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House of Whipcord

House of Whipcord


This film is dedicated to those who are disturbed by today’s lax moral codes and who eagerly await the return of corporal and capital punishmen

Se uno che si chiama Mark DeSade ti accalappia a una festa ma nega di sapere chi sia DeSade, non è di certo uno di cui fidarsi, soprattutto se poi ti invita subito in campagna a conoscere la famiglia. Ma d’altronde se Ann-Marie non si fosse fidata, non avremmo visto questo horror psicologico inglese del 1974 scritto e diretto da Pete Walker attivo in quegli anni nell’horror e nell’exploitation e sceneggiato da David McGillivray .

“House of Whipcord” è un film che ha diverse ingenuità narrative, un evidente low budget e un titolo, di richiamo, che solo parzialmente rispecchia quanto vediamo...

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House of Flesh Mannequins

House of Flesh

Mannequins


Queste immagini, questo film…non è solo un film

Ho la fortuna di avere tra i miei contatti di Facebook Domiziano Christopharo e sono molto contento, perché ogni suo film è un viaggio mai banale, nel profondo, dove storia e regia sono in perfetto equilibrio.
Una di quelle persone con cui si passerebbe volentieri qualche ora a discutere di cinema e del suo pensiero, probabilmente uscendone disturbati. Ma è un altro discorso.

La cosa eccezionale del regista romano è che già nel suo film d’esordio aveva le idee chiare: criticare la società, smascherare le ipocrisie e sì, colpire duro il pubblico. Questo è l’oltraggioso, il coraggioso, ironico e più che indipendente “House of Flesh Mannequins” del 2009...

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The Night Walker

The Night Walker


Will It Dare You To Dream of Things You’re Ashamed to Admit!

Il pensiero deve essere stato più o meno questo “Ho Barbara Stanwyck e Robert Taylor come protagonisti e Robert Block come sceneggiatore, quindi, risparmierei sui gimnicks”. Beh, naturalmente non sappiamo veramente come siano andate le cose, quello che è certo è che il nostro William Castle, qui rinuncia ai suoi leggendari colpi promozionali a effetto, togliendoci dunque quell’eccentricità che l’ha reso unico.

Oddio, non è l’unica cosa cui il regista americano rinuncia, perché col passare del tempo “rinuncia” a raccontarci una storia elettrizzante, facendo affidamento sulla presenza dei già citati grandi nomi.
Mostri sacri e attori di maniera interpreti di un film dal grande impianto teat...

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Ballet of blood

Ballet of blood

Bold. Shocking…. Beautiful

Jared Master, dice il curriculum, è un regista, attore e pianista jazz, grande fan di Doris Whisman, tanto che ha il suo nome tatuato sull’avambraccio. Forse è la somma di tutte queste cose che l’ha portato a fare un film ambientato in una scuola di danza con un evidente low-budget, altrettanto evidentissimi riferimenti agli schemi classici del thriller/slasher e un sacco di belle ragazze vestite e svestite.
Nulla da dire su quest’ultimo punto, che Master mette in chiaro fin da subito, con una ragazza in topless che entra in una scuola di danza con un Uzi e ferisce la prima ballerina...

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Omicidio a luci blu

Omicidio a luci blu

Da fotomodella a prostituta per scoprire il colpevole

“Omicidio a luci blu” avete detto? Sì, un chiaro rimando al titolo italiano di “Body Double” di De Palma. Ma tranquilli, c’è una spiegazione a tutto e cioè abbiamo Alfonso Brescia alla regia.

Una garanzia per un certo cinema. Brescia, che si firma Al Bradley sbalordisce (nei primi minuti), mostrando scene girate a New York e un cast interessante con David Hess, Florence Guerin (qualcuno ci spiegherà prima o poi perché è venuta in Italia a fare film trash) e se ve la ricordate pure Wendy Windham.
Il genere è ovviamente il thriller erotico, o almeno è quello che ci sembra di vedere, di stampo americano ma con reminiscenze di Argento e Bava e scopiazzature prese qua e là.

L’entusiasmo per ambien...

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Sotto il vestito niente

Sotto il vestito niente


Ricorda fotomodella che tu sei fatta di carta e non di carne…

È morto Carlo Vanzina e ci arriva un messaggio “Come mai non avete mai parlato dei suoi film?”. Già, vero, dieci anni sono passati da quando è nato questo sito e mai abbiamo scritto di un film di Vanzina. Perché? Perché il suo cinema non rientra nella nostra idea di trash e ovviamente ancor meno di indipendente. Insomma, semplicemente non ci piace, al netto di qualche bella commedia s’intende (“I Fichissimi” o “Eccezzziunale… veramente” per dire).

Quindi non siamo tra quelli che si sono lanciati in elogi a sorpresa per la sua morte, ma vista la domanda che ci hanno posto, siamo andati a spulciare tra i nostri ricordi e soprattutto nella sua filmografia, ritrovando alcuni film che sì...

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La trasgressione

La trasgressione


Il mostro è con noi, forse siamo proprio noi stessi, ovvero la nostra cattiva coscienza

Guardate “Natural Born Killer” e fatevi di qualche cosa di pesante, di allucinogeno. Inizierete un viaggio che vi farà passare per le atmosfere di “Basic Instinct”, “Clockwork Orange”, “Trainspotting”, “Fear and loathing in Las Vegas” e alla fine di questo “trip” sbucherete nell’estasi più assoluta de “La trasgressione”.

Un film del 1987 che a differenza dei film citati, che fingono le deviazioni, il degrado sociale, è veramente un film degradato e soprattutto allucinato (e allucinante). Una pellicola che è probabilmente una delle punte trash del cinema italiano. Testimonianza della pochezza degli anni ottanta...

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Tango 2001

Tango 2001


If you think Joachim can steal a woman from me, come with me to have some laughs

In tarda serata, chissà perché, decido di guardare un film che ho in archivio da anni. Non so perché l’ho preso, non ricordo di cosa tratti. Pare sia un thriller il cui titolo non dice tanto e l’anno e la provenienza così “esotica”, lasciano pensare che sia solo un affronto ai nostri capolavori che in quegli anni spadroneggiavano. Un thriller greco? A che minuto mi addormenterò?
“Tango 2001” si apre con le immagini di una Atene notturna nello spartiacque tra dittatura e ritrovata democrazia. Ora, visto che sono tra quelli che adorano la capitale greca, questo è un bell’inizio.

Ci troviamo poi nel club che dà il titolo al film, dove incontriamo subito i protagonisti...

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Aliens: Zone of Silence

Aliens: Zone of Silence


You Are Not Alone. There’s something in the silence

Senza stare a fare elenchi chilometrici è una vita che i registi con mano mossa cercano di mostrarci storie raccapriccianti facendocele vivere con riprese “vere” e “amatoriali”. Il found footage che funzionava negli anni che furono, ha funzionato a fine secolo e anche nel nuovo millennio (a volte), pur perdendo quell’effetto di “Sarà vero?” sul pubblico.

Questo stile abbondantemente utilizzato e le storie sugli alieni, ancora più vecchie, non hanno spaventato Andy Fowler già agli effetti visivi per diversi importanti film come “The Chronicles of Narnia: Prince Caspian”, “The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy” e “Pinocchio” di Benigni e che qui cambia ruolo scrivendo e dirigendo, que...

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Killing Car

Killing Car


By a clear stream I went for a walk I found the water so clear that I had to swim there

Un titolo che ricorda più il romanzo di Stephen King e il relativo film di Carpenter, una produzione povera con riprese in dieci giorni, per un film del 1989 uscito solo 1993. Se queste cose fossero state diverse, avremmo tra le mani un piccolo gioiellino apprezzato da fan e critica.

Invece come per buona parte dei lavori di Jean Rollin, ci troviamo alle prese con un film che deve fare i conti con la realtà e con una serie di sfortune. Ma “Killing Car” o “La femme dangereuse” anche così è forte di una storia con un fondo interessante, un po’ misteriosa e un po’ onirica. Una storia alla Rollin per intenderci.

Tiki Tsang modella australiana in cerca di fortuna in Francia è...

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