-Lascia perdere il fottuto Vietnam e sta a sentire: ho giurato che avrei fermato quei maledetti verdi e lo faro!

Inutile sprecare parole sulle fonti di ispirazione di questo film. D’altronde il titolo “Alien degli Abissi” spiega molto, se non tutto. Non spiega però che il buon Antonio Margheriti ha perso parecchio smalto e che Tito Carpi, che scrive la sceneggiatura, non è da meno. Anzi, il problema principale è proprio la sceneggiatura.

E eccoci dunque in un fanta-horror noiosissimo divisibile in due parti. La prima fanta-ecologista e la seconda avventurosa e horror...

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The Last Sharknado: It’s About Time

The Last Sharknado:

It’s About Time

History’s biggest disaster comes to an end
Non c’è tempo da perdere nel mondo trash di “Sharknado”. Finiti i titoli di testa, ci sparano subito tre citazioni: “Jurassic Park” “Guerre Stellari” e soprattutto “Ritorno al Futuro” che sarà la colonna vertebrale di tutto il film.
Il nostro immancabile eroe Ian Ziering si lancia a ottantotto miglia orarie in improbabili scene d’azione, sbeffeggiando dinosauri e portando una borsa con la testa (del robot) dell’amata April.
Questo è l’inizio dell’ultimo capitolo di una delle saghe più assurde che il cinema ricordi, arrivata alla meritata fama per puro caso.
L’ultimo capitolo è una specie di ritrovo di vecchi personaggi ritornati in vita grazie ai soliti sceneggiatori scriteria...
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The World’s End

The World’s End

At this point your planet is the least civilized in the entire galaxy.
What did he say?
He said we are a bunch of fuck ups.
Hey it is our basic human right to be fuck ups. This civilization was founded on fuck ups and you know what? That makes me proud!

Il maschio adulto sotto, sotto, resta sempre un bimbominkia e il cinema lo ricorda spesso. Tra i cantori di tanta coglionaggine un posto d’onore se lo merita Edgar Wright che quando mette mano all’argomento lo fa sempre in maniera esilarante. Qui con i fidi Simon Pegg e Nick Frost ai quali si aggiungono tra i tanti Martin Freeman, David Bradley Michael Smiley, Paddy Considine, Eddie Marsan e pure Pierce Brosnan, chiude ottimamente la trilogia del cornetto (“Shaun of the dead”, “Hot Fuzz”).
Maschi che non vog...

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