She-Devils on Wheels

She-Devils on Wheels

Get on your bikes and get ready to move. I’m gonna kill the dirty mother that did this to Honey. Look, I know where they eat, so we’ll go over there. I grant you this will be their last meal.
Non basta avere Herschell Gordon Lewis alla regia, per essere un ottimo b movie. Certo, certo, la sua presenza è una certezza di un certo modo di intendere l’intrattenimento e diciamo che sì, averlo alla regia, aiuta molto. Ma se si vuole un sigillo di garanzia, è necessario l’apprezzamento di qualcun altro, ad esempio di una band come The Cramps che nella ristampa del 2001 dell’album “A Date with Elvis” inserisce “Get Off the road” tema centrale di questo film del 1968.

Herschell Gordon Lewis e The Cramps sono una motivazione più che valida per vedere questo sc...
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La mia banda suona il pop

La mia banda

suona il pop

-La mia ex moglie Katiuscia
-Onoratissimo
-La mia moglie Natasha e lei è la mia bellissima amante…
-Bagascia?
-No! Irina

Alcuni protagonisti del mondo dello spettacolo degli anni ottanta, De Sica, Ghini, Rossi, Finocchiaro e Abatantuono vengono ingaggiati per uno show a San Pietroburgo.
Eh no, potrebbe essere ma non è una storia biografica dei cinque attori che ho elencato, ma la vicenda di una fittizia band, i Popcorn, che negli anni ottanta ebbero un fugace successo con un paio di singoli che sono rimasti nel cuore di un oligarca russo, che li vuole a tutti i costi a casa sua per un concerto. Vecchie glorie di nuovo sugli scudi (e non parlo dei Popcorn questa volta).

Sta al manager di un tempo, un Diego Abatantuono dagli occhi azzurri, rimettere insieme ...

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The Rental

The Rental

Secluded getaway. Killer views

A quanto pare il bifolco razzista degli anni venti è in realtà più un ignorante che un violento. Almeno così dicono in “The Rental” e in seguito confermano la cosa anche gli svedesi di “Red Dot”. Quindi, qual è il presente per i thriller alla “Un tranquillo week end di paura”? Si potrebbe dire che i “buoni” se la cantano e la suonano da soli, lasciando a quelli identificabili come i classici “cattivi” un colorito contorno ignorante.

“The Rental” che segna l’esordio alla regia di Dave Franco, il fratello di James, è un thriller casalingo/vacanziero con due coppie che affittano la classica casa isolata in cui si imbattono nel sempre classico bifolco razzista...

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Funny Frankestein

Funny Frankestein

-Ma dici che Agnese scopa?
-Sì…con la maschera antigas forse!

Molto generosamente Wikipedia definisce questo film il cui titolo originale è “Agnese e…” come grottesco/erotico.
E sebbene a Mario Bianchi gli si voglia bene, la definizione è un’altra: una monnezza.
Il regista romano che si firma Alan W. Cools dirige un film composto da una serie di scene hard core o soft-core, a seconda della versione, che oltre a non avere un senso logico, sono fatte malissimo e peggiorate da un’onnipresente musica che va da ritmi sudamericani a marcette per passare a pezzi disco-pop e prendere anche da Shining (sì, signori, davvero).

Ipotizzo: a Mario Bianchi danno due soldi, proprio due, per girare un pornazzo alla veloce...

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The Loft

The Loft

We’re gonna find out what happened here and we will figure a way out. We’re in this together, we’ll get out of it together. Okay? ‘Cause were friends. Agreed? Agreed?

Una donna morta ammanettata al letto del loft del titolo, che è la garçonnière di quattro amici.
Un incipit interessante per questo film del belga Erik Van Looy che rifà in salsa americana il suo omonimo film del 2008 (già oggetto di remake nel 2010 per mano di Antoinette Beumer).
Tre versioni che indicano che il plot di “The Loft” è potenzialmente molto interessante. E, in effetti, anche in questa versione americana, l’unica che ho visto, l’inizio cattura l’attenzione, grazie ai flashback che raccontano gli intrecci dei personaggi e agli interrogatori di una polizia molto rude.

Fin qui tutto bene,...

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Vampire Circus

Vampire Circus

The greatest blood-show on earth!

Titolo semplice ma di quella semplicità perfetta. Un inizio a tutta velocità, che mostra subito le intenzioni della Hammer. Risultato: uno dei più belli, stilosi e inquietanti film, della compagnia inglese.
Un gioiello vampiresco oggi molto apprezzato ma che all’uscita suscitò pareri discordanti, forse anche per colpa della concorrenza di “Countess Dracula” con Ingrid Pitt, che uscì nello stesso periodo e per la medesima casa di produzione.

Possiamo pensare che “Vampire Circus” sia un tentativo di svecchiare il catalogo Hammer che qui cambia radicalmente il proprio linguaggio dandoci un lavoro davvero cupo, che gioca bene sulle paure e inquietudini dell’essere umano, mettendo anche momenti onirici e una morbosità e un eroti...

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Bastardi a mano armata

Bastardi a mano

armata

Fate quello che vi dico io e finirà tutto presto

L’interessante sfacciataggine che hanno diversi giovani registi di genere nell’andare a toccare mostri sacri del nostro cinema raggiunge un altro punto. E ci fa piacere.
Questa volta è Gabriele Albanesi già apprezzato su queste paginacce per “Ubaldo Terzani Horror Show” e “Il bosco fuori” che lascia il genere horror per entrare nel noir. E soprattutto nella scia del maestro Fernando Di Leo.
Non è facile confrontarsi con uno dei più grandi registi italiani di genere ma Albanesi, sembra non aver paura e si getta con grande impegno in una storia che in parte ricorda “Vacanze per un massacro” che sì, non è l’esempio migliore del cinema di Di Leo, ma siamo sempre nei territori amati dal grande regista e ...

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Sky Rojo

Sky Rojo

Questo è il mio club. Trascorriamo le notti qui su un divano in similpelle rossa, cercando di apparire meravigliose quanto basta per far sì che dei tizi spregevoli ci portino a letto

L’Armada Invencible delle serie TV spagnole colpisce ancora. Re Alex Pina è inarrestabile e in attesa dell’ultimo capitolo de “La Casa di Carta” e dopo “White Lines”, ci propone in combutta con Netflix il tanto atteso “Sky Rojo”.
Solo otto puntate (tranquilli è già stata annunciata la seconda stagione), di mezz’ora circa in cui si nota il classico stile delle serie spagnole: il kitsch e la tamarraggine. E va sapere perché, tutte o quasi le serie iberiche devono soffrire di questa cosa.

“Sky Rojo” sembra puntare con onore all’exploitation femminile, parlando di sesso e m...

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Hausen

Hausen

Devi ascoltare ciò che proviene da dietro le pareti

Non c’è un raggio di luce, reale o metaforico, in nessuna delle otto puntate di “Hausen”. Un incubo sospeso nel tempo tra oggetti anni ottanta e l’Euro, perso nell’oscurità di un enorme caseggiato che rimanda all’edilizia della DDR.

In effetti, è questa l’ispirazione del regista Till Kleinert, qui in veste solo di autore e ideatore con Anna Stoeva, che nel 1984 si trasferisce con la madre in un enorme palazzo tetro e ancora non connesso con la città. L’idea della storia però arriva nel 2006 sull’onda di “Hospital der Geister” di Lars von Trier, che gli fa pensare a quanto, sarebbe “bello” raccontare le inquietudini, le esperienze, della sua infanzia in chiave horror.

Ed ecco “Hausen” prodotto ...

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All my friends are dead

All my friends

are dead

I think the sweetest fruits is often forbidden

I Turbonegro sono una band norvegese che viaggia tra il punk, death metal e hard core, un po’ controversa ma dall’intensità e ritmi altissimi. Uno dei loro brani più conosciuti s’intitola “All my friends are dead” proprio come questo film polacco. E proprio come la canzone, mi aspettavo da questo lavoro, dell’esordiente Jan Belcl, le stesse cose. Velocità, grinta, cattiveria.

Devo dire che i primi minuti hanno accontentato le mie aspettative. Due poliziotti idioti indagano in una strana scena del crimine. Poi un flashback ci mostra una scatenata festa di capodanno con tanti personaggi assurdi che si perdono tra alcool, musica e qualche battuta demenziale.

Piazzata la storia e presentati i protagonisti,...

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