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Zombeavers

Zombeavers

– You girls from out of town?
-Yeah, we’re staying over there at my cousin’s place.
– We’re looking for beavers.
-Well, hell, ain’t we all?

Alla fine sono sempre i rifiuti tossici che creano mostri. A parte la citazione dell’eroe di Tromaville, qui ci troviamo nel campo degli animali incazzati. Un film brutto dove il brutto è voluto e si cerca di fare tutto male. Ma bene.

A memoria, tra l’altro, non ricordo nemmeno ai tempi d’oro della fauna atomica o mutata da esperimenti, che qualcuno abbia mai usato i cari, simpatici e pacifici castori. E nessuno mi leva dalla testa, nemmeno un’eventuale intervista col regista che la scelta dell’animale sia dovuta, oltre che per l’originalità del soggetto, per l’utilizzo della parola “beaver” nello slang.
In ogni caso, Zo...

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Studio 666

Studio 666

I’m seriously a huge fan – you’re my favorite band after Coldplay

Mentre sto scrivendo questo post, in TV sta passando un documentario sul grunge. E considerando che due dei protagonisti di questo lavoro sono stati fondamentali in quel periodo e vista la mia passione per i film che coinvolgono band/musicisti, posso dire di essere di buon umore. E che perdono qualche errorino di fondo di questo film del 2022. Sappiatelo.
Dunque, quei mattacchioni dei Foo Fighters si buttano nel cinema con una commedia horror a tratti scatenata come alcune delle loro migliori e più note canzoni. Va anche detto però che c’è un po’ di malinconia perché vediamo il compianto Taylor Hawkins.
A parte questo, qui troviamo molta autoironia, molto sangue e tantissima ispirazione presa da film hor...

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Eating Miss Campbell

Eating Miss Campbell

What is more poetic and American than a high school massacre?
Il film splatter che ci meritiamo. Il film splatter di cui abbiamo bisogno. Il logo della Troma che campeggia all’inizio, produttrice con Refuse Films e Dereks Dont Run Films, è come sempre sinonimo di un certo cinema trash, sfacciato ed esagerato. Alla regia l’inglese Liam Regan, al secondo lungometraggio dopo “My Bloody Banjo” del 2015 e dopo qualche comparsata in un paio di film della Troma.
Un bel biglietto da visita per un film che in linea generale passa la prova, ma che purtroppo ha qualche difetto che abbassa un po’ il divertimento.


Come prima cosa conosciamo la protagonista Beth (Lyndsey Craine, volto del cinema indipendente horror/splatter) che rompe la quarta parete e in un esercizio...
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Maniac Nurses

Maniac Nurses

I love the sound of death!

Dedica in apertura a Ilonna Staller, (sì, con due “n”) a Jeff Koons e Traci Lords, “Maniac Nurses”, con l’aggiunta di “find ecstasy” nella versione internazionale è uno di quei sogni che si fanno, ad esempio, se si mischia un forte medicinale con l’alcol. Cioè, una visione distorta, allucinata, a tratti noiosa e priva di alcun senso logico.

Tutto ciò fa di questo film belga, girato in Ungheria, una cosa perfetta per la Troma, che, in effetti, lo distribuisce e soprattutto lo incornicia come un pessimo lavoro che tutti gli amanti dei film brutti devono vedere.
Uno “scult” in piena regola, che omaggia i grandi personaggi della sexploitation con particolare predilezione per il women in prison visto che la warden di turno si chiama I...

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Bingo Hell

Bingo Hell

Ti senti fortunato?

Horror e un po’ di splatter usati come metafora non sono di certo una grossa novità ma Gigi Saul Guerrero la “La Muñeca Del Terror”, cerca di dare, con grande impegno, nuove prospettive e spunti di riflessione, affidandosi alla brava Adriana Barraza (candidata agli Oscar nel 2007) e un inquietante Richard brake, il Night King di “Games of Thrones” per due stagioni.
“Bingo Hell” è dunque più di horror, ma è anche meno di un film di critica sociale. E qui sta il problema.

Questo film prodotto dalla Blumhouse e da Amazon è un’interessante metafora sulla gentrificazione e sul tentativo di chi vive ai margini di cambiare vita, ma si limita a punzecchiare senza affondare il colpo.
La regista messicana fa tutto per bene, va sottolineato, dimostr...

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All my friends are dead

All my friends

are dead

I think the sweetest fruits is often forbidden

I Turbonegro sono una band norvegese che viaggia tra il punk, death metal e hard core, un po’ controversa ma dall’intensità e ritmi altissimi. Uno dei loro brani più conosciuti s’intitola “All my friends are dead” proprio come questo film polacco. E proprio come la canzone, mi aspettavo da questo lavoro, dell’esordiente Jan Belcl, le stesse cose. Velocità, grinta, cattiveria.

Devo dire che i primi minuti hanno accontentato le mie aspettative. Due poliziotti idioti indagano in una strana scena del crimine. Poi un flashback ci mostra una scatenata festa di capodanno con tanti personaggi assurdi che si perdono tra alcool, musica e qualche battuta demenziale.

Piazzata la storia e presentati i protagonisti,...

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Return to Return to Nuke ‘Em High Aka Vol. 2

Return to Return

to Nuke ‘Em High

Aka Vol. 2

-Who’s is ready to fuck?!!!

Joe Fleishaker, cioè, Lardass nonché il protagonista del simpatico scherzo che ci ha fatto per anni la Troma e Lemmy Kilmister, che non sono più con noi, apprezzerebbero l’intro di questo film dedicato a loro. Ragazze nude in uno spogliatoio che si lanciano oggetti, mentre una di loro sotto la doccia, ricordando la scena di “Carrie”, pensa che le sia venuto il ciclo, ma in realtà è qualcosa che arriva dalla centrale nucleare costruita vicino alla scuola. Come ben sappiamo. Seguono esplosioni, sangue, scoregge. In perfetto stile Troma.

Un grande inizio una nuova avventura degli alunni della scuola contaminata, che si trovano ancora una volta a combattere contro la Tromorganic di Lee Harvey Herzkauf (i...

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Two Thousand Maniacs!

Two Thousand

Maniacs!

Wait a minute, folks! Wait a minute! We’re embarrasing our guest! We’re not showing any sportsmanship at all!

Quando su le “Cahiers du cinema” scrissero che “Blood Feast” e “Two Thousand Maniacs!” erano tra i film horror più belli di tutti i tempi e che Herschell Gordon Lewis era un “soggetto per ulteriori studi”, il regista rispose che “Questo è quello che dicono sul cancro”.
E questa splendida battuta di humor nero, spiega molto più di mille parole il pensiero di quel mattacchione di Herschell Gordon Lewis.
Ritroviamo il nostro e l’amico Friedman nel 1964, infatti, con tanta voglia di fare le cose in grande, almeno, a detta loro, con una storia più complessa del mitico “Blood Feast”. Un budget tre volte più grande (si stima che “Bl...

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They Bite

They Bite

this has got to be more than just a dirty movie – this has got to be the “King Kong” of porno movies

Morderanno anche, ma più che altro vogliono fare sesso. O qualcosa del genere. In ogni caso questo è il senso di un fantastico B Movie del 1996 scritto e diretto da Brett Piper, un regista che ha dedicato la carriera ai B’s.

Piper fin dalle prime scene non nasconde le sue intenzioni: tette, mostri, demenzialità. Prendendo a piene mani dalla tradizione dei mostri della palude o provenienti dall’acqua, con un particolare affetto per “Humanoids From the deep” del 1980.
I mostri però non sono l’unica passione del regista, che dimostra di amare parecchio anche l’exploitation, lo sci-fi e sì, pure i porno...

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The Devil Hunter

The Devil Hunter

-What do you know of this island? Who inhabits it?
-A strange tribe whose god demands sacrifices, human sacrifices, especially women, whose hearts he eats.

L’Eurociné poteva perdere l’occasione di entrare nel mondo dei cannibali, tra fitte giungle, Dei cattivi e tette e nudi? Ma no certo che no, non si può di certo perdere il momento migliore. E tra i vari esemplari di questo filone prodotti dalla mitica compagnia europea dell’exploitation c’è “El Canibal” o “The Devil Hunter”, un cannibal movie (più o meno) diretto dal sempre caro Jesus Franco.

Un Franco più che mai commerciale e più che mai votato al risparmio, che prova a dare un senso artistico al tutto soltanto nei primi minuti con una narrazione parallela che vede da un lato i cannibali di ...

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