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Delitti

Delitti

E adesso fammi un’espressione dolce! Bene! E adesso facciamo qualche foto sexy
Non so se sia vero ma a quanto dicono qui l’acido urico nel caffè con lo zucchero crea l’acido cianidrico e quindi un veleno capace di uccidere. Dicevo, non so se sia vero, ma è di fatto la cosa più chiara di questo film del 1987 per la regia di Lenzi. Giovanna Lenzi.

Siamo da qualche parte in quegli Stati Uniti che sembrano tanto la periferia di una città italiana (e non c’è dubbio che lo sia) e dopo un festino erotico iniziano a fioccare cadaveri con la formula che citavo all’inizio, utilizzata da un assassino con i guanti.
A indagare ci pensa l’ispettore Sanders (Tony Valente) il tipico sbirro tutto d’un pezzo con i soliti problemi familiari ma con una gran voglia di risolvere la si...

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Un grande amore

Un grande amore

Io penso che voi tutti avete grande problema con sesso. Io è sicura di avere rimedio miracoloso
Più che “Un grande amore”, un gran casino. In vari sensi. In teoria il gran casino, stando alla sceneggiatura scritta dal regista/sceneggiatore/produttore Ninì Grassia, il nostro caro Ninì Grassia, è quello di un concierge di un Grand Hotel che incasina le stanze dei suoi ospiti. Ma questo, credetemi, è il casino meno importante. In secondo luogo ci sarebbe quello, nel senso volgare del termine, in cui tutti scopano con tutti in un’immensa orgia che dura la bellezza di diciannove minuti circa.
A quello cui mi riferisco, io, invece, è il casino di un film che ha già un titolo che non c’entra niente con la storia e soprattutto ha una povertà di mezzi e idee imbarazzan...
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Superchick

Superchick

She’s Much More Than You’ve Ever Had Before!
Di questo film leggerete solo critiche negative. Super…negative. Non sarò io di certo a farvi cambiare idea e a stravolgere il sentimento che la gente prova vedendo questo film, anche perché sinceramente, è davvero brutto. Però, vorrei sottolineare, l’impegno e l’arguzia degli autori e del regista Ed Forsyth che mettono insieme, hostess, film di karate, tette, con una spruzzata di crime.
Insomma, tutto quello che può stuzzicare il palato “fine” di un certo pubblico, soprattutto dell’epoca, cioè gli anni settanta.


Tutto il resto è fatto male, regia, recitazione e l’incerto tentativo di mostrare la protagonista, la “Superchick” del titolo come donna libera, moderna che fa quello che vuole...
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Il succhione

Il succhione

The year’s surprise vampire spoof!
Per una volta mi sento di dire che i titolisti italiani hanno fatto meglio di quelli originali. “Graf Dracula in Oberbayern” o anche “Graf Dracula (beißt jetzt) in Oberbayern” cioè il Conte Dracula in alta Baviera (o morde in…) è il moscissimo titolo di questa commedia tedesca del 1979 che in Italia è conosciuta (si fa per dire) con il titolo de “Il Succhione”. Meraviglioso. Centrato. Con quel briciolo, si fa sempre per dire, di malizia.
Italiani che incidono non solo nel titolo ma anche nella realizzazione con la presenza di Gianni Garko, che è il protagonista e Giacomo Rizzo.

Forse, visto il film, non è esattamente una cosa di cui andare fieri e sicuramente l’allora esordiente regista Carl Schenkel, che poi ha avuto...
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La casa de las mujeres perdidas

La casa de las

mujeres perdidas

A veces vengo en esta solitaria playa desnuda para recibir los primeros rayos del sol
Voglio uscire dal cliché, del cliché, che i film di Franco degli anni ottanta, sono tutti più o meno un concentrato di nudi e scene soft-core.
Oddio, lo sono, non lo metto in dubbio, ma in questo caso lo voglio vedere da un altro punto di vista.
Perché tolta la quantità di nudi e scene che vorrebbero essere hard ma si fermano un poco prima, questo film del 1983 ha (o avrebbe) una trama drammatica interessante.


Certo, come detto, il tutto viaggia con una Lina Romay, non brutta ma in fase calante, che quasi per tutto il film se ne sta nuda o poco vestita a toccarsi o a provocare il povero Antonio Mayans, che sarebbe suo padre, accompagnata da Carmen Carriòn e da Asuc...
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Altri 365 giorni

Altri 365 giorni

Sei tornata bambolina?
Il titolo originale è “The Next 365 days” ma senza dubbio quello italiano suona meglio, con quel “altri” che sembra più che altro una minaccia. Giustamente.
Il terzo capitolo della saga tratta dai libri Blanka Lipinska, uscito ad agosto su Netflix, lascia del tutto il suo aspetto da “50 sfumature” dei poveri per diventare un romanzo rosa alla Liala, la nota scrittrice del secolo scorso, icona delle storie d’amore altolocate.

Chissà se a lei sarebbe piaciuto un personaggio tipo Massimo Torricelli, interpretato dal solito Michele Morrone, sempre incazzato con camicia sbottonata e alle prese con loschi affari di cui non sappiamo niente, anche se emerge che abbia numerosi investimenti nel settore della ristorazione...
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Il lupo di mare

Il lupo di mare

Altro che Poseidon, questo è il Figheidon!
Una pubblicità di 98’ minuti per le crociere, con un mare di donne, vogliose naturalmente, e un mare di musica (di merda). Spot di 98’ minuti per il duo Gigi e Andrea, anzi a dire il vero più per il secondo che appare anche prima nei titoli di testa. In pratica, uno spot dall’inizio alla fine. O se preferite una specie di cinepanettone. Ma andiamo con calma.

Gigi e Andrea il duo comico bolognese si trova agli ultimi scampoli (ci sarà ancora la fortunata serie TV “Don Tonino” e la compresenza in due film) di una fortunata e meritata carriera che li ha visti protagonisti della comicità anni ‘80 e protagonisti alcuni film, tra i quali l’indimenticabile “Acapulco, prima spiaggia… a sinistra”.

Probabilmente per...

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La puritana

La Puritana

She’s coming from the past, a young man is whispering the truth, her tears will start the body count.. who’s next?
Se l’apertura di questo film, con uno scorpione e una tetta in mostra, già fa volare, i primi minuti con la “straziante” morte di un certo Gabriele, tossico, rapinatore, costretto ai domiciliari in ospedale, assistito da Annabella (Margit Newton) e da un medico interpretato da Helmuth Berger, ci porta nell’iperspazio.
Sconclusionati, scazzati, poco in parte il terzetto apre a quello che per alcuni è il momento più alto della filmografia erotica di Ninì Grassia...
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Dolce pelle di Angela

Dolce pelle di Angela

Comunque l’ingenuità è una cosa da bambini e tu non sei più una bambina
Vagando tra Tinto Brass e Michele Massimo Tarantini, Andrea Bianchi, che si firma Andrew White, dirige un film in cui cerca di mischiare dramma e commedia, soft-core ed erotismo.
Il tutto si poggia su Michela Miti, la “Angela” del titolo che vive la parabola dell’ingenua campagnola che scopre la vita grazie a una serie di imprevisti. Un’idea classica, che vede la protagonista passare buona parte della storia nuda e in scene soft core, per la gioia dello spettatore e per quella di Andrea Bianchi, che tutto sommato non dirige nemmeno male, ma che si salva grazie alle fattezze della Miti e delle attrici comprimarie (anche loro notevoli).
Ma a parte la quota “carnazza” e la presenza di ...
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La settimana al mare

La settimana al mare

Che mi fotte di mio figlio? Mio figlio è giovane c’ha una vita davanti a lui? Io che tengo? Solo quella stronza di mia moglie

Dopo “La settimana bianca” perché non fare “La settimana al mare”? C’è chi lo fa. Sia per le vacanze, sia al cinema. Nel secondo caso è naturalmente Mariano Laurenti che su sceneggiatura di Francesco Milizia, pochi mesi dopo l’avventura innevata, sposta le “comiche” avventure di un gruppo di persone al mare, con qualche importante cambio nel cast. Non c’è ad esempio Gianfranco D’Angelo e neppure Carmen Russo, ma entrano in scena Lucio Montanari, Francesca Romana Coluzzi e per le quota tette al fianco di una confermatissima Anna Maria Rizzoli, troviamo Paola Senatore e Annamaria Clementi.
Come dite? Che fine ha fatto...

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