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Un bianco vestito per Marialé

Un bianco vestito

per Marialé



Non puoi credere che lei ti ami. Le abbiamo offerto esemplari d’uomo che con l’amore non hanno niente da spartire

Forse una delle morti più grottesche del cinema. Due amanti in un prato. Il marito che li scopre e fa fuoco e poi si spara. Davanti alla figlioletta. L’amante, interpretato da Gianni Dei, totalmente nudo, vola in aria come se fosse stato colpito da un bazooka.

Inizia così “Un bianco vestito per Marialé” di Romano Scavolini più noto per lo splatter “Nightmare” del 1981. Qui nel 1972 è alle prese con un thriller che segue la moda dell’epoca, entrando nel genere gotico e nella scia di Bava/Argento.
Scavolini non è niente male, sia dietro la macchina da presa sia alla fotografia e sebbene le atmosfere non siano di certo inno...

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Blood Mania

Blood Mania


We cannot be responsible if you never sleep again!

Quelle belle sorprese che ci piacciono tanto. Tipo quando guardi un film che ha un pessimo titolo come “Blood Mania”, con un regista subentrato all’ultimo e non hai grandi speranze, ma alla fine ti accorgi che sei di fronte a un “B movie” più che dignitoso.

Le sorprese però piacciono di meno a Victoria Waterman che dà di matto quando le viene detto che suo padre le ha lasciato solo la casa. E nient’altro. Diventa isterica, impazzisce e poi perde la testa, perché lei a quell’eredità ci teneva parecchio e tra l’altro ha pure ammazzato il vecchio e disabile padre provocandogli un infarto e dandogli un sorriso alla Joker.

Beh che i soldi le facessero comodo era vero, ma lo erano soprattutto per dissetare la su...

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Hounds of Love

Hounds of Love


I’ll tell you what. How about… you and I… go in there right now and show her who’s running the show? Come on, Evie. That’s why she’s here. Let’s make the most of her. Together. Like we always do…


Sembra un argomento che stuzzica la fantasia di sceneggiatori e registi australiani, quello degli omicidi che hanno colpito la società locale. Film che ripropongono gli avvenimenti o che dichiarano di ispirarsi a brutali fatti di cronaca. “Wolf Creek” del 2005, con un sequel e una serie TV, “Snowtown” del 2011 e anche “Hounds of love”. Un fatto che qualcuno non vede di buon occhio, dal punto di vista del rispetto delle vittime e del rischio di mitizzare la figura dei carnefici.

Nel caso di “Hounds of love” l’esordiente autore e regista Ben Young dichiara, per...

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El Bar

El Bar

Pedir un café puede costarte la vida”

Dopo aver visto questo film, non sono più entrato in un bar perché ho paura di finire in una storia come questa. E cioè una vicenda che esaspera gli isterismi moderni, le paure, i dubbi, la mancanza di fiducia nelle istituzioni e la deviazione delle stesse.

Quel genio di Alex De La Iglesia ancora una volta mostra la sua straordinaria capacità di saper leggere la società del momento, di triturarla in maniera feroce e di riderci su, inserendo il tutto in un ambiente surreale tra horror e thriller. Si può dire che abbia scritto la sceneggiatura, con il fido Jorge Guerricaechevarría, quando sul suo comodino c’era “And Then There Were None” o comunque con bene a mente la struttura de la “Camera chiusa”...

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Il Triangolo delle Bermude

Il Triangolo delle

Bermude


-Bambina vuoi dei biscotti?
-Per me un biscotto e per la mia bambola carne cruda

Sì certo l’abbiamo pensato tutti. Dici Gloria Guida aggiungi “Il Triangolo delle Bermude” e un certo immaginario appare all’orizzonte. Tanto più che siamo nel 1978 e la nostra eroina è già entrata da tempo nei sogni proibiti degli spettatori. Invece “Il Triangolo delle Bermude” non è riferito a quel triangolo ma proprio alla famigerata zona geografica, tra Bermuda, Florida e Puerto Rico.

Leggende e misteri di sparizioni e sinistre apparizioni molto traballanti a dire il vero, che negli anni sessanta con Vincent Gaddis e soprattutto nei settanta grazie al Bestseller di Charles Berlitz “Il Triangolo delle Bermuda”, che mischia la storia con quella di Atlantide,...

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L’osceno desiderio – le pene nel ventre

L’osceno desiderio –

le pene nel ventre


Forse stento ad acclimatarmi, forse sono troppo nervosa. Aspetto un bambino lo sa?

Deve aver fatto un paziente lavoro di trascrizione Piero Regnoli, già autori di diversi film di genere. E per questo impegno, merita il nostro rispetto. Un po’ meno però lo merita Giulio Petroni, che dopo aver scritto la storia e diretto questa pellicola, ne prende ostinatamente le distanze cercando di farci credere che non fosse lui tale Jeremy Scott che firma la regia.

Bisogna assumersi le proprie responsabilità, l’abbiamo sempre detto e lo ribadiamo, soprattutto se realizzi un film che è la pallida scopiazzatura di “Rosemary’s Baby” e de “L’Esorcista” piazzandolo in una casa buia con fugaci riprese esterne.
Non è tutto da buttare comunque gra...

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La bambola di Satana

La Bambola di Satana


-Non voglio influenzare la vostra decisione, ma avrei piacere che vi tratteneste per avere qualche prezioso consiglio, circa la vendita del castello.
-Ma perché, perché volete vendere, mia cara Elisabeth, di che cosa avete bisogno?

Il mistero è soprattutto quello che coinvolge il regista Ferruccio Casapinta, del quale non si è saputo più nulla e nulla si trova in giro. Un solo film diretto, un solo film scritto. Questo. Si potrebbe dire che visto il risultato è andata bene così. Perché “La bambola di Satana” è oggettivamente un film pessimo sotto quasi tutti i punti di vista. Ma soggettivamente questa pellicola del 1969 è riuscita in qualche suo aspetto e in qualche momento a divertirci, facendola salire al rango di curioso “B movie” del tempo che fu...

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Francesca

Francesca


Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente

C’è un grande difetto ma è perdonabile, perché si tratta di un gesto d’amore. E diciamolo subito: far recitare degli attori in una lingua diversa dalla propria crea un effetto artificioso e anche un po’ fastidioso. Ma come detto è un gesto d’affetto, che sicuramente fa i conti anche con il budget, di Luciano Onetti e di suo fratello Nicolas (produttore) che ritornano due anni dopo “Sonno Profondo”.
Molto impegno, passione e ancora una volta la voglia di omaggiare e di rinnovare il giallo all’italiana, è alla base di questo film uscito nel 2015...

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Trash Fire

Trash Fire


Oh, Owen… grow up. Your mother was a whore. Your father was a moron, and your sister’s an abomination.

Usare il cinema con sincerità e voglia di parlare sé con un po’ di catarsi. Richard Bates Jr. mette sul piano personale anche questo film, che arriva (esattamente come il predecessore “Suburban Gothic”), dopo un periodo di crisi.
Un lavoro ancora una volta molto intimo i cui personaggi riflettono i conflitti di Bates, il suo passato, i suoi fantasmi e la voglia/speranza di risolverli. In qualche modo.

Il risultato sembra a primo impatto ottimo, perché c’è una buona fotografia, c’è del black humour e un aspetto misterioso molto affascinante...

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Interrabang

Interrabang


-Difficile…si tratta di come il desiderio di eliminare quello che c’è di tragico, di noioso,di brutto nella vita…dico bene? Riporta inevitabilmente alla tragedia
-Ah…ah…ah…non ho capito per niente!
-Perchè sei stupida

Con la frase “Interrabang, fa stranamente rima con boomerang”, non solo si riassume la trama ma si dà anche un giudizio su questo film del 1969 diretto da Giuliano Biagetti, passato alla storia per altri generi e per l’amicizia con Rossellini. Un boomerang che colpisce i protagonisti, un boomerang che colpisce il risultato di un film, fatto con le migliori intenzioni ma che ha qualcosa che non funziona.
Nel pieno di una sorta di sottogenere del thriller i cui riferimenti sono tanti quanto le pellicole che seguiranno, Biagetti piazza la storia al mare.
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