I Married a Monster from outer space

I Married a Monster

from outer space


Is it possible? Is it true? Can humans mate with MONSTERS?/span>

Siamo nella scia di “Invasion of the Body Snatchers” cioè invasioni aliene in periodo di Guerra Fredda. Un titolo un catchy, tante parole e qualche effetto speciale non troppo riuscito (ma nemmeno inguardabile). Premesse non particolarmente allentanti per uno sci-fi però molto interessante che ha una morale importante e un po’ nascosta dietro a una storia che si lascia seguire con piacere.
Merito molto probabilmente di Gene Fowler Jr già collaboratore di Fritz Lang e regista del divertente “I Was a teenage werewolf” ma anche del fido Louis Vittes che scriverà anche la sceneggiatura del remake del 1998.

I due dimostrano di conoscere il mestiere e soprattutto di voler mett...

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Rape Zombie Lust of the Dead 2

Rape Zombie

Lust of the Dead 2


I guess people around the world are in sex a lot of more

L’uomo è debole si sa, fraternizza con l’oppressore per ottenere dei vantaggi. Questo è uno dei messaggi, che Naoyuki Tomomatsu mette in “Rape Zombie: Lust of the Dead 2” logico sequel del primo e girato in contemporanea con il terzo, con il quale è stato presentato.

Il simpatico regista giapponese non cambia comunque più di tanto, perché siamo sempre alle prese con violenze carnali, tette strizzate, slip strappati, cazzi mostruosi, scene lesbo e una certa misoginia. Rispetto al primo capitolo però ci pare di vedere un tentativo di comunicare qualche cosa di più...

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Lilian (la virgen pervertida)

Lilian

(la virgen pervertida)


Why can you sit back and let fear and corruption rule this country, why?

I film di Franco sono come una scatola di cioccolatini, direbbe qualcuno. Non sai mai che cosa stai guardando, se non leggi prima qualcosa, naturalmente.
E quindi trovarsi dopo pochi secondi con una coppia, intenta a fare un doppio rapporto orale e poi il dettaglio dello stesso, ci ha un po’ sorpresi. Pronti e via.
Beh in realtà questo film ha nel sesso esplicito il suo connotato più interessante perché è il primo film porno della storia del cinema spagnolo che arriva per mano del nostro Jess Franco che si firma Clifford Brown. Come da tradizione, molte scene porno sono state girate postume e con controfigure, ma alcune invece hanno come protagonista Lina Romay intenta a fare s...

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Death Valley

Death Valley


Not even a scream escapes…

Uno slasher nella Death Valley è un’idea stuzzicante. Il deserto, la morte, un po’ di echi del vecchio e selvaggio west. E una famiglia americana fatta a pezzi, in onore dell’iconoclastia. Alla regia poi c’è Dick Richards produttore di “Tootsie” oltre che regista di “Farewell, my lovely”, “March or Die” e di “The Culpepper Cattle Co.”, film premiati e apprezzati dalla critica e dal pubblico.

Un paio di tette nel primo omicidio ci rasserenano e ci fanno pensare a un bel film. Purtroppo però “Death Valley” non mantiene le promesse diventando piano piano uno slasher banale, con sfumature da film romantico.

Qualcosa forse dovevamo intuirlo in quello che, col senno di poi, è un lungo e inutile intro...

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Lussuria

Lussuria


Bisognerebbe pensarci bene prima di mettere al mondo dei figli. Specialmente se sono i genitori ad avere bisogno di essere guidati. Spesso sono proprio i genitori che nonostante il passare degli anni non riescono mai a crescere

Alessio si trincera in un mutismo rigoroso. E il padre non sa perché. Chiede a importanti dottori che però dicono soltanto che guarirà.
Ma non sarà che il giovane è un po’ confuso perché papà va nei bordelli, fa sesso con la cognata, si è risposato con una che faceva la prostituta la quale se la spassa con l’autista e con la cognata del marito?
Può essere no? Comunque alla fine ci pensa la zia Marta. E se pensate che questo sia un film della commedia erotica anni settanta, il cui titolo poteva essere tranquillamente “Grazie zia Marta”, v...

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Confessions of a Lesbos Honey

Confessions of

a Lesbos Honey


Ci sono diverse persone che consigliano di guardare i film di quelle nazioni che sono appena uscite da una dittatura. Perché? Perché hanno voglia di mostrare quanto siano aperti e allegri (traducendo, ficcano nudi e scene di sesso in ogni dove). Mah, non ci abbiamo creduto mai molto, nonostante ci abbiano portato interessanti esempi europei da Spagna e Grecia. Però, forse un po’ di verità c’è, almeno guardando questo film greco uscito un anno dopo la caduta della dittatura.

“Meli to kormi tis” del 1975, letteralmente “Avrebbero dovuto navigare” è considerato una perla del cinema erotico greco, anzi per molti pure europeo, forse anche grazie al titolo internazionale “Confession of a Lesbos Honey” che spiega abbondantemente la trama.

A...

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La lupa mannara

La Lupa Mannara


Ho voluto se non altro così da lontano, parlarti per chiedere perdono a te e a Irene. Era il mio male papà, tu lo sai che mi ha fatto fare tante cose terribili. Ma ora c’è qualcosa di nuovo, qualcosa che mi ha fatto guarire.

C’è un qualcosa di magnetico che non sappiamo ben spiegare. E dire che si toccano punti poco credibili, ci sono momenti ironici che non si capisce se siano voluti o no e che la vicenda in se scivola tra l’horror, la sexploitation e il rape revenge.
Forse ciò che attrae in questo film del 1976 è proprio questa commistione di cose, le sfumature trash e soprattutto un personaggio centrale molto più complesso di quanto il titolo possa fare intuire.
Alla regia Rino Di Silvestro famoso per diversi e pungenti exploitation tra i quali (pochi a d...

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Il debito coniugale

Il debito coniugale


Le zinne sono come i frutti, acerbe, mature, cadenti, grosse, piccole. A pera, a mela, a ciliegia, fragola, banana, quelle che appoggiano e quelle che non appoggiano. Poi ci sono quelle convergenti, quelle divergenti.

Ci sono scene che ti rimangono più impresse del film stesso. Perse nei ricordi di tarde notti davanti alla TV a guardare repliche di film erotici sui canali regionali.
Qual era quel film in cui Barbara Bouchet si faceva pesare una tetta per scommessa davanti a un folto pubblico maschile? E in un’altra scena “vendeva” i suoi già leggerissimi vestiti? No, non è il decamerotico in cui sta nuda a quattro zampe con Don Backy che la palpa (altra scena attaccata ai ricordi adolescenziali).
Quale allora?

Un grosso dubbio che mi assilla...

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Il conto è chiuso

Il conto è chiuso


No, no resta pure se è stata Lina a farti entrare vuol dire che sei a posto. Lei ha buon fiuto per le persone non sbaglia mai a giudicarle. Da quel punto ci vede meglio di me e di te messi insieme.

Se Carlos Monzón s’incazza, non dovrebbe essercene per nessuno, o quasi, visto che Gianni Dei gli tira un sasso e lo abbatte.
E se alla regia c’è Stelvio Massi, poi Luc Merenda tra i protagonisti e ci sono le musiche Bacalov, non dovrebbe essercene per nessuno, o quasi, visto che poi alla fine basta un copione (molto più leggero di un sasso), per abbattere il tutto.

Comunque il buon Stelvio Massi ci prova e questo è un punto d’onore, a cominciare dal cambio genere, lasciando il poliziottesco e buttandosi nel noir/ganster e utilizzando ottimi attori e caratteristi...

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Quant’è bella la Bernarda, tutta nera, tutta calda

Quant’è bella

la Bernarda,

tutta nera, tutta calda


Diavoli dell’infernibus, autobus, filobus, ora è chiaro ci vuole un esorcismo speciale…dieci soldi a testa

Rieccoci con uno di quei film il cui titolo dava tutto allo spettatore. O se non altro molto di più della storia stessa. Un decamerotico per certi versi coraggioso, perché arriva fuori tempo massimo, in quel 1975 che aveva archiviato già le storielle erotiche che hanno dato al “Decamerone” di Boccaccio la fama di una pubblicazione della “Ediperiodici” oltre ad aver banalizzato le idee di Pasolini.

Il regista Lucio Dandolo che nel 1973 aveva diretto “I racconti di Canterbury n.2” altro decamerotico e nel 1971 il western “Il suo nome era Pot” rappresenta, data la carriera corta, una sorta di mistero, tanto qu...

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