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La banda del gobbo

La banda del gobbo


Nell’ultima parte dice: “C’è una cosa sola vera, per chi spera, che forse…forse, un giorno, chi magna troppo adesso, possa sputà le ossa, che sò sante. Questo dice la canzone. Invece Marazzi Vincenzo, Er Gobbo de Roma, dice “io quelle osse ve le voglio fà cagà!

“Lui c’ha sette vite come i gatti” dice il fratello leggendo una lettera d’addio. Sarà vero ma il Gobbo finisce nel Tevere sulle note di “Roma Capoccia” di Venditti e anche se non si vede il cadavere (e ha le vite di un felino), non lo vedremo più in un film. Pare per colpa di diverbi artistici tra Lenzi e Milian, ma va a sapere.

Nel 2013 il produttore Massimiliano Caroletti (a essere sinceri più noto per essere il marito di Eva Henger) annuncia il film “Roma Capoccia” che dovrebbe seg...

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A 008 operazione sterminio

A 008 operazione

sterminio


Ero sicuro Miss Astor che lei preferisse il cocktail dinamite
Solo in particolari occasioni. Da cosa lo ha capito?
Dal suo modo di cantare…è così esplosivo

Meno ricchi di Bond. Più spregiudicati di Bond. Di più. Di meno. La media tra 006 e 008 d’altronde fa 007 e non ci vuole un grande matematico per ottenere il risultato, ma uno che il mestiere lo sappia fare bene. E in questo caso è il grande Umberto Lenzi che si mette alla regia di un film che non sfigura nella media dell’Eurospy. Anzi.

Ambiente e stile come da dogma del genere, fra tradimenti, contro tradimenti e contro-contro tradimenti, con la solita arma potentissima (qui è un Antiradar), il giro del mondo e il conflitto tra USA e URSS. Il più semplice. Il più famoso.

Ma a parte ripetere ...

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Milano Rovente

Umberto Lenzi
Milano Rovente


 -Ho capito! Io dovrei fornirti le mie ragazze per spacciare la droga è così francese?
-Sì, il 30% a te e il 70 a me. Mi sembra una proposta generosa
-Come no! Generosissima è! Quasi, quasi mi metto a fare i cazzicatummoli!
-Pardon?
-Ah già tu non sei siciliano è per questo che stai giocando col fuoco!

Milano è rovente in quegli anni in cui la criminalità era una cosa seria. Piani ben studiati, tradimenti, contro-tradimenti. La “mala” aveva un suo codice etico e se non ci travisate anche un suo fascino.
Un fascino che da sempre appassiona il cinema e quindi ecco un altro film che si lancia nell’argomento seguendo la scia tracciata da Di Leo e da altri predecessori. 

Dietro la macchina da presa troviamo Umberto Lenzi che esordisce nel genere poliziesco, c...

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Superseven Chiama Cairo

Superseven

Chiama Cairo

 
-ditemi…sapete cosa significa la parola Baltonio?
-Baltonio? Non è una marca di rossetto per labbra?

Prima di parlare di questo film di Lenzi, vorremmo farvi una domanda: è meglio colui che ottiene risultati usando grandi mezzi e spendendo tanti soldi o è meglio colui che ottiene gli stessi risultati utilizzando molte meno risorse? Beh è facile rispondere e aggiungiamo che sul piano filosofico Super Seven, oltre ad avere la nostra simpatia, stravince la gara con James Bond senza tra l’altro tutte le sue armi e il suo charme.

Purtroppo però dobbiamo comparare i due personaggi sul piano cinematografico e dobbiamo dire che questo eroe dell’”Eurospy” che segue la traccia del suo ben più noto collega è un agente po’ assurdo, un po’ noioso e molto “patacca”...

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L’uomo della strada fa giustizia

L’uomo della

strada fa giustizia

 
Siamo tutti responsabili, perchè non crediamo più nella legge

L’uomo più glaciale del “cinema di genere” cioè Henry Silva, interpreta un personaggio che non vedeva la figlia e l’ex moglie da diversi anni. Ora, lasciate stare le facili battute, che vista la sua faccia è stato meglio così e domandatevi se un uomo del genere possa di colpo sentirsi legato alla moglie e alla figlia, dopo che la seconda viene barbaramente (e melodrammaticamente) uccisa durante una rapina in una gioielleria.

L’incipit di questa pellicola del 1975 è indubbiamente un po’ tirato e il resto non è molto diverso. Il nostro Silva, nei panni dell’ing...
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Napoli Violenta

Napoli Violenta


ma voi mi avete rovinato la serata! mi vulite fa vomità! Perchè mi avete portato accà ‘sto ommo e merda? ‘sta spia fetente, stu sbirro? Dovevate buttarlo dentro una chiavica

La bella Napoli è rovinata da una malavita piuttosto violenta. In un contesto del genere ci vorrebbe la presenza di uno come il Commissario Betti. Lui forse da solo non basterebbe e al suo fianco andrebbe messa una figura dal piglio sicuro e dalla grande bravura, un tipo insomma, come Umberto Lenzi.
Sogni e risultati (purtroppo solo su pellicola) realizzati con questo “Napoli Violenta”, secondo episodio della trilogia del Commissario Betti con il solito impassibile Maurizio Merli e con il cambio dietro alla macchina da presa con Lenzi che prende il posto di Marino Girolami

Il grande Umbe...

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Mangiati Vivi!

Mangiati Vivi!


Lo so, ci sono già passata. Provi repulsione e fascino, non sai più quello che fai, quello che pensi. Ti vergogni di te stessa, ma allo stesso tempo di trovi attratta da lui e così vero?

Si dice che Lenzi abbia fatto questo film solo per soldi. Dopo averlo visto, viene da chiedersi che avrebbe combinato se l’avesse fatto per passione. Perchè già così il buon Lenzi non si ferma ad un “revival” di un genere di cui è stato l’italico padre, ma genera un più che degno “cannibal movie”.

Un buon film, che prende spunto da un fatto di cronaca reale degli anni settanta e s’ispira ad “Apocalypse Now” in almeno in un paio di aspetti.
Il regista romano poi fa felice la produzione, giocando al risparmio e riutilizzando sc
ene ed idee dal capostipite italian...

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Da Corleone a Brooklyn

Da Corleone

a Brooklyn

Ma sei sicuro che ci arriveremo in Italia?

Lo scontro fra titani è già affascinante di suo: Maurizio Merli vs Mario Merola. E il regista, Umberto Lenzi, aggiunge ancora valore al tutto.

“Da Corleone a Brooklyn” è già sulla carta un piatto assai gustoso. Poco ci importa che lo scontro fra i due in realtà avvenga a distanza e che Merli incontri Merola solo nelle ultime scene. Poco ci importa, perchè questa pellicola si divincola dai classici canoni del genere. Benché ci sia l’icona Merli e benché venga etichettato come un “poliziottesco” a nostro personale avviso ci sono una serie di cose che lo tolgono da questo genere. 

“Da Corleone a Brooklyn” è un road movie che accusa (implicitamente) la mafia rappresentata dal capo clan, ovviamente d...

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Speciale: “Terrore Ad Harlem”

Speciale:

“Terrore Ad Harlem”

di Umberto Lenzi



Avere la possibilità di incontrare Umberto Lenzi è una cosa che mette i brividi. Un’icona, una leggenda del cinema italiano. Un po’ di angoscia c’è: come sarà dal vivo? Ironico come ci immaginiamo oppure altezzoso visto il suo curriculum?

Passa tutto in fretta, appena arrivati, si nota Umberto Lenzi che in mezzo alla gente, che poi definisce “amici”, parla e si confronta con grande disponibilità.
Umberto Lenzi è proprio come ce lo siamo immaginato...

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Il Cinico, L’Infame, Il Violento

Il Cinico, L’Infame,

Il Violento


-Allora lo hai indovinato chi era l’assassino stavolta? Dovevi essere un gran pistola come commissario! Su vieni che ti do un passaggio!
No Grazie preferisco fare due passi a piedi e prendere una boccata d’aria, anche se in questa città di bauscia l’aria sa solo di polenta

Maurizio Merli, Tomas Milian, John Saxon. In ordine alfabetico. Rispettivamente: Tanzi, Il Cinese e Di Maggio. Chi è il cinico? Chi l’infame? E chi è il violento? Secondo molti l’ordine è Milian, Merli e Saxon, ma secondo il nostro modesto parere, la cosa non è così netta, anzi i ruoli si confondono, si invertono, sotto l’occhio vigile di un grande del genere Umberto Lenzi, che pur seguendo la scia di “Roma A Mano Armata”, riesce a creare una pellicola interessan...

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