Women In Prison tagged posts

Furia en el tropico

Furia en el tropico

When we spent those 10 days
in the detention cell. There comes a time when all one desires… is death.

La prigione di “Orgasmo Perverso” conosciuto anche come “Furia en el trópico” o “Mujeres acorraladas”, di certo non è di quelle ricordate nel mondo del Women in Prison o nella vasta filmografia del nostro regista preferito: Jess Franco. Tuttavia “Furia en el tropico” ha un qualcosa che lo rende, se non altro, un film piacevole. Semplice, estremamente semplice ma divertente.

Certo, il canovaccio dei women in prison viene ripreso tale quale in questa pellicola del 1986, che ha due fuggitive, una warden sadica e lesbica, un militare maniaco, un altro bello e affascinante, e i ribelli fiancheggiati dalle due protagoniste...

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The Cut-throats

The cut-throats

Diamonds, Daring and Death Inside the Third Reich!
Questo è un western, indicano i titoli di testa e la relativa musichetta. No, mi correggo, vedendo le prime scene direi che è un rape revenge. No, scusate, direi che è un film di guerra come ci mostrano le successive immagini o forse è un women in prison, un nazisploitation o un film erotico. Ma alla fine: “The cut-throats” cosa diavolo è?


L’unica cosa chiara è che si tratta di un gran b movie, sconclusionato quanto basta, malfatto, che ci dà tutto quello che un brutto film deve avere. Tette. Lotta. Sangue. Incapacità. E una trama che ha poco senso.

Ci troviamo nella Germania della Seconda Guerra Mondiale...
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Frauen im Liebeslager

Frauen im Liebeslager

An inferno of warped women!

Solo uno dei tanti Liebes Lager o Love Camp, cioè quelle prigioni con carcerieri maniaci e carcerate poco vestite. E uno dei tanti Women in Prison, della coppia Erwin C. Dietrich e Jesùs Franco, col primo che scrive storia e sceneggiatura, oltre a produrre e il secondo che si siede dietro la macchina da presa.

Non c’è stranamente Lina Romay e ci troviamo da qualche parte nel Sud o Centro America. Qui, una warden, interpretata da Muriel Montossé rapisce alcune prostitute per tenerle nella sua prigione a uso ricreativo dei ribelli, che quando staccano dalla battaglia si distraggono un po’.

Tra queste c’è anche Angela, la protagonista, interpretata da Ada Tauler, che non è una prostituta e viene rapita in casa appena dopo essers...

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Chained Heat

Chained Heat

What these women did to get into prison, is nothing compared to what they’ll do to get out


Un solo obiettivo: tenere alto il nome dei “Women in Prison” negli anni ottanta. E Paul Nicholas, il regista, lo raggiunge ampiamente incorniciando il tutto con due candidature ai “Razzie Awards” nella categoria “Worst Actress” e “Worst Supporting Actress”. Il primo lo vince.
“Chained Heat” sembra un riassunto di tutti gli stereotipi del genere, che gli hanno fatto guadagnare diverse accuse di sessismo, poca sensibilità e un bel po’ di tagli dalla censura, ma anche un bel sacco di soldi al botteghino.

In effetti, le polemiche sono comprensibili perché qui si esagera su tutti i fronti, dal sesso e violenza, all’abuso di potere e spargimento di sangue...

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Journey Among Women

Journey Among

Women

Nine women convicts escape from a prison hell-hole and dare to create a savage world free of man

Bisogna ammettere i propri limiti. E quindi ammetto, che non ho capito che cosa ho visto. Sì, la storia mi è chiara, il messaggio un po’ meno. Questo è un rape revenge? (no, non credo), un women in prison? (ci siamo quasi), un sexploitation? (più o meno), oppure semplicemente un ozploitation femminista? (sì, direi di sì).
Un’altra cosa che non ho capito è come questo film abbia suscitato critiche per le scene di violenza e nudità, con le prime che non vanno oltre al lasciar pensare al senso di violenza e le seconde che sono nello stile dei film nudisti dei tempi che furono.

In ogni caso “Journey among women” ha ottenuto l’ingresso nella lista dei film ...

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Frauen für Zellenblock 9

Frauen für

Zellenblock 9

Non avrei mai immaginato che della gente potesse torturare così dei suoi simili

È più una certezza, la faccia poco rassicurante di Howard Vernon, i nomi di Dietrich e Franco in sovraimpressione, oppure il titolo “Fraulein in Cellblock 9” anche conosciuto come “Tropical Inferno”? Un po’ tutto si può dire ma c’è bisogno di certezze nella vita e capire subito che siamo alle prese con l’ennesimo Women in Prison dei due non è male. Per nulla.

Certo sì, “Fraulein in Cellblock 9” a parte il bel titolo e le belle attrici non aggiunge nulla alla storia del cinema o a quella di Franco, anzi, però a differenza di tanti altri loro lavori simili, c’è una maggior cura dietro la macchina da presa al netto di qualche immancabile assurdità.

L’im...

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Femmine Infernali

Femmine Infernali


Il nuovo direttore vi vuole pulite! È un patito dell’igiene ricordatelo!

Lloyd Kaufman non sbaglia mai. Fiuta un B Movie come il miglior cane da tartufo e ci si butta sopra. Cosa ci guadagni non è chiaro, ma anche in questo caso fa una scelta giusta. Pubblicato su DVD per la compagnia di New York, “Escape from hell” è un film italo-spagnolo del 1980 originariamente intitolato “Femmine Infernali”.

Si tratta di un Women in prison con qualche piccola differenza rispetto ai suoi simili, con una regia adeguata ma con una lunghezza eccessiva. Uno di quei lavori consigliabili ai fan dei film brutti e uno di quei film che per risparmiare ha diviso cast, crew, location (e forse pure giorni di ripresa) con “Orinoco: Le prigioniere del sesso”.
Alla regia c’è

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Blade Violent – i violenti

Blade Violent –

i violenti


-E infine il pezzo forte della nostra collezione Howard Joshua Brockester, soprannominato Crazy Boy. Nemico pubblico numero uno. Violentatore, baro, rapinatore e assassino
-Si fa quel che si può…

Fino in fondo, fino all’ultimo. Ed ecco un altro episodio, fuori tempo massimo, con la nostra Emanuelle. Claudio Fragasso e Bruno Mattei, che non hanno certo bisogno di presentazioni, realizzano questa pellicola contemporaneamente a “Violenza in un carcere femminile”, con la quale, per ovvie ragioni, condivide cast e location.

Qui però si cerca di fare le cose diversamente mischiando il “women in prison” e il genere “crime”. Il risultato è migliore del gemello, anche se la realizzazione lascia nuovamente molto a desiderare...

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Escape From Blood Plantation

Escape From

Blood Plantation

You forgot to count the first lash, you silly boy! And for that you should be rewarded

Quando uno guarda un “Women in prison”, non si aspetta altro che tette, torture e porcate varie. Solo quello. E ci mancherebbe altro.
E quindi è stata grande la nostra delusione di fronte a questa pellicola, perché qui abbiamo poche tette, poche torture e poche porcate varie.

I colpevoli di questa delusione, sono con ogni probabilità, gli artisti che stanno dietro a questa pellicola tedesca del 1983, ambientata e girata nelle Filippine.
Kurt Raab regista e sceneggiatore che per la prima e rara volta si siede dietro la macchina da presa, è un attore già molto famoso all’epoca per aver lavorato con impEscape From Blood Plantationortanti registi e per essere uno dei fedelissimi di Fassbind...

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Werewolf in a Women’s Prison

Werewolf in a

Women’s Prison



No rats, humans or werewolves were hurt while making this movie

Scomodiamo paragoni importanti, il lupo mannaro non è più a Londra, ma è in una prigione femminile. E no che non stiamo esagerando con i parallelismi, perché oltre al titolo, diverse citazioni rimandano al divertente film di John Landis del 1981 e anche ad altre pellicole.

Deve aver pensato in grande il regista Jeff Leroy quando ha scritto a quattro mani la sceneggiatura di questo lavoro, che però non è altro che il solito b movie che mischia tette, lesbo, scene softcore e squartamenti di vario tipo.
Girato in digitale e in pochi ambienti, con un’estrema povertà di mezzi (il mostro è ridicolo come Werewolf in a Women’s Prisonil sangue che scorre) fa affidamento su un cast d’indiscussa qualità coinvolto in div...

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