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Una vita spericolata


Una vita spericolata

Non è una rapina! Non li voglio i soldi!


A Marco Ponti, gli si vuole bene. A prescindere. Per “Santa Maradona”, ok, ma anche perché quanti registi di Avigliana, piccolo posto in provincia di Torino, conoscete? Una rarità.
Tuttavia (quanto amo questa parola così forbita, che sembra annunciare sempre il peggio) anche alle persone a cui vuoi bene ogni tanto devi dire che hanno fatto qualche errore. E nel caso di Ponti è “Una vita spericolata” film del 2018.
Con in testa il Guy Ritchie di “Lock & Stock” e “The Snatch” Ponti allestisce una commedia “on the road” con tre, soliti, improbabili criminali.

A scatenare gli eventi ci pensa un, solito, fraintendimento...
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Cocainorso

Cocainorso

That was so messed up. That little man was an expert on bears, but he didn’t know that bear was the cocaine bear.
Leggendo qua e là sui social, qualcuno ha preso seriamente “Cocaine Bear” o “Cocainorso”.
Si leggono critiche sdegnate e incazzate per il film di Elizabeth Banks, manco attendessero un lavoro di Kubrick.
A me sembrava abbastanza chiaro, anche senza l’aiuto di droghe, e fin dalle prime immagini e dal primo trailer che l’obiettivo finale fosse solo e unicamente quello di creare un film horror, un po’ splatter, demenziale, in salsi anni ottanta.

E “Cocainorso” riesce perfettamente in questo intento, con personaggi stereotipati da film crime e horror, scene assurde, humor nero e una trama quasi nonsense...
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Tic Toc

Tic Toc

-Ah..un influencer con l’influenza
A volte mi chiedo dove trovino i soldi e soprattutto perché li debbano sprecare. “Tic Toc” è uno di quei casi che mi spingono a farmi queste domande, che non trovano risposta. Ma andiamo con calma.
Il titolo dovrebbe far intendere un certo rimando a TikTok e quindi, per forza di cose, si dovrebbe già pensare che questo sia un lavoro incentrato sul social e sui suoi utilizzatori. Ed essendo un film comico, dovrebbe prendere in giro i suddetti.
E, in effetti, il film di Davide Scovazzo, regista/sceneggiatore ligure a questo punta. O almeno, vorrebbe. E sì...
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Un grande amore

Un grande amore

Io penso che voi tutti avete grande problema con sesso. Io è sicura di avere rimedio miracoloso
Più che “Un grande amore”, un gran casino. In vari sensi. In teoria il gran casino, stando alla sceneggiatura scritta dal regista/sceneggiatore/produttore Ninì Grassia, il nostro caro Ninì Grassia, è quello di un concierge di un Grand Hotel che incasina le stanze dei suoi ospiti. Ma questo, credetemi, è il casino meno importante. In secondo luogo ci sarebbe quello, nel senso volgare del termine, in cui tutti scopano con tutti in un’immensa orgia che dura la bellezza di diciannove minuti circa.
A quello cui mi riferisco, io, invece, è il casino di un film che ha già un titolo che non c’entra niente con la storia e soprattutto ha una povertà di mezzi e idee imbarazzan...
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Clerks III

Clerks III

-You’re not even supposed to be here today.
Per età anagrafica quelli di Clerks potrebbero essere i miei fratelli maggiori. Anche se c’è una piccola differenza d’età, ho vissuto tutta la saga fin da quando è scoppiato il “caso Clerks”, cioè, fin da quando quel pazzesco B movie è diventato un cult.
Ho aspettato e vissuto con ansia il secondo capitolo, di cui riporto un vecchio articolo, e sempre alla stessa maniera ho atteso il terzo capitolo.

Guardando tutti e tre i film, bisogna assolutamente dire che Clerks, riesce sempre a descrivere bene le ansie, i problemi, le voglie della generazione cui fa riferimento. Va detta anche un’altra cosa: Clerks III è un film che apprezzerete se avete un’età over 40 e se avete visto gli altri...
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Superchick

Superchick

She’s Much More Than You’ve Ever Had Before!
Di questo film leggerete solo critiche negative. Super…negative. Non sarò io di certo a farvi cambiare idea e a stravolgere il sentimento che la gente prova vedendo questo film, anche perché sinceramente, è davvero brutto. Però, vorrei sottolineare, l’impegno e l’arguzia degli autori e del regista Ed Forsyth che mettono insieme, hostess, film di karate, tette, con una spruzzata di crime.
Insomma, tutto quello che può stuzzicare il palato “fine” di un certo pubblico, soprattutto dell’epoca, cioè gli anni settanta.


Tutto il resto è fatto male, regia, recitazione e l’incerto tentativo di mostrare la protagonista, la “Superchick” del titolo come donna libera, moderna che fa quello che vuole...
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Il succhione

Il succhione

The year’s surprise vampire spoof!
Per una volta mi sento di dire che i titolisti italiani hanno fatto meglio di quelli originali. “Graf Dracula in Oberbayern” o anche “Graf Dracula (beißt jetzt) in Oberbayern” cioè il Conte Dracula in alta Baviera (o morde in…) è il moscissimo titolo di questa commedia tedesca del 1979 che in Italia è conosciuta (si fa per dire) con il titolo de “Il Succhione”. Meraviglioso. Centrato. Con quel briciolo, si fa sempre per dire, di malizia.
Italiani che incidono non solo nel titolo ma anche nella realizzazione con la presenza di Gianni Garko, che è il protagonista e Giacomo Rizzo.

Forse, visto il film, non è esattamente una cosa di cui andare fieri e sicuramente l’allora esordiente regista Carl Schenkel, che poi ha avuto...
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Falla Girare

Falla Girare

Cosa faresti per salvare l’ultima piantina di marijuana della terra?
Non so se è per stringere un legame, sentirsi gli eredi di “I soliti ignoti” ma mi sfugge la passione del filone di commedie italiane, per i criminali casinisti e un po’ coglioni.
Comunque un altro esempio è “Falla Girare” commedia distopica che vede alla regia, per la seconda volta in un lungometraggio, Giampaolo Morelli.
Il buon Morelli su sceneggiatura di Gianluca Ansanelli e Tito Buffulini, dirige una storia originale che vaga tra il crime e l’action e i film di arti marziali, in un contesto distopico (molto, ma molto distopico come vedremo), mettendoci dentro una serie di gag che ai giorni nostri suonano come molto scorrette.

Scherza sull’autismo, scherza sui cinesi e sui luoghi comuni dell...
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Il lupo di mare

Il lupo di mare

Altro che Poseidon, questo è il Figheidon!
Una pubblicità di 98’ minuti per le crociere, con un mare di donne, vogliose naturalmente, e un mare di musica (di merda). Spot di 98’ minuti per il duo Gigi e Andrea, anzi a dire il vero più per il secondo che appare anche prima nei titoli di testa. In pratica, uno spot dall’inizio alla fine. O se preferite una specie di cinepanettone. Ma andiamo con calma.

Gigi e Andrea il duo comico bolognese si trova agli ultimi scampoli (ci sarà ancora la fortunata serie TV “Don Tonino” e la compresenza in due film) di una fortunata e meritata carriera che li ha visti protagonisti della comicità anni ‘80 e protagonisti alcuni film, tra i quali l’indimenticabile “Acapulco, prima spiaggia… a sinistra”.

Probabilmente per...

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Le impiegate stradali (Batton Story)

Le impiegate stradali

(Batton Story)

Abbiamo un’arca di scienza che batte il marciapiede. Chissà come devono essere interessanti le sue lezioni private
Riporta Wikipedia tra le curiosità “In questo film Femi Benussi non si spoglia mai”. Beh, non è una bella notizia, ma fosse quello il problema qui, saremmo a posto. Invece no, quella è il problema meno grave.
Mario Landi la cui carriera cinematografica va al contrario di un’apprezzabile carriera di regista televisivo, lavora su una sceneggiatura davvero inquietante e poverissima che semplicemente non funziona.


Per prima cosa non è chiaro se “Le impiegate Stradali” sottotitolo “Batton Story” voglia essere una commedia sulla prostituzione o un film che in maniera leggera vuole parlare delle condizioni delle prostitute ...
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