Thriller tagged posts

Veneciafrenia

Veneciafrenia

¡Es vuestra culpa!
¡Turistas de los cojones!

Non so se ve la ricordate, ma nel 1996 il gruppo ska veneziano Fahrenheit 451, pubblicò il brano “Uccidiamo il chiaro di luna” divenuto poi famosissimo grazie a un bellissimo video animato. Beh, se non ve lo ricordate andate a cercarlo, anche perché loro avevano messo in luce il fatto che Venezia era diventata un posto finto, gentrificato, venduto per soldi ai turisti che arrivano sulle grandi navi da crociera.
Non credo che Alex De La Iglesia abbia sentito questa canzone prima di scrivere con il fido Jorge Guerricaechevarría la sceneggiatura di questo film, ma, di fatto, il tema di fondo è proprio il turismo frenetico che colpisce la città della laguna. Da lì il gioco di parole del titolo.

Prodotto in collaborazion...

Read More

Blood Games

Blood Games

You’re fuckin’ with the devil now, boy

Il redneck che già prova repulsione verso chi non è del proprio territorio, di certo non può essere indifferente a una squadra di baseball femminile in calzoncini molto corti che ha pure l’ardire di battere la locale selezione di qualche paesello degli Stati Uniti del Sud. Il villico importuna le ragazze durante la partita, commette scorrettezze, le insulta e le spia negli spogliatoi.
Che poi che ci faccia una squadra femminile di baseball che gira il paese per esibirsi un posto così retrogrado, non è chiaro. O almeno non è chiaro dal punto di vista logico, ma è chiarissimo dal punto di vista narrativo, considerando che è la scintilla che genera un pruriginoso men (women) hunting del 1990 diretto da Tanya Rosenberg alla sua pr...

Read More

Arabella l’angelo nero

Arabella

l’angelo nero

-Posso offrirti un drink?
-Preferisco una scopata!

Il buon Stelvio Massi, quello dei poliziotteschi, di qualche thriller, passeggia sulle rovine fumanti del cinema di genere. E si vede.
Qui dirige un thriller in cui mostra la solita buona mano e l’altrettanto nota cura, ma, di fatto, tutto gira sull’attrice protagonista più che su una storia che cerca di rinverdire i fasti del cinema che fu.
Lei è Tinì Cansino nota star della TV 80’s che passa buona parte di questo film nuda, mezza nuda e a fare sesso. Senza ipocrisia, lei è una buona ragione per guardare questo film, che, va aggiunto, ha anche momenti in cui la storia è interessante e con sprazzi di “splatter” che alzano il livello.
A un certo punto però buttano via tutto...

Read More

L’occhio dietro la parete

L’occhio dietro

la parete

Io non voglio essere responsabile di altre vite! E’ la mia sola vera arma contro la vita! Il rifiuto di creare altri passeggeri per questo ignobile autobus!

Giuliano Petrelli nel cinema ha fatto l’attore e l’autore e il regista di un solo film. Questo. Poi non so cosa sia successo, ma non importa, fossi stato in lui, se avessi potuto, ci avrei riprovato a sedermi dietro la macchina da presa.
Perché se a questo film del 1977 togli tutti i difetti, le ingenuità, le assurdità, si scorge qualche cosa di positivo. Certo, le cose che non funzionano sono tante, tantissime e colpiscono duramente tutto il film ma qualche lampo di genio non manca.
A cominciare, anzi a finire, dal colpo di scena finale, che per quanto tirato e veloce dà un senso a tutto.
Un’alt...

Read More

Dexter: new blood

Dexter: new blood

You said you had all day. Well, I’ve got news for you. The night is mine.

Non so se ve lo ricordate ma uno dei primi, se non il primo, shitstorm su una serie tv, fu quello di “Dexter”. Tantissimi messaggi piuttosto incazzati per un finale che non rendeva onore a una serie tra quelle che hanno alzato il livello delle stesse, sia dal punto di vista della storia sia da quello tecnico. Dexter ha funzionato bene per circa quattro stagioni, trascinandosi poi nelle altre quattro fino al culmine di un finale a dir poco patetico.

Mi sembra anche di ricordare che la produzione negò con forza un possibile ritorno, mentre Micheal C. Hall si impegnò su altri fronti diventando anche il protagonista del musical “Lazarus”.
Ora non abbiatene a male, ma devo spoilerare...

Read More

Old

Old

It’s only a matter of time

Con tutta tranquillità questo potrebbe diventare il film di riferimento di vari complottisti. Uno scacco matto a chi governerebbe il mondo da parte di M. Night Shyamalan, che si ispira alla grafic novel “Château de sable”, scritta da Pierre-Oscar Levy e disegnata da Frederik Poetesche a quanto pare gli fu regalata dai figli e che subito lo colpì al punto di comprare immediatamente i diritti.

Direte: se è ispirata a una graphic novel, che colpa ne ha il regista di eventuali tesi complottiste che hai citato nelle prime righe? Beh il regista americano ha cambiato alcune cose, come il finale, ed è lecito pensare che abbia anche cavalcato l’onda di questi ultimi anni.
In ogni caso Shyamalan ci porta in un horror/thriller incentrato sul passare del te...

Read More

Into the night – Seconda Stagione

Into the night

Seconda stagione

Bunker life is almost like home life

Quelli del volo Mosca/Bruxelles, spinti dall’onda di un successo inaspettato di una serie che riassume il tutto in sei episodi di circa 35’, sono, con nostra gioia, tornati. Certo, non è facile ripetere l’exploit della prima stagione e naturalmente l’effetto sorpresa è del tutto svanito, perché sì, già sappiamo, che il sole è mortale.

Jason George, lo showrunner, riprende ancora idee da The Old Axolotl di Jacek Dukaj, già al centro della prima serie, mentre c’è un cambio alla regia con il belga Nabil Ben Yadir e la francese Camille Delamarre che prendono il posto di Inti Calfat e Dirk Verheye.
Non è facile ripetersi dicevo e George sembra saperlo bene, visto che cerca una nuova strada e soprattutto un...

Read More

The Voyeurs

The Voyeurs

oh they’re in love, I don’t think we should spy on our neighbors

Micheal Mohan al suo esordio in un lungometraggio punta fin dal titolo a uno dei mali di questa epoca: il voyeurismo. Certo, è una cosa che ha sempre causato pruriti all’essere umano, finendo in film come “La finestra sul cortile” e soprattutto “Omicidio a luci rosse”. Ma in questi ultimi anni con i social si è raggiunto un notevole livello di morbosità. Chi è che non ha mai spiato il profilo social di un o un’ ex, o di un amico/a di cui abbiamo perso le tracce o di una persona appena conosciuta che ci incuriosisce?
Va detto che siamo anche nell’epoca dell’esibizionismo più esagerato e con queste cose e con la lezione dei due thriller che ho citato, non a caso, all’inizio, Micheal Mohan crea u...

Read More

Katla

Katla

Do you believe them?

A essere sincero, fossi l’ente del turismo islandese, non sarei contento. Baltasar Kormákur apprezzato regista e autore islandese usa il vero nome di un grosso vulcano sub-glaciale e va bene che qui Katla sta eruttando mentre nella realtà l’ultima eruzione è del 1918, così come Vik, cittadina turistica non lontana dal vulcano, che qui è semi abbandonata, ma la finzione è così convincente e inquietante che non so se andrò mai in Islanda.

Beh, poco importa, non parlo di viaggi, ma di serie TV. E devo dire che la prima serie islandese distribuita da Netflix è sorprendente e porta avanti con orgoglio il thriller nordico soprannaturale, già apprezzato, ad esempio, con “Fortitude”.

“Katla” è indubbiamente tra i migliori lavori del genere, perch...

Read More

Panic

Panic

Let the game begin

Ci vuole coraggio, molto coraggio, per fare una serie del genere che potrebbe ispirare giovani a seguirne le gesta, cioè a fare un gioco in cui rischiano la vita. Un po’ da vecchio rompicoglioni queste prime righe, lo so, ma è il primo pensiero che mi è venuto vedendo le avventure dei ragazzi protagonisti della serie tratta da un romanzo di Lauren Oliver e adattata dalla stessa che è anche produttrice esecutiva.

Per il resto “Panic” è una serie tardo adolescenziale ma con voglie di abbracciare il thriller e un leggero horror. Così, ci troviamo con un lavoro che mischia sogni e affari di cuore di neodiplomati con una storia in cui ci sono morti, vendette e una serie di torbidi segreti.
Il risultato è che “Panic” si lascia seguire con grande attenz...

Read More