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Rape Zombie: Lust of the Dead 3

Rape Zombie:

Lust of the Dead 3


What do women know about love? Re-educate men!? Give me a break, women! We won’t let women control men’s concept of love or sex drive!

Dove eravamo rimasti? Ah sì, due donne che si strizzavano le tette, mentre zombie arrapati cercavano di violentarne il più possibile e gli ultimi maschi sani rimasti si godevano la scena. E dove siamo adesso? sempre nello stesso posto, sempre con gli stessi problemi, perché d’altronde il terzo capitolo dei rape zombie è stato girato in contemporanea col predecessore con il quale è stato anche presentato.

Ma a parte un inizio eccessivamente lungo che riassume le precedenti avventure il terzo capitolo della saga di Tomomatsu, prende pian piano, nuove e inaspettate strade evitando, almeno in parte, il rischio di annoia...

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Die Bett-Hostessen

Die Bett-Hostessen


Jung, hübsch, gierig, und ungebunden

Quando si pensa alla sexploitation degli anni settanta, ai film a sketch e a situazioni molto tirate per mostrare un po’ di carne, uno dei nomi che viene subito in mente è quello di Erwin C. Dietrich. E viene in mente soprattutto dopo la visione di questo film del 1973 che a parere nostro rappresenta uno dei momenti più fantasiosi e assurdi (cioè migliori) del regista svizzero.

Tutto parte da un titolo composto dalla parola Bett (letto) e hostessen, la cui traduzione è la perfetta trasposizione delle più fervide fantasie dell’epoca...

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Rape Zombie Lust of the Dead 2

Rape Zombie

Lust of the Dead 2


I guess people around the world are in sex a lot of more

L’uomo è debole si sa, fraternizza con l’oppressore per ottenere dei vantaggi. Questo è uno dei messaggi, che Naoyuki Tomomatsu mette in “Rape Zombie: Lust of the Dead 2” logico sequel del primo e girato in contemporanea con il terzo, con il quale è stato presentato.

Il simpatico regista giapponese non cambia comunque più di tanto, perché siamo sempre alle prese con violenze carnali, tette strizzate, slip strappati, cazzi mostruosi, scene lesbo e una certa misoginia. Rispetto al primo capitolo però ci pare di vedere un tentativo di comunicare qualche cosa di più...

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La lupa mannara

La Lupa Mannara


Ho voluto se non altro così da lontano, parlarti per chiedere perdono a te e a Irene. Era il mio male papà, tu lo sai che mi ha fatto fare tante cose terribili. Ma ora c’è qualcosa di nuovo, qualcosa che mi ha fatto guarire.

C’è un qualcosa di magnetico che non sappiamo ben spiegare. E dire che si toccano punti poco credibili, ci sono momenti ironici che non si capisce se siano voluti o no e che la vicenda in se scivola tra l’horror, la sexploitation e il rape revenge.
Forse ciò che attrae in questo film del 1976 è proprio questa commistione di cose, le sfumature trash e soprattutto un personaggio centrale molto più complesso di quanto il titolo possa fare intuire.
Alla regia Rino Di Silvestro famoso per diversi e pungenti exploitation tra i quali (pochi a d...

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Night of the Animals

Night of the Animals


They Killed For Freedom

Conosciamo tutti il famoso giro delle Grindhouse no? Qui siamo oltre. Nel senso che probabilmente nemmeno quel circuito ha accolto questo film del 1971, diretto da un certo Lee Taylor, che qui si occupa di tutto. Lui deve aver cambiato nome oppure deve essersi ritirato dalle scene subito dopo esattamente come quasi tutto il cast.
Bisogna dire che l’idea di base non è male per il genere, così come il commento sonoro, ma il tutto è ammazzato da una realizzazione terrificante che vorrebbe darci il senso di sexplotation, blaxploitation, vagamente rape revenge, porno e forse addirittura parodistica (ma non ne siamo certi).
La storia narra di Lee e Harold che con la complice Joan fuggono dal carcere e si rifugiano presso la casa di Stanley...

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Fongaluli

Fongaluli


Don’t say it…Do it!

Dare a Woody Allen dell’acido e lanciarlo tra donne nude, cioè un esperimento nonsense e molto allucinogeno. Questo è Fongaluli film del 1972 scritto e diretto (in quattro giorni) da Eduardo Cemano, un bel tipetto amante delle cose fatte strane.
Cemano che in realtà si chiama Ed Seeman, ha incentrato tutta la sua carriera sulla sperimentazione ricoprendo diversi ruoli (responsabile della fotografia, autore, regista e animatore) cogliendo numerosi successi e collaborando pure con Frank Zappa in “Uncle Meat”.
“Fongaluli” che è una parola dello slang di un amico del regista, diventa qui una portentosa foglia capace di dare effetti allucinogeni e di trasformare momentaneamente un’aragosta in donna.

Il professor Wirtsus, per cercare di far riman...

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Tobacco Roody

Tobacco Roody

Each Time It Was Harder– And Harder!


Vivere nelle fattorie dei film di Bethel Buckalew non deve essere male. Perché come sempre le giornate scivolano via lente tra sole, polvere, whiskey di contrabbando e ubriaconi. Tette e sesso. Soprattutto queste due ultime cose.
E così un’altra storia hillbilly ci passa sotto gli occhi, con il solito canovaccio, con la solita ambientazione e quel filo sottile di storia che serve per autorizzare le tante scene di nudo e di sesso.


Dicevamo che vivere nelle fattorie dei film di Buckalew non deve essere male, in particolar modo e a titolo puramente soggettivo, in questa. Perché tutto si può dire sui suoi film (scontati, banali ecc.ecc.) ma il regista americano, il cast lo sapeva scegliere bene. E naturalmente non per la bravura. Deb...

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Bill Huckstabelle: Serial Rapist

Bill Huckstabelle:

Serial Rapist


Inspired by the Bill Cosby rape allegations

Bill Cosby è l’ispirazione di questo film del 2015. E sarà l’eccitazione di vedere la caduta di un idolo, ma noi ci aspettavamo o una satira corrosiva oppure un torture porn. Ancor meglio entrambe le cose.
Jerry Landi alla regia di questa produzione indipendente non mantiene le promesse, anche se bisogna riconoscergli una certa bravura nella gestione delle poche cose a disposizione e un notevole impegno dietro la macchina da presa.

Ma “Bill Huckstabelle: Serial Rapist” non sfrutta né l’onda delle notizie, né la possibilità di sbizzarrirsi sull’argomento. Il tutto resta abbozzato, chiuso e poco sviluppato, lasciandoci alla fine un senso di incompletezza.
L’azione latita parecchio e si ferma a u...

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Die Mädchenhändler

Die Mädchenhändler


Schwarzes Geld Für Weisse Frauen

Il trafficking secondo Erwin C.Dietrich va raccontato con una musichetta pop e con ragazze poco vestite oppure direttamente nude. Non siamo qui per criticare questa scelta narrativa (che oggettivamente è una vera porcata), perché Dietrich di certo non voleva toccare temi sociali, ma unicamente creare un sexploitation che tirasse su un po’ di soldi.

E lo fa con la cara vecchia pratica del taglia e incolla, utilizzando scene che vedremo in altri suoi lavori (“Vacation Temptation” o “Gefangene Frauen”) e qualche footage da film sull’Africa (magari di guerra). Così tanta confusione che per un po’ abbiamo pensato di essere di fronte al fenomeno del déjà vu...

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The revenge of the naked cheerleaders

The revenge of the

naked cheerleaders


The girls cheers again!

Le Mary Jane del soldato Joker sono qui al gran completo e in grande forma. Tutte in un filmetto da college, tra le loro urla e quelle dei giocatori di football stereotipati ululanti e dopati. I due gruppi s’incrociano nel modo più classico possibile e nel posto più banale (cioè negli spogliatoi tra calzini sporchi e sospensori mai lavati). Mentre fuori dal college la vita scorre felice, tra villette color pastello, prati tagliati e crostate di mele.

Venti minuti così, con qualche patimento d’amore con colori saturi, ti fanno sperare che un asteroide non solo ti distrugga la casa ponendo fine alla visione di questo film, ma che distrugga tutto il pianeta evitando che qualcun altro realizzi una cosa del genere.
Ma, c...

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