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Two Thousand Maniacs!

Two Thousand

Maniacs!

Wait a minute, folks! Wait a minute! We’re embarrasing our guest! We’re not showing any sportsmanship at all!

Quando su le “Cahiers du cinema” scrissero che “Blood Feast” e “Two Thousand Maniacs!” erano tra i film horror più belli di tutti i tempi e che Herschell Gordon Lewis era un “soggetto per ulteriori studi”, il regista rispose che “Questo è quello che dicono sul cancro”.
E questa splendida battuta di humor nero, spiega molto più di mille parole il pensiero di quel mattacchione di Herschell Gordon Lewis.
Ritroviamo il nostro e l’amico Friedman nel 1964, infatti, con tanta voglia di fare le cose in grande, almeno, a detta loro, con una storia più complessa del mitico “Blood Feast”. Un budget tre volte più grande (si stima che “Bl...

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They Bite

They Bite

this has got to be more than just a dirty movie – this has got to be the “King Kong” of porno movies

Morderanno anche, ma più che altro vogliono fare sesso. O qualcosa del genere. In ogni caso questo è il senso di un fantastico B Movie del 1996 scritto e diretto da Brett Piper, un regista che ha dedicato la carriera ai B’s.

Piper fin dalle prime scene non nasconde le sue intenzioni: tette, mostri, demenzialità. Prendendo a piene mani dalla tradizione dei mostri della palude o provenienti dall’acqua, con un particolare affetto per “Humanoids From the deep” del 1980.
I mostri però non sono l’unica passione del regista, che dimostra di amare parecchio anche l’exploitation, lo sci-fi e sì, pure i porno...

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The Devil Hunter

The Devil Hunter

-What do you know of this island? Who inhabits it?
-A strange tribe whose god demands sacrifices, human sacrifices, especially women, whose hearts he eats.

L’Eurociné poteva perdere l’occasione di entrare nel mondo dei cannibali, tra fitte giungle, Dei cattivi e tette e nudi? Ma no certo che no, non si può di certo perdere il momento migliore. E tra i vari esemplari di questo filone prodotti dalla mitica compagnia europea dell’exploitation c’è “El Canibal” o “The Devil Hunter”, un cannibal movie (più o meno) diretto dal sempre caro Jesus Franco.

Un Franco più che mai commerciale e più che mai votato al risparmio, che prova a dare un senso artistico al tutto soltanto nei primi minuti con una narrazione parallela che vede da un lato i cannibali di ...

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Rape Zombie: Lust of the Dead 3

Rape Zombie:

Lust of the Dead 3


What do women know about love? Re-educate men!? Give me a break, women! We won’t let women control men’s concept of love or sex drive!

Dove eravamo rimasti? Ah sì, due donne che si strizzavano le tette, mentre zombie arrapati cercavano di violentarne il più possibile e gli ultimi maschi sani rimasti si godevano la scena. E dove siamo adesso? sempre nello stesso posto, sempre con gli stessi problemi, perché d’altronde il terzo capitolo dei rape zombie è stato girato in contemporanea col predecessore con il quale è stato anche presentato.

Ma a parte un inizio eccessivamente lungo che riassume le precedenti avventure il terzo capitolo della saga di Tomomatsu, prende pian piano, nuove e inaspettate strade evitando, almeno in parte, il rischio di annoia...

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Rape Zombie Lust of the Dead 2

Rape Zombie

Lust of the Dead 2


I guess people around the world are in sex a lot of more

L’uomo è debole si sa, fraternizza con l’oppressore per ottenere dei vantaggi. Questo è uno dei messaggi, che Naoyuki Tomomatsu mette in “Rape Zombie: Lust of the Dead 2” logico sequel del primo e girato in contemporanea con il terzo, con il quale è stato presentato.

Il simpatico regista giapponese non cambia comunque più di tanto, perché siamo sempre alle prese con violenze carnali, tette strizzate, slip strappati, cazzi mostruosi, scene lesbo e una certa misoginia. Rispetto al primo capitolo però ci pare di vedere un tentativo di comunicare qualche cosa di più...

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Rape Zombie: Lust of the Dead

Rape Zombie:

Lust of the Dead


History’s most powerful leaders’ most dreaded fear was to be unpopular with the opposite sex

Non ci è chiaro se i problemi con il sesso li abbiano i giapponesi o noi che mostriamo molto meno le nostre perversioni. Poi qui si va pure oltre alle perversioni e soprattutto si parte subito in maniera diretta, senza filtri. Una scena di violenza domestica e poi una scena, volutamente assurda (per quanto sia impossibile ironizzare sulla questione), di uno stupro in strada. E ancora altre immagini di violenze e testimonianze con una canzone hard core che ripete “Rape Zombie! Rape Zombie!”.

Pur non essendo conservatori dobbiamo ammettere che Naoyuki Tomomatsu prende una strada dura per questo suo lavoro...

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Hectic Knife

Hectic Knife


Maybe you’re more like me than you think, Hectic, maybe it’s good you didn’t have any kids

Quei film dove tutto è chiaro fin da subito: ci si prende tutti bellamente per il culo. Cioè uno di quei film che a noi piacciono tanto e che non hanno paura di essere brutti da morire.
Greg De Liso e Peter Litvin con la più che casalinga Munrovia Pictures si dividono i compiti, scrivendo, dirigendo e interpretando (Litvin) una storia che parla di un antieroe particolare.

A parte essere un film decisamente troppo lungo, “Hectic Knife” non è una semplice presa in giro del genere ma è anche un’opportunità per De Liso di sperimentare sia a livello registico, che narrativo...

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Piranha 3DD

Piranha 3DD


-Chet, tell me you did not fire our lifeguards and replace them with… strippers.
-Water-certified strippers

La doppia “d” del titolo non indica il sequel o qualche altra diavoleria del 3D. È una cosa più profonda, cioè la misura dei bikini e reggiseni delle protagoniste. Se aggiungiamo che c’è una mucca morta in un lago che scoreggia uova di piranha per poi esplodere che segna l’inizio di questo film, possiamo dire che il contesto è molto chiaro. Vero?

La genesi è molto semplice. John Gulager regista della trilogia di “Feast” riceve un giorno una telefonata in cui gli offrono la regia del sequel “Piranha 3D”. L’obiettivo è uno solo: fare un film divertente...

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Piranha 3D

Piranha 3D


-Check it out, they’re fish with boobies.
-Derrick Jones: Oh, if fish looked like that, I would fuck fish. I would only fuck fish!

“Armi di masturbazione di massa” o dall’originale “weapons of mass…turbation” è la battuta che meglio identifica “Piranha 3D”, che appunto, altro non è, che masturbazione. E lo diciamo con valenza positiva, perché questo film è brutto, assurdo, esagerato e con effetti speciali a volte fatti male. Ma abbiamo la certezza che sia un obiettivo prefissato e ampiamente raggiunto.

A farci pensare tutto ciò, oltre alla storia paradossale, c’è la presenza di Alexandre Aja alla regia, c’è un cameo di Eli Roth (che finisce a pezzi) e quelli di Richard Dreyfuss e Christopher Lloyd...

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Violent Shit: The Movie

Violent Shit:

The Movie


Let the slaughter begin

Si può dire che sia una questione di famiglie. Quella della storia che rimanda direttamente ai “Violent Shit” di Andreas Schnaas e quella del cinema di genere, qui ben rappresentata. Nuclei famigliari dunque nel secondo film di Luigi Pastore che sta a metà tra l’apocrifo e il remake della saga di Schnaas e che può vantare tanti riferimenti e omaggi.

Ci sono le musiche dei Goblin (già presenti in “Come una crisalide” il precedente film di Pastore) e ci sono Fabrizio Capucci, Antonio Tentori e Barbara Magnolfi, senza dimenticare i cammei di Enzo Castellari e Luigi Cozzi che interpretano due divertenti anziani ispettori che criticano duramente i giovani, in quello che sembra un divertente e tagliente doppio senso con il mondo ...

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