Erotici tagged posts

Arabella l’angelo nero

Arabella

l’angelo nero

-Posso offrirti un drink?
-Preferisco una scopata!

Il buon Stelvio Massi, quello dei poliziotteschi, di qualche thriller, passeggia sulle rovine fumanti del cinema di genere. E si vede.
Qui dirige un thriller in cui mostra la solita buona mano e l’altrettanto nota cura, ma, di fatto, tutto gira sull’attrice protagonista più che su una storia che cerca di rinverdire i fasti del cinema che fu.
Lei è Tinì Cansino nota star della TV 80’s che passa buona parte di questo film nuda, mezza nuda e a fare sesso. Senza ipocrisia, lei è una buona ragione per guardare questo film, che, va aggiunto, ha anche momenti in cui la storia è interessante e con sprazzi di “splatter” che alzano il livello.
A un certo punto però buttano via tutto...

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Blu Angel Cafe

Blu Angel Cafe

– Che ti salta in mente? Cosa speri di ottenere comportandoti così?
-Io voglio solo te. E per averti sono pronta a qualsiasi pazzia

Di certo non è il Joe D’Amato che più ricorderò con piacere. Storia alla mano e vista anche l’ambiziosa ispirazione a “Der blaue Engel” con Marlene Dietrich, speravo e immaginavo un film in cui esplodesse in tutte le sue grandi capacità, dando un dignitosissimo film erotico e morboso. Un film alla Joe D’Amato insomma.

Il contesto si prestava, ma alla fine ci troviamo in un “dramma” del 1989, che sembra un prodotto televisivo e il cui lato erotico, comunque centrale nella storia, è poco convincente, molto tirato e tratti pure comico. Involontariamente.
I riferimenti al lavoro di Josef von Sternberg, già presenti nel titolo...

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The playmates in deep vision 3-D

The playmates

in deep vision 3-D

The First X-Rated Sextravaganza

Due pezzi di cellophane trasparente o ancora meglio di carta colorata trasparente, un pezzo di cartone per fare gli occhiali e magicamente dal vostro schermo usciranno un sacco di ragazze nude o seminude e vogliose. Che ci vuole?
Il tutto grazie a un rivoluzionario processo, come dice lo slogan. Se non dovesse funzionare però, vedrete un film con quel fastidioso effetto bi-colore, ma in ogni sempre un sacco di ragazze nude o seminude e vogliose.
Fondamentalmente questo film è tutto lì. Il classico filmetto degli anni settanta, 1973 per la precisione, che mette insieme scenette softcore unite da un sottile filo, questa volta rappresentato da uno “studio” della dottoressa Kinsey sulle abitudini sessuali degli scambisti...

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365 giorni – adesso

365 giorni

adesso

-È stato un piacere, Laura dalla Polonia
-Piacere mio, Nacho il giardiniere

Prima scena: scopano. Su una terrazza panoramica. Sempre loro, Massimo “sempre incazzato” Torricelli e Laura “l’algida vittima polacca” (Michele Morrone e Anna Maria Sieklucka). Seconda scena, lei dice a un’amica che ha perso il figlio di Massimo, causa quell’incidente al termine del primo film. Seguono luoghi comuni sui mafiosi e soprattutto sui siciliani. Olè!
Il secondo capitolo della saga scritta da Blanka Lipińska, definibile come le “50 sfumature” dei poveri, possiamo dire, che inizia col botto.
Chiaro, fin da subito, che i registi Barbara Białowąs e Tomasz Mandes, tra il primo capitolo e questo, non hanno fatto corsi di regia e che riprendono lo stile e le moda...

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L’occhio dietro la parete

L’occhio dietro

la parete

Io non voglio essere responsabile di altre vite! E’ la mia sola vera arma contro la vita! Il rifiuto di creare altri passeggeri per questo ignobile autobus!

Giuliano Petrelli nel cinema ha fatto l’attore e l’autore e il regista di un solo film. Questo. Poi non so cosa sia successo, ma non importa, fossi stato in lui, se avessi potuto, ci avrei riprovato a sedermi dietro la macchina da presa.
Perché se a questo film del 1977 togli tutti i difetti, le ingenuità, le assurdità, si scorge qualche cosa di positivo. Certo, le cose che non funzionano sono tante, tantissime e colpiscono duramente tutto il film ma qualche lampo di genio non manca.
A cominciare, anzi a finire, dal colpo di scena finale, che per quanto tirato e veloce dà un senso a tutto.
Un’alt...

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Maniac Nurses

Maniac Nurses

I love the sound of death!

Dedica in apertura a Ilonna Staller, (sì, con due “n”) a Jeff Koons e Traci Lords, “Maniac Nurses”, con l’aggiunta di “find ecstasy” nella versione internazionale è uno di quei sogni che si fanno, ad esempio, se si mischia un forte medicinale con l’alcol. Cioè, una visione distorta, allucinata, a tratti noiosa e priva di alcun senso logico.

Tutto ciò fa di questo film belga, girato in Ungheria, una cosa perfetta per la Troma, che, in effetti, lo distribuisce e soprattutto lo incornicia come un pessimo lavoro che tutti gli amanti dei film brutti devono vedere.
Uno “scult” in piena regola, che omaggia i grandi personaggi della sexploitation con particolare predilezione per il women in prison visto che la warden di turno si chiama I...

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Provocazione Fatale

Provocazione Fatale

Quindi credo che non arrossirà se le chiedo di spalmarmi l’abbronzante sulla schiena. Sa, è un classico della seduzione

Non è ben chiaro a cosa si riferisca il “fatale” del titolo. Diciamo che pensandoci su, forse voleva essere “fatale” per il cinema, dargli un colpo finale, ma anche su questo aspetto il film di Grassia fallisce miseramente.
Prima di parlare di questo orrendo capitolo erotico, ci tengo a dire che non tutto è da buttare. Dalla Lancia Beta Montecarlo che si vede nelle prime immagini, per passare alla location di Palinuro e chiudere, perché di film erotico si parla, con la batteria femminile.
Un trio schiacciasassi guidato dalla splendente meteora Deborah Calì per passare ad Anna Maria Clementi in grande forma all’ultima apparizione in un ...

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Attack of the 60 Foot Centerfolds

Attack of the

60 Foot Centerfolds

You looked in the mirror lately? How old are you – THIRTY? Are your breasts getting smaller?


Ho letto recensioni negative su questo film e non me ne capacito. A parte il fatto che al Fred Olen Ray dei B’s bisogna solo volergli bene, che volete dire a un film che ha una donna di 18 metri che passa quasi tutto il suo tempo in (e senza) bikini?
Non vorrei entrare nel dettaglio ma credo che ci siamo capiti.
Oltre a questa enorme abbondanza, il regista americano parodia gli sci-fi degli anni ‘50 con palese riferimento a “Attack of the 50 Foot Woman” del 1958, aggiungendo come già detto dosi abbondanti e tette gigantesche. Il binomio perfetto.La storia è stupida al punto giusto con un sacco di battute idiote, creando così il giusto mix tra la presa ...

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Girl Slaves of Morgana Le Fay

Girl Slaves

of Morgana Le Fay

Trapped by the Queen of Evil, with only her body to save her

Una serie piuttosto ampia di cliché del cinema horror, accoglie sfacciatamente lo spettatore fin dai primi minuti di questo film che segna l’esordio di Bruno Gantillon regista francese passato presto alla TV.
Un villaggio sperduto, gente strana, auto che si rompono nel bel mezzo della notte, una casa disabitata, due ragazze da sole in un fienile (…) e una di loro una che sparisce. Un tizio strano che porta l’altra in un grande posto, abitato da gente strana.
Il tutto condito da uno stile che ricorda moltissimo quello di Jean Rollin. Una malinconia di fondo, una lentezza piuttosto marcata nei dialoghi e una mano che cerca di seguire i movimenti che farebbe Rollin.
Non ci sono vampiri...

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Linda

Linda

Ron I need you, I’m nothing without you!

All’aeroporto di Funchal, uno dei più pericolosi al mondo, prima che diventasse il Cristiano Ronaldo Airport, atterrò, stando questo a questo film, Linda. Se vi chiedete chi sia Linda e perché il suo nome dia il titolo a questo lavoro di Jess Franco del 1981, sappiate che ce lo chiediamo anche noi. Ma procediamo con calma.
Franco ancora una volta ci riporta nel mondo degli strip club, aprendo il film con uno spettacolo erotico al “Rio Bravo” che finisce a frustate e sesso con il pubblico che guarda ordinando e bevendo drink. Un buon inizio si può dire. Per il genere intendo. “Linda” continua con una storia puramente sexploitation, di cattiverie, ricatti e naturalmente sesso. Anzi, sesso, cattiverie e ricatti.

La protagonista...

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