Thriller tagged posts

Sorceress

Sorceress

She gets what she wants. She keeps what she gets. She never lets go.
Intrighi e magia nera ma soprattutto tette e silicone in un b movie molto assurdo e kitsch, che alla fine mostra una sua grande dignità. Lo stregone dietro a questo film del 1995 è Jim Wynorski che nel 1982 scrisse un altro “Sorceress” diretto poi da Jack Hill e che qui si trova a dirigere un film scritto Mark Thomas McGee, attore, regista e soprattutto autore con il quale già in passato aveva lavorato. McGee per la cronaca ha scritto anche per Fred Olen Ray, così, a chiudere un triangolo magico (forma citata anche non a caso) che ha dato grandi soddisfazioni al soft-core e al direct-to-video.

Le prime immagini di “Sorceress” fanno già capire le intenzioni: Julie Strain (Erica) mostra le tette m...

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Il sottile fascino del peccato

Il sottile fascino

del peccato

Non mi sfidare Fabrizio! Non ci provare! Chi l’ha fatto è morto!
Specificano i titoli di coda che il film è ambientato ad Alberobello, ma che la cittadina pugliese non ha nulla a che vedere con la “bieca” storia. Il problema non è tanto essere abbinati alle oscure vicende, ma esserlo a un film come questo, che non va oltre alla fiction o soap opera fatta piuttosto male.
Prima cosa non va confuso con “Il fascino sottile del peccato” di Nini Grassia e seconda cosa va notato un cast di nomi famosi, un po’ in declino, che avrebbero potuto fare di più ma che probabilmente è stato annientato da una sceneggiatura fiacca, da una regia amatoriale e da un doppiaggio fastidioso. C’è Nino Castelnuovo, Nando Gazzolo, Laura Troschel, Lorenza Guerrie...
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Macchie Solari

Macchie Solari

Dalla camicia di forza alla tonaca il passo è breve

Nel 2019 vedere un film come questo fa venire in mente due cose. La prima è che Armando Crispino nella sua breve parentesi nel thriller, aveva una certa fantasia nell’ambientare le sue storie, visto anche il brillante “L’etrusco uccide ancora”.
La seconda è che GretaThunberg, non deve vedere questo film. Perché “Macchie Solari” del 1975, parte dall’ipotesi che l’eccessiva calura possa generare una serie di morti. In realtà questa ipotesi para sci-fi è solo fumo negli occhi dello spettatore, solo un allungare il brodo, nonostante Crispino inserisca per tutto il film scene che possono giustificare questa teoria. Siamo molto più semplicemente nella scia di Dario Argento, con rimandi a Fulci...

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The Rain – seconda stagione

The Rain

seconda stagione

Il primo che lo troverà e lo porterà da noi, sarà anche il primo che potrà abbandonare la zona

È che uno si aspetta che le cose prendano una certa piega o che si continui con la linea della prima serie. Ma per fortuna nei primi minuti della prima puntata, la seconda stagione di “The Rain”, ci dà una serie di colpi di scena, inaspettati e avvincenti. Un gran bell’inizio. Bravi, bravissimi. Sono però gli unici minuti degni di una stagione per nulla interessante. Se già nella prima serie, puntata dopo puntata, “The Rain” perdeva mordente, qui è una discesa nell’oblio interminabile che inizia dopo i già citati colpi di scena e quindi dal quinto minuto della prima serie.

Non è ben chiaro cosa Jannik Tai Mosholt, Christian Potalivo ed Esben T...

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L’Etrusco uccide ancora

L’Etrusco uccide ancora

Non vedo l’ora di scendere laggiù fra quelle tombe per sentirmi un po’ vivo

Tuchulcha, il demone dell’oltretomba per Etruschi, un archeologo e un famoso direttore d’orchestra, cioè, un ambiente intellettuale, originale e un po’ misterioso, (vista la presenza degli Etruschi). Primo dei due thriller di Armando Crispino, che ottiene gli stessi buoni e, soprattutto originali risultati con il successivo “Macchie Solari”, seguendo la scia di Dario Argento, anche se, secondo alcuni, lo stesso Argento deve qualcosa a Crispino (soprattutto per questo film).
In ogni caso, bisogna riconoscere a Crispino di sapersi muovere bene dietro la macchina da presa e di saper scegliere anche buoni collaboratori come Erico Menczer alla fotografia e Riz Ortolani alle musiche...

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The Babysitter

The Babysitter

Dream girls can be a nightmare
Se fossi ancora un teenager, eleggerei questo film a uno dei miei preferiti, oltre a fantasticare sulle babysitter sexy (che, intendiamoci, non ho mai avuto).
Purtroppo per me quegli anni sono passati e con grande fatica che cercato di immedesimarmi nel target di questo film. Il regista McG, cioè Joseph McGinty Nichol, noto per i due “Charlie Angel’s”, per “Terminator Salvation” e per diversi videoclip è innanzitutto più vecchio dello scrivente e con la sceneggiatura di Brian Duffield, si è immedesimato ottimamente negli adolescenti, creando un film assurdo e scorreggione quel tanto che basta a far passare 85’ spensierati anche a noi vecchiacci.
Siamo dunque in un thriller/horror con diverse punte comiche, un ritmo incalzan...
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Velvet Buzzsaw

Velvet Buzzsaw

Critique is so limiting and emotionally draining
Ambientazione molto interessante, un super cast e un regista/sceneggiatore premiato e nominato agli Oscar per “Nightcrawler”.
Che cosa potrà mai andare storto? Bella domanda, ma la risposta è: quasi tutto.

“Velvet Buzzsaw”
il cui titolo è riferimento a una band punk in cui suonava uno dei personaggi, rappresentando così la libertà dell’arte (Imdb cita anche che avrebbe a che fare con il cunnilinguo) è un film che fa satira sul mondo dell’arte e sulla commercializzazione della stessa. Un’idea non male alla quale si unisce l’intenzione di svoltare nell’horror. Però il tutto rimane brutalmente abbozzato, lasciando alla bravura degli interpreti le uniche cose degne di nota. Poco sangue. Poco mistero...
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La polizia chiede aiuto

La polizia

chiede aiuto

Voglio vedere il suo corpo
Non è necessario, basta il volto!
Voglio vederlo, voglio vedere come l’hanno conciato! … AHHHHHHH

Il quotidiano “La Stampa” all’epoca scrisse che il titolo doveva essere “Victoria Story Procuratore della Repubblica”, cambiato poi in quello che conosciamo. La nostra fissazione per i titoli in quest’ultimo periodo (sì, partiamo sempre da quelli ultimamente), ci porta a pensare, questa volta, che “La Polizia chiede aiuto”, sia migliore del presunto primo titolo ma che sia purtroppo banale per quanto poi si veda. Banale e a grande rischio di far sottovalutare un film sorprendente, che viaggia abilmente tra il poliziottesco e il giallo in stile Dario Argento.

Alla regia Massimo Dallamano che qui gestisce con maestria i...

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7 sconosciuti a El Royale

7 sconosciuti a

El Royale

All Roads Lead Here

Il pessimo titolo italiano che scimmiotta “The Hateful Eight”, ha in realtà un pregio. Spiega molto, se non tutto, di questo film. Dietro alla macchina da presa e dietro alla macchina da scrivere (naturalmente non era una macchina da scrivere, ma mi piaceva l’assonanza retrò vista l’ambientazione) troviamo Drew Goddard nominato agli Oscar per la sceneggiatura di “The Martian” e apprezzato regista di “The Cabin in the Woods”.

Questa volta Goddard si butta in un thriller/crime che ha molto dell’ultimo lavoro di Tarantino, sia dal punto di vista della storia, sia dal modo di dirigere e ha anche quella punta di ironia caustica che ben conosciamo. Un gioco di riferimenti e ispirazioni che apprezzo ma che porta “Bad Times a...

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Byleth (il demone dell’incesto)

Byleth

(il demone

dell’incesto)

Byleth, il demone dal viso d’angelo, dagli occhi profondi come quelli delle danzatrici sacre”
Byleth, dice Wikipedia, è uno dei re dell’inferno e qui, non ho trovato altre fonti a riguardo, diventa un demone dell’incesto, di cui Mark Damon è un fedele servo fin dall’infanzia.
Mark Damon, lui, volto noto del cinema di genere con un curriculum dignitosissimo è il grande nome di richiamo per questo film di Leopoldo Savona, regista arrivato quasi al termine di una carriera spesa con soddisfazione.
“Byleth” del 1972 avrebbe tutte le possibilità per essere un horror interessante, visto il regista e il cast e visto la stuzzicante tematica (“il demone dell’incesto” è il sottotitolo)...
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